





perché fai così se dimostri solo l'incomprensione del testo? sai cosa significa rainbow-washed capitalism? mi pare di avere insistito abbastanza chiaramente che "se fossi stato un venduto mi sarei venduto alle correnti promosse dal capitale globale negli scorsi anni" (che i comunisti e gli anarchici emarginati e sconfitti chiamano polemicamente "rainbow-washed capitalism", capitalismo ripulito e riverniciato con l'arcobaleno inclusivo per rendersi presentabile), invece di stare con chi doveva temere la Mancino perché la xenofobia non era ancora diventata un senso comune condiviso"
mi dimentico sempre (come l'altra volta con Hobbes) che mentre io passo tutto il tempo a infiltrarmi fra comunisti e anarchici tu non è detto che conosci il loro linguaggio (evidentemente non è quella la tua cerchia di frequentazioni), e quindi se uso l'espressione "rainbow-washed capitalism" tu non capisci immediatamente cosa sto dicendo e vai in confusione


Ma Troll non concepisce nemmeno saltare su un carro che non sia quello del vincitore. Identifica completamente la vittoria del carrettiere ( classe, censo, potentati ) con la propria volonta', sia a livello materiale che a livello interiore. Il perdente per lui e' solo un fesso. Stargli lontano una dimostrazione di lungimirante furbizia. Questo conta, trovarsi sempre dalla parte vincente. What else?


per definizione Dio è una entità che ci comanda di soffocare i nostri istinti, è l'esatto motivo per cui è stato inventato, incutere paura nelle persone così si trattengono dal fare quel che diversamente farebbero (non venirmi a dire che non funzionava visto che un classico dei tuoi simili è appunto lamentare che "i poveracci non forconavano i nobili perché erano ingannati dai preti")
ora per favore renditi conto di quanto sia stupida la mossa di paragonare a "Dio" gli istinti, gli appetiti e le inclinazioni che non piacciono a te; alzarsi la mattina e vedere il golfo del Tigullio dalla finestra (sto facendo un esempio non ho la villa a Portofino) non è "Dio", è conforme a un'inclinazione naturale che pure un comunista può capire benissimo
l'equivoco per cui "il denaro sembrerebbe un nuovo Dio" si dissolve subito se si considera quante cose in questo mondo sono risorse scarse; per esempio, di ville a Portofino non ce n'è per tutti, quindi occorre del denaro per avercela (di nuovo, è un esempio, che però aiuta a chiarire in quale senso circondarsi di cose piacevoli non c'entra niente con lo spauracchio di "Dio" giudice e vindice)
al limite, proprio al limite, l'accusa che mi potresti muovere è di difettare di istinti di compassione, che nel tuo caso magari soverchiano gli istinti che ti inclinerebbero "a circondarti di belle cose"; nel senso che i tuoi sentimenti avvertono la giustizia sociale come qualcosa di più prezioso del circondarsi di bellezza
per far favore non far finta di non capire quante belle cose si possono fare nel mondo quando se ne hanno i mezzi; e i mezzi in circostanze di scarsità tendono a essere reperibili attraverso il denaro, se non è andata al potere un'autorità che assegna a ognuno quello che deve avere senza passare per gli scambi e la proprietà privata


ho scritto "non mi sono unito ai progressisti culturali benché sarebbe stata la cosa più conveniente in questi anni in cui il capitalismo si è ammantato di arcobaleno" proprio per smentire che "non concepisco saltare su un carro che non sia quello del vincitore"
ma nel momento in cui sento discorsi "la tua ricchezza maledetta (cit. priore di Bose) la perderai presto", mi tocca fare presente che questo non lo prevengo unendomi ai comunisti anarchici, e qualora dovesse succedere non ne uscirei unendomi ai comunisti anarchici, date le evidenti tendenze del corso del mondo; il che rende un po' ridicola e futile la minaccia "sarai povero anche tu"
(ho scritto comunisti anarchici nella speranza che l'abbinamento non ti mandi in confusione, visto che l'endgame di Marx e Kropotkin è lo stesso al netto del dissenso sulla dittatura del proletariato)


Anche se lo sapessi non te lo direi. Disprezzo totalmente l'uso intimidatorio della cultura che fai tu, usata come una clava, rincarando quando capisci che l'altro non sta capendo, cercando di creare soggezione e rendendoti solo ridicolo, come chi sventaglia il portafoglio a fisarmonica pieno o la bruttona ingioiellata che non si accorge che lo splendore delle gemme spinge ad esaminare con piu' attenzione la sua bruttezza.
Della cultura amo quello che resta quando la maggior parte dei nomi e delle date sono sparite dalla nostra memoria. Se ho una competenza particolare vado a cercarmi appassionati della materia ( storia, filosofia, religione, musica, arte, qualsiasi), altrimenti, in una conversazione sulle generali, mi modulo sul livello del mio interlocutore ( se e finche' mi interessa naturalmente), ma non sento nessuna necessita' di sfoggiare pezze d'appoggio illustri per spiegare i miei pensieri. Posso citare qualcosa o qualcuno per AMORE, per PASSIONE, ma non per arrogarmi il merito di pensieri altrui o per fare sentire l'altro un inetto come TENTERESTI MISERAMENTE DI FARE TU.


Neanche DI DIO ce n'e' per tutti. Ce n'e' per chi e' interessato.
Ma quando ho fatto finta di non capire quante belle cose si possono fare eccetera? Ma capisci TU la differenza tra il capire "quante belle cose etc" e l'essere asserviti a questa idea, e soprattutto continuare ad insistere sul dogma che questo asservimento SIA VERO PER TUTTI GLI ESSERI UMANI?


ma che risposta è "anche se lo sapessi non direi"? se lo sapessi non saresti andata in confusione attribuendomi l'adesione a "questi rainbow"; l'ho scritto ieri che se avessi saputo quale reazione ti produceva Hobbes ("non sono idee tue personali", come se il fatto che la legge positiva imponga la pace tra fazioni confliggenti fosse qualcosa di personale) non avrei nominato Hobbes
non riesci neanche a renderti conto che comunisti e anarchici li leggo tutto il giorno per cui parlo come loro senza rendermene conto e non c'è nessun "tentativo di impressionare" anche perché tra ventenni-trentenni-quarantenni di sinistra così si parla (stavo per dire così parliamo dimenticandomi di essere un infiltrato)
la via più comoda negli anni in cui la xenofobia non era ancora il senso comune condiviso sarebbe stata saltare sul carro del progresso globalista (borghese, ma globalista); non l'ho fatto per cui delle varie cose di cui mi accusi quella del "venduto" (che si tura il naso e va contro le proprie inclinazioni per trarre un vantaggio) è quella più fuori posto
ho però fatto presente che se dovessi perdere tutto, non sarà unendomi a chi sta perdendo l'egemonia (per non parlare di chi esiste ormai soltanto residualmente) che mi trarrei d'impiccio dalla situazione sgradita


quando altri avvertono inclinazioni che ti contrariano non serve a niente dipingerli come "asserviti a un'idea", specialmente quando non c'è di mezzo alcuna "idea" bensì il nudo piacere dei sensi; quanto all'attribuirmi l'opinione che "sia vero per tutti gli esseri umani", rimando ancora una volta ad alcune cose già ripetute ad nauseam; ho sostenuto l'esistenza di persone come te (contro quel "tutti"), ovviamente un po' in difficoltà dinanzi al corso del mondo (ma non da adesso); ti ho domandato come ti spieghi le maggioranze parlamentari democristiane-berlusconiane-postfasciste (che bisogno c'è di "tutti gli esseri umani" quando bastano le maggioranze parlamentari per determinare chi scrive le leggi?); ti ho fatto presente che l'argomento solitamente invocato in questi casi non è "questo non è vero per tutti gli esseri umani" (basta una maggioranza o una minoranza influente a che la società sia ordinata secondo quei criteri lì), bensì "oggi funziona così ma un giorno nel futuro dell'umanità sarà diverso" (e in quel caso puoi farti forte del fatto che il futuro dell'umanità non lo possiamo conoscere)