
Originariamente Scritto da
Giò
Ho scritto "in un certo senso" per esigenze di brevità: non posso spiegare ogni volta come funziona l'atto cognitivo umano e quali sono i termini della relazione fra l'intelletto e gli organi corporei, dato che già l'ho fatto più volte nel corso di questa lunga discussione.
L'apporto dell'attività cerebrale a quella che chiami "intellezione umana concreta" (sic) è costituito dalle operazioni dei sensi interni. Ed i sensi interni dell'essere umano sono la facoltà immaginativa, la facoltà mnemonica, la facoltà cogitativa e la facoltà del senso comune che unifica tutti i dati ricevuti dalle cinque facoltà sensitive esterne e dalle altre tre facoltà sensitive interne. Queste facoltà sensitive sono comuni agli esseri umani e agli animali (o quanto meno agli animali maggiormente sviluppati), fatta parziale eccezione per la facoltà cogitativa, che negli animali è detta "estimativa". Sono due facoltà analoghe e la loro differenza risiede nel fatto che la cogitative agisce nell'uomo unitamente all'intelletto, mentre l'estimativa no, giacché gli animali sono tali in quanto privi di facoltà intellettive.
Questo significa che, di per sé, al cervello è sufficiente essere strutturato in modo da poter far svolgere all'anima umana le operazioni di cui sopra. E non si può negare che, ad esempio, lo scimpanzé abbia un cervello strutturato per svolgere quel genere di attività.
Non sono ricorso ad un argomento fantoccio: sei tu stesso a ripetere in questo intervento che, secondo te, alle operazioni intellettive è strettamente necessaria l'attuale struttura del cervello umano "nell’organizzazione della neocorteccia, nella connettività, nello sviluppo temporale, nelle aree associative, ecc." (cit.). Io mi permetto di dire che ciò, in termini metafisici, non solo non è dimostrato ma non è nemmeno dimostrabile perché il tomismo non afferma una dipendenza così radicale tra attività degli organi corporei ed operazioni intellettive, ma una dipendenza estrinseca ed indiretta.
Non separo anima e corpo al punto da rendere quest'ultimo irrilevante ma, come ho specificato, ritengo che un conto sia discutere se sia necessaria o meno la presenza di un organo cerebrale (e su questo punto potremmo concordare), un conto, invece, se sia strettamente necessaria una certa configurazione dello stesso (per restare sull'esempio del cervello). In quest'ultimo caso, è sufficiente affermare che il cervello sia configurato in modo da far svolgere le operazioni dei sensi interni.