
Originariamente Scritto da
Giò91
Il tuo discorso però cozza anche con la stessa definizione di infallibilità papale ex cathedra ribadita dal Concilio Vaticano II e nel Catechismo corrente che spesso citi.
Come già ti dissi, il Sommo Pontefice Benedetto XVI applica l'ermeneutica della continuità nell'interpretazione dei documenti del Concilio Vaticano II.
La critica 'tradizionalista' sostiene che tale ermeneutica non possa solamente essere affermata ma vada anche dimostrata; dimostrazione impossibile su un piano razionale in quanto la discontinuità è palese.
Da qui parte tutta la critica ai documenti del Concilio Vaticano II da parte "lefebvriana".
Per un "ratzingeriano" - diciamo così per semplificare - non c'è rottura ma continuità fra Tradizione e Concilio Vaticano II e per questo motivo l'infallibilità papale ex cathedra è accettata nella sua formulazione del Concilio Vaticano I, che non ammette certamente un'infallibilità "relativa".