
Originariamente Scritto da
Midìl
Quando parli di italiani, aventi la proiezione verso Mediterraneo, Africa e Balcani, parli di abitanti della "comunità Italia", retta da opportune istituzioni. Ma la "comunità Italia", è un'entità complessa. Si estende dalle Alpi al Canale di Sicilia, e l'ottica di un lombardo, può non essere così mediterranea come quella di un siciliano. Se esistessero, indipendenti, una Repubblica di Lombardia ed una Repubblica di Sicilia, non è detto che avrebbero due politiche, a quel punto separate, perfettamente "parallele", perché gli interessi, o parte degli interessi, delle due comunità, probabilmente differirebbero, in qualche misura. Ma siccome le due comunità, non sono repubbliche indipendenti, ma regioni della Repubblica Italiana, allora quest'ultima, attraverso le sue istituzioni, decide quali politiche adottare. Che possono talvolta scontentare la Lombardia e talvolta la Sicilia. Ed il fatto stesso di appartenere alla "comunità Italia", organizzata in forma statale, fa sì che gli abitanti della "comunità Lombardia", possan percepire, in parte, i problemi e le opportunità della "comunità Sicilia", anche come propri, anche perché su di loro, in parte, si possono riflettere.
Per quanto riguarda la questione dell'immigrazione irregolare, come ho recentissimamente scritto, mi aspetto che ogni stato tenda a fare, in linea di massima, i propri interessi. E se è interesse dell'Italia condividere il problema con gli altri stati dell'Unione Europea, per minimizzare le conseguenze sull'Italia stessa, gli altri stati europei, che tendono a fare i propri interessi, e rispondono primariamente alle proprie popolazioni, possono avere, parlando in generale, un interesse analogo, e cioè quello di minimizzare le conseguenze del fenomeno su loro stessi (e sulle loro popolazioni), portandoli così a limitare il supporto all'Italia.
D'altra parte, se la "comunità Italia", istituzionalmente strutturata, non esistesse, ma al suo posto vi fossero gli stati indipendenti di Sicilia, Lombardia, Umbria, Lazio, Veneto e via dicendo, non sarei stupito se, a fronte di un flusso di immigrati regolari nella "Repubblica di Sicilia", altre "repubbliche regionali" si mostrassero piuttosto restie a condividere il problema con Palermo. Ma l'esistenza di adeguate istituzioni comuni (la Repubblica Italiana), fa sì che le varie regioni non possano "disinteressarsene".
Saluti.
Midìl