
Originariamente Scritto da
Salvo
E questo è vero. Ma non basta, perché la ragione principale, quantomeno in termini numerici, quantitativi, è lo scadimento di quella che una volta si chiamava massa proletaria, cioè i ceti popolari e più disagiati, che a causa della inversione di marcia della sinistra, diventata 'riformista', e cioè liberista, ha abbandonato quei ceti popolari al loro destino. Fra le conseguenze di questo abbandono c'è, in aggiunta alla regressione in materia di lavoro, assistenza sanitaria, istruzione, anche quella informativa. I ceti popolari sono ormai disinformati alla grande, dato che tutti gli altri 'comunicatori' sono di destra, moderata ed estrema, e dunque sono anti-popolari. Per questo i ceti popolari finiscono per credere anche loro alle balle di Giorgia, dandole quel sostegno suicida, di cui non si possono rendere conto per mancanza di informazione e di sostegno da parte dei loro tradizionali referenti di sinistra sociale, scomparsi anche alla vista da parecchi decenni. Il baratro di ignoranza, che si tocca con mano e nel quale è precipata l'Italia, danneggia principalmente ed ovviamente i ceti meno abbienti, cioè quelli popolari, che sono numericamente, quantitativamente, maggioritari. Per invertire la tendenza ed evitare fenomeni vergognosi come la presidenza del Consiglio di Giorgia (non solo fascistazza ma anche capra, come direbbe Sgarbi), bisogna che la sinistra si rimbocchi le maniche e riprenda la sua storia, colpevolmente abbandonata da troppo tempo. Altrimenti non c'è alternativa al disastro, sociale, economico e politico, al quale siamo allegramente avviati.