
Originariamente Scritto da
Florian
Poichè sono stato chiamato in causa da Cal, aggiungerò alle vostre anche le mie considerazioni.
Stiamo vivendo una fase di grande confusione in cui non si può oggettivamente essere certi di niente, salvo una cosa: l'esaurirsi della spinta propulsiva di Silvio Berlusconi e la sua manifesta incapacità di guidare oggi un centrodestra proiettato nel futuro.
Gli ultimi di ormai una lunga serie di scandali circa la vita privata del premier, l'arrancare di un governo che non governa più, la diffusa cortigianeria in luogo di un normale dibattito politico interno, gli attacchi a mezzo stampa come arma quotidiana contro chi mette in discussione la linea del Capo, rendono palese la necessità di un cambio di leadership nel centrodestra.
Non lo dico io, ma lo dice un conservatore americano esperto di fatti italiani quali Emil Luttwak. Intervistato recentemente circa il Ruby-gate, Luttwak ha detto in poche parole che Berlusconi non è più lui, non è più lucido, perde colpi su colpi e questo, forse, a causa della sua età avanzata. Non mi addentro, a differenza di Luttwak, sui motivi di questa evidente crisi di leadership, mi limito a sottolinearne l'evidenza.
Berlusconi, impegolato ancora coi suoi problemi con la giustizia, ha fallito il progetto di fare del Pdl un partito sul modello del PPE europeo. Sempre più schiacciato e ricattato dall'alleato di ferro leghista (che del PPE non fa parte), il Pdl ha risentito pesantemente dell'azione di questo governo e delle tante anomalie e bizzarie che caratterizzano la figura di Berlusconi, assolutamente fuori registro rispetto ad ogni altro leader del PPE.
La cacciata antidemocratica dei finiani non ha fatto che evidenziare la gestione padronale di un partito che si vuole a parole "liberale", ma che nei fatti è unicamente volto a ribadire con ogni mezzo l'assoluta autorità di Berlusconi.
Gianfranco Fini, che ha commesso in passato molti errori (il più grave dei quali è stata la chiusura di Alleanza Nazionale) ha dato vita ai gruppi parlamentari di Futuro e Libertà in procinto di diventare un nuovo partito di centrodestra. Sul quale si possono avere dubbi circa la linea politica, non fosse altro perchè è un progetto "in fieri" promosso da personalità e gruppi di orientamento differente.
Al momento la fisionomia del Fli è quella di un partito che sposa la linea del patriottismo repubblicano, dunque laico sul modello dell'Ump francese, dei popolari di Aznar e della stessa CDU tedesca che negli ultimi anni è divenuto nei fatti un partito "post-cristiano". Questa linea può non piacere a quel conservatore che si considera fedele innanzitutto ai "principi irrinunciabili" indicati dal Vaticano. Tuttavia, in questa sua fedelrà deve essere consapevole del fatto che è il PPE stesso a non fondarsi su questi principi, ma su di una linea genericamente "moderata".
Un conservatorismo prettamente cattolico avrebbe in Italia forse maggior peso nell'UdC, che pure guarda con interesse strategico alle mosse dei finiani e al superamento del berlusconismo.
Inquadrata la situazione per quella che è, dirò che, stante così le cose, considero nel complesso Futuro e Libertà il partito su cui personalmente puntare nell'ottica di una nuova era politica ormai alle porte.
E questo, non fosse altro che per una semplice ragione: Fli si propone a destra come il vero partito "nazionale", interessato a sanare quella faglia che il berlusconismo ha aperto in termini di rapporto nord/sud, in termini di giustizia, in termini di scontro tra scienza e fede, in termini di identità e multiculturalismo. In tutte queste "rotture" il Pdl non ha interpretato il senso comune degli italiani e nemmeno avuto una sua autonoma voce, limitandosi ad echeggiare quella leghista.
Tant'è che oggi superare il berlusconismo e Berlusconi per un centrodestra liberale e nazionale significa anche ridurre il peso politico di una forza politica (la Lega Nord) che a furia di trattare a proprio vantaggio l'alleanza con Berlusconi costituisce di fatto la locomotiva di una coalizione di governo solo nominalmente di "centrodestra", ma nei fatti "padana".
Questi sono i motivi che mi spingono - fatte salve le mie riserve verso alcune componenti culturali interne al "finismo" - a sostenere oggi l'azione politica di Futuro e Libertà e di augurarmi l'avvento di una nuova fase politica, per l'Italia, un nuovo patto costituzionale, che ci metta finalmente in riga con le altre nazioni europee.