

“In amore non essere un mendicante, sii un imperatore. Dà e resta semplicemente a vedere che cosa accade...”


Ultima modifica di Cuordy; 21-06-12 alle 15:39
"Per tutto il pensiero occidentale, ignorare il suo Medioevo significa ignorare se stesso" - Étienne Gilson
"Se commettiamo ingiustizia, Dio ci lascerà senza musica" - Cassiodoro.


(Gv 3, 20-21)
Chiunque infatti fa il male, odia la luce e non viene alla luce perché non siano svelate le sue opere. Ma chi opera la verità viene alla luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio




non mi risulta che tra gli animali ci siano ideali per esempio, o la possibilità di come vede il mondo, che visione ha del mondo, se è come noi, quindi se ha sogni speranze prospettive di vita
per quanto mi riguarda un animale può benissimo pensare a cose molto basilari, come " cibo", "padrone" "gioco" ecc...
(Gv 3, 20-21)
Chiunque infatti fa il male, odia la luce e non viene alla luce perché non siano svelate le sue opere. Ma chi opera la verità viene alla luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio






Si ma tu adesso mi stai parlando di "speranze e prospettive" che sono elementi che non sono necessariamente legati al "sentimento spirituale", ma ad un sistema cognitivo e intellettivo superiore, non vedo come l'anima abbia qualcosa a che fare, e sopratutto in che modo la stessa possa generare "speranze o prospettive".
“In amore non essere un mendicante, sii un imperatore. Dà e resta semplicemente a vedere che cosa accade...”


Dove mi sono incartocciato?
Se mi sono spiegato male puoi sempre indicarmi dove non si è capito quello che volevo dire.
Riprendendo con po più di calma possiamo dare al nostro filosofo due diverse risposte.
Se il filosofo presuppone che la coscienza sia qualcosa di completamente estranea al substrato neurale allora sta a lui spiegare cosa sia tale coscienza , come si possa verifacre l'esistenza e di come mai non se ne abbia traccia o almeno si veda la forte diminuzione di funzionalità man mano che il substrato neurale ne viene danneggiato.
Se invece la sua posizione , come d'altronde mi sembra di capire dopo aver letto qualche capiotolo del libro , rientra nella secolare diatriba riduzionismo vs olismo le cose si fanno più interessanti almeno dal punto scientifico e quindi per me.
Pur non essendo contrario per principio all'olismo non posso far altro che riscontrare che finora di principi olisitici non ne sono stati trovati e formalizzati, potremmo prendere per olistico il principio di entanglement anche se come tutti i concetti della meccanica quantistica è difficilemente riconducibile alle nostre categorie 'filosofiche'.
Quindi è difficile escludere che come i modelli biochimici vengono espressi in un linguaggio diverso dalla soggiacente meccanica quanitistica , linguaggio che presuppone concetti che non sono presenti nei livelli più elementari ma ch attuaelmente ora nessuno mette in dubbio che siano derivabili da questi ultimi anche i concetti 'psicologici' su cui fa leva il filosofo non possano essere derivati dai livelli inferiori.
Probabilmente e questo è il mio pensiero tale salto (dai neuroni alla coscienza) evidenzia la mancanza di un qualche livello di struttura intermedio che possa evidenziarne il legame , ma queto si vedrà.
PS: La 'consapevolezza' determinata sperimentalemente è limitata alla previsione di quale braccio verrà alzato prima della avvenuta consapevolezza della scelta.
E' poca cosa ma significativa del fatto che la nostra consapevolezza e la nostra scelta cosciente almeno a certi livelli non sia diversa dalla presa d'atto di decisione prese ad un livello inferiore.

