

NO UE, NO EURO, NO NATO, NO NUCLEARE, NO GREEN, NO TAV, NO PONTE, NO IA AD AZIENDE PRIVATE, SOLO DI STATO
Giustizia per Rosa e Olindo. Giustizia per la Palestina
“Sorgi, Dio, difendi la tua causa.”
"Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli…"




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"Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli…"


Le scimmie non hanno intelletto: infatti non c'è alcun elemento o prova di qualsivoglia genere che dimostri che le scimmie astraggano i concetti dagli oggetti della loro esperienza, li mettano in relazione fra loro e formulino frasi, ragionamenti, giudizi. Il problema è che voi riduzionisti materialisti non avete ben chiara la differenza fra i sensi e l'intelletto e quindi prendete lucciole per lanterne considerando "attività intellettiva" cose che rientrano nell'attività sensitiva.
Stante quanto sopra, se la teoria evoluzionistica è corretta quanto alla spiegazione di come si sia arrivati al corpo umano, non è minimamente in grado di spiegare questo salto dall'essere solo senziente all'essere, oltre che senziente, dotato di intelletto e capacità di ragionamento. Una spiegazione meramente biologica è impossibile perché - come si è detto anche nelle pagine precedenti della discussione - dall'immaterialità delle operazioni dell'intelletto non possiamo che dedurre l'immaterialità dell'intelletto stesso, a meno che non si voglia sostenere la contraddizione che qualcosa di materiale produca qualcosa di immateriale.
Se fosse il prodotto di un oggetto materiale - il cervello -, allora come sarebbe possibile che le operazioni dell'intelletto siano decisamente immateriali?
Non ti/vi resta che sostenere i concetti astratti dall'intelletto siano materiali aut similia, ma una tesi del genere, oltre che errata, risulterebbe addirittura comica.
Sicuramente molto più che la produzione dell'immateriale da parte di ciò che è materiale.
Credere - Pregare - Obbedire - Vincere
"Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).


CVD: sei solo in grado di dire "succede e basta". Il "bruto fatto", che non avrebbe causa o spiegazione, se così fosse, sarebbe contraddittorio e l'ho già dimostrato con chiarezza. Come la mettiamo?
Lo vedi che non hai capito?
Comunque, la parte più rilevante sono i paragrafi 2 e 3, in particolar modo il sottoparagrafo 2.1.3. Sottolineo, soprattutto, questo passaggio:
"Here now we speak of that which is not a principle in the agent. Rather, it refers to that which is intrinsic to the being which receives the action of the agent, i.e. the patient. Even though the agent would act in its determinate way, without any impediment from an external causal concourse or its own deficiency, to be the cause of the expected effect, there is still the possibility that this effect would not be produced because of the being which receives the action.
This possibility to fail in the production of the effect comes, again, from the matter of the being which receives the action, which, as a material being, is also a compound of an active principle, substantial form, and a passive principle of indetermination, prime matter. The form of the patient does not inform completely and perfectly the matter which it informs. That is, it does not complete the total potentiality of the matter. (Because of this fact the natural being can change into something else). Thus, this potentiality, as long as it is free from the information of form, can be, partially, an independent material cause, though not by itself a truly effective cause. Hence, it would leave as unforeseeable the exact way in which the patient would behave given the action of the external agent.
To summarise, although natural agents are necessary because they are determined to one kind of effect, they are nonetheless the root of a contingency following upon their imperfect determination. As matter always takes part in every natural action, the possibility exists that the effect which the agent was ordered in a determinate way to produce by its form, cannot by perfectly effected. Instead, there can be unexpected effects. In the material compound, independently of the perfection of the form, there is always a place for an indetermination which exceeds it. The source of this indeterminism is matter, which can make an effect which was not necessarily determinate in its cause to happen per accidens. Conclusively, the effect which is not totally determinate in its cause could be not produced because of any of these three reasons, or by two of them, or even by all the three at the same time (qua il riferimento è a quanto esposto in 2.1.1 e in 2.1.2, nota mia). Thus, the causal concourse can come together with the weakness of the agent or with the indisposition of matter that receives the action. Briefly, the material cause, as an intrinsic and necessary cause of the nature of physical substances, turns to be a potential and indeterminate feature of nature, which cannot be assimilated in any way to the order of the causes in act".
Dato che la materia dell'ente è sempre principio di potenzialità, ne consegue che quegli enti materiali che sono nella scala inferiore della gerarchia dell'essere (vedasi quanto scritto nel paragrafo 3 del predetto articolo), in quanto la loro forma non determina la materia allo stesso modo in cui la forma di enti più complessi determina la loro materia, è possibile che un agente esterno ottenga effetti diversi dal compimento della medesima azione quando è rivolta a questo genere di enti, pur ricorrendo le medesime circostanze. Cosa che spiegherebbe perché alcuni fotoni dell'esperimento riescono ad attraverso la fenditura ed altri no, nonostante non abbiano caratteristiche misurabili che li distinguano fra loro e che potrebbero rendere ragione di questo fatto (tralasciando il fatto che potrebbero avere caratteristiche qualitative non misurabili che, invece, li distinguono).
Credere - Pregare - Obbedire - Vincere
"Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).


Ripeto: la radice del tuo errore è pensare che la creazione aggiunga qualche cosa a Dio realmente, ma non è così. Per questo ipotizzi che, senza la creazione dell'universo, Dio non sarebbe tale. Invece, la creazione è una relazione reale della creatura nei confronti del Creatore, ma non il contrario: per questo è una relazione unilaterale.
Capito ed assimilato questo punto, le obiezioni che hai formulato perdono ragion d'essere: l'esistenza o meno di questa relazione non è necessaria a Dio per essere se stesso.
Credere - Pregare - Obbedire - Vincere
"Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).


Questi sono sofismi con tanto di espediente della scoperta del "metodo scientifico" (come se prima non avessero nemmeno gli occhi per guardare, ma transeat): innanzitutto, definisci la morale e poi spiegaci perché i comportamenti animali avrebbero un significato morale (non attribuito dall'esterno da parte degli esseri umani ma riconosciuto dagli animali stessi). Se tiri fuori di nuovo la questione delle sensazioni e delle emozioni, mi tocca ripeterti quanto ho già detto.
Credere - Pregare - Obbedire - Vincere
"Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).




Il suo creatore è perfetto, la sua creazione, il mondo, invece è perfettibile. E fatto per raggiungere il massimo della perfezione e non servono altri mondi. Su questo do ragione a te e non a @Placido.
Riprendendo il discorso di prima, in questo caso Dio è l'essenza, la creazione è l'esistenza.
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