Andato a male:
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Olanda: costretti a convivere con i rifugiati, molti studenti denunciano stupri e violenze
Nonostante le molteplici segnalazioni alla polizia resterà aperto fino al 2028 Stek Oost, complesso residenziale di Amsterdam concepito come un progetto pionieristico di integrazione. Giovani e personale continuano a vivere nella paura
21 Gennaio 2026 | Notizie internazionali | Amsterdam, Olanda, rifugiati, Stek Oost, violenza sessuale
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La notizia è di quelle che fa venire i brividi e, se si è trattato di un esperimento, è sicuramente da non ripetere. Un centinaio di studenti olandesi sono stati costretti a vivere fianco a fianco con altrettanti rifugiati in un complesso residenziale di Amsterdam concepito come progetto pionieristico di integrazione. Ora un’indagine ha rivelato che hanno subito anni di violenze sessuali, molestie e aggressioni fisiche da parte di migranti.
A riportarlo è il Daily Mail.
La vicenda è stata denunciata dalla trasmissione olandese Zembla, un programma di giornalismo investigativo, con le testimonianze dirette dei ragazzi e delle ragazze. Queste ultime hanno persino affermato di aver subito uno stupro di gruppo. Il complesso si chiama Stek Oost, situato nel quartiere Watergraafsmeer di Amsterdam, ed è stato descritto come una soluzione ideale alla crisi abitativa e all’ambientamento dei rifugiati.
La realtà, però, non è così idilliaca. Una donna ha raccontato di aver assistito regolarmente a “risse nel corridoio e poi di nuovo nel soggiorno comune”. Un giovane ha denunciato di essere stato minacciato con un coltello da cucina lungo venti centimetri da un rifugiato. Una giovane di nome Amanda ha detto di essere stata violentata da un siriano.
“Pensavo che volesse imparare l’olandese e volevo aiutarlo” ha dichiarato.
La ragazza ha detto che l’uomo le aveva chiesto più volte di andare nella sua stanza. Alla fine lei aveva ceduto e aveva accettato di guardare un film con lui ma poi si era sentita a disagio e aveva cercato di andarsene ma lui glielo aveva impedito e l’aveva stuprata. La denuncia, presentata nel 2019, è stata poi archiviata per mancanza di prove. Ma sei mesi dopo, un’altra donna residente a Stek Oost si era rivolta all’associazione che gestisce il complesso dicendo di temere sempre lo stesso uomo e di essere preoccupata per la propria sicurezza e per quella delle altre donne che vivevano lì. Ma il siriano non è stato sfrattato e altre denunce sono state ignorate.
L’uomo ha lasciato il complesso solo nel marzo 2022 dopo essere stato formalmente arrestato. In seguito è stato condannato a tre anni di carcere per aver violentato Amanda e un’altra donna.
Carolien de Heer, presidente del distretto orientale di Amsterdam, dove si trova Stek Oost, ha affermato che è difficile allontanare le persone che vivono in questi complessi:
“Vedi comportamenti inaccettabili e la gente si spaventa. Ma da un punto di vista legale spesso questo non è sufficiente per allontanare qualcuno dalla propria casa o imporre l’obbligo di custodia. Si incontrano sempre gli stessi ostacoli”.
In un altro caso orribile riportato dal programma Stadgenoot l’azienda che gestisce la struttura sospettava che uno “stupro di gruppo” fosse avvenuto in uno dei suoi appartamenti nell’estate del 2023, mentre la polizia ha dichiarato al quotidiano olandese De Telegraaf che, pur non essendo a conoscenza di alcuna violenza di gruppo, aveva ricevuto sette segnalazioni di violenza sessuale.
Dall’apertura nel 2018, Stek Oost ha dovuto affrontare molteplici accuse simili. Nel 2022, l’emittente televisiva olandese AT5 ha riferito che un rifugiato era stato accusato di sei aggressioni sessuali tra il 2018 e il 2021. L’uomo è stato coinvolto in una lunga battaglia legale con le autorità locali, che si sono battute per costringerlo ad abbandonare Stek Oost. Dal canto suo, Stadgenoot voleva chiudere il complesso già nel 2023, ma le autorità locali si sono rifiutate. La chiusura avverrà entro il 2028, alla scadenza del contratto di gestione del sito. Nel frattempo, però, il personale e gli studenti dello Stek Oost vivono nella paura.
“Siamo completamente sopraffatti. Non vogliamo più essere responsabili della sicurezza del complesso. Se non posso garantire la sicurezza dei colleghi sto davvero male” ha detto a Zembla Mariëlle Foppen, responsabile del personale a Stadgenoot.
articolo originale qui, traduzione di Maria Petroncini




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