Re: Non dirò mai più che sono povera
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BlackSheep
nel momento in cui io vengo remunerato nella stessa misura del cretino, o di quello che al posto di lavorare guarda facebook, beh, per quale motivo dovrei continuare a lavorare al meglio delle mie capacità???
Perché siete entrambi esseri umani con gli stessi diritti. E perché alla fine finirete sotto terra entrambi. O come dicono i buddisti perché siamo tutti collegati e l'identità personale non esiste.
E no, tu non sei migliore del cretino: siete uguali.
Re: Non dirò mai più che sono povera
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mary ann
Quindi per te dovrebbe essere indifferente chi ti comanda.
Ti ricordo che Brezhnev aveva un proprio parco macchine di lusso.
Molti ministri, attori famosi, compositori, medici avevano una domestica.
I figli dei più importanti membri del partito potevano andare all’estero tutte le volte che volevano.
Sai di quanto era lo stipendio di Brezhnev? E di una commessa?
Devo continuare?
E questo dimostra che il fallimento del comunismo è dovuto sicuramente anche al fatto che alla guida del paese c'erano dei ladroni, e non veri fautori del comunismo. Perchè ciò che hai scritto è l'antitesi del comunismo.
Re: Non dirò mai più che sono povera
In effetti l'unico limite concreto che vedo nell'attuazione del comunismo è che è impensabile che la pianificazione dell'economia di uno stato possa essere gestita in modo centralizzato da un manipolo di burocrati statali. Serve un meccanismo decentrato.
Re: Non dirò mai più che sono povera
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Gian_Maria
Il mercato non è un'entità cosciente che decide come e cosa produrre, è solo un insieme di regole economiche (come le regole di un gioco). Sono i capitalisti (o chi per loro), in competizione tra di loro, che decidono come e cosa produrre, con l'obiettivo di vendere il più possibile e massimizzare i loro profitti.
Nel capitalismo le scelte individuali di chi produce non sono nell'interesse di chi compra. Inoltre, la produzione non è mai individuale, ma sociale, perché richiede la cooperazione di più individui dall'estrazione delle materie prime al prodotto finito, quindi le relative decisioni dovrebbero essere collettive (democratiche), e non nell'interesse di uno o un gruppo di individui (proprietari), ma di tutti. In una società socialista le varie libere associazioni di produttori (lavoratori) coopererebbero tra di loro usando al massimo le moderne tecnologie produttive/informative per soddisfare al meglio i bisogni di tutti, a partire da quelli primari, nel rispetto dell'ambiente naturale. I meccanismi per capire cosa preferisce la gente sarebbero molto simili a quelli usati oggi nel mercato: indagini per capire se il nuovo prodotto sarebbe apprezzato e valutazioni sul successo dei beni presenti nei grandi magazzini (se un prodotto viene preso dagli scaffali, significa che ha successo).
Se le scelte di chi produce non sono nell'interesse di chi compra, chi produce perde i soldi , e alla fine se non corregge la rotta chiude.
Invece nel caso di una produzione "collettiva " questo non succede, perché le risorse economiche per produrre il bene x sono prese a forza (con le tasse !) da tutta la popolazione, volente o nolente...quindi il prodotto avrà sempre successo , in un sistema come il tuo, ma la società andrà alla fame.
Gli individui che cooperano alla produzione del bene x con l'imprenditore lo fanno in cambio di un salario, e anche li volontariamente, quindi nel capitalismo non vi è nessuna necessità che le decisioni sulla produzione siano collettive : come il dipendente spende il SUO salario come gli pare, così l'imprenditore decide della SUA azienda come gli pare.
Re: Non dirò mai più che sono povera
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Infinity
Perché siete entrambi esseri umani con gli stessi diritti. E perché alla fine finirete sotto terra entrambi. O come dicono i buddisti perché siamo tutti collegati e l'identità personale non esiste.
E no, tu non sei migliore del cretino: siete uguali.
No, lui è peggio, perché crede di sapere tutto. :D
Re: Non dirò mai più che sono povera
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novis
Era Marina Cvetaeva (l'ho ritrovato il nome )...
Si è suicidata, non ha potuto reggere a tanta tristezza...ha avuto una vita difficilissima, come la tua povera mamma...ma almeno lei ha avuto fino alla fine due figli che le hanno voluto molto bene .
È proprio lei mi è venuta in mente, ma tu hai scritto che è morta di fame in solitudine, abbandonata dai figli e marito e allora ho pensato che si trattasse di un’altra persona.
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novis
Quando leggo di queste storie mi dico che si, riesco in generale nella mia testa ad accettare che gioie e dolori non siano equamente spartiti nel mondo...ma fino a un certo punto ... mi dico che deve pur esserci un limite all'accumulo di dolori in una sola persona, e invece pare che il limite non ci sia.
Il limite non c’è. Ho raccontato solo una piccola parte della vita di mia mamma, a volte ne ho bisogno di parlare di lei, ma solo fino a un certo punto, perché di più non reggo, comincio a pensare troppo, i ricordi mi pesano e divento triste. Tanto non si può più cambiare niente. Lei non c’è più, mio fratello c’è più….Hanno sofferto tantissimo in un modo indicibile, erano troppo buoni e troppo sensibili…una preda facile per i sciacalli e vigliacchi.
Ma mia mamma era molto forte spiritualmente e anche fisicamente. Di una onestà cristallina. Credi che la sua forza derivi da tutte le esperienze che ha avuto e dalla Fede, la Fede le dava molta forza.
Re: Non dirò mai più che sono povera
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novis
Se le scelte di chi produce non sono nell'interesse di chi compra, chi produce perde i soldi , e alla fine se non corregge la rotta chiude.
Per esempio produrre cibo spazzatura che rende dipendenti (e obesi) è nell'interesse di chi compra o di chi vende (profitti)?
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novis
Invece nel caso di una produzione "collettiva " questo non succede, perché le risorse economiche per produrre il bene x sono prese a forza (con le tasse !) da tutta la popolazione, volente o nolente...
In realtà non ci sarebbe nessuna tassa, come nessuna forma di denaro, le risorse produttive apparterrebbero a tutti e sarebbero gestite democraticamente nell'interesse di tutti.
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novis
Gli individui che cooperano alla produzione del bene x con l'imprenditore lo fanno in cambio di un salario, e anche li volontariamente,
In realtà la grande maggioranza dei lavoratori non ha altra scelta per vivere, e i salari/stipendi mediamente sono per forza inferiori a quello che i lavoratori producono, altrimenti non ci sarebbero profitti per gli imprenditori (che generalmente non lavorano, cioè "non si sporcano le mani").
Re: Non dirò mai più che sono povera
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Infinity
E questo dimostra che il fallimento del comunismo è dovuto sicuramente anche al fatto che alla guida del paese c'erano dei ladroni, e non veri fautori del comunismo. Perchè ciò che hai scritto è l'antitesi del comunismo.
Chi sarebbe un vero fattore del comunismo? Secondo me il comunismo potrebbe anche esistere, ma solo in una piccola comunità di persone con inclinazioni/pensieri/valori uguali. Il comunismo non può essere attuato in un paese di decine di milioni di abitanti, ciò non è possibile.
Re: Non dirò mai più che sono povera
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mary ann
È proprio lei mi è venuta in mente, ma tu hai scritto che è morta di fame in solitudine, abbandonata dai figli e marito e allora ho pensato che non si trattasse di lei.
Beh avevo letto la sua biografia anni fa, e non ne so molto (anzi, so solo questo) ...mi pareva che il marito fosse ben poco premuroso ( è morto prima di lei comunque) e anche il figlio , che si vergognava del fatto che la mamma facesse dei lavori molto umili....lei che era una poetessa, e che proveniva da una famiglia molto colta .
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Originariamente Scritto da
mary ann
Il limite non c’è. Ho raccontato solo una piccola parte della vita di mia mamma, a volte ne ho bisogno di parlare di lei, ma solo fino a un certo punto, perché di più non reggo, comincio a pensare troppo, i ricordi mi pesano e divento triste. Tanto non si può più cambiare niente. Lei non c’è più, mio fratello c’è più….Hanno sofferto tantissimo in un modo indicibile, erano troppo buoni e troppo sensibili…una preda facile per i sciacalli e vigliacchi.
Ma mia mamma era molto forte spiritualmente e anche fisicamente. Di una onestà cristallina. Credi che la sua forza derivi da tutte le esperienze che ha avuto e dalla Fede, la Fede le dava molta forza.
Sai, sono andata a fare un piccolo viaggio in Russia nel 2014...vedendo il paesaggio rurale soprattutto, mi sono detta che doveva essere stato proprio diabolico tentare di togliere di mezzo la fede cristiana da un simile popolo, perché esattamente come in Italia, anche in Russia ogni minuscolo paesino aveva ancora la sua bella chiesetta (di forma tondeggiante ) col suo campanile che svettava sulle case, e si capiva benissimo che quella era il vero centro della vita di quelle piccole comunità.
Oggi ovviamente è tutto diverso, la gente sia la che qua non ha più quella fede che aveva tua mamma...speriamo almeno non debba più affrontare delle difficoltà corrispondenti a quella forza !
Re: Non dirò mai più che sono povera
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Iside
@
Nordreich75: Purtroppo essendo insicura vuole avere sempre ragione e quindi non ascolta
Non puoi fare nulla: per evitare liti semmai puoi darle ragione e chiuderla, ma non pensare che accetti consigli, non ha l'umiltà per farlo
:)
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“I più belli dei nostri giorni non li abbiamo ancora vissuti...”
Amen, l'insicurezza non è una colpa...è che è molto arrogante e non sa di che parla...questa ha infilato una serie di post schifando gli "additivi" e non sa che gli antiossidanti (che io ovviamente uso) sono anche additivi alimentari.
Deve averglielo detto quella che insegna ad apparecchiare la tavola, quella che se ne va in giro per case con due tizi ad insegnare il bon ton ai commensali...
Lei non usa "additivi".