



Narel non crede all esistenza degli atomi, ma crede alle Monadi.
Però quando si ammala chiama il dottore e non chiama il filosofo
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- Solo gli imbecilli non hanno dubbi!
- Ne sei sicuro ?
- Non ho alcun dubbio !


Ho già detto perché considerare il divenire illusorio pone a sua volta un problema non solo ontologico ma logico.
Tu hai scritto che sappiamo bene cosa accade al passaggio dei fotoni, ma questo non è esatto. Per usare un'espressione di Ghirardi, abbiamo solo il click del rivelatore. Non vediamo direttamente cosa accade mentre passano i fotoni.
Cerca di leggermi senza paraocchi. Non è rilevante che i fotoni siano identici l'un l'altro. Il problema risiede nel fotone in quanto tale, cioè nel fatto che sia un ente la cui forma infima non riesce a "dominare" a sufficienza le potenzialità insite nella materia di cui è fatto. Motivo che spiega perché, anche se ricorrono le medesime condizioni, fotoni identici possano reagire in modo differente alle stesse identiche azioni.
Non fare retorica e resta focalizzato sul merito degli argomenti. Tu non lo sai ma esiste tutto un filone del neo-tomismo che ha indagato a fondo questi problemi posti dalle innovazioni novecentesche della fisica moderna (recente espressione di questo filone è un articolo come questo, che cito a titolo d'esempio: Ignacio Silva, "Werner Heisenberg and Thomas Aquinas on Natural Indeterminism", New Blackfriars, Volume 94, Issue 1054, November 2013, pp. 635-653).
Certe argomentazioni per inficiare il pdc, così come inteso dalla metafisica, possono distinguersi in due tronconi affini: la reductio causalitatis ad determinismum o la reductio causalitatis ad res mutabiles et occultas
Dire che "non c'è nessun infimo grado della forma/materia" è un'affermazione gratuita e quod gratis asseritur, gratis negatur.
Il concetto di "forma" non c'entra niente con la teoria delle variabili nascoste. I nostri fotoni perfettamente identici possono tanto passare quanto non passare per il filtro. E la casualità del loro passaggio o del loro non passaggio può benissimo essere spiegata nei termini di cui sopra, sintetizzabili in questa frase dell'Aquinate: "Si riscontra che le cose sono tanto più perfettamente ordinate quanto più sono vicine a Dio, poiché nei corpi inferiori, che sono i più distanti da Dio per dissomiglianza della natura, si trovano talora dei difetti rispetto al corso normale della natura, com'è evidente nei parti mostruosi e in altri fatti casuali" (Summa contra gentiles, libro III, cap. 64). Tale considerazione dell'Aquinate su quelli che chiama "corpi inferiori" può tranquillamente essere stessa alle particelle, fotoni inclusi.
La vera domanda è: il modello della mq ci dice davvero che non ci può essere una causa in nessun senso possibile? La tua risposta è affermativa, ma più si va avanti col discorso e più emerge che l'unico modo in cui intendi la causalità è quello deterministico, che è una delle possibili accezioni di causalità. Non la causalità in quanto tale.
Se io avessi torto, potresti tranquillamente rispondere alla domanda che ti ho posto in precedenza
Il problema sorge quando si vogliono usare le novità scientifiche per negare quelle evidenze immediate del senso comune senza le quali nemmeno la conoscenza scientifica moderna sarebbe possibile.
Credere - Pregare - Obbedire - Vincere
"Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).


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1) un intelletto incausato quindi non è libero di pensare/essere quel che è. Se è ciò che pensa, pensare qualcosa di diverso equivarrebbe ad essere qualcosa di diverso ovvero non essere un intelletto incausato.
L'algoritmo è proprio questo!
2) la necessità di giungere a conoscenza
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Eh ma questo devi spiegarlo. Se è vero che 1) ogni ente è uguale a se stesso; 2) una stessa cosa non può insieme essere e non essere sotto il medesimo aspetto; 3) c'è un mutamento; 4) ex nihilo nihil fit; 5) ciò che ancora non esiste non può darsi l'esistenza; ne consegue che è necessario che qualcosa di esistente dia l'esistenza a ciò che ancora non è. E questo ha una portata universale, a differenza delle disuguaglianze di Bell.
Credere - Pregare - Obbedire - Vincere
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Ma assolutamente no, altrimenti tutto il castello di Severino sarebbe stato smontato alla base da tutti. Pensare al moto come illusorio non pone alcun problema logico, non è contraddittorio tanto che si può costruire un modello che sta logicamente in piedi (non è contraddittorio) come ha fatto lo stesso Severino.
Questo è sapere, a casa mia, ovvero sapere che il fotone non è stato fermato dal filtro, altrimenti non avresti il click.Tu hai scritto che sappiamo bene cosa accade al passaggio dei fotoni, ma questo non è esatto. Per usare un'espressione di Ghirardi, abbiamo solo il click del rivelatore. Non vediamo direttamente cosa accade mentre passano i fotoni.
Ti prego giò, questa è una supercazzola priva di alcun significato.Cerca di leggermi senza paraocchi. Non è rilevante che i fotoni siano identici l'un l'altro. Il problema risiede nel fotone in quanto tale, cioè nel fatto che sia un ente la cui forma infima non riesce a "dominare" a sufficienza le potenzialità insite nella materia di cui è fatto.Il fotone in quanto tale è il fotone ed è uguale identico ad un altro fotone in quanto tale e dominare o quant' altro sono categorie che non hanno alcun senso. Fotoni identici a parità di condizioni a contorno possono agire in maniera diversa, come avviene, ma senza alcuna causa o caratteristica che ne determina quel tal singolo comportamento.
Io lo capisco che è fuori dai tuoi schemi mentali, ma è la natura, che se ne infischia dei nostri schemi mentali e va per la sua strada.
Detto in francese: che me frega ? i fatti rimangono tali, non c'è, ne può esserci alcuna causa che determina la scelta del fotone, con buona pace dei neotomisti.Non fare retorica e resta focalizzato sul merito degli argomenti. Tu non lo sai ma esiste tutto un filone del neo-tomismo che ha indagato a fondo questi problemi posti dalle innovazioni novecentesche della fisica moderna
Mio caro, stai invertendo l'onere della prova, sei tu che devi dimostrare che esiste qualcosa, non io. NEssuno osserva "l'infimo grado" tutti osservano l'energia che chiamiamo fotone e nient'altro.Dire che "non c'è nessun infimo grado della forma/materia" è un'affermazione gratuita e quod gratis asseritur, gratis negatur.
Se è ciò che determina secondo te la scelta del fotone, come hai detto tu, allora è equiparabile a qualcosa di "nascosto" cioè che non vediamo, ma che determina la scelta.Il concetto di "forma" non c'entra niente con la teoria delle variabili nascoste.
Eh no, perché nei fotoni non c'è alcun "difetto" che determina il loro ambiguo comportamento, non c'è ne ci può essere proprio nulla.E la casualità del loro passaggio o del loro non passaggio può benissimo essere spiegata nei termini di cui sopra, sintetizzabili in questa frase dell'Aquinate: "Si riscontra che le cose sono tanto più perfettamente ordinate quanto più sono vicine a Dio, poiché nei corpi inferiori, che sono i più distanti da Dio per dissomiglianza della natura, si trovano talora dei difetti rispetto al corso normale della natura, com'è evidente nei parti mostruosi e in altri fatti casuali"
Si.La vera domanda è: il modello della mq ci dice davvero che non ci può essere una causa in nessun senso possibile?
Ho risposto, ma la risposta non ti piace.Se io avessi torto, potresti tranquillamente rispondere alla domanda che ti ho posto in precedenza![]()
Già è un problema per chi purtoppo vuole rimanere ancorato a quelle che ritiene verità dogmaticamente indiscutibili.Il problema sorge quando si vogliono usare le novità scientifiche per negare quelle evidenze immediate del senso comune senza le quali nemmeno la conoscenza scientifica moderna sarebbe possibile.
mediante la meccanica quantistica viene stabilita definitivamente la non validità del principio di causalità
Heisenberg,Sul contenuto intuitivo della cinematica e della meccanica nella teoria quantistica,Zeitschrift für Physik,vol.43,n.4,1927,p.172


1) non è un escamotage. Se dio e pensiero creatore di dio coincidono allora posso ipotizzare molteplici M il cui pensiero creatore diverso per ogni M coincidono. A questo punto ipotizzare che questo pensiero sia finito o infinito (qualunque cosa voglia dire) diviene irrilevante. Poi possiamo chiamare quel pensiero intelligenza o algoritmo. È parimodo irrilevante.
2) i conoscenti che necessitano conoscenza
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Le monadi di Leibniz non possono essere le tue monadi, perché sono sostanze aristoteliche create dal nulla (ed armonizzate) da Dio, in piena continuità con san Tommaso.
Quello che differisce è una diversa concezione di potenza ed atto nella loro "composizione".