





- Solo gli imbecilli non hanno dubbi!
- Ne sei sicuro ?
- Non ho alcun dubbio !


L'espressione "l'esistenza stessa" l'abbiamo usata sin dall'inizio del nostro confronto e solo ora mi dici che, secondo te, non significa niente?
Come ho chiarito in diverse occasioni, per "esistenza" s'intende il fatto che ci sia qualcosa/il fatto che un determinato ente sia in atto. Quando si dice che Dio è l'esistenza stessa, s'intende dire che, in quanto Essere per essenza, è ciò che fa sì che ogni ente "sia" (cioè esista) e che, in quanto Atto puro, è ciò che fa sì che ogni ente sia in atto (cioè esista).
Anche in questo caso resto perplesso e stupito: che Dio fosse "tutta la perfezione possibile" era un punto già sviscerato e chiarito messaggi fa. Tant'è che una delle tue obiezioni era stata che "tutta la perfezione possibile" non equivaleva ad assoluta ed infinita perfezione. Obiezione a cui io ho risposto sottolineando che la perfezione divina è infinita perché non è limitata da alcunché: né dalla materia né potenza passiva né dall'essenza.
Non ho spostato nulla, Merovingio. Ti ho già chiarito diversi messaggi fa che, negli enti "normali", la composizione di essenza ed esistenza/essere in atto coincide con quella fra potenza passiva ed atto d'essere. Quindi, quando scrivo che gli enti "normali" sono di per sé limitati a causa della loro natura, mi sto riferendo tanto all'essenza quanto alla potenza passiva. Dio sarebbe "indefinito" e non infinito? Peccato che questo contrasti con il fatto che Dio sia l'Atto puro.
Credere - Pregare - Obbedire - Vincere
"Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).


1) se essere l'esistenza stessa significa essere per essenza allora affermare che dio è essere per essenza e l'esistenza stessa è una ripetizione tautologica che confonde solo le idee. A che ci serve?
2) bene. Per tutta la perfezione possibile si intende la mera perfezione conforme alla natura dell ente. Quindi perché usi questo argomento per cercare di dimostrare che la perfezione di Dio è infinita? Perché funestare i post con questioni già risolte?
Non conviene concentrarci sulle questioni aperte?
3) Negli enti normali vi è una composizione di atto e potenza. Dio è puro atto. Anche questa è una continua ripetizione di concetti che abbiamo già chiarito.
Alla natura degli enti contingenti compete una data perfezione e compete la divenienza in virtù della potenza. Alla natura di dio compete l'essere per essenza e quindi l'indivenienza e quindi il puro atto in un certo grado di perfezione che non conosciamo. Di Dio non possiamo presumere niente altro.
Che tu insista sul concetto di limitazione e suo contrario è del tutto inutile perché ho già chiarito perché il ragionamento è sbagliato. Quindi ti pregherei per favore di non reiterare la solita litania di concetti già acquisiti che di per sé non dimostrano nulla e di concentrarti su questo specifico aspetto
Inviato dal mio SM-A536B utilizzando Tapatalk
- Solo gli imbecilli non hanno dubbi!
- Ne sei sicuro ?
- Non ho alcun dubbio !


Non è incomprensibile, però la Fenomenologia è pesantuccia, anche se mai come La critica della ragion pura.
In ogni caso Hegel era il filosofo più rappresentato pure nella libreria di Cornelio Fabro, indice che qualche spunto interessante si trova, per usare un eufemismo.






Non trovo più quell'articolo con la lista dei libri del Fabro, che so che state sulle spine per sapere gli altri, sarà necessaria una ricerca certosina...


Non sapevo che fosse un problema ricorrere a dei sinonimi. A maggior ragione, tenendo conto che ho ricorrentemente specificato in che senso li intendevo onde evitare equivoci.
A dire il vero, sei tu ad aver posto il problema. La frase che hai "sezionato" dal mio post, accusandomi di aver scritto un non sequitur, faceva parte di un'argomentazione più ampia attraverso la quale volevo mostrarti che l'eminenza della perfezione divina implica infinità ed illimitatezza. L'argomentazione completa era questa, infatti: "Essendo Dio l'Essere per essenza, non è espressione di un grado di perfezione dell'essere: è tutta la perfezione possibile. Questo vuol dire che ciò che un ente ha limitatamente Dio lo possiede sommamente. Questo "sommamente" implica comunque un limite? No perché...non c'è: non è la materia, non è la potenza passiva e non è nemmeno l'essenza".
È vero, si tratta di una ripetizione di concetti già ribaditi, ma non è vana. Nel momento in cui tu dici che l'essere di Dio è indefinito, ne stai parlando come se fosse qualcosa di confuso ed indeterminato...ma ciò contraddice la sua natura di Atto puro. Se un ente "normale" in atto è specificato da una determinata natura, a maggior ragione lo è Dio, che è solo atto.
Con tutto il rispetto, non hai chiarito affatto che il mio ragionamento è sbagliato. Ti ho confutato mostrandoti che la frase "ciò che è di per sé limitato non equivale a ciò che è oggetto di limitazione da parte di un agente" è priva di ragion d'essere, dal momento che "ciò che è di per sé limitato"...è limitato in virtù di essenza e potenza passiva.
Credere - Pregare - Obbedire - Vincere
"Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).