
Originariamente Scritto da
Gunthr
Ti sarai accorto che oltre alla ragione esiste una dimensione pre-razionale o a-razionale, che oltre a influenzare in una certa misura la nostra vita cosciente ha campo libero nel sogno, e ti sarai accorto che in questo caso i principi della logica non sono vincolanti, nel senso che ciò che sogniamo non si presenta a noi necessariamente come identità non contraddittoria. Un luogo può essere e non essere lo stesso luogo, una persona pure, e nella dimensione onirica possiamo averne immediata certezza. Né questo ci turba una volta svegli, perché sappiamo che si trattava appunto di sogni. Queste identità contraddittorie esperite nel sogno e ricordate nella veglia non sono certo nulla: in termini metafisici sono quindi enti, con la loro esistenza, anche se puramente mentale. Non si può dire che siano nulla solo per il fatto che sono solo ricordate o pensate: ciò che affiora nel ricordo non è nulla, e non è nulla nemmeno ciò di cui si parla, anche se decidiamo di definirlo “mero flatus vocis”. A meno che tu non voglia dire che un luogo che è un certo luogo, e allo stesso tempo è un altro luogo, rispetta pdi e pdnc. Nemmeno la poesia e la letteratura in generale sarebbero come le conosciamo, se dovessero necessariamente rispettare la logica. Tu prendi le distanze da fideismo e volontarismo, eppure non pensi che sia un flatus vocis la coincidenza di unità e molteplicità in dio. Sai che una cosa è un uomo, un’altra un dio, eppure non credi che sia nulla un uomo che è, e allo stesso tempo non è un uomo, essendo un dio, e un dio che è, e allo stesso tempo non è un dio, essendo un uomo. Per non parlare dell’approccio mistico presente in varie religioni, in cui lo stesso principio di identità tende a sfumare: che ciò che si consegue in questo tipo di esperienza sia un nulla, non dovrebbe essere un credente a dirlo. Posto che una posizione scettica non è necessariamente contraddittoria, non vedo cosa ci sia di scettico nella semplice constatazione che non siamo fatti solo di pura razionalità, e che l’immaginazione e i sogni non obbediscono ai principi della logica.