Ho saltato quella parte perché non contiene nessuna argomentazione su quello di cui stavamo parlando, cioè come sia possibile che un universo che esiste da sempre sia stato anche creato. Contiene solo le tue considerazioni su un “escamotage truffaldino” che non si sa da dove venga fuori, visto che io non ne ho parlato. Per “pasticci” intendevo le affermazioni contraddittorie in cui Tommaso si è invischiato, non altro.
Se anche si ammettesse che un universo diveniente ha bisogno di una causa, e che il rapporto fra questo universo e la “causa prima” non può che essere la creazione dal nulla, la logica imporrebbe di escludere che l’universo esista da sempre, perché ciò che non ha avuto un inizio non è stato creato. Come fai a tenere insieme contraddittoriamente due affermazioni che si escludono a vicenda? O ha avuto il “cominciamento assoluto”, o esiste da sempre. Alternative non ce ne sono.
Non c’è un corrispettivo univoco e tu prendi lo stesso sul serio la metafora? Fai pure, ma non tutti sono disposti a dare per buono qualcosa che si può esprimere unicamente con gli strumenti dell’espressione letteraria, fantasticando di un piede eterno sulle sabbie eterne - e se uno non è disposto a farlo, tu non puoi obiettare nulla. C'è anche chi esige un significato univoco, espresso da un linguaggio in cui le parole hanno un senso altrettanto univoco, almeno finché si tratta di filosofia, di scienza e argomenti simili. Poi se uno va a teatro o legge un libro di poesie, il problema non si pone.
Tu hai appena detto che una metafora che non ha un corrispettivo univoco in un linguaggio non metaforico dimostra (!) “che un rapporto causa-effetto non è legato necessariamente al tempo”. Ma una metafora di questo tipo non può dimostrare né confutare alcunché, perché non è un argomento, e non è un fatto.
Detto questo, non è vero che un rapporto di causa-effetto può prescindere dal tempo, perché la causa può essere tale solo dopo aver avuto un effetto, e d’altra parte ciò che in questo modo diventa causa deve essere precedente all’effetto. Quindi causa ed effetto non possono sussistere fuori dal tempo, né essere simultanei nel tempo (altrimenti sarebbero entrambi effetti).
Poeticamente puoi dire che la distesa d’acqua è sempre immensa, ma di fatto non contiene più la stessa quantità d’acqua, letteralmente non è qualcosa di immutabile.
Allora usiamo pure il verbo che hai scelto tu: dire che Dio ha prodotto l’universo dal nulla comporta esattamente la stessa contraddizione. La stessa violazione del principio su cui si fondano l’intera metafisica e il principio di non contraddizione: “l’essere è, il non essere non è”. Ciò che esiste non può essere prodotto a partire da ciò che non esiste. Dal nulla non si può produrre qualcosa. Non dovrebbe essere difficile capire la logica di queste affermazioni.
Il problema invece è proprio quello: tu dici che Dio ha creato l’universo dal nulla, e dato che questa affermazione comporta letteralmente e univocamente l’assurdità dell’essere prodotto a partire dal nulla, cioè la contraddizione del principio fondante della metafisica, sei costretto a dire che la cosa va intesa in senso analogico. E questo significa che circa l’origine dell’universo tu non hai una risposta in grado di indicare letteralmente qualcosa, ma solo un’analogia, un’espressione poetica.





Rispondi Citando
