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Discussione: Fede o scienza?

  1. #14331
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    Predefinito Re: Fede o scienza?

    Citazione Originariamente Scritto da GianlucaC. Visualizza Messaggio
    Se Cartechini non conosce la grammatica non ci posso fare niente

    "Non appare" non significa "Non è"

    Tu non scrivi "Non appare che due più due faccia tre"
    Se tu avessi ragione, non sarebbe soltanto p. Sisto Cartechini a non conoscere la grammatica, ma anche p. Reginald Garrigou-Lagrange (compilatore della voce "Monogenismo" dell'Enciclopedia cattolica), il comitato direttivo dell'opera enciclopedica in oggetto (una decina di persone molto autorevoli: dal cardinal Pizzardo all'abate Ricciotti, tanto per intenderci) ed il revisore ecclesiastico dei due volumi citati (padre Celestino Testore).

    Al di là di ogni argomento intrinseco, quante sono le probabilità che tutti i summenzionati abbiano capito male e che tu invece sia l'unico ad aver capito bene? Meno di zero.

    Ma analizziamo pure nel merito le singole proposizioni dell'Enciclica di Pio XII:

    "I fedeli non possono abbracciare quell'opinione i cui assertori insegnano che dopo Adamo sono esistiti qui sulla terra veri uomini che non hanno avuto origine, per generazione naturale, dal medesimo come da progenitore di tutti gli uomini, oppure che Adamo rappresenta l'insieme di molti progenitori".

    La condanna è chiara, il divieto è netto e ai dubbi non viene lasciato spazio alcuno.

    Veniamo pure all'altra proposizione, su cui provi sofisticamente a far leva:

    "(...) non appare in nessun modo come queste affermazioni si possano accordare con quanto le fonti della Rivelazione e gli atti del Magistero della Chiesa ci insegnano circa il peccato originale, che proviene da un peccato veramente commesso da Adamo individualmente e personalmente, e che, trasmesso a tutti per generazione, è inerente in ciascun uomo come suo proprio".

    Il Papa non dice soltanto che "non appare come queste affermazioni [omissis]", ma afferma chiaramente che "non appare in nessun modo" come le opinioni poligeniste appena condannate possano essere in armonia con quanto dicono le fonti della Divina Rivelazione. L'espressione "non appare in nessun modo" non è affatto dubitativa, ma equivale ad un "risulta impossibile", "non risulta in alcun modo" et similia.

    Ma, se anche ci potesse un minimo dubbio sul valore lessicale della frase, esso è comunque preliminarmente chiarito dalla condanna che precede l'espressione in oggetto, alla luce della quale va letta.

    Citazione Originariamente Scritto da GianlucaC. Visualizza Messaggio
    Quanto a Ratzinger, ho trovato un'altra testimonianza di come la pensasse sul poligenismo

    [...] Benedetto mi ha risposto che, nonostante finora abbia prevalso la tesi che l’origine dell’umanità da una sola coppia vada intesa in senso letterale (monogenismo), anche la tesi opposta per cui all’origine potrebbe esserci un piccolo gruppo (poligenismo) può essere ammissibile. L’unica condizione è che si mantenga «la difesa dell’unità dell’essere umano e così la difesa della dignità uguale e della fraternità metafisica di tutti gli uomini».

    https://www.globetodays.com/benedett...t-e-il-natale/

    Inizia a esserci un po' troppa gente per dire che Benedetto rifiutasse il poligenismo
    Se non siamo al livello de "me lo ha detto mio cugggino", poco ci manca. Ma ribadisco: se anche lo avesse detto, l'insegnamento della Chiesa resterebbe quello sopra.
    Credere - Pregare - Obbedire - Vincere

    "Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).

  2. #14332
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    Predefinito Re: Fede o scienza?

    Citazione Originariamente Scritto da Gunthr Visualizza Messaggio
    E quelle che tu chiami eufemisticamente “sfaccettature” sono appunto modi diversi di inquadrare gli eventi, giocando a scegliere il punto di vista giusto per far tornare i conti nel modo desiderato. Ne hai dato solo qualche esempio.
    Non c'è nessun gioco: puoi negare che il fuoco, nell'istante stesso in cui viene acceso, produca calore? Puoi negare che, nell'istante stesso in cui tu vuoi pensare a X, pensi effettivamente a X? La risposta è soltanto una: "no".

    Puoi anche dire che si tratta di "modi diversi di inquadrare gli eventi", ma devi essere consapevole che il problema si pone solo se si tratta di "modi diversi di inquadrare gli eventi" incompatibili fra loro. Perciò, è vero che, per tornare all'esempio del fuoco, la temperatura di un oggetto che viene riscaldato si innalza più o meno gradualmente e non istantaneamente. Ma è altrettanto vero che già la sola accensione del fuoco implica ipso facto un'emanazione di calore.

    Citazione Originariamente Scritto da Gunthr Visualizza Messaggio
    Ma per chi in qualche modo tiene in considerazione Aristotele, questi giochi hanno un limite.
    Perché per Aristotele la causa efficiente rimanda per definizione al movimento e al mutamento, cioè al divenire. Il movimento implica il tempo, si realizza in un prima e un poi. Se causa efficiente ed effetto sono simultanei, non c’è un prima e un poi fra quella causa e quell’effetto. Se avvengono nello stesso istante di tempo, come dici tu, questo comporta la conclusione assurda che nel tempo può verificarsi un mutamento che si sottrae al tempo: in altre parole, un movimento senza movimento, un divenire che non diviene.
    Visto che tiri in ballo Aristotele, dovresti sapere che il tempo è misura del divenire, ma anche che fra il tempo ed il divenire non esiste un rapporto di identità. Il divenire è un prius rispetto al tempo. Il che spiega perché vi sia un passaggio dalla potenza all'atto senza che l'effetto si dispieghi in un istante temporale differente da quello dell'azione causale.
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    "Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).

  3. #14333
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    Predefinito Re: Fede o scienza?

    Citazione Originariamente Scritto da Giò Visualizza Messaggio
    Se tu avessi ragione, non sarebbe soltanto p. Sisto Cartechini a non conoscere la grammatica, ma anche p. Reginald Garrigou-Lagrange (compilatore della voce "Monogenismo" dell'Enciclopedia cattolica), il comitato direttivo dell'opera enciclopedica in oggetto (una decina di persone molto autorevoli: dal cardinal Pizzardo all'abate Ricciotti, tanto per intenderci) ed il revisore ecclesiastico dei due volumi citati (padre Celestino Testore).

    Al di là di ogni argomento intrinseco, quante sono le probabilità che tutti i summenzionati abbiano capito male e che tu invece sia l'unico ad aver capito bene? Meno di zero.

    Ma analizziamo pure nel merito le singole proposizioni dell'Enciclica di Pio XII:

    "I fedeli non possono abbracciare quell'opinione i cui assertori insegnano che dopo Adamo sono esistiti qui sulla terra veri uomini che non hanno avuto origine, per generazione naturale, dal medesimo come da progenitore di tutti gli uomini, oppure che Adamo rappresenta l'insieme di molti progenitori".

    La condanna è chiara, il divieto è netto e ai dubbi non viene lasciato spazio alcuno.

    Veniamo pure all'altra proposizione, su cui provi sofisticamente a far leva:

    "(...) non appare in nessun modo come queste affermazioni si possano accordare con quanto le fonti della Rivelazione e gli atti del Magistero della Chiesa ci insegnano circa il peccato originale, che proviene da un peccato veramente commesso da Adamo individualmente e personalmente, e che, trasmesso a tutti per generazione, è inerente in ciascun uomo come suo proprio".

    Il Papa non dice soltanto che "non appare come queste affermazioni [omissis]", ma afferma chiaramente che "non appare in nessun modo" come le opinioni poligeniste appena condannate possano essere in armonia con quanto dicono le fonti della Divina Rivelazione. L'espressione "non appare in nessun modo" non è affatto dubitativa, ma equivale ad un "risulta impossibile", "non risulta in alcun modo" et similia.

    Ma, se anche ci potesse un minimo dubbio sul valore lessicale della frase, esso è comunque preliminarmente chiarito dalla condanna che precede l'espressione in oggetto, alla luce della quale va letta.
    Pochi cazzi, Giò. Se il papa avesse voluto parlare ex cathedra non avrebbe usato espressioni dubitative come "non appare", "non sembra", "non consta". Non trovi scritto "Non appare che la Madonna sia stata toccata del peccato originale"

    E vedo su internet che diversi teologi la pensano in questo modo, quindi come minimo la questione è dibattuta, altro che magistero infallibile

    Citazione Originariamente Scritto da Giò Visualizza Messaggio
    Se non siamo al livello de "me lo ha detto mio cugggino", poco ci manca. Ma ribadisco: se anche lo avesse detto, l'insegnamento della Chiesa resterebbe quello sopra.
    Veramente la lettera di Benedetto in questione è stata oggetto di pubblicazione, c'è il libro, costa 22 euro, non hai che da comprarlo se vuoi verificare. Io personalmente mi fido
    E' da sottosviluppati pensare che l'italiano-tipo debba essere per forza bianco.

  4. #14334
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    Predefinito Re: Fede o scienza?

    Citazione Originariamente Scritto da GianlucaC. Visualizza Messaggio
    Pochi cazzi, Giò. Se il papa avesse voluto parlare ex cathedra non avrebbe usato espressioni dubitative come "non appare", "non sembra", "non consta". Non trovi scritto "Non appare che la Madonna sia stata toccata del peccato originale"

    E vedo su internet che diversi teologi la pensano in questo modo, quindi come minimo la questione è dibattuta, altro che magistero infallibile
    Se per una volta nella tua vita smettessi di fare del bastiancontrarismo gratuito, ti renderesti conto che il sottoscritto ha corroborato le sue affermazioni con fonti ecclesiastiche molto autorevoli e di sicura ortodossia cattolica, precedenti il Concilio Vaticano II.

    Queste stesse fonti riportano che la Chiesa s'è pronunciata in materia e che lo ha fatto in modo molto chiaro, proibendo in modo vincolante a tutti i fedeli di dare il proprio assenso alle tesi del poligenismo.

    Ti ho anche dimostrato che la condanna del poligenismo è considerata non solo parte del Magistero della Chiesa, già di per sé vincolante, ma anche del Magistero infallibile della Chiesa.

    Perciò, replicare dicendo che su internet hai letto di diversi teologi che non la vedono così, senza aggiungere altro, è, come minimo, estremamente debole.

    Reiterare l'argomentazione dell'affermazione dubitativa non ha senso, visto che io ho già chiarito che quel "in nessun modo" e la preliminare condanna del poligenismo, a cui segue quell'espressione, sono elementi sufficientemente chiarificatori del fatto che quel "non appare" non ha alcun significato dubitativo, stante il contesto.

    Citazione Originariamente Scritto da GianlucaC. Visualizza Messaggio
    Veramente la lettera di Benedetto in questione è stata oggetto di pubblicazione, c'è il libro, costa 22 euro, non hai che da comprarlo se vuoi verificare. Io personalmente mi fido
    Benissimo, allora citala. Tu vuoi dimostrare una tesi (ossia: Ratzinger era aperto al poligenismo), a te l'onere della dimostrazione. A me, come ho già detto, interessa poco. Non solo perché si tratterebbe soltanto di un'opinione privata, ma anche e soprattutto perché la parola definitiva sulla questione è già stata pronunciata dal Magistero.
    Credere - Pregare - Obbedire - Vincere

    "Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).

  5. #14335
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    Predefinito Re: Fede o scienza?

    Citazione Originariamente Scritto da Giò Visualizza Messaggio
    Se per una volta nella tua vita smettessi di fare del bastiancontrarismo gratuito, ti renderesti conto che il sottoscritto ha corroborato le sue affermazioni con fonti ecclesiastiche molto autorevoli e di sicura ortodossia cattolica, precedenti il Concilio Vaticano II.
    Ratzinger mi "appare" di sicura ortodossia cattolica, e lui non escludeva il poligenismo. Poi ce ne sono diversi altri, cercali su internet se vuoi, non ti posso dare sempre la pappa pronta

    Citazione Originariamente Scritto da Giò Visualizza Messaggio

    Ti ho anche dimostrato che la condanna del poligenismo è considerata non solo parte del Magistero della Chiesa, già di per sé vincolante, ma anche del Magistero infallibile della Chiesa.
    Ma non hai dimostrato un cazzo, smettila di fare il saccente, sei un pirlotto come tutti noialtri


    Citazione Originariamente Scritto da Giò Visualizza Messaggio
    Benissimo, allora citala. Tu vuoi dimostrare una tesi (ossia: Ratzinger era aperto al poligenismo), a te l'onere della dimostrazione. A me, come ho già detto, interessa poco. Non solo perché si tratterebbe soltanto di un'opinione privata, ma anche e soprattutto perché la parola definitiva sulla questione è già stata pronunciata dal Magistero.
    Me li dai tu 22 euro per acquistare un libro che parla di una questione su cui, in ultima analisi, non me ne può fregar di meno?
    E' da sottosviluppati pensare che l'italiano-tipo debba essere per forza bianco.

  6. #14336
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    Predefinito Re: Fede o scienza?

    Citazione Originariamente Scritto da Gunthr Visualizza Messaggio
    Se è vero che la parola segue la cosa conosciuta, l’assenza della parola dimostra l’assenza della cosa conosciuta come tale, cioè come identità delimitata e nominata. Se in una lingua non ci sono termini distinti per indicare la mano e il braccio, questo vuol dire che il braccio e la mano non vengono colti come due distinte identità, ma vengono colti e pensati come un’identità unica. Non ci sono quelli che per noi sono “la mano” e “il braccio”, ma un’altra cosa che li ricomprende, e quindi un’altra “essenza”.

    A contatto poi con un diverso modo di segmentare la realtà, con un movimento in direzione opposta (dalla parola alla cosa), si comprendono queste diverse identità e le si traduce. Non c’è motivo per cui non dovrebbe essere possibile tradurle, anche se è più difficile nel caso dei concetti, come testimoniano i fraintendimenti e le assimilazioni improprie nell’incontro fra la tradizione filosofica occidentale e quella orientale.
    La tua replica parte da un non sequitur evidente che, in realtà, è soltanto la versione "aggiornata" del non sequitur che hai formulato in precedenza all'inizio dell'esposizione della tua argomentazione.

    Dall'assenza della parola non segue affatto, in modo necessario, "l'assenza della cosa conosciuta come tale, cioè come identità delimitata". Perciò, la tua è un'affermazione gratuita ed arbitraria.

    Sembri poi non renderti conto che l'"identità delimitata di una cosa" non è altro che il contenuto indicato dal termine della cosa. Ossia il concetto.

    Perciò, non stai facendo altro che ribadire che l'assenza di una parola per indicare una determinata cosa implicherebbe necessariamente l'assenza del relativo concetto e la mancanza di percezione e/o conoscenza dell'oggetto.

    Ma questi sono tutti passaggi arbitrari, non sono dimostrazioni.

    Si potrebbe poi aggiungere che il più include il meno e che, se si ha il concetto del braccio, si ha anche il concetto delle sue singole parti, per quanto queste sue parti, pur identificate come a sé stanti, non siano indicate con una parola specifica.

    Sono d'accordo sul fatto che non ci sia un motivo per cui non dovrebbe essere possibile tradurre certe parole in un'altra lingua, anche se quest'ultima non possiede ancora dei termini linguistici corrispondenti ai contenuti indicati da quelle parole. Il passaggio che ti manca, evidentemente, è la comprensione del fatto che ciò è possibile solo perché c'è un riferimento alla cosa conosciuta. Se per ipotesi nella lingua italiana non esistesse la parola "animale" ed un inglese continuasse a pronunciare la parola animal, io non ne coglierei mai il significato se l'inglese non mi indicasse in qualche modo qual è l'oggetto a cui si riferisce la parola animal ed io non riuscissi ad astrarne il concetto. In sintesi, si può risalire dalla parola alla cosa perché c'è una precedenza della cosa sulla parola che la indica, non il contrario.

    Citazione Originariamente Scritto da Gunthr Visualizza Messaggio
    Come si dimostra la presenza di un concetto in una lingua antica, in assenza del relativo termine? Non si può, e infatti tu dici che si può dedurre, ma questa deduzione si basa su un’assunzione arbitraria, cioè che gli stessi risultati implichino l’uso degli stessi strumenti. Questo però significa sovrapporre i propri criteri a quelli che una lingua antica testimonia in uso. Nel caso specifico, un concetto che indica lo “spazio” come estensione geometrica astratta, a uno che indica invece una posizione concreta, che è altrettanto funzionale a un’applicazione pratica come la costruzione di un edificio, nonostante non sia pensata come indipendente da una connotazione temporale.
    Sei ricorso ad un argomento fantoccio: non ho detto che gli stessi risultati implichino necessariamente il ricorso agli stessi identici strumenti. Ho soltanto detto, e questo non si può negare, che senza una minima nozione di spazio la Grande muraglia cinese non sarebbe mai stata costruita. Un bambino di cinque anni può avere la nozione di spazio, ma certamente non l'avrà come un adulto e, fra gli adulti, la nozione di spazio dello studioso di architettura non sarà precisa ed approfondita quanto quella che ne ha un contadino. Questo significa che la nozione di spazio del bambino è sbagliata? Che è sbagliata quella dell'adulto o che è sbagliata quella del contadino? No, semplicemente ciascuno conosce qualcosa proporzionatamente alle proprie capacità e alle proprie attitudini: cosa che nessun realista moderato od universalista che dir si voglia ha mai negato. Per analogia, riguardo all'antica Cina, vale un ragionamento simile. Del resto, erigere un edificio presuppone inevitabilmente una forma di apprensione della quantità e della disposizione nello spazio, altrimenti, semplicemente, l'edificio o non si fa o, se si fa, è frutto di azioni casuali del singolo o dei singoli che lo costruiscono. Non si onorano gli antenati con un culto religioso se non si percepisce la distinzione tra vivi e morti e se non si coglie una relazione tra prima e dopo. Ossia: una forma di apprensione della successione temporale. Non è la nozione di spazio-tempo della fisica moderna? Pazienza: questo non dimostra che gli antichi Cinesi non sapessero cosa fossero lo spazio ed il tempo in assoluto e sarebbe decisamente erroneo sostenere che prima della scoperta della nozione scientifica della fisica moderna l'uomo non conoscesse lo spazio ed il tempo.

    Citazione Originariamente Scritto da Gunthr Visualizza Messaggio
    Sarebbe come assumere erroneamente che se i cinesi mangiano, significa che mangiano con coltello e forchetta, invece che al loro modo.
    Al contrario, io sto asserendo che, siccome gli antichi Cinesi mangiavano, allora se ne deduce che avessero nozione del mangiare. Tu, invece, stai asserendo che, siccome non utilizzavano forchetta e coltello per mangiare, allora non avevano nozione alcuna del mangiare.

    Citazione Originariamente Scritto da Gunthr Visualizza Messaggio
    Quindi, visto che non tutti isolano nella realtà le stesse identità, le stesse “cose”, le stesse “essenze”, e dunque formano diverse mappe della realtà, come si fa a dire quale di queste differenti mappe coglie oggettivamente la realtà nella sua autentica struttura, con le sue essenze individue? Su quale base si può dire che fanno parte della struttura della realtà lo spazio e il tempo, e non lo spazio-tempo, il bianco e non l’albus e il candidus? O sono oggettivamente tutte vere essenze, anche quando si sovrappongono o si escludono a vicenda, e allora la struttura della realtà non è data una volta per tutte, ma molteplice come le sue diverse letture, e mutevole secondo i tempi e le culture. Oppure non sono tutte vere essenze, non sono tutte oggettive identità, e allora si ripresenta il problema di spiegare chi e come stabilisce quali sono quelle oggettive.
    Ti ho già risposto nel post precedente:

    Citazione Originariamente Scritto da Giò Visualizza Messaggio
    (...) se ci sono più mappe per "percorrere" la realtà, ciò non toglie che la realtà sia comunque una sola, pur nella molteplicità degli aspetti che essa include. Più descrizioni possono cogliere diversi elementi e sfumature della realtà, senza con ciò cadere in contraddizione, convivendo tranquillamente assieme. Questa diversità porrà dei problemi in taluni casi e questo spiega perché l'uomo studia, riflette ed indaga sulla realtà ed i diversi aspetti che la contraddistinguono continuamente ma nemmeno l'emergere di problemi (possibile o effettivo) è un elemento che depone a sfavore dell'oggettività di talune conoscenze. Ci potranno indubbiamente essere mappe inadeguate o addirittura errate, ma come si capisce se una mappa è inadeguata o errata? Verificando se il percorso che riporta corrisponde effettivamente a quello reale. Quindi, tale verifica, da parte del soggetto, può avvenire soltanto confrontandosi con la realtà. Ad ogni modo, le nozioni ed i principi primi dell'essere che la filosofia tomista ha formalizzato non sono semplicemente mappe per percorrere la realtà ma sono le condizioni, insite nella realtà, che permettono di elaborare delle mappe. In un certo senso, sono ciò che fornisce alle mappe il loro stesso oggetto.
    Anziché scrivere questa replica, ti sarebbe bastato rileggere il post.

    Citazione Originariamente Scritto da Gunthr Visualizza Messaggio
    Allora se l’uso della parola “cosa” per riferirsi sia a ciò che secondo noi esiste sia a ciò che non esiste non dimostra di per sé che hanno in comune qualcosa di trascendentale, niente impedisce di dire che l’uso di un termine così generico è l’equivalente verbale del gesto dell’indicare. E questo testimonia soltanto che abbiamo isolato un’identità, nel continuo della realtà o nella fantasia. Testimonia cioè solo la centralità di chi stabilisce quell’identità, non l’esistenza di un fondamento trascendentale.
    Stai soltanto girando attorno al problema, rifugiandoti nel concetto di identità, che però presuppone sempre le nozioni di "essere" ed "ente". Che cos'è l'identità infatti? Ciò che è una cosa è. Né più né meno: altre formulazioni sarebbero solo perifrasi che comunicherebbero il medesimo contenuto.

    Dove sia la centralità di chi "stabilisce" (sic!) quell'identità non è dato saperlo: se il soggetto conoscente "isola", ossia coglie ed astrae, delle "identità", lo fa relazionandosi con qualcosa che è a lui esterno ed in cui rinviene determinati elementi. Perciò, ad essere centrale, se mai, è quanto colto dall'intelletto all'esterno: ossia, l'oggetto conosciuto.

    E, siccome non è la mente a "fare" la realtà, ma è la realtà ad imporsi sul pensiero, quest'ultimo non potrà mai concepire qualcosa che sia intellegibile, se non come "cosa" ovverosia "ente" ed "essere". Anche per negare l'ente dobbiamo comunque presupporlo ed utilizzarlo come termine di confronto reale.

    Questo spiega perché i nostri ens rationis o gli enti che sono frutto della nostra fantasia non possono che rimandare, seppur secondo modalità e termini differenti, all'ente reale.

    La negazione o la finzione non sono pensabili se non a partire dalla nozione di ente, non perché ogni contenuto della nostra mente sia un ente reale, ma perché ogni operazione dell'intelletto presuppone ciò che è primo per intellegibilità, ossia ciò che viene colto come "cosa" o, per l'appunto, "ente".

    Citazione Originariamente Scritto da Gunthr Visualizza Messaggio
    Mi piace molto il tuo esempio della chimera per spiegare che la parola “essere” ha un aggancio nella realtà extramentale. Sono d’accordo: si può partire dalla realtà extramentale per inventare realtà puramente mentali. Nel caso della chimera si può addirittura dire che cos’è.
    Ti piacerà molto, ma non depone a tuo favore e probabilmente nemmeno ne hai colto la portata: semplicemente, ciò che è frutto della fantasia umana, per poter essere intellegibile, deve in qualche modo e misura avere un aggancio alla realtà, cioè all'ente reale che è oggetto d'apprensione, pena la sua totale assurdità.
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  7. #14337
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    Predefinito Re: Fede o scienza?

    Citazione Originariamente Scritto da GianlucaC. Visualizza Messaggio
    Ratzinger mi "appare" di sicura ortodossia cattolica, e lui non escludeva il poligenismo.
    Capisco che voi liberal-progressisti abbiate ancora in mente l'immagine mediatica di Ratzinger, che era concepito come una specie di S. Bellarmino redivivo, ma la realtà è che Ratzinger era un teologo progressista dalle tendenze hegeliane ed heideggeriane, è stato perito durante il Concilio Vaticano II ed assistente del cardinale Frings (che non era di certo un "tradizionalista") e, col tempo, soprattutto vedendo gli effetti disastrosi di certe innovazioni conciliari e post-conciliari, si è sempre più moderato, senza mai rinnegare del tutto le sue origni. Altro che "sicura ortodossia cattolica".

    Citazione Originariamente Scritto da GianlucaC. Visualizza Messaggio
    Poi ce ne sono diversi altri, cercali su internet se vuoi, non ti posso dare sempre la pappa pronta
    Se argomenti una tesi, devi citare le fonti che la dimostrano. Io ho postato le mie fonti.

    Citazione Originariamente Scritto da GianlucaC. Visualizza Messaggio
    Ma non hai dimostrato un cazzo, smettila di fare il saccente, sei un pirlotto come tutti noialtri
    In una discussione contano gli argomenti e ciò che si adduce a loro dimostrazione o supporto. Non le mie o le tue qualità personali.

    Citazione Originariamente Scritto da GianlucaC. Visualizza Messaggio
    Me li dai tu 22 euro per acquistare un libro che parla di una questione su cui, in ultima analisi, non me ne può fregar di meno?
    Se non te ne importa nulla, allora perché l'hai tirata in ballo? Potevi star zitto e basta. Comunque, se non frega niente a te e frega poco a me, direi che su Ratzinger e la sua opinione riguardo al poligenismo possiamo anche chiuderla qui.
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  8. #14338
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    Predefinito Re: Fede o scienza?

    Citazione Originariamente Scritto da Giò Visualizza Messaggio
    Se non te ne importa nulla, allora perché l'hai tirata in ballo? Potevi star zitto e basta. Comunque, se non frega niente a te e frega poco a me, direi che su Ratzinger e la sua opinione riguardo al poligenismo possiamo anche chiuderla qui.
    La questione del poligenismo interessa te, e sei tu che a rigor di logica dovresti approfondire anziché prendere due fonti a caso e limitarti ad esse, specie dopo che ti è stato fatto notare che altri teologi la pensano diversamente

    Investi sti 22 euro e leggiti la lettera di Benedetto, manda una mail a Baglow per chiedere da dove ha preso il passo citato, e visto che ci sei procurati i Saggi di teologia soprannaturale di Karl Rahner e vai a pagina 175 per controllare se anche Wikipedia dice cazzate

    Citazione Originariamente Scritto da Wikipedia
    Come evidenziato da alcuni teologi, tra cui figura Karl Rahner, in realtà Pio XII non rifiutava il poligenismo, né lo approvava, ma semplicemente lo lasciava fuori dalla discussione teologica, lasciando così margine di libertà ai teologi.
    Cioè, uno sbarbatello che pretende di insegnare la teologia a Ratzinger e Rahner, ma si può essere più palloni gonfiati
    E' da sottosviluppati pensare che l'italiano-tipo debba essere per forza bianco.

  9. #14339
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    Predefinito Re: Fede o scienza?

    E niente, anche l'AI dice cazzate

    E' da sottosviluppati pensare che l'italiano-tipo debba essere per forza bianco.

  10. #14340
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    Predefinito Re: Fede o scienza?

    Citazione Originariamente Scritto da GianlucaC. Visualizza Messaggio
    Se Cartechini non conosce la grammatica non ci posso fare niente

    "Non appare" non significa "Non è"

    Tu non scrivi "Non appare che due più due faccia tre"

    Quanto a Ratzinger, ho trovato un'altra testimonianza di come la pensasse sul poligenismo

    [...] Benedetto mi ha risposto che, nonostante finora abbia prevalso la tesi che l’origine dell’umanità da una sola coppia vada intesa in senso letterale (monogenismo), anche la tesi opposta per cui all’origine potrebbe esserci un piccolo gruppo (poligenismo) può essere ammissibile. L’unica condizione è che si mantenga «la difesa dell’unità dell’essere umano e così la difesa della dignità uguale e della fraternità metafisica di tutti gli uomini».

    https://www.globetodays.com/benedett...t-e-il-natale/

    Inizia a esserci un po' troppa gente per dire che Benedetto rifiutasse il poligenismo
    @GianlucaC.
    Ma no Benedetto ha solo ammesso che possa esserci stata una "materia" protoumana da cui Dio potrebbe aver selezionato la prima coppia umana, è una possibilità ammessa da Humani Generis ed è il perimetro entro cui noi da cattolici si sta discutendo.

    Volevo farti notare su questa frase che non è quello che pensi, sforzati di non vederci quello che vorresti:

    "Che la prima decisione dell’umanità sia stata caratterizzata da un “no” è essenziale. Se questo inizio sia stato determinato da uno o più individui non è così importante"

    Mi sono studiato un po' Ratzinger, questo è il testo che raccoglie le sue speculazioni prima di diventare Papa: https://www.tanzella-nitti.it/sites/...MARC_Intro.pdf

    egli ammette la possibilità del poligenismo ma la neutralizza con il concetto della natura relazionale dell'umanità. Secondo lui tutti gli individui condividono la medesima natura umana che è relazionale perciò è bastato il peccato di uno a inquinare la rete delle relazioni facendo perdere lo stato di grazia. In pratica il peccato originale si propaga tramite la rete di relazioni che contribuisce alla formazione delle identità personali di ciascuno. Quindi il poligenismo se vero non inficia comunque il dogma del peccato originale. Che in fondo l'interesse vostro non è biologico ma teologico.
    NO UE, NO EURO, NO NATO, NO NUCLEARE, NO GREEN, NO TAV, NO PONTE, NO IA AD AZIENDE PRIVATE, SOLO DI STATO
    Giustizia per Rosa e Olindo. Giustizia per la Palestina
    “Sorgi, Dio, difendi la tua causa.”
    "Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli…"


 

 
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