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Discussione: Fede o scienza?

  1. #11331
    sonnecchiante...
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    Predefinito Re: Fede o scienza?

    Citazione Originariamente Scritto da TheMeroving Visualizza Messaggio
    In alcuni patti sociali codificati attraverso costituzioni capire quando siamo in presenza di uno stravolgimento del patto diviene semplice. In altri patti sociali diviene piu complesso. Ecco perché i primi sono da secoli considerati in Europa più funzionali di molti altri.

    Inviato dal mio SM-A536B utilizzando Tapatalk
    A proposito di costituzioni, queste sono la narrazione fondamentale per il gruppo umano che chiamiamo nazione:

    "Il documento fondativo americano promette che, se gli umani agiscono secondo i suoi sacri princìpi, milioni di loro potranno cooperare efficientemente, vivendo senza pericoli e pacificamente in una società giusta e prospera. E proprio come il Codice di Hammurabi, la Dichiarazione d’indipendenza americana non fu un documento per un tempo e per un luogo: venne abbracciata anche dalle generazioni successive. Da oltre due secoli gli alunni americani la copiano e imparano a memoria."

    Harari, Yuval Noah. Sapiens. Da animali a dèi: Breve storia dell'umanità. Nuova edizione riveduta (p.142). Bompiani. Edizione del Kindle.
    mediante la meccanica quantistica viene stabilita definitivamente la non validità del principio di causalità
    Heisenberg,Sul contenuto intuitivo della cinematica e della meccanica nella teoria quantistica,Zeitschrift für Physik,vol.43,n.4,1927,p.172

  2. #11332
    sonnecchiante...
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    Predefinito Re: Fede o scienza?

    La tesi finale infatti è la seguente:

    "È possibile che i propugnatori dell’eguaglianza e dei diritti umani si sentano sdegnati di fronte a questa linea di ragionamento. Probabilmente, la loro risposta sarebbe: “Lo sappiamo bene che le persone non sono uguali biologicamente! Ma se noi crediamo che, sostanzialmente, siamo tutti uguali, questo ci consentirà di creare una società stabile e prospera.” In merito a ciò, io non ho niente da dire. Infatti, questo è esattamente quello che intendo con “ordine immaginario costituito”. Crediamo in un particolare ordine non perché sia oggettivamente vero, ma perché crederci ci permette di cooperare efficacemente e di forgiare una società migliore.

    Gli ordini immaginari non sono cospirazioni maligne o inutili miraggi. Sono invece l’unico modo con il quale grandi numeri di individui possono cooperare efficientemente."

    Harari, Yuval Noah. Sapiens. Da animali a dèi: Breve storia dell'umanità. Nuova edizione riveduta (p.145). Bompiani. Edizione del Kindle.
    mediante la meccanica quantistica viene stabilita definitivamente la non validità del principio di causalità
    Heisenberg,Sul contenuto intuitivo della cinematica e della meccanica nella teoria quantistica,Zeitschrift für Physik,vol.43,n.4,1927,p.172

  3. #11333
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    Predefinito Re: Fede o scienza?

    Citazione Originariamente Scritto da Aladar Visualizza Messaggio
    Quello che ho riportato l'ho preso dal suo libro. Non si contraddice, sono contesti diversi.

    Comunque ecco alcuni riferimenti il primo si riferisce all'unità globale:


    Oggi quasi tutti gli umani condividono lo stesso sistema geopolitico (l’intero pianeta è suddiviso in stati riconosciuti a livello internazionale), lo stesso sistema economico (le forze del mercato capitalista modellano persino gli angoli più sperduti del globo), lo stesso sistema legislativo (i diritti umani e la legge internazionale sono validi ovunque, almeno teoricamente) e lo stesso sistema scientifico (in Iran, Israele, Australia e Argentina gli esperti hanno esattamente le stesse basi teoriche circa la struttura dell’atomo o la cura della tubercolosi). La cultura globale non è omogenea. Proprio come un corpo contiene molti tipi diversi di organi e di cellule, così la nostra cultura globale contiene numerosi e diversi stili di vita e di persone, dagli operatori di borsa di New York ai pastori afghani. Eppure tutti costoro sono collegati strettamente e si influenzano gli uni con gli altri in una miriade di modi. Anche se continuano a discutere e a combattere, discutono usando gli stessi concetti e combattono usando le stesse armi. Un vero “scontro di civiltà” è come il proverbiale dialogo fra sordi. Nessuno riesce ad afferrare quello che l’altro sta dicendo. Oggi, quando l’Iran e gli Stati Uniti fanno volteggiare le spade l’uno contro l’altro, parlano entrambi il linguaggio degli stati nazionali, delle economie capitaliste, dei diritti internazionali e della fisica nucleare. Si parla ancora molto di culture “autentiche”: ma, se per “autentico” intendiamo qualcosa che si è sviluppato in modo autonomo e che consiste di tradizioni locali antiche, libere da influssi esterni, bisogna affermare che non è rimasta nessuna cultura autentica sulla Terra. Nel corso degli ultimi secoli, tutte le culture sono state trasformate, fino a divenire quasi irriconoscibili, da un profluvio di influenze globali. Uno degli esempi più interessanti di questa globalizzazione è la cucina “etnica”. In un ristorante italiano ci aspettiamo di trovare spaghetti con salsa di pomodoro; in ristoranti polacchi o irlandesi, tante patate; in un ristorante argentino, di poter scegliere tra dozzine di tipi di bistecche di manzo; in un ristorante indiano, il peperoncino incorporato in qualsiasi altra combinazione di spezie; e in ogni caffè svizzero la specialità è una tazza di densa cioccolata calda sormontata da abbondante panna montata. Ma nessuno di questi alimenti, in realtà, è nato nei paesi citati. I pomodori, i peperoncini rossi e il cacao sono tutti di origine messicana; sono arrivati in Europa e in Asia solo dopo che gli spagnoli hanno conquistato il Messico. Giulio Cesare e Dante Alighieri non hanno mai arrotolato degli spaghetti con le loro forchette (le forchette peraltro non c’erano ancora); Guglielmo Tell non ha mai assaggiato la cioccolata; e Buddha non ha mai esaltato il gusto del proprio cibo con i peperoncini. Le patate sono arrivate in Polonia e in Irlanda non più di quattrocento anni fa. L’unica bistecca che si poteva ottenere in Argentina nel 1492 era di carne di lama. I film di Hollywood hanno divulgato un’immagine degli indiani delle praterie come provetti cavallerizzi che attaccano coraggiosamente le carovane dei pionieri europei per proteggere i costumi dei propri antenati. Questi nativi americani a cavallo non erano però i difensori di qualche antica e autentica cultura. Erano invece il prodotto di una poderosa rivoluzione militare e politica che percorse le praterie del Nord America occidentale nel Seicento e nel Settecento, in seguito all’arrivo dei cavalli europei. Nel 1492 non c’erano cavalli in America. La cultura dei Sioux e degli Apache nell’Ottocento possiede tante caratteristiche affascinanti, ma era una cultura moderna – un risultato di forze globali – molto più di quanto non fosse “autentica”.
    e questo però dice solo che esistono collegamenti e commerci che spostano i prodotti esotici (grazie alla sanguinaria epopea coloniale di espansione europea operata con la violenza dagli Stati) e non fa sparire il pluralismo delle potenze e l'equilibrio del terrore

    Citazione Originariamente Scritto da Aladar Visualizza Messaggio
    La visione globale Dal punto di vista pratico il più importante passo avanti nel processo di globalizzazione si ebbe negli ultimi secoli, quando gli imperi s’ingrandirono e il commercio si intensificò.
    appunto "gli imperi si ingrandirono", che non è una "presa di coscienza", sono navi che partono e fanno sbarcare conquistatori e saccheggiatori

    Citazione Originariamente Scritto da Aladar Visualizza Messaggio
    Tra i popoli del mondo afroasiatico, americano, australiano e oceanico si formarono legami sempre più stretti. Così il peperoncino rosso arrivò nel cibo indiano e le mucche spagnole cominciarono a brucare l’erba in Argentina. Tuttavia, da un punto di vista ideologico, uno sviluppo ancor più determinante era avvenuto durante il I millennio a.C., quando si radicò l’idea di un ordine universale. Prima, per migliaia di anni, la storia aveva già cominciato a muoversi lentamente in direzione dell’unità globale, ma l’idea di un ordine universale che reggesse il mondo intero era ancora estranea alla mentalità comune. Homo sapiens si è evoluto pensando che la gente fosse divisa in “noi” e “loro”. “Noi” si riferiva al gruppo nelle immediate vicinanze, chiunque noi fossimo, mentre “loro” era riferito a tutti gli altri.
    primo millennio avanti Cristo? probabilmente allude al fatto che gli imperi dell'Antichità (come quello di Alessandro Magno) avanzassero pretese di universalità, che è altra cosa dal conseguirla dovendo cozzare contro altri imperi

    Citazione Originariamente Scritto da Aladar Visualizza Messaggio
    In realtà nessun animale sociale è mai spinto da interesse nei confronti dell’intera specie cui appartiene. Non è che gli scimpanzé si curino degli interessi della specie scimpanzé; nessuna lumaca alzerà mai un tentacolo in nome della comunità mondiale delle lumache; a un leone, maschio alfa di un branco, non è mai venuto in mente di voler diventare il re di tutti i leoni; e all’entrata di un alveare non troveremo mai lo slogan “Api operaie di tutto il mondo, unitevi!” Ma, a partire dalla Rivoluzione cognitiva, Homo sapiens mostrò sotto questo aspetto una tendenza tutta propria e sempre più spiccata. Gli individui cominciarono a cooperare stabilmente con degli estranei, che essi consideravano “fratelli” o “amici”. Una fratellanza, peraltro, che non era universale.
    infatti la speranza dei progressisti è proprio l'universalità e la fine delle divisioni politiche, altrimenti anche con un duopolio (ce l'avevamo già: Yalta) rimane il noi vs. loro

    Citazione Originariamente Scritto da Aladar Visualizza Messaggio
    Da qualche parte, in quella vallata laggiù o al di là dei monti, si poteva ancora pensare che ci fossero “loro”. Quando il primo faraone, Menes, unificò l’Egitto intorno al 3000 a.C., fu chiaro che a quel punto gli Egizi e l’Egitto avevano un confine, e oltre quel confine erano appostati i “barbari”. I barbari erano stranieri, minacciosi e interessanti solo nella misura della terra che possedevano o delle risorse che l’Egitto voleva. Tutti gli ordini costituiti immaginari che i popoli hanno creato hanno sempre teso a ignorare una parte sostanziale dell’umanità. Il I millennio a.C. vide la comparsa di tre potenziali ordini universali; i loro fautori ebbero la fantasia di immaginare per la prima volta che l’intero mondo e l’intera razza umana potessero essere una singola unità governabile da un’unica serie di leggi. Tutti erano diventati “noi”, almeno potenzialmente. Non c’erano più dei “loro”. Il primo ordine universale che comparve fu di tipo economico: l’ordine monetario. Il secondo fu di tipo politico: l’ordine imperiale. Il terzo fu di tipo religioso: l’ordine delle religioni universali come il buddhismo, il cristianesimo e l’islam. Mercanti, conquistatori e profeti furono le prime persone che riuscirono a trascendere la divisione evoluzionistica binaria, “noi in contrapposizione a loro”, e a prevedere una potenziale unitarietà del genere umano.
    sì, ma i mercanti possono solo arricchire le proprie tasche nella misura in cui i taglieggiatori armati che controllano il territorio glielo consentono, e i conquistatori (come i profeti religiosi) sebbene abbiano pretese universali vanno a cozzare contro altri conquistatori (e contro i credenti di altri profeti)

    Citazione Originariamente Scritto da Aladar Visualizza Messaggio
    Per i mercanti, l’intero mondo diventava un unico mercato e tutti gli umani erano potenziali clienti. Essi cercarono di istituire un ordine economico che fosse applicabile a tutti e dovunque.
    ma hanno sempre dovuto fare i conti con gli ordinamenti politici data l'inesistenza di privatopie anarcocapitaliste e l'incapacità del pensiero anarcocapitalista di risolvere la questione del controllo militare del territorio

    Citazione Originariamente Scritto da Aladar Visualizza Messaggio
    Per i conquistatori, l’intero mondo diventava un unico impero dove tutti gli umani erano potenziali sudditi.
    sì solo che vanno a sbattere contro gli imperi altrui

    Citazione Originariamente Scritto da Aladar Visualizza Messaggio
    E, per i profeti, nel mondo intero esisteva un’unica verità, e tutti gli umani erano dei potenziali credenti. Anche i profeti cercarono di istituire un ordine mondiale applicabile a tutti e dovunque.
    da cui i contrasti religiosi che fanno arrabbiare i secolaristi (per quanto le macchine di potere che controllano il territorio continuino a confliggere anche senza fare riferimento a divinità, come ci mostrano gli atei comunisti sovietici e cinesi, vietnamiti e cambogiani)

    Citazione Originariamente Scritto da Aladar Visualizza Messaggio
    Nel corso degli ultimi tre millenni, si sono fatti tentativi sempre più ambiziosi per realizzare quella visione globale. I prossimi tre capitoli discutono i modi e le forme in cui si diffusero il denaro, gli imperi e le religioni universali. Cominceremo parlando del più grande conquistatore della storia, un conquistatore dotato di una straordinaria tolleranza e adattabilità, e capace di trasformare le persone in ardenti discepoli. Tale conquistatore è il denaro. Anche coloro che non credono nello stesso dio o che non obbediscono allo stesso re, sono più che desiderosi di usare lo stesso denaro. Osama Bin Laden, malgrado tutto il suo odio per la cultura americana, per la religione americana e per la politica americana, aveva una grande passione per i dollari americani. Come fu che il denaro riuscì là dove gli dèi e i re avevano fallito?
    denaro che non ha mai evitato che gli Stati siano in potere di decidere che non si deve commerciare con qualcuno (e.g. sanzioni occidentali alla Federazione Russa, ancorché ovviamente altri Stati più amici della Russia si siano regolati diversamente come è loro facoltà sovrana)

    Citazione Originariamente Scritto da Aladar Visualizza Messaggio
    Harari, Yuval Noah. Sapiens. Da animali a dèi: Breve storia dell'umanità. Nuova edizione riveduta (pp.214-218). Bompiani. Edizione del Kindle.
    costituito”. Le norme sociali che le sostenevano non si basavano né su istinti radicati né su relazioni personali, ma su un comune credo in miti condivisi. Come fanno i miti a sostenere interi imperi? Abbiamo già trattato un esempio di questo tipo: la Peugeot. Esaminiamo ora due dei più noti miti della storia: il Codice di Hammurabi del 1776 circa a.C., che servì da manuale di cooperazione per centinaia di migliaia di antichi Babilonesi, e la Dichiarazione d’indipendenza americana del 1776 d.C., che tuttora serve da manuale di cooperazione per centinaia di milioni di americani moderni. Nel 1776 a.C. Babilonia era la più grande città del mondo. Probabilmente anche l’impero babilonese era il più grande esistente, con oltre un milione di sudditi. Copriva gran parte della Mesopotamia, comprendendo il grosso dell’attuale Iraq e alcune regioni della Siria e dell’Iran attuali. Il re babilonese oggi più famoso è Hammurabi. La sua fama è dovuta principalmente al testo che porta il suo nome, il Codice di Hammurabi. Era una raccolta di leggi e di sentenze giudiziarie i cui obiettivi erano presentare Hammurabi come modello del giusto re; costituire la base per un più uniforme sistema giudiziario che valesse per tutto l’impero; infine insegnare alle future generazioni che cosa fosse la giustizia e come dovesse agire un sovrano giusto. Le future generazioni infatti ne tennero conto. L’élite intellettuale e burocratica dell’antica Mesopotamia fece di questo testo il proprio canone, e gli scribi continuarono a copiarlo per molto tempo anche dopo che Hammurabi era morto e il suo impero era ridotto in rovine. Il Codice di Hammurabi costituisce dunque una fonte preziosa per comprendere quale concetto gli antichi mesopotamici avessero dell’ordine sociale.35

    Harari, Yuval Noah. Sapiens. Da animali a dèi: Breve storia dell'umanità. Nuova edizione riveduta (pp.139-140). Bompiani. Edizione del Kindle.
    le popolazioni conquistate dall'impero mesopotamico non hanno aderito volontariamente all'impero perché "sedotte dal mito", e anche i nostri meridionali c'è stato bisogno di disciplinarli con il ferro e il sangue reprimendo il cosiddetto brigantaggio per lunghi anni prima che il mito tricoloruto fosse inculcato nelle loro teste

    Citazione Originariamente Scritto da Aladar Visualizza Messaggio
    È possibile che i propugnatori dell’eguaglianza e dei diritti umani si sentano sdegnati di fronte a questa linea di ragionamento. Probabilmente, la loro risposta sarebbe: “Lo sappiamo bene che le persone non sono uguali biologicamente! Ma se noi crediamo che, sostanzialmente, siamo tutti uguali, questo ci consentirà di creare una società stabile e prospera.” In merito a ciò, io non ho niente da dire. Infatti, questo è esattamente quello che intendo con “ordine immaginario costituito”. Crediamo in un particolare ordine non perché sia oggettivamente vero, ma perché crederci ci permette di cooperare efficacemente e di forgiare una società migliore. Gli ordini immaginari non sono cospirazioni maligne o inutili miraggi. Sono invece l’unico modo con il quale grandi numeri di individui possono cooperare efficientemente. Si tenga in mente, però, che Hammurabi potrebbe difendere il suo principio di gerarchia usando la stessa logica: “Lo so benissimo che gli uomini di rango, i comuni e gli schiavi non sono in sé tipi differenti di persone. Ma se noi crediamo che lo siano, ciò ci consentirà di creare una società stabile e prospera.”

    Harari, Yuval Noah. Sapiens. Da animali a dèi: Breve storia dell'umanità. Nuova edizione riveduta (pp.145-146). Bompiani. Edizione del Kindle.
    gli egualitari possono immaginare una società egualitaria ma se ad esempio intralciano l'avidità privata di ricchezza ne risulterà indebolito l'incentivo alla produzione, indebolendo lo Stato nella competizione militare con gli avversari (questo il Partito Comunista Cinese lo sa per cui consente l'esistenza dei miliardari e dei loro rampolli oziosi contro ogni più elementare istinto di "giustizia" dei simpatizzanti del comunismo)

    Citazione Originariamente Scritto da Aladar Visualizza Messaggio
    È probabile che non pochi lettori si siano irritati nel leggere i precedenti paragrafi. Quasi tutti noi, oggi, siamo educati a reagire in questo modo. È facile accettare l’idea che il Codice di Hammurabi fosse un mito, ma non vogliamo assolutamente sentire che anche i diritti umani lo sono. Non c’è forse il pericolo che la nostra società crolli, se la gente si rende conto che i diritti umani esistono soltanto nella nostra immaginazione? Riguardo a Dio, Voltaire era solito affermare: “non esiste alcun Dio, ma non ditelo al mio domestico, se no di notte viene a uccidermi”. Hammurabi avrebbe detto la stessa cosa circa il suo principio di gerarchia e Thomas Jefferson circa i diritti umani. Homo sapiens non ha alcun diritto naturale, così come non hanno alcun diritto naturale i ragni, le iene e gli scimpanzé. Ma non diciamolo ai nostri domestici, altrimenti vengono a ucciderci durante la notte. Tali paure sono del tutto giustificate. Un ordine naturale è un ordine stabile. È impossibile che domani la gravità smetta di funzionare – dovessimo anche smettere di crederci. Al contrario un ordine immaginario è sempre in pericolo di collassare, poiché poggia sui miti e i miti svaniscono una volta che non ci si crede più. Per salvaguardare un ordine immaginario sono indispensabili continui e strenui sforzi. Alcuni prendono la forma della violenza e della coercizione. Gli eserciti, le polizie, i tribunali e le prigioni sono incessantemente al lavoro per costringere gli individui ad agire in consonanza con l’ordine immaginario. Se un antico babilonese accecava il suo vicino di casa, di solito una certa violenza era necessaria per applicare la legge dell’occhio per occhio. Quando nel 1860 la maggioranza dei cittadini americani giunse alla conclusione che gli schiavi africani erano esseri umani e dovevano dunque godere del diritto di libertà, ci volle una sanguinosa guerra civile perché gli stati del Sud accettassero l’idea. Tuttavia, un ordine costituito immaginario non può essere mantenuto con la sola violenza. Richiede anche che vi sia chi creda davvero in esso. Il principe di Talleyrand, che iniziò la sua camaleontica carriera sotto Luigi XVI, servì in seguito il regime rivoluzionario e poi quello napoleonico; mutò la sua fedeltà in tempo per finire i suoi giorni lavorando per la monarchia restaurata, e riassunse vari decenni di esperienza di governo dicendo che “si possono fare molte cose con le baionette, ma è piuttosto scomodo starci seduto sopra”. Un singolo prete può fare a volte il lavoro di cento soldati – molto più efficientemente e a costo più basso. Inoltre, quale che sia l’efficacia delle baionette, bisogna che ci sia chi le brandisce. Perché mai soldati, carcerieri, giudici e poliziotti dovrebbero mantenere un ordine costituito immaginario in cui non credono? Di tutte le attività collettive degli umani, la più difficile da organizzare è l’esercizio della violenza. Dire che un ordine sociale è mantenuto dalla forza militare suscita immediatamente la domanda: che cosa sostiene l’ordine militare? È impossibile organizzare un esercito con la semplice coercizione. Almeno alcuni dei comandanti e dei soldati devono per forza credere in qualcosa – sia esso Dio, l’onore, la madrepatria, la virilità o il denaro.
    ma tutto questo discorso non tocca minimamente il punto "un giorno l'ordine immaginario dell'Umanità Unificata soppianterà gli ordini immaginari promossi dagli Stati emersi dai conflitti militari dei secoli post-medievali", e ci mostra solo che i poteri politici promuovono miti coesivi (che gli anarchici non hanno avuto grande successo nello scalzare, a voler parlare di "esperienza della storia")

    Citazione Originariamente Scritto da Aladar Visualizza Messaggio
    Un interrogativo ancora più interessante riguarda coloro che siedono al vertice della piramide sociale. Perché vorrebbero imporre un ordine costituito immaginario se non ci credessero essi stessi? Si sente comunemente sostenere che forse l’élite ci crede per cinica bramosia. Ma un cinico che non crede in nulla è difficile che sia bramoso.
    se si crede che i valori siano mere finzioni si può usarli per scalare le gerarchie sociali (o legittimarle se siamo già in alto) e appagare il proprio gusto per il potere e/o i piaceri

    Citazione Originariamente Scritto da Aladar Visualizza Messaggio
    Non ci vuole poi molto per far fronte alle necessità biologiche oggettive di Homo sapiens. Una volta che siano state soddisfatte, si può spendere il denaro che avanza per costruire piramidi, fare vacanze intorno al mondo, finanziare una campagna elettorale, supportare la vostra organizzazione terroristica preferita o investire nel mercato azionario e accumulare ancora più denaro – tutte attività, queste, che un vero cinico troverebbe del tutto insensate.
    che cos'è questo "vero cinico"? è un "valore culturalmente costruito" avere accesso a molte donne (effetto Coolidge) grazie a una posizione di preminenza sociale, o un cieco istinto biologico pre-culturale?

    Citazione Originariamente Scritto da Aladar Visualizza Messaggio
    Diogene, il filosofo greco fondatore della scuola dei cinici, viveva in una botte. Una volta Alessandro Magno andò a trovarlo proprio mentre prendeva il sole, e gli chiese se c’era qualcosa che potesse fare per lui. Al che il cinico rispose al sommo conquistatore: “Sì. Spostati un po’ più in là, perché mi stai facendo ombra.”

    Harari, Yuval Noah. Sapiens. Da animali a dèi: Breve storia dell'umanità. Nuova edizione riveduta (pp.146-148). Bompiani. Edizione del Kindle.
    a Diogene bastava notoriamente la masturbazione ("magari potessi levarmi la fame sfregandomi la pancia"), ma l'istinto di avere accesso a molte donne (cito quello perché è immediatamente evidente a tutti) è un portato biologico che ha poca attinenza coi "valori" culturali; e come tutti più o meno si rendono conto le donne sono biologicamente programmate per essere attratte dai soggetti alpha al vertice della piramide sociale

  4. #11334
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    Predefinito Re: Fede o scienza?

    Citazione Originariamente Scritto da Troll Visualizza Messaggio
    e questo però dice solo che esistono collegamenti e commerci che spostano i prodotti esotici (grazie alla sanguinaria epopea coloniale di espansione europea operata con la violenza dagli Stati) e non fa sparire il pluralismo delle potenze e l'equilibrio del terrore


    appunto "gli imperi si ingrandirono", che non è una "presa di coscienza", sono navi che partono e fanno sbarcare conquistatori e saccheggiatori


    primo millennio avanti Cristo? probabilmente allude al fatto che gli imperi dell'Antichità (come quello di Alessandro Magno) avanzassero pretese di universalità, che è altra cosa dal conseguirla dovendo cozzare contro altri imperi


    infatti la speranza dei progressisti è proprio l'universalità e la fine delle divisioni politiche, altrimenti anche con un duopolio (ce l'avevamo già: Yalta) rimane il noi vs. loro


    sì, ma i mercanti possono solo arricchire le proprie tasche nella misura in cui i taglieggiatori armati che controllano il territorio glielo consentono, e i conquistatori (come i profeti religiosi) sebbene abbiano pretese universali vanno a cozzare contro altri conquistatori (e contro i credenti di altri profeti)


    ma hanno sempre dovuto fare i conti con gli ordinamenti politici data l'inesistenza di privatopie anarcocapitaliste e l'incapacità del pensiero anarcocapitalista di risolvere la questione del controllo militare del territorio


    sì solo che vanno a sbattere contro gli imperi altrui


    da cui i contrasti religiosi che fanno arrabbiare i secolaristi (per quanto le macchine di potere che controllano il territorio continuino a confliggere anche senza fare riferimento a divinità, come ci mostrano gli atei comunisti sovietici e cinesi, vietnamiti e cambogiani)


    denaro che non ha mai evitato che gli Stati siano in potere di decidere che non si deve commerciare con qualcuno (e.g. sanzioni occidentali alla Federazione Russa, ancorché ovviamente altri Stati più amici della Russia si siano regolati diversamente come è loro facoltà sovrana)


    le popolazioni conquistate dall'impero mesopotamico non hanno aderito volontariamente all'impero perché "sedotte dal mito", e anche i nostri meridionali c'è stato bisogno di disciplinarli con il ferro e il sangue reprimendo il cosiddetto brigantaggio per lunghi anni prima che il mito tricoloruto fosse inculcato nelle loro teste


    gli egualitari possono immaginare una società egualitaria ma se ad esempio intralciano l'avidità privata di ricchezza ne risulterà indebolito l'incentivo alla produzione, indebolendo lo Stato nella competizione militare con gli avversari (questo il Partito Comunista Cinese lo sa per cui consente l'esistenza dei miliardari e dei loro rampolli oziosi contro ogni più elementare istinto di "giustizia" dei simpatizzanti del comunismo)



    ma tutto questo discorso non tocca minimamente il punto "un giorno l'ordine immaginario dell'Umanità Unificata soppianterà gli ordini immaginari promossi dagli Stati emersi dai conflitti militari dei secoli post-medievali", e ci mostra solo che i poteri politici promuovono miti coesivi (che gli anarchici non hanno avuto grande successo nello scalzare, a voler parlare di "esperienza della storia")


    se si crede che i valori siano mere finzioni si può usarli per scalare le gerarchie sociali (o legittimarle se siamo già in alto) e appagare il proprio gusto per il potere e/o i piaceri


    che cos'è questo "vero cinico"? è un "valore culturalmente costruito" avere accesso a molte donne (effetto Coolidge) grazie a una posizione di preminenza sociale, o un cieco istinto biologico pre-culturale?


    a Diogene bastava notoriamente la masturbazione ("magari potessi levarmi la fame sfregandomi la pancia"), ma l'istinto di avere accesso a molte donne (cito quello perché è immediatamente evidente a tutti) è un portato biologico che ha poca attinenza coi "valori" culturali; e come tutti più o meno si rendono conto le donne sono biologicamente programmate per essere attratte dai soggetti alpha al vertice della piramide sociale
    Ti rispondo riportando nuovamente la tesi finale:


    "È possibile che i propugnatori dell’eguaglianza e dei diritti umani si sentano sdegnati di fronte a questa linea di ragionamento. Probabilmente, la loro risposta sarebbe: “Lo sappiamo bene che le persone non sono uguali biologicamente! Ma se noi crediamo che, sostanzialmente, siamo tutti uguali, questo ci consentirà di creare una società stabile e prospera.” In merito a ciò, io non ho niente da dire. Infatti, questo è esattamente quello che intendo con “ordine immaginario costituito”. Crediamo in un particolare ordine non perché sia oggettivamente vero, ma perché crederci ci permette di cooperare efficacemente e di forgiare una società migliore.

    Gli ordini immaginari non sono cospirazioni maligne o inutili miraggi. Sono invece l’unico modo con il quale grandi numeri di individui possono cooperare efficientemente."
    mediante la meccanica quantistica viene stabilita definitivamente la non validità del principio di causalità
    Heisenberg,Sul contenuto intuitivo della cinematica e della meccanica nella teoria quantistica,Zeitschrift für Physik,vol.43,n.4,1927,p.172

  5. #11335
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    Predefinito Re: Fede o scienza?

    Citazione Originariamente Scritto da TheMeroving Visualizza Messaggio
    2) L'ucraina non è vitale per la Russia. È vitale solo per la propaganda putiniana incentrata sul revanscismo imperialista della Grande Russia. A meno che tu non creda alla stupidaggine dei filorussi in base alla quale la Nato sia una minaccia per la Russia.
    è vitale per la Russia nello stesso senso in cui per Kennedy è inaccettabile che i missili sovietici si piazzino a Cuba; non decidi tu quanto la Russia è risoluta circa il non perdere l'Ucraina, o quanto gli Stati Uniti siano disposti all'incenerimento nucleare per un Paese lontano a cui non sono vincolati da alleanze

    Citazione Originariamente Scritto da TheMeroving Visualizza Messaggio
    3) Non è importante che Putin o Trump siano davvero fascistoidi. L'importante è l'immagine che loro stessi cercano di trasmettere all' esterno.
    hai scritto "Se prima Putin aveva buon gioco a fare il "Sono il matto fascistoide che gioca con le atomiche" adesso i matti fascistoidi sono due!"; io ti ho risposto che questa è una recente illusione riassumibile con "se Biden si è mostrato debole il matto fascistoide Trump sarà risoluto come Putin", ma le cose non stanno così perché Trump non detesta Putin quanto i progressisti ed è prevedibile che attui logiche realpolitiker più benevole verso Putin e più dure verso la Cina (che il Pentagono già da tempo ha individuato come il principale avversario strategico degli Stati Uniti; per cui la differenza principale è fra i progressisti idealisti che vogliono contrastare le autocrazie in blocco e i reazionari amorali che invece sono disposti a sporchi accordi con Putin contro la Cina come già Kissinger si era messo d'accordo col macellaio Mao contro l'Urss)

  6. #11336
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    Predefinito Re: Fede o scienza?

    Citazione Originariamente Scritto da Aladar Visualizza Messaggio
    La tendenza è verso l'unità. Che poi si arrivi effettivamente allo stato unico mondiale fra 1.000 anni, possibile ma è troppo lontano per poterlo immaginare realmente.
    ma Harari ha parlato di imperi che hanno teorizzato l'universalità (senza poterla raggiungere dato che vanno a sbattere contro altri imperi) e che si sono allargati (sappiamo come), nei passaggi da te riportati non ha fatto una sola parola su "narrazioni che hanno decretato l'estinzione pacifica di realtà politiche più minute a spese di realtà politiche più vaste"

    Citazione Originariamente Scritto da Aladar Visualizza Messaggio
    Il mio punto è evidenziare il processo storico indiscutibile di unificazione dei popoli non con la forza delle armi, ma con la forza delle narrazioni.
    in tutto questo non ti sei accorto che gli imperi legittimano sé stessi con narrazioni, ma per assoggettare gli altri e inculcare la loro narrazione hanno dovuto prima conquistarli?

    Citazione Originariamente Scritto da Aladar Visualizza Messaggio
    Che è poi, quest'ultima, la tesi di base di Harari: l'uomo è diventata la specie egemone sul pianeta grazie alla cooperazione, ottenuta attraverso la capacità di inventare storie e di convincere i propri simili a credervi.
    ed è una cooperazione sempre avvenuta in forma particolaristica a spese di altri animali umani e non umani (aggiungo anche "non umani" alla luce dei commoventi toni animalari che ho trovato ieri in quel libro)

    a che smetta di essere una cooperazione "contro un nemico" devi immaginare un salto di qualità rispetto a quanto registrato finora (per adesso il salto di qualità visibile è che il vantato sviluppo tecnologico che nel corso dei secoli ha reso più comoda la vita sta per la prima volta nella storia facendo disperare gli scienziati allarmisti che berciano sputacchianti contro i negazionisti della catastrofe ecologica, oppure che come Harari agitano lo spauracchio dell'intelligenza artificiale fuori controllo)

  7. #11337
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    Predefinito Re: Fede o scienza?

    Citazione Originariamente Scritto da TheMeroving Visualizza Messaggio
    In alcuni patti sociali codificati attraverso costituzioni capire quando siamo in presenza di uno stravolgimento del patto diviene semplice. In altri patti sociali diviene piu complesso. Ecco perché i primi sono da secoli considerati in Europa più funzionali di molti altri.

    Inviato dal mio SM-A536B utilizzando Tapatalk
    le costituzioni liberali sono state rapidamente sospese o stracciate quando c'era una minaccia concreta (ad esempio i comunisti), ristabilite quando il teatrino innocuo dello pseudopluralismo poteva ricominciare

    se la democrazia fa eleggere Allende la classe sociale che ha partorito il liberalismo (la borghesia) decide che la democrazia è disfunzionale (uso il tuo linguaggio imperniato sulla funzionalità) e la sospende, poi la rimette in piedi quando l'Urss è sull'orlo del collasso e il problema non si pone più; se domani i topquark saranno allarmati sulla presenza musulmana in Europa una dittatura emergenziale sospenderà le garanzie liberali così da consentire internamenti e deportazioni

  8. #11338
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    Predefinito Re: Fede o scienza?

    Citazione Originariamente Scritto da Aladar Visualizza Messaggio
    Ti rispondo riportando nuovamente la tesi finale:


    "È possibile che i propugnatori dell’eguaglianza e dei diritti umani si sentano sdegnati di fronte a questa linea di ragionamento. Probabilmente, la loro risposta sarebbe: “Lo sappiamo bene che le persone non sono uguali biologicamente! Ma se noi crediamo che, sostanzialmente, siamo tutti uguali, questo ci consentirà di creare una società stabile e prospera.” In merito a ciò, io non ho niente da dire. Infatti, questo è esattamente quello che intendo con “ordine immaginario costituito”. Crediamo in un particolare ordine non perché sia oggettivamente vero, ma perché crederci ci permette di cooperare efficacemente e di forgiare una società migliore.

    Gli ordini immaginari non sono cospirazioni maligne o inutili miraggi. Sono invece l’unico modo con il quale grandi numeri di individui possono cooperare efficientemente."
    e in tutta questa carrellata le mitologie che cementano gli imperi sono quelle promosse dagli imperi nel territorio da essi conquistato e controllato, non abbiamo testimonianza di mitologie spuntate dal nulla che abbiano fatto pacificamente estinguere gli imperi (da cui le mazzate prese da anarchici e affini)

  9. #11339
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    Predefinito Re: Fede o scienza?

    Citazione Originariamente Scritto da Troll Visualizza Messaggio
    ma Harari ha parlato di imperi che hanno teorizzato l'universalità (senza poterla raggiungere dato che vanno a sbattere contro altri imperi) e che si sono allargati (sappiamo come), nei passaggi da te riportati non ha fatto una sola parola su "narrazioni che hanno decretato l'estinzione pacifica di realtà politiche più minute a spese di realtà politiche più vaste"
    *a vantaggio di realtà politiche più vaste (non potevo più editare)

    va bene insistere sul peso delle "narrazioni" rispetto alla nuda forza, ma sono appunto narrazioni promosse dal potere che si è impadronito del territorio; narrazioni che abbiano fatto pacificamente disciogliere le formazioni politiche in entità più vaste non ne abbiamo

    (c'è l'esempio del nazionalismo etnico di tradizione ottocentesca che si è innestato sulle sconfitte militari inflitte da altre potenze a imperi come quello austro-ungarico, quello ottomano o quello russo, ma va nella direzione opposta a quella auspicata da Aladar, ovvero ci mostra che entità più vaste sono suscettibili di disintegrazione quando una narrazione particolaristica si afferma - e anche lì comunque sono occorse circostanze favorevoli, come il disastro militare dell'impero in via di disintegrazione e l'interessato supporto di potenze esterne al separatismo e alla balcanizzazione)

  10. #11340
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    Predefinito Re: Fede o scienza?

    Citazione Originariamente Scritto da Aladar Visualizza Messaggio
    A proposito di costituzioni, queste sono la narrazione fondamentale per il gruppo umano che chiamiamo nazione:

    "Il documento fondativo americano promette che, se gli umani agiscono secondo i suoi sacri princìpi, milioni di loro potranno cooperare efficientemente, vivendo senza pericoli e pacificamente in una società giusta e prospera. E proprio come il Codice di Hammurabi, la Dichiarazione d’indipendenza americana non fu un documento per un tempo e per un luogo: venne abbracciata anche dalle generazioni successive. Da oltre due secoli gli alunni americani la copiano e imparano a memoria."

    Harari, Yuval Noah. Sapiens. Da animali a dèi: Breve storia dell'umanità. Nuova edizione riveduta (p.142). Bompiani. Edizione del Kindle.
    E infatti quando una narrazione si afferma dopo si costruisce il patto sociale conseguente. La narrazione può promanare dalla dichiarazione dei diritti dell uomo o dalla narrazione dell investitura divina. Sono narrazioni diverse che determinano patto sociali diversi

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    - Solo gli imbecilli non hanno dubbi!
    - Ne sei sicuro ?
    - Non ho alcun dubbio !

 

 
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