



Siamo sempre lì: la capacità di pensare cose che non esistono nella realtà materiale, come essere, bontà e verità, non dimostra che il pensiero è un fenomeno immateriale. Non più di quanto dimostri che pensando al colore rosso il pensiero sia rosso. La natura di qualcosa non si esaurisce infatti nello stabilire se sia materiale o immateriale, anzi, una volta stabilito questo aspetto abbiamo detto assai poco di quel qualcosa.
- Non esiste in Germania una cricca più spudorata e stupida di questi antisemiti.
Nietzsche, 1887


- Solo gli imbecilli non hanno dubbi!
- Ne sei sicuro ?
- Non ho alcun dubbio !


A me il tuo post è chiaro, quello che ti voglio mostrare è che il concetto di perfezione è in relazione a quello di essere e che per un ente non c'è grado di perfezione ulteriore che esserci/esistere. Pertanto, dire che c'è un ente la cui essenza coincide con l'esistenza significa affermare che quell'ente è assolutamente necessario che esista. Da ciò ne consegue, come già detto, che è assolutamente perfetto.
Credere - Pregare - Obbedire - Vincere
"Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).


- Solo gli imbecilli non hanno dubbi!
- Ne sei sicuro ?
- Non ho alcun dubbio !


Restando dentro al discorso metafisico, non vedo come essenza ed esistenza possano essere separate, dato che non è possibile concepire l’essenza di qualcosa che non esiste. È possibile solo attribuendo ad “esistenza” il significato di “esistente nel mondo materiale”.
Ma questo significa giocare su due tavoli, visto che normalmente il metafisico considera a loro modo esistenti anche gli enti immateriali o fantastici. Non è permesso cambiare il significato delle parole a seconda della convenienza. Quindi sì, la metafisica è “scienza” dell’essere necessario, mentre la perfezione non è altro che un giudizio di valore, che non può essere stabilito oggettivamente.
- Non esiste in Germania una cricca più spudorata e stupida di questi antisemiti.
Nietzsche, 1887


mediante la meccanica quantistica viene stabilita definitivamente la non validità del principio di causalità
Heisenberg,Sul contenuto intuitivo della cinematica e della meccanica nella teoria quantistica,Zeitschrift für Physik,vol.43,n.4,1927,p.172


Ho capito, ma perché un'ipotesi possa stare in piedi deve essere possibile ed incontraddittoria. Se no, non regge in partenza.
Perché, a tuo avviso, il fatto che l'energia totale dell'universo sia pari a zero potrebbe dimostrare (in termini ipotetici) che l'universo sia incausato?
Quello che volevo capire è se si tratta di un problema epistemico oppure no.
Messa in questi termini, mi sembra che lo spazio-tempo sia quello che viene detto in filosofia un ens rationis cum fundamento in re, cioè una costruzione dell'intelletto basata sulla realtà conosciuta. La realtà conosciuta in questo caso sarebbero i vari oggetti e le loro attività, lo spazio-tempo sarebbe l'insieme delle grandezze fisiche con le quali li si misura nei loro diversi aspetti.
Si può dire che sono oggettivamente simultanei, dato un moto uniforme da parte degli osservatori.
Lo sarebbe perché l'imperfezione indica una "mancanza" di essere. E Dio è tale proprio perché, essendo l'Essere stesso sussistente, dà l'essere a ciascun ente.
In questo caso la mia era solo una spiegazione del perché troviamo ostico il concetto![]()
Credere - Pregare - Obbedire - Vincere
"Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).


Ma non solo, come giustificano i ns. amici il fatto che danneggiando la corteccia frontale, un pacifico omuncolo casa e chiesa si trasforma in un assassino che compie stragi ? ovvero una alterazione del cervello cambia completamente il comportamento, quindi la sua capacità di giudicare il bene e il male, che dovrebbero essere fonte assoluta della moralità dell'anima e quindi inalterabili.
mediante la meccanica quantistica viene stabilita definitivamente la non validità del principio di causalità
Heisenberg,Sul contenuto intuitivo della cinematica e della meccanica nella teoria quantistica,Zeitschrift für Physik,vol.43,n.4,1927,p.172

