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Discussione: Necrologio

  1. #1
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    Un amico, a sua volta amico dei serbi, mi regolò, praticamente al momento dell'uscita presso l'Age d'Homme il volume di Marco Aurelio Rivelli sul genocidio occulto di serbi ortodossi, zingari ed ebrei avvenuto in Yugoslavia durante la seconda guerra mondiale con la complicità delle gerarchie cattoliche, primo fra tutti il cardinale di Zagabria. Aloise Stepinac...

    I numeri di questo genocidio parlano di 700.000 serbi... qualcuno parla di circa un milione contando, ovviamente, oltre ai serbi anche gli ebrei e i rom...

    Ma quello che mi ha colpito è il fatto che sembra che il Rivelli si sia spento in questo mese di Novembre, a Milano, dopo una lunga e terribile malattia che gli impediva di comunicare... pare anche che avesse problemi economici perchè fosse anche in affitto ed oltre ad essere in affitto avesse anche lo sfratto...

    Terribile, vero, che chi si oppone apertamente alle nefandezze del Vaticano debba subire anche la persecuzione economica...

    Ho trovato accidentalmente la notizia della sua morte, perchè non avevo mai creduto che questo nome fosse vero ed avendo visto in questi giorni un docente universitario piemontese avevo messo su google il nome del docente universitario, vivo e vegeto, per capire se potesse essere lui... ho invece trovato la notizia della sua morte in questo mese di Novembre 2010...

  2. #2
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    Eonìa su i mnìmi.......
    Ultima modifica di Aj Maxam; 28-11-10 alle 18:50

  3. #3
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    Marco Aurelio Rivelli, L'arcivescovo del genocidio

    IN NOME DI DIO
    .
    Copertina del libro 'L'arcivescovo del genocidio'Marco Aurelio Rivelli
    L'ARCIVESCOVO DEL GENOCIDIO
    Monsignor Stepinac, il Vaticano, e la dittatura ustascia in Croazia, 1941-1945
    Pagg. 283 – € 18,08 – ISBN 88-7953-079-8


    Nello Stato indipendente di Croazia, voluto dai nazifascisti negli anni 1941-1945, si consumò una delle pagine più terribili della Seconda guerra mondiale. Gli ustascia di Ante Pavelic, sostenuti da Hitler e Mussolini, sterminarono centinaia di migliaia di serbo-ortodossi e decine di migliaia di ebrei e rom, in nome di una “soluzione finale” etnico-religiosa perseguita anche attraverso l'imposizione di “conversioni” di massa al cattolicesimo. In quello che passerà alla storia come l'Olocausto balcanico, un ruolo decisivo – diretto e indiretto – lo ebbe Santa Romana Chiesa: l'arcivescovo di Zagabria, monsignor Alojzije Stepinac, collaborò attivamente con la dittatura ustascia; settori del clero cattolico croato parteciparono in prima persona allo sterminio e alle “conversioni” di massa; il Vaticano avallò il genocidio etnico-religioso attuato da Ante Pavelic. Questo libro ricostruisce l'Olocausto balcanico, e documenta il “collaborazionismo” di monsignor Stepinac e della Chiesa di Roma con il nazifascismo croato.

  4. #4
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    Bisogna aggiungere anche quest'altro libro, del nostro defunto amico :


    Marco Aurelio Rivelli


    DIO E' CON NOI

    La Chiesa di Pio XII complice del nazifascismo



    sempre Kaos edizioni. Prezzo 19 €

  5. #5
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    Marc'Aurelio Rivelli? E` gia` morto e dei morti tutto bene.
    Durante la vita, mentre era vivo, era un idiota, falsificatore , mistificatore e criminale letterario.
    Ante ,Ante svi smo za te , svi smo za te jer si Heroj Rata, ti si Ante legenda Hrvata!

    L'EROE DI GUERRA - ANTE GOTOVINA

  6. #6
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    Mi dispiace : ti sbagli.

    I due libri scritti in lingua italiana sono più scorrevoli, ma il testo in lingua francese riproduce con estrema esattezza i dispacci, gli ordini ecc. degli archivi delle armate occidentali...

    Ed inoltre sono molti i testi, alcuni da me già citati, che indicano la profonda connessione tra gli ustascia croati ed il vaticano, che molto ha fatto perchè, attraverso la via dei topi, potessero raggiungere indisturbati l'Argentina o qualche altro paese sudamericano.
    Ultima modifica di DanielGi.; 16-12-10 alle 20:07

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da DanielGi. Visualizza Messaggio
    Mi dispiace : ti sbagli.
    No , non mi sbaglio.Mi dispiace.Rivelli e' un mistificatore e criminale letterario.Perche' Msgr Stepinac non aveva nulla in comune con gli ustascia , e poi , Stepinac parlava contro regime ustascia.
    Per non parlare delle altre mistificazioni , tipo cifri aumentati per quanto riguarda uccisi ..
    Ultima modifica di Zagreb01; 17-12-10 alle 01:06
    Ante ,Ante svi smo za te , svi smo za te jer si Heroj Rata, ti si Ante legenda Hrvata!

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  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da Zagreb01 Visualizza Messaggio
    No , non mi sbaglio.Mi dispiace.Rivelli e' un mistificatore e criminale letterario.Perche' Msgr Stepinac non aveva nulla in comune con gli ustascia , e poi , Stepinac parlava contro regime ustascia.
    Per non parlare delle altre mistificazioni , tipo cifri aumentati per quanto riguarda uccisi ..
    Ma fammi il piacere.

    Quel criminale del beato card. Stepinac siedeva nel parlamento fascista voluto da Pavelic.

    I suoi preti sterminarono civili ortodossi, zingari ed ebrei, come nel campo di concentramenteo di Jasenovac.

    Pavelic e Stepinac



    Ancora Pavelic e Stepinac



    Pavelic ospite dei frati francescani



    Pavelic con l'arcivescovo di Sarajevo Saric

    Ultima modifica di ConteMax; 17-12-10 alle 20:38

  9. #9
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    L'articolo che segue e' apparso su "il manifesto" del 3 Ottobre 1998, giorno della beatificazione di Alojzije Stepinac da parte del papa di Roma:

    REVISIONISMO STORICO
    L'arcivescovo Stepinac, altro che martire
    MARCO AURELIO RIVELLI *

    Costituito il 10 aprile 1941 lo Stato Indipendente Croato, cioè il regime ustascia di Ante Pavelic, fu immediatamente posta in atto una mostruosa crociata volta al totale sterminio dei serbi ortodossi, degli ebrei e dei Rom, gli zingari. Nel corso di quattro anni vennero sterminati all'incirca un milione di esseri umani in una maniera così feroce che non ha avuto eguali, per le modalità, in tutto il corso della seconda guerra mondiale. Se l'atroce sterminio di sei milioni di ebrei avvenne nel chiuso dei campi, e per i più la constatazione dell'Olocausto ebbe luogo solo alla fine del conflitto, i massacri ustascia furono invece posti in atto con la maggiore pubblicità di fronte agli occhi di tutti: nelle strade, nelle piazze, nelle campagne. I torturatori si facevano un vanto di essere ripresi dalle macchine fotografiche nell'atto di uccidere le vittime. Mentre i vescovi tedeschi sostennero sempre di essere stati all'oscuro degli avvenimenti, lo stesso non si può dire dell'episcopato croato, dell'"Ambasciatore Vaticano", Monsignor Ramiro Marcone e dell'Arcivescovo Stepinac. Il numero delle vittime varia da settecentomila ad un milione. L'Enciclopedia Britannica riporta settecentomila, secondo il rapporto redatto dal Sottosegretario di Stato Usa Stuart Eizenstadt nel giugno 1998, inerente l'oro predato alle vittime degli ustascia e nascosto - secondo il rapporto stesso - in Vaticano, sono sempre settecentomila, per l'autore si aggirano intorno al milione. Andrjia Artukovic, Ministro degli Interni dello Stato Croato Indipendente e capo di tutti i campi di sterminio, affermò al suo processo che nel solo campo di Jasenovac i trucidati furono settecentomila. L'orrore della crociata diventa ancora più fosco quando si considera la partecipazione fisica ai massacri di centinaia di preti e frati, in particolare i monaci francescani. Secondo la politica ustascia, i serbi dovevano essere tutti convertiti al cattolicesimo. Il Ministro Mile Budak affermò a proposito dei serbi "... un terzo lo convertiremo, un terzo lo uccideremo, un terzo verrà rimandato in Serbia".

    A capo del campo di sterminio di Jasenovac, vi fu per un certo periodo il frate francescano, Filipovic-Majstorovic, detto Frà Satana. Al suo processo si vantò di aver ucciso oltre quarantamila prigionieri. Gli successe alla guida del campo un altro religioso. Nel mio saggio indico i nomi di circa 160 religiosi, colpevoli di partecipazione diretta all'eccidio, ma furono molti di più. Il Resto del Carlino, quotidiano bolognese, in due articoli del 18 e 22 settembre 1941, in pieno periodo fascista, pubblicò a firma di Corrado Zoli due articoli nei quali, inorridito, narrava gli eccidi commessi dai francescani. Altre testimonianze oculari, quelle degli appartenenti all'esercito italiano, la maggior parte delle quali accessibili a tutti conservate negli archivi dello Stato Maggiore - Ufficio Storico.

    L'Arcivescovo Alojs Stepinac accolse con calore l'arrivo di Ante Pavelic, il Poglavnik (duce), ordinando che fosse cantato il Te Deum in tutte le chiese dello stato e diffondendo una lettera pastorale che incitava ad appoggiare il nuovo Stato perché esso "... rappresenta la Santa Chiesa Cattolica ...". La Pastorale di totale appoggio al regime di Pavelic vedeva la luce quando già le prime notizie di massacri si erano diffuse e Galeazzo Ciano, Ministro degli Esteri Italiano e genero del Duce, annotava nel suo diario, il 28 aprile 1941, "... spoliazioni, rapine, uccisioni sono all'ordine del giorno". Il 26 giugno 1941, Ante Pavelic, che aveva già al suo attivo il massacro di 180 mila tra serbi ed ebrei, compresi tre vescovi e oltre cento pope ortodossi, concedeva udienza all'episcopato cattolico e, anche in quell'occasione, Stepinac non mancava di esternare lodi per il Poglavnik come documentato dai periodici cattolici, "Katolicki List" e "Hrvatski Narod" del 30 giugno 1941. Da ricordare che il 17 maggio precedente, Ante Pavelic, accompagnato da 120 ustascia in divisa, era stato ricevuto a Roma da Papa Pio XII. Alla fine dell'anno, l'Arcivescovo, che precedentemente con altri 11 religiosi cattolici era stato nominato deputato al Parlamento Croato, riceve la carica di capo dei cappellani delle Forze Ustascia. Più tardi riceverà anche un'altra onorificenza ustascia. Superfluo aggiungere che mai condannerà le efferatezze compiute davanti ai suoi occhi da individui con i quali per quattro lunghi anni intratterrà cordiali rapporti.

    Nell'aprile del 1945, gli ustascia in fuga depositano, per ordine di Pavelic, tutti gli atti e i documenti governativi, oltre ad oro gioielli e preziosi rubati alle vittime serbe ed ebree, nell'Arcivescovado di Zagabria, dove verranno nascosti e scoperti dopo alcuni mesi dalle autorità del Nuovo Stato Jugoslavo.


    Stepinac non punì mai - naturalmente in maniera ecclesiastica - i sacerdoti che si erano resi colpevoli di delitti, non proibì ai cappellani ustascia di continuare - quanto meno - ad essere testimoni di crimini, né vietò alla stampa cattolica la continua esaltazione del regime e delle sue leggi, e tanto meno censurò pubblicamente un regime reo di siffatte scelleratezze. Qualche apologeta ha scritto in questi giorni che Stepinac elevò alcune proteste contro, si badi bene, le modalità della conversioni ma non,l'affermo recisamente contro i massacri. Mi chiedo se, di fronte ad un eccidio di tale proporzione e nefandezza, per di più non isolato ma commisto ad infiniti altri si possa tacere e non esprimere lo sdegno di uomo di chiesa verso tali assassini. Mi chiedo come si possa assistere a cerimonie cui presenziano criminali conclamati e i loro capi senza rendersi conto di dare con la propria presenza un sostegno di fatto a quel regime sanguinario. Da non dimenticare che il sostegno fu anche dato, dopo la costituzione del Nuovo Stato Jugoslavo alla fine della guerra, alle attività clandestine di terrorismo condotte dagli ustascia che si erano dati alla macchia e dei quali benedì, dentro l'Arcivescovado, alcuni gagliardetti. Infatti, rientrato clandestinamente a Zagabria l'ex capo della polizia ustascia, Lisak, al fine di svolgere un'attività di terrorismo contro la Federazione, appena composta, l'Arcivescovo lo nascose nel suo palazzo, come dichiarato durante il processo dallo stesso Lisak.

    Stepinac non fu certamente un martire. Lo stesso Tito chiese a Monsignor Patrizio Hurley, rappresentante ufficiale del Vaticano, di richiamare a Roma l'Arcivescovo, non desiderando una rottura con la Santa Sede, altrimenti avrebbe dovuto arrestarlo, come riportato dall'Unità del 7 novembre 1946 in relazione ad un colloquio fra Tito e Togliatti.

    No. Stepinac non fu un martire. Chi scrive, pur avendo visionato migliaia di atti, non ne ha mai trovato uno dove l'Arcivescovo manifestasse la sua pietà per i tanti innocenti trucidati, fra i quali i migliaia di donne e bambini; non ha mai trovato la fiera condanna del Presule per l'uccisione barbara dei vescovi e dei preti ortodossi, nonché dei rabbini: sarebbe stato un gesto di carità cristiana di amore verso il prossimo in un contesto dove imperversava il "Male". No. Questo, Alojis Stepinac non lo fece. Seguitò le sue frequentazioni con i criminali, che in seguito, aiutò a fuggire. Condannato a sedici anni di carcere, fu posto, dopo quattro anni di detenzione, agli arresti domiciliari nel suo paese natale. Morì nel suo letto. Pochi giorni or sono il Centro Simon Wiesenthal ha chiesto al Papa di soprassedere alla beatificazione fino a che non fossero stati meglio accertati i fatti.

    Oggi, a Zagabria, Giovanni Paolo II beatifica Alojis Stepinac. Nella teologia cattolica, la santità è il complesso delle perfezioni morali. Propria di Dio in senso assoluto, e, in grado diverso, delle persone che hanno riprodotto in qualche modo la perfezione divina e che hanno modellato la loro vita ad imitazione di quella. Non ci sembra il caso del Cardinale Stepinac.
    Ultima modifica di ConteMax; 17-12-10 alle 20:43

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da DanielGi. Visualizza Messaggio
    Mi dispiace : ti sbagli.

    I due libri scritti in lingua italiana sono più scorrevoli, ma il testo in lingua francese riproduce con estrema esattezza i dispacci, gli ordini ecc. degli archivi delle armate occidentali...

    Ed inoltre sono molti i testi, alcuni da me già citati, che indicano la profonda connessione tra gli ustascia croati ed il vaticano, che molto ha fatto perchè, attraverso la via dei topi, potessero raggiungere indisturbati l'Argentina o qualche altro paese sudamericano.
    Ratline, nazisti in sacrestia.

    La via dei fuga dei criminali di guerra organizzata dal Vaticano, la Croce Rossa e il card. Siri


    Ratline. Nazisti in sacrestia

 

 
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