

Credere - Pregare - Obbedire - Vincere
"Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).




@TheMeroving
Tu stai dicendo che la scelta di questo universo creato A, influenza in qualche modo la struttura di Dio, sarebbe interessante che spiegassi come, invece di postularlo e basta.


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"Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).


Posso dire al limite che Giorgio è (come) Anna per via del carattere ed è (come) Guido per via dell altezza.
Il linguaggio però con la congiunzione "come" ci ricorda che Giorgio è Giorgio e non altro e che affermare che "è Anna" è solo un modo per elidere una parte grammaticale importante che restituisce il reale significato
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- Solo gli imbecilli non hanno dubbi!
- Ne sei sicuro ?
- Non ho alcun dubbio !


Il problema è che tu pensi che, siccome ha scelto di creare effettivamente uno solo fra gli universi possibili, allora Dio s'identifica esclusivamente nel pensiero di quella scelta. Ed è comprensibile perché, effettivamente, noi (come esseri umani) possiamo avere un solo pensiero alla volta che corrisponde ad un solo atto interno. Dio invece con un unico atto, nel quale s'identifica, pensa e vuole più cose nel medesimo istante, anzi, più precisamente: nell'unico istante dell'eternità immobile. Quindi quella "scelta di creazione effettiva" fra gli universi possibili non esaurisce affatto ciò che è Dio.
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"Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).




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@TheMeroving
Cerco di spiegarmi meglio.
Se A = mela e B = pera, noi possiamo dire che A è diverso da B, perché presumiamo di conoscere la differenza fra le mele e le pere.
Invece se:
A = il Dio che ha scelto A;
B = il Dio che ha scelto B;
non possiamo dire che A è diverso da B senza conoscere la natura della scelta in Dio.


Non "ha" scelto. "È" la scelta. Non è un fatto di mera identificazione di Dio con qualcosa di esterno a dio se pur proveniente da dio. Dio non emana pensieri. "È" i pensieri. Il problema è che tu pur riconoscendo la pura attualità di Dio fai rientrare dalla finestra la potenzache hai buttato fuori dalla porta. Infatti il linguaggio con l'uso del verbo avere ti tradisce.
Dio può pure identificarsi pensare e concepire più cose contemporaneamente ma dal momento che solo una di esse ex nihilo "emerge" come realtà esterna, o questa emersione è estranea a Dio oppure è frutto della volontà di Dio. Se questa è frutto della volontà di Dio essa deve necessariamente coincidere con quella precisa volontà. Non puoi supporre che Dio voglia un universo è né spunti fuori un altro.
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