
Originariamente Scritto da
miluna
7 dicembre 2010
E così, l’Ufficio europeo dei brevetti avrebbe deciso di rinunciare all’italiano come lingua con la quale ufficializzare e proteggere i parti dell’ingegno.
I brevetti saranno ufficializzati e protetti, in Europa, soltanto se presentati in inglese, francese, o tedesco.
Che un colpo mortale non sarà, ma spiacevole un po’ resta.
Si è saputo tra l’altro che l’Italia, messa con le spalle al muro, aveva proposto in un primo tempo un sistema basato unicamente sull’inglese.
Proposta non priva di buon senso, dato che l’inglese è quel che è, quantunque suonasse abbastanza ovvio che tedeschi e francesi avrebbero fatto spallucce.
Per il peso da loro esercitato in generale sul continente, prima di tutto, per l’effettiva importanza della loro storia e forti poi del fatto che la metà dei 68 mila brevetti registrati in Europa proviene proprio da Germania e Francia.
Cosicché, senza far drammi, subiremo questa scelta sulla lingua.
Quanto all’ingegno, però, no.
Quanto all’ingegno, faremo presente a Germania e Francia che l’Italia non è seconda a nessuno.
Ah, non è vero?
Allora ci provino loro a guidare :
la Fiat,
Confindustria,
la Ferrari,
i nuovi treni,
e magari il centrosinistra,
sempre con lo stesso pallone gonfiato. 
repapelle:
di Andrea Marcenaro
Andrea's Version del 7 dicembre 2010 - [ Il Foglio.it › Andrea's Version ]
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