E la base? Qui le cose si complicano. Grillo resta l’uomo capace di infiammare gli animi e dietro al quale continua a muoversi una nutrita serie di ex che hanno fatto la storia dei 5 stelle. Difficile capire quanto la nuova linea di Conte potrà sostituire quel carico di pathos rendendo ininfluente l’uscita di scena del fondatore. Molto si capirà il 23-24 novembre, quando si voterà per la nuova costituente e quindi sulla fine di elementi finora costitutivi del Movimento, come la regola dei due mandati, le alleanze, lo stesso simbolo, forse anche il nome.
Certo è che il cammino verso una struttura-partito sembra ormai irreversibile. L'organizzazione territoriale è uno dei primi obiettivi del nuovo corso immaginato da Conte e anche la possibilità di non imporre lo stop dopo due mandati a individualità riconoscibili e di comprovato appeal elettorale si avvicina a un'idea più tradizionale di fare politica. Persino la decisione di affidare l'annuncio della rottura alle anticipazioni del libro di Vespa è un segnale in questa direzione. In fondo il giornalista Rai è tra i più iconici rappresentanti di quell'establishment mediatico così inviso ai grillini della prima ora. Lasciare alla sua cassa di risonanza, più o meno involontariamente, il compito di comunicare un passo del genere non è irrilevante.




Rispondi Citando

