
Originariamente Scritto da
Giò
Un discorso simile non è affrontabile senza una preliminare chiarificazione concettuale.
Filosofia: studio della totalità della realtà.
Scienza: conoscenza dimostrata (sapere rigoroso in senso dimostrativo).
Dimostrazione: procedimento discorsivo che, attraverso una sequenza di passaggi logici, conduce alla conclusione che una certa affermazione è vera o è conseguenza logicamente necessaria di alcuni principi, ipotesi o assiomi.
Verità: adeguazione della conoscenza alla realtà.
Evidenza: ciò che si vede essere in un determinato modo anziché in un altro.
Evidenza intrinseca: evidenza che ci mostra immediatamente o mediatamente il nesso esistente fra il soggetto ed il predicato di una proposizione.
Evidenza estrinseca: evidenza in cui il nesso oggettivo fra il soggetto ed il predicato di una proposizione è 'dato' dall'autorità di un altro che asserisce l'esistenza di quel nesso.
Evidenza immediata (o autoevidenza): evidenza né dimostrata né dimostrabile, la cui negazione porta necessariamente ad una sua riaffermazione esplicita o implicita.
Evidenza mediata: evidenza inferita tramite dimostrazione a partire da premesse vere o in quanto autoevidenti o anch'esse dimostrate (ad es.: nel primo caso, la conclusione di una dimostrazione sillogistica che parte da premesse autoevidenti, nel secondo caso la conclusione di una dimostrazione sillogistica che ha come premesse le conclusioni di un altro sillogismo).
La fede, in senso proprio, si basa sull'evidenza estrinseca. Se l'autorità che asserisce l'esistenza del nesso fra soggetto e predicato è meramente umana, allora si ha la fede umana (come quando l'allievo ritiene vera una determinata cosa perché glielo dice il proprio docente); se invece l'autorità che asserisce l'esistenza del nesso è divina o è esercitata in nome di Dio, si ha la fede religiosa o divina.
L'esistenza di Dio non è asserita soltanto sulla base di un'evidenza estrinseca, bensì sulla base di un'evidenza intrinseca, ancorché mediata. L'esistenza di Dio, infatti, non è immediatamente evidente, come invece lo è il fatto che un ente non possa essere e non essere simultaneamente e sotto il medesimo aspetto. È dimostrata tramite le cinque vie di S. Tommaso d'Aquino. Una dimostrazione che parte da alcune premesse autoevidenti (ad es.: il divenire) e che poi, sulla base di una dimostrazione sillogistica, giunge alla conclusione logicamente necessaria che Dio esiste - anzi, per dirla in termini più rigorosi, che Dio "è". Chi vuole contestare le cinque vie dovrebbe confutare o l'autoevidenza delle premesse o il carattere logicamente necessario della conclusione dell'argomentazione sillogistica svolta per dimostrare l'esistenza di Dio.
L'esito delle cinque vie tomiste è - ad es. - un argomento preliminare alla fede cattolica, ma non è ciò che determina l'actus fidei, che è "stimolato" dai cd. motivi di credibilità della fede, ma avviene perché il singolo riconosce la veridicità della religione cattolica sulla base dell'autorità di Dio stesso, non in virtù di un'evidenza intrinseca immediata o mediata.
Sopra ho scritto che per scienza s'intende ogni conoscenza dimostrata ma oggi, quando si dice scienza, si sottintende l'insieme delle discipline scientifiche che ricorrono al metodo matematico-sperimentale. Si tratta di discipline che, a differenza della filosofia, indagano aspetti particolari della realtà in termini quantitativi. La diversità dell'oggetto formale della filosofia da quello della scienza in senso moderno (cioè dell'insieme delle discipline scientifiche che ricorrono al metodo matematico-sperimentale) determina la diversità del procedimento razionale con il quale si dimostrano determinate affermazioni e la loro differente validità.