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  1. #21
    acquenere
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    Predefinito Rif: Bund Bund...Il default si avvicina

    Citazione Originariamente Scritto da Razionalista Visualizza Messaggio
    sì magari... :see:
    Razio , non stavo scherzando, anzi è peggio del 67, è il 63, ho ripescato i dati istat.

    UNO SGUARDO D'INSIEME

    L’obiettivo dell’incremento del tasso di occupazione posto dal Consiglio di Lisbona nel 2000 può essere ottenuto sia riducendo la disoccupazione sia aumentando la partecipazione della popolazione al mercato del lavoro, misurata dal tasso di attività. Questo secondo indicatore è particolarmente importante per quei paesi, tra i quali il nostro, che sono caratterizzati da un tasso di disoccupazione abbastanza contenuto ma anche da una bassa partecipazione al mercato del lavoro.

    Il tasso di attività nazionale nel 2008 è pari al 63,0 per cento, in aumento di mezzo punto rispetto al 2007.
    DEFINIZIONI UTILIZZATE

    Il tasso di attività, ricavabile dalle indagini armonizzate a livello europeo sulle forze lavoro, si ottiene dal rapporto percentuale tra le forze di lavoro nella fascia di età 15-64 anni e la popolazione della medesima fascia di età. Le forze di lavoro sono definite come somma degli occupati e delle persone che cercano attivamente lavoro.
    L'ITALIA NEL CONTESTO EUROPEO

    Nel 2008 il tasso di attività della popolazione tra i 15 e i 64 anni nell’Ue27 è pari al 70,9 per cento: il valore minimo si registra a Malta (58,8 per cento), il massimo in Danimarca (80,8 per cento). L’Italia, con un modesto 63,0 per cento, si colloca al quartultimo posto della graduatoria, prima di Malta, Ungheria e Romania, ultimo dei maggiori paesi europei e ben al di sotto degli altri paesi mediterranei (Spagna e Grecia).
    http://noi-italia.istat.it/index.php?id=7&user_100ind_pi1[id_pagina]=3&cHash=baaf0e22ca

  2. #22
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    Predefinito Rif: Bund Bund...Il default si avvicina

    Citazione Originariamente Scritto da Theremin Visualizza Messaggio
    Beh, però se si vuole ridurre il debito e rilanciare l'economia occorre tagliare e liberalizzare.

    Eppure se un governo prova a tagliare o liberalizzare, qualcuno si incazza, spacca tutto e non se ne fa nulla (v. studenti per i tagli alla scuola, o taxisti per la liberalizzazione della professione).

    Ergo...
    Citazione Originariamente Scritto da Theremin Visualizza Messaggio
    Siete? Io ho detto la mia, a titolo personale. Se parli al plurale non so a chi tu ti riferisca (sono un liberale, quindi non sono rappresentato da alcuna attuale forza politica e non appoggio alcun partito).

    Di quel che hai elencato, aumentare la tassazione e reintrodurre l'ICI è da leninisti, sì.

    C'è bisogno di abbassare le imposte, liberalizzare di brutto, semplificare drasticamente la normativa fiscale e sul lavoro (altrimenti come fai a definire un "evasore"?) e tagliare spese e sprechi.

    Il senso del mio messaggio era: da qualsiasi parte uno voglia tagliare, qualsiasi settore si voglia liberalizzare, le parti interessate scenderanno in piazza pronte a spaccare tutto.
    Dipende.. se per liberismo parliamo di liberalizzazione di professionalità od attività che godono di particolari privilegi IMMOTIVATI come notai o tassisti non può che trovarmi d'accordo.

    In altri paesi conducono i taxi soprattutto gli extracomunitari tanto offre una bassa retribuzione. Da noi è un privilegio garantito da una costosissima ed agognata licenza che di fatto rende il servizio più inefficiente e caro!
    Stesso discorso per i notai che altrove non sono neanche avvocati. Per svolgere quel compito basta fare un giuramento ed offrire certi servizi che comportano indagini che i nostri neanche fanno!

    In pratica il notaio altrove è solo qualcuno che svolge un compito amministrativo COME E' NEI FATTI!!!

    Non concordo affatto con lei per quanto riguarda al PRIVATIZZAZIONE dei servizi socialmente indispensabili.
    Semmai si può pensare ad una libera concorrenza ma SEMPRE con la partecipazione dello stato come calmiere e garante del servizio a prezzi di mercato impedendo "strane" impennate dei prezzi.

    Lo scopo del provato è il lucro ed ove è possibile fare cartello o monopolio (MOLTO FACILE NEL SETTORE DI SERVIZI INDISPENSABILI) possiamo essere certi che il privato cercherà IN TUTTI I MODI di speculare sulle posizioni di predominio nel settore per imporre costi da strozzini al cittadino comune!

    Il mercato è libero in proporzione a quando è accuratamente garantito tale dal controllo dei popoli, dello stato!

    In un mercato libero e capitalista il controllo lo si esplica facendo concorrenza SENZA SCOPO DI LUCRO a chi cerca di manovrare il mercato e di sottometterlo a monopoli e posizioni dominanti.

    Saluti
    Ultima modifica di Il Pasquino; 01-12-10 alle 19:09

  3. #23
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    Predefinito Rif: Bund Bund...Il default si avvicina

    Citazione Originariamente Scritto da brunik Visualizza Messaggio
    a sto punto io il governo Berlusconi aspetterei ancora un attimo a farlo cadere.
    No, io voglio vedere i banani lamentarsi di un mese di governo di centrosinistra, nell'anno in cui ci sarà il fallimento. :sofico:
    "The gods that we've made are exactly the gods you'd expect to be made by a species that's about half a chromosome away from being chimpanzee." ~ Christopher Hitchens

  4. #24
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    Predefinito FT: Eurozone tempest heads towards Italy?

    Published: November 30 2010 201
    The European debt crisis took an ominous turn for the worse on Tuesday, sucking Italy closer to the whirlpool that has swallowed Greece and Ireland and is threatening to engulf Portugal and Spain. Yields on Italian 10-year government bonds are approaching 5 per cent. For the first time since the euro’s launch in 1999, the interest rate premium that investors demand to hold these bonds instead of similar German debt has risen above 2 percentage points. With Italy due to redeem almost €300bn of public debt over the next year, these market movements are fraught with peril for the future of Europe’s monetary union.With good reason policymakers in Rome complain that the markets are ignoring Italy’s strengths. Italy’s public debt is very high – it will hit 118.5 per cent of gross domestic product this year – but it is funded mainly by the domestic market, and it has been kept skilfully under control for many years by the finance ministry’s debt managers. Moreover, Italy’s private sector debt is low, and its banks have survived the financial crisis virtually unscathed thanks to cautious lending policies. Above all, Giulio Tremonti, Italy’s experienced finance minister, has played a difficult hand well since he returned to office after the April 2008 national election. Now enjoying his fourth spell in the post, Mr Tremonti immediately grasped that, at a time of acute market tensions, the condition of the public finances would be Italy’s Achilles heel. He therefore made it his priority to keep Italy’s budget deficit within reasonable limits. Even though this came at the cost of a severe recession in 2009, the economy is growing modestly again. Mr Tremonti’s personality and policies are vital stabilising factors amid the political tensions that will culminate on December 14 in two parliamentary confidence votes that may topple Silvio Berlusconi’s government. For whether or not the scandal-plagued prime minister loses his job, Mr Tremonti seems certain to remain in control of Italy’s finances – whether in his present position or, just conceivably, as Mr Berlusconi’s successor. But the harsh reality is that Italy’s fate appears increasingly tied to that of Spain. For if Spain, like Greece and Ireland, required an emergency eurozone rescue, Italy’s portion of the bill would put its own finances under great strain. Italy, however blameless, would then itself be at risk. For the sake of the eurozone as a whole, the defence of Italy must start with the defence of Spain.


    La crisi del debito europeo ha preso una piega inquietante da Martedì, risucchiando l'Italia più vicina al vortice che ha inghiottito la Grecia e l'Irlanda e minaccia di inghiottire Portogallo e Spagna. I rendimenti sui titoli di Stato italiani a 10 anni si avvicinano al 5 per cento. Per la prima volta dal lancio dell'euro nel 1999, lo spread con i bund tedeschi è salito sopra di 2 punti percentuali. Con l'Italia che deve rinnovare quasi € 300 miliardi di debito pubblico nel prossimo anno, questi movimenti di mercato sono un pericolo per il futuro dell'unione monetaria europea.
    Con buona ragione i responsabili politici a Roma, si lamentano che i mercati stanno ignorando i punti di forza dell'Italia. Il debito pubblico in Italia è molto alto - raggiungerà il 118,5 per cento del prodotto interno lordo quest'anno - ma è finanziato prevalentemente dal mercato interno, ed è stato tenuto abilmente sotto controllo per molti anni da parte dei gestori del debito del ministero delle Finanze. Inoltre, il debito del settore privato in Italia è basso, e le sue banche sono sopravvissute alla crisi finanziaria praticamente indenni grazie a politiche di prestito cauto.
    Dopo tutto, Giulio Tremonti, ministro delle finanze con esperienza in Italia, ha giocato una partita difficile da quando è tornato in carica dopo le elezioni politiche dell'aprile 2008. Tremonti capito che, in un momento di tensione acuta sui mercati, la condizione delle finanze pubbliche dovrebbe essere il tallone d'Achille d'Italia. Egli ha quindi fatto sua la priorità di mantenere il disavanzo di bilancio in Italia entro limiti ragionevoli. Anche se questo è venuto a costo di una grave recessione nel 2009, l'economia è in crescita modesta di nuovo.
    La personalità di Tremonti e le politiche sono vitali fattori stabilizzanti in mezzo alle tensioni politiche che culmineranno il 14 dicembre in due voti fiducia parlamentare che possono rovesciare il governo di Silvio Berlusconi. Anche se il primo ministro, afflitto da scandali, perdesse la poltrona, Tremonti sembra certo di rimanere al controllo della finanza in Italia - sia nella sua posizione, attuale o, solo in teoria, come successore di Berlusconi.
    Ma la dura realtà è che il destino dell'Italia appare sempre più legato a quello della Spagna. Infatti, se la Spagna, come la Grecia e l'Irlanda, ha richiesto un salvataggio di emergenza della zona euro, con l'Italia, andrebbe sotto un enorme sforzo. L'Italia, tuttavia innocente, allora comincerebbe a rischiare. Per il bene della zona euro nel suo insieme, la difesa d'Italia deve iniziare con la difesa della Spagna.

    http://www.ft.com/cms/s/0/a96a6cdc-f...#axzz16soDkFxi
    Ultima modifica di stefaboy; 01-12-10 alle 20:03
    Ferrara era comunista poi il comunismo è morto, allora è diventato Craxiano e Craxi è morto, poi è diventato Berlusconiano. PORTA SFIGA
    (brunik - 25/09/2011)

  5. #25
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    Predefinito Rif: FT: Eurozone tempest heads towards Italy?

    Probabilmente saremo i prossimi a cadere preda del fenomeno finanziario che molti contrabbandano per "cieco" e privo di direzioni esterne.
    Ehi, ma noi possiamo stare tranquilli! Abbiamo un sacco di partecipazioni statali in grandi conglomerati di industrie del settore dell'industria strategica e in grandi industrie dell'approvigionamento energetico e della gestione delle reti elettriche. Ci basterà rinunciare a questa abitudine illiberale e cedere le quote azionarie, perché i mercati riprendano fiducia.
    «Non ti fidar di me se il cuor ti manca».

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  6. #26
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    Predefinito Rif: FT: Eurozone tempest heads towards Italy?

    Citazione Originariamente Scritto da stefaboy Visualizza Messaggio
    La crisi del debito europeo ha preso una piega inquietante da Martedì, risucchiando l'Italia più vicina al vortice che ha inghiottito la Grecia e l'Irlanda e minaccia di inghiottire Portogallo e Spagna. I rendimenti sui titoli di Stato italiani a 10 anni si avvicinano al 5 per cento. Per la prima volta dal lancio dell'euro nel 1999, lo spread con i bund tedeschi è salito sopra di 2 punti percentuali. Con l'Italia che deve rinnovare quasi € 300 miliardi di debito pubblico nel prossimo anno, questi movimenti di mercato sono un pericolo per il futuro dell'unione monetaria europea.
    Con buona ragione i responsabili politici a Roma, si lamentano che i mercati stanno ignorando i punti di forza dell'Italia. Il debito pubblico in Italia è molto alto - raggiungerà il 118,5 per cento del prodotto interno lordo quest'anno - ma è finanziato prevalentemente dal mercato interno, ed è stato tenuto abilmente sotto controllo per molti anni da parte dei gestori del debito del ministero delle Finanze. Inoltre, il debito del settore privato in Italia è basso, e le sue banche sono sopravvissute alla crisi finanziaria praticamente indenni grazie a politiche di prestito cauto.
    Dopo tutto, Giulio Tremonti, ministro delle finanze con esperienza in Italia, ha giocato una partita difficile da quando è tornato in carica dopo le elezioni politiche dell'aprile 2008. Tremonti capito che, in un momento di tensione acuta sui mercati, la condizione delle finanze pubbliche dovrebbe essere il tallone d'Achille d'Italia. Egli ha quindi fatto sua la priorità di mantenere il disavanzo di bilancio in Italia entro limiti ragionevoli. Anche se questo è venuto a costo di una grave recessione nel 2009, l'economia è in crescita modesta di nuovo.
    La personalità di Tremonti e le politiche sono vitali fattori stabilizzanti in mezzo alle tensioni politiche che culmineranno il 14 dicembre in due voti fiducia parlamentare che possono rovesciare il governo di Silvio Berlusconi. Anche se il primo ministro, afflitto da scandali, perdesse la poltrona, Tremonti sembra certo di rimanere al controllo della finanza in Italia - sia nella sua posizione, attuale o, solo in teoria, come successore di Berlusconi.
    Ma la dura realtà è che il destino dell'Italia appare sempre più legato a quello della Spagna. Infatti, se la Spagna, come la Grecia e l'Irlanda, ha richiesto un salvataggio di emergenza della zona euro, con l'Italia, andrebbe sotto un enorme sforzo. L'Italia, tuttavia innocente, allora comincerebbe a rischiare. Per il bene della zona euro nel suo insieme, la difesa d'Italia deve iniziare con la difesa della Spagna.

    FT.com / Comment / Editorial - Eurozone tempest heads towards Italy
    A parte i punti in neretto, che sembra quella che voi chiamate "propaganda berluscista" (gridiamo tutti insieme FT berluscista!) il FT sta tirando la volata ad un tremonti premier (o almeno gli sta strizzando un occhiolino)?
    Ultima modifica di giacomo; 01-12-10 alle 20:09

  7. #27
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    Predefinito Rif: FT: Eurozone tempest heads towards Italy?

    Citazione Originariamente Scritto da Defender Visualizza Messaggio
    Probabilmente saremo i prossimi a cadere preda del fenomeno finanziario che molti contrabbandano per "cieco" e privo di direzioni esterne.
    Ehi, ma noi possiamo stare tranquilli! Abbiamo un sacco di partecipazioni statali in grandi conglomerati di industrie del settore dell'industria strategica e in grandi industrie dell'approvigionamento energetico e della gestione delle reti elettriche. Ci basterà rinunciare a questa abitudine illiberale e cedere le quote azionarie, perché i mercati riprendano fiducia.
    FT è una specie di autorità a livello europeo. Conta quasi come un'agenzia di rating. In realtà sta dando delle indicazioni ben precise sia alla Germania che all'Italia.
    1) Bisogna salvare anche la Spagna
    2) anche se Berlusconi cade, Tremonti deve rimanere al governo per dare fiducia agli investitori.
    Ferrara era comunista poi il comunismo è morto, allora è diventato Craxiano e Craxi è morto, poi è diventato Berlusconiano. PORTA SFIGA
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  8. #28
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    Predefinito Rif: FT: Eurozone tempest heads towards Italy?

    Ma guarda un pò, se ne sono accorti perfino gli inglesi che questa volta siamo nei guai per colpa altrui.

    Oltretutto, andiamoci piano con questi spread: oggi non abbiamo emesso nessun titolo di debito pubblico, e non sapremo se saranno ancora così alti quando dovremo farlo.
    Così si crea solo il panico nei mercati, a tutto vantaggio degli speculatori.
    A tuo modo sei assai romantico, Nic - PiccolaIena

  9. #29
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    Predefinito Rif: FT: Eurozone tempest heads towards Italy?

    Citazione Originariamente Scritto da giacomo Visualizza Messaggio
    A parte i punti in neretto, che sembra quella che voi chiamate "propaganda berluscista" (gridiamo tutti insieme FT berluscista!) il FT sta tirando la volata ad un tremonti premier (o almeno gli stra strizzando un occhiolino)?
    FT non è berluscista, altrimenti non l'avrei neppure postato.
    Io direi che è già oltre Berlusconi... sta dando per certo che Tremonti rimarrà al governo al ministero delle Finanze.
    Più difficile che sia premier.

    Si prospetta in tutta evidenza un governo tecnico con Draghi premier e Tremonti ancora al Mef
    Ferrara era comunista poi il comunismo è morto, allora è diventato Craxiano e Craxi è morto, poi è diventato Berlusconiano. PORTA SFIGA
    (brunik - 25/09/2011)

  10. #30
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    Predefinito Rif: FT: Eurozone tempest heads towards Italy?

    Citazione Originariamente Scritto da stefaboy Visualizza Messaggio
    FT è una specie di autorità a livello europeo. Conta quasi come un'agenzia di rating. In realtà sta dando delle indicazioni ben precise sia alla Germania che all'Italia.
    1) Bisogna salvare anche la Spagna
    2) anche se Berlusconi cade, Tremonti deve rimanere al governo per dare fiducia agli investitori.
    Infatti non contesto l'autorità del FT, che le analisi le fa sempre corrette, anche se i consigli sono da fucilazione sulla pubblica piazza.
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