1) Per essere veramente tali le analogie devono reggere e devono essere inserite in un discorso minimamente coerente. Perciò, i casi sono due: i tuoi motori M o sono paragonati agli algoritmi in quanto prodotti dell'intelletto umano o sono paragonati agli algoritmi come traduzione "fisica" di quanto elaborato intellettivamente in meccanismi funzionanti all'interno di un computer. Nel primo caso, siamo sempre nel Dio di S. Tommaso d'Aquino (abbiamo quindi un'intelligenza incausata). Nel secondo caso, l'analogia non regge per i motivi già detti.
2a) Mi stupisco perché prima dici (equivocamente, stante quanto detto al punto 1) che i motori M sono intelligenti come un algoritmo e poi, appena ti faccio notare che gli algoritmi come traduzione "fisica" di quanto elaborato intellettivamente in meccanismi funzionanti all'interno di un computer non possono di per sé essere considerati intelligenti, cambi versione, nonostante l'intelligenza fosse fondamentale nella tua ipotesi per spiegare il fatto che a ciascun atomo o particella fosse assegnata una determinata coordinata spazio-temporale.
2b) Come deduciamo l'esistenza nell'uomo di un'anima immateriale e spirituale? Dall'esistenza nell'uomo di attività che sono indipendenti dal corpo. Quali sono queste attività indipendenti dal corpo? Quelle di ciò che chiamiamo "intelletto". Ora, senza attività indipendenti dal corpo (o, se preferisci, diciamo "attività non dipendenti da qualcosa di materiale"), come faremmo a dedurre l'esistenza di un'anima immateriale e spirituale? Tu parli di immaterialità senza intelligenza, ma allora devi spiegare in cosa consiste tale immaterialità senza intelligenza e da cosa la deduciamo.
3) Ma la tua ipotesi dice che a ciò che è e non può non essere potrebbe essere indifferente o addirittura ripugnare...ciò è e non può non essere. Dire che questo è un modo di ragionare "troppo umano" è solo un tentativo di glissare di fronte al problema di quella che, se fosse vera, sarebbe un'evidente assurdità.





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