
Originariamente Scritto da
Gunthr
Non si sa propriamente cosa sia, per questo non è possibile definirlo. La “nozione” di ciò che fonda la relazione fra ogni cosa? Ma l’essere non è un concetto, pertanto la tua “semantizzazione” è solo un modo per dire qualcosa evitando di rispondere: che cos’è questo X che fonderebbe la relazione fra ogni cosa?
Logicamente, non sapendo dire cosa sia, non resta che interpretarlo (per esempio dicendo che è la nozione che fonda la relazione ecc.), e altrettanto logicamente, non sapendo cosa sia, non è possibile dire quale sia l’interpretazione corretta di questo (non) qualcosa. Non ci sono alternative.
Non solo: considerato che questo essere non è l’esistenza, ma come hai detto tu precede l’esistenza stessa, che va quindi ricondotta ad esso, non si può fondarlo sull’esistenza delle singole cose.
Sull’esistenza delle singole cose si può fondare solo l’astrazione di “tutto ciò che esiste”, ma non c’è niente di trascendentale nel pensare la somma di tutte le cose che esistono, e non c’è alcun passaggio necessario fra la somma di tutto ciò che esiste e questa non-cosa, questo non-concetto, che fonderebbe la relazione fra ogni cosa ecc. Da dove esce questa “nozione”? Qualunque spiegazione tu proponessi, partirebbe già dall’essere come presupposto, interpretando già le cose come “enti” dotati di “essenze”, termini che derivano appunto da “essere”, come se lavorando sulle parole si ricavassero fatti della realtà. È ovvio che le parole non sono le cose, sono segni convenzionali che indicano le cose, quindi è vano cercare nelle parole i tratti fondamentali delle cose.
E non basta dire “non è vero, è sbagliato”: per affermarlo dovresti mostrare in che modo un discorso sul fondamento della realtà possa individuare qualcosa che si sottrae a una dimensione discorsiva, il che è impossibile, perché la metafisica consisteva proprio in questo: in un discorso sull’essere, dal momento che l’essere è qualcosa che “si dice in molti modi”.
Che l’essere preceda il linguaggio è illusorio: l’essere è oggetto di riflessione solo in quanto appunto lo si dice, mentre le essenze sono le definizioni delle cose, cioè appartengono a loro volta al linguaggio.
Dunque l’essere, che dovrebbe fondare ogni discorso sulla realtà, non può fondare il discorso sull’essere. L’essere non ha fondamento, per cui, o si procede fingendo che l’abbia, o ci si tiene l’intuizione quasi mistica di un qualcosa che non è una cosa, che si percepisce “quasi notissimum”, e lì coerentemente ci si ferma, non potendone fare oggetto di scienza.