



"La disperazione più grave che possa impadronirsi di una società è il dubbio che vivere onestamente sia inutile" (Corrado Alvaro)
È così che muore la libertà: sotto scroscianti applausi




Ribadisco...in una discussione non devo forzare la mia idea sulla tua (perchè potrebbe essere magari sbagliata la mia), ma eventualmente fare un civile confronto. Se uno mi dice che crede al paradiso con gli angioletti e non vuole schiodarsi da quella visione, lo lascio alla sua convinzione. Perchè dovrei rovinargli la vita facendogli capire che probabilmente alla morte rimarrà solo un corpo senza vita mangiato dai vermi?
La religione viene incontro proprio a questo vuoto, che la scienza non ha mai riempito, del senso della vita. Perchè per questi circa 80-90 anni che stiamo sulla terra ci affanniamo a fare tutto, a procreare, a lavorare, etc...? Per cosa? Ecco....qui entrano in gioco filosofi e religioni, che tentano di SPECULARE filosoficamente sul senso della vita. E nessuno ha mai dimostrato niente....ne NON dimostrato.
"La disperazione più grave che possa impadronirsi di una società è il dubbio che vivere onestamente sia inutile" (Corrado Alvaro)
È così che muore la libertà: sotto scroscianti applausi


MA SE C'è QUALCUNO CHE QUESTO VUOTO NON LO SENTE Ee lo riempie lavorando tribolando cercando di far trovare un pasto ogni giorno alla propria famiglia, PERCHè vuoi che non lo dica quando qualcuno vuol perdere TEMPO A PARLARE DEI SUOI VUOTI ??
O PEGGIO PRETENDE PRivilegi perchè sente solo i suoi vuoti?? O LI PRetENDE PERCHè NESSUNO HA MAI DIMOSTRATO CHE I VUOTI IN REALTà NON ESISTONO?=??![]()


"La disperazione più grave che possa impadronirsi di una società è il dubbio che vivere onestamente sia inutile" (Corrado Alvaro)
È così che muore la libertà: sotto scroscianti applausi


@Seyen @CIAPPAS
Le religioni non hanno bisogno di dimostrare perché è una questione di fede, i filosofi invece dovrebbero provarci, quindi vi sottopongo un grande classico:
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"Ogni possibile o ha una ragione, o non ce l’ha (§ 10). Se ha una ragione, qualcosa è la sua ragione (§ 8). Se non ce l’ha, la sua ragione è il nulla (§ 7). Quindi ogni possibile ragione o è il nulla, o è qualcosa (§ 10). Se la ragione di un qualche possibile fosse il nulla, dal nulla sarebbe conoscibile perché esso sia (§ 14), e di qui il nulla stesso sarebbe rappresentabile e sarebbe qualcosa (§ 8): il nulla sarebbe qualcosa (§§ 14, 18). Di qui qualche possibile sarebbe impossibile (§§ 7, 8), il che è assurdo dal § 9. Quindi la ragione di ogni possibile è qualcosa, ossia ogni possibile è un razionato, vale a dire niente è senza ragione, cioè posto qualcosa viene posto qualcos'altro come sua ragione. Questa proposizione viene detta principio di ragione, che si può derivare anche dai §§ 265, 279, in parte per astrazione, in parte evitando un circolo."
Da Metafisica di Alexander Baumgarten
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Col contributo di ChatGPT, se ancora non fosse chiaro:
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Sì, questa è una formulazione del **principio di ragion sufficiente (PRS)**, secondo l’elaborazione metafisica di **Alexander Baumgarten**. Egli segue e sviluppa la tradizione leibniziana, esponendo il PRS in un linguaggio rigoroso e deduttivo.
Analizziamo i punti chiave:
1. **Ogni possibile o ha una ragione o non ce l’ha** → Si introduce la dicotomia tra ciò che è fondato (ha una ragione) e ciò che non lo è.
2. **Se ha una ragione, allora qualcosa è la sua ragione** → Nulla può essere fondato senza un fondamento positivo.
3. **Se non ha una ragione, la sua ragione è il nulla** → Qui Baumgarten sembra prendere sul serio l’ipotesi che il nulla possa essere una "ragione".
4. **Dimostrazione per assurdo** → Se il nulla fosse una ragione, allora sarebbe conoscibile e quindi esisterebbe, il che è contraddittorio. Quindi il nulla non può essere una ragione.
5. **Conclusione: ogni possibile ha una ragione** → Si arriva alla formulazione classica del PRS: **"niente è senza ragione"**, ossia tutto ciò che esiste o è pensabile ha un fondamento.
Questa è una delle formulazioni più tecnicamente rigorose del PRS, tipica della **Scuola Leibniz-Wolffiana**, e conferma che Baumgarten lo riteneva un principio necessario e derivabile logicamente.


Vedo che anche tu non capisci quello che leggi. Io non insulto chi non la pensa come me, assolutamente, anzi il contrario, essendo liberale io difendo sempre chi non la pensa come me da chi vuole impedirgli di manifestare il suo pensiero. Nella fattispecie io difendo atei, cattolici, ebrei, musulmani, etc, al punto che voglio che ognuno di loro abbia la possibilità di mandare suo figlio (gratuitamente) nella scuola che rispetta il suo credo.
Io ho scritto (e confermo) che Teresia è un idiota non perché ateo bensì perché ancora non ha capito la differenza tra ateo e laico malgrado le spiegazioni del sottoscritto che, non dimenticarlo mai, è riuscito nella improbabile impresa di spiegare a Conte Oliver la differenza tra liberale e democratico.
A questo punto possiamo organizzare una gara a chi è più stupido: Conte Oliver ha capito la differenza in qualche mese, vediamo quanto ci mette Tiresia. Sempre se la capisce ovviamente.
La plebaglia spesso sbaglia




Questo che descrivi è lo stato laico, cioè il concetto liberale alle religioni. Se avessimo anche la scuola laica avremmo tante scuole diverse per ognuna delle persone che hai descritto sopra: gli atei manderebbero i loro figli in una scuola senza religione, i cattolici in una scuoal con la religione cattolica, gli ebrei religione ebraica, etc.
In poche parole, se avessimo una scuoal laica avremmo il buono-scuola.
La plebaglia spesso sbaglia