Siamo nel Mediterraneo, 1941.
L’Italia è ormai in guerra da un anno e mezzo con alterne fortune contro la Gran Bretagna e il suo Impero Britannico.
Tra i reparti più attivi della marina militare italiana, ci sono gli uomini della X Flottiglia MAS.
Palombari a cavallo di siluri, piloti dei barchini esplosivi e assaltatori subaquei delle squadre “Gamma” si sono resi protagonisti nei porti di Malta, Suda e Gibilterra di diversi tentativi di attacco che, anche quando non coronati da successo, avevano dato prova di grande preparazione e coraggio e avevano destato interesse, ammirazione e persino un certo timore per la loro potenzialità anche presso gli alti comandi britannici, cosa non facile da raggiungere visti gli insuccessi italiani dell'anno precedente e la magistrale azione britannica contro Taranto.
Sono le 21.30 del 18 Dicembre 1941 quando le coppie De La Penne-Bianchi, Marceglia-Schregat, Martellotta-Marino, a cavallo dei loro “maiali” abbandonano il sommergibile Scirè, al comando del capitano di fregata Junio Valerio Borghese.
Questi li aveva portati fino all’imboccatura del porto di Alessandria d’Egitto, base logistica e militare di importanza capitale nello scacchiere del Mediterraneo medio-orientale, sia in terra che in mare.




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