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Discussione: Eurabia

  1. #71
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    Predefinito Rif: Eurabia

    Citazione Originariamente Scritto da Giò91 Visualizza Messaggio
    Non so cosa tu intenda per "padano".
    Intendo chi desidera che la Padania sia libera.
    Discorso che lascia un po' il tempo che trova, dato che Badoglio era piemontese, i principali artefici dell'ordine del giorno Grandi (Grandi, De Bono, Bottai, Cesare Maria de Vecchi e Ciano) e del tradimento del 25 Luglio erano quasi tutti del Nord Italia eccetto Bottai (romano) e Ciano, che però era toscano.
    Junio Valerio Borghese era un nobile romano, Rodolfo Graziani era laziale (nato in provincia di Frosinone, se non erro), Francesco Maria Barracu era sardo, Pio Filippani Ronconi era discendente di una famiglia di patrizi romani e conti del Sacro Romano Impero, ecc. ecc.
    E di tuo cuggino non mi racconti niente?
    Io ho parlato del comportamento generale differenziato di diversi territori, non di Tizio, Caio o Sempronio…
    La guerra civile combattuta a lungo al Nord (segno della tipica serietà padana nel costruire da sé il proprio destino, e nel perseguire le proprie idee e i propri ideali lottando e rischiando la vita, da una parte e dall’altra) fa da contrappunto a ciò che è accaduto al centro-sud, dove prevaleva l’”attendismo”, il “tiriamo a campare” in attesa della fine della guerra, il rimettersi unicamente ai “liberatori”, lo sbracamento civile(le pagine di Malaparte su Napoli, ne “La pelle”, valgono più di cento saggi…).
    Solo nel Nord si sono verificati fenomeni cospicui di volontariato bellico, da una parte e dall’altra della barricata, solo nel Nord si sono verificati veri episodi di carattere bellico tra gli uni e gli altri, solo nel Nord vi sono stati episodi di occupazioni di territori da parte dei partigiani, le cosiddette repubbliche partigiane, durati a volte settimane, a volte mesi, seguiti da una riconquista cruenta da parte dell’autorità della Repubblica Sociale, solo nel Nord, insomma, è stata combattuta seriamente e prolungatamente una vera guerra civile, che ha coinvolto centinaia di migliaia di persone.
    E tu ti metti a parlare di Pippo, Pluto e Topolino…
    Dovresti tenere in considerazione il fatto che gli immigrati allogeni, poiché si fanno sottopagare, tolgono lavoro non solo ai meridionali, ma anche e soprattutto ai cittadini del Nord Italia.
    Tengo conto del fatto che parti per la tangente, tirando in ballo questioni non attinenti, evitando di rispondere ai miei argomenti….
    Io sono contrario sia all’immigrazione selvaggia, sia alla profonda ingiustizia sperequativa che colpisce duramente la Padania.
    Il pragmatismo ed il sano realismo tipico degli uomini del Nord Italia giustamente direbbe: se e ma paradiso dei coglioni.
    E’ da coglioni, o meglio da struzzi testainsabbiati, non prendere atto dei dati di fatto, come quelli relativi alle popolazioni da me citate, o dei riconoscimenti pervenuti, ad esempio, alla Lombardia, e da me riportati nel messaggio n. 65…
    Il senso del mio discorso è molto semplice: di fronte ad un nemico comune e più grande è necessario essere uniti.
    Bene!
    Tutti uniti contro Roma ladrona, contro il Sud parassitario e contro l’Islam totalitario!
    Bisognerebbe recuperare lo Spirito delle Crociate e questo non dovrebbe valere solo per "padani" e "meridionali"
    Perfetto!
    I padani in Padania e i meridionali nel Regno delle Due Sicilie, avendo risolto con l’indipendenza i reciproci problemi, potrebbero combattere concorrenzialmente contro l’Islam. Così vedremmo anche in questo chi è più bravo….
    Ma sia ben chiaro che io vorrei combattere contro l’immigrazione e contro l’Islam nell’ambito di uno Stato meritevolmente ricco, produttivo, solido, serio, efficiente e ordinato, cosa che l’Itaglia non è, e non potrà mai essere, con il peso mortissimo del meridionali.

  2. #72
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    Predefinito Rif: Eurabia

    Citazione Originariamente Scritto da Erlembaldo Visualizza Messaggio
    Intendo chi desidera che la Padania sia libera.
    Boh, quindi?


    E di tuo cuggino non mi racconti niente?
    Io ho parlato del comportamento generale differenziato di diversi territori, non di Tizio, Caio o Sempronio…
    La guerra civile combattuta a lungo al Nord (segno della tipica serietà padana nel costruire da sé il proprio destino, e nel perseguire le proprie idee e i propri ideali lottando e rischiando la vita, da una parte e dall’altra) fa da contrappunto a ciò che è accaduto al centro-sud, dove prevaleva l’”attendismo”, il “tiriamo a campare” in attesa della fine della guerra, il rimettersi unicamente ai “liberatori”, lo sbracamento civile(le pagine di Malaparte su Napoli, ne “La pelle”, valgono più di cento saggi…).
    Solo nel Nord si sono verificati fenomeni cospicui di volontariato bellico, da una parte e dall’altra della barricata, solo nel Nord si sono verificati veri episodi di carattere bellico tra gli uni e gli altri, solo nel Nord vi sono stati episodi di occupazioni di territori da parte dei partigiani, le cosiddette repubbliche partigiane, durati a volte settimane, a volte mesi, seguiti da una riconquista cruenta da parte dell’autorità della Repubblica Sociale, solo nel Nord, insomma, è stata combattuta seriamente e prolungatamente una vera guerra civile, che ha coinvolto centinaia di migliaia di persone.
    E tu ti metti a parlare di Pippo, Pluto e Topolino…
    Non ti ho parlato di Pippo, Pluto e Paperino o del cuggino del mio cuggino, ma di protagonisti di quel periodo storico che tu hai - volutamente o meno, non m'interessa - omesso. Dimentichi l'eroica resistenza di Anzio, Nettuno e di Roma: come mai? La guerra civile coinvolse solo una parte minoritaria della popolazione italiana, che era per lo più indifferente e solamente desiderosa di vedere la fine della guerra. Questo non lo dice il sottoscritto, ma Renzo De Felice, di certo non un cretino qualsiasi in materia.

    Tengo conto del fatto che parti per la tangente, tirando in ballo questioni non attinenti, evitando di rispondere ai miei argomenti….
    Io sono contrario sia all’immigrazione selvaggia, sia alla profonda ingiustizia sperequativa che colpisce duramente la Padania.
    Anch'io. Sono però altrettanto convinto che l'immigrazione - oggi - sia una priorità perchè mette in discussione la sopravvivenza fisica dei popoli europei - tutti, nessun escluso - in quanto tali. Perciò, nessuno (o quanto meno non il sottoscritto) nega che lo status quo sia tutt'altro che giusto. Ci sono però delle priorità di fronte alle quali ogni divisione deve venir meno.

    E’ da coglioni, o meglio da struzzi testainsabbiati, non prendere atto dei dati di fatto, come quelli relativi alle popolazioni da me citate, o dei riconoscimenti pervenuti, ad esempio, alla Lombardia, e da me riportati nel messaggio n. 65…
    Mi chiedo cosa ce ne possa fregare del mondialista Cameron o di Moody's, sinceramente.

    Bene!
    Tutti uniti contro Roma ladrona, contro il Sud parassitario e contro l’Islam totalitario!
    Benissimo, peccato però che - forse - ai fini della difesa di quel che rimane della civiltà cristiana europea la lotta contro l'ultimo che hai citato sia leggermente più urgente ed incalzante.

    Perfetto!
    I padani in Padania e i meridionali nel Regno delle Due Sicilie, avendo risolto con l’indipendenza i reciproci problemi, potrebbero combattere concorrenzialmente contro l’Islam. Così vedremmo anche in questo chi è più bravo….
    Ma sia ben chiaro che io vorrei combattere contro l’immigrazione e contro l’Islam nell’ambito di uno Stato meritevolmente ricco, produttivo, solido, serio, efficiente e ordinato, cosa che l’Itaglia non è, e non potrà mai essere, con il peso mortissimo del meridionali.
    La realtà di oggi però vede tutti uniti sotto la Repubblica Italiana.
    La Lega Nord, molto pragmaticamente, sta al governo cercando di portare avanti federalismo, lotta all'immigrazione selvaggia e difesa della sicurezza dei cittadini. Altri invece preferiscono fare i voli pindarici sul Regno delle Due Sicilie.

  3. #73
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    Citazione Originariamente Scritto da Erlembaldo Visualizza Messaggio
    Ma cerrrrrto, da quello che scrivi è del tutto evidente che questo fenomeno, che nasce nel Sud, cresce nel Sud, si incancrenisce nel Sud, regna sovrano nel Sud, viene esportato dal Sud, il tutto a opera di gente del Sud…..non è figlio del Sud!
    Anche la società dei consumi, il mondialismo, la globalizzazione, il laicismo, l'illuminismo, il liberalismo, il costituzionalismo, il pensiero unico liberaldemocratico, il protestantesimo luterano, il calvinismo, il sensismo, ecc. ecc. sono prodotti della civiltà euro-occidentale. Non per questo schifo la civiltà europea occidentale o ritengo che questi ne siano la piena espressione o la migliore espressione o un'espressione rappresentativa della sua essenza, quanto se mai diversi aspetti della sua (inevitabile?) decadenza spirituale, morale e culturale.



    Oh….si è diffusa…in modo del tutto spontaneo e innocente….come le spore dei fiorellini profumati…è tutto così poetico!
    Dubito che in Russia, ad esempio, la mafia si sia diffusa tramite l'immigrazione siciliana.

  4. #74
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    Anche la società dei consumi, il mondialismo, la globalizzazione, il laicismo, l'illuminismo, il liberalismo, il costituzionalismo, il pensiero unico liberaldemocratico, il protestantesimo luterano, il calvinismo, il sensismo, ecc. ecc. sono prodotti della civiltà euro-occidentale. Non per questo schifo la civiltà europea occidentale o ritengo che questi ne siano la piena espressione o la migliore espressione o un'espressione rappresentativa della sua essenza, quanto se mai diversi aspetti della sua (inevitabile?) decadenza spirituale, morale e culturale.



    Dubito che in Russia, ad esempio, la mafia si sia diffusa tramite l'immigrazione siciliana.
    Beh, avessimo prodotto noi i risultati che ha prodotto il Calvinismo, quassù adesso stareste a parlar d'altro... :sofico:
    Figliolo, lei è un asino...
    (D.Pastorelli, cit.)


  5. #75
    roma kaputt!
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    Cardano al Campo
    "Oggi senza benedizione, domani senza tradizione"


    Lega all'attacco sulla vicenda della benedizione "negata": nella notte compare uno striscione a poche decine di metri dalla scuola media, firmato dai giovani Padani


    Cardano al Campo - "Oggi senza benedizione, domani senza tradizione" | Gallarate/Malpensa | Varese News

    Lega Nord scatenata sulla vicenda della benedizione "negata" dal consiglio d'istituto delle scuole di Cardano: nella notte in zona cimitero, a poche decine di metri dalle scuole medie, è comparso uno striscione (firmato dai Giovani Padani) che chiede una "sveglia" per i "padani" e vede nella benedizione mancata (che invece c'è stata) un "domani senza tradizione". Non si tratta dell'unico intervento leghista sul tema: anche il Presidente della Provincia Dario Galli è intervenuto con una lettera aperta. «Il crocifisso in aula o la benedizione nei corridoi di una scuola - scrive Galli - non sono perciò un’imposizione per nessuno, ma semplicemente la sottolineatura che la nostra cultura europea, anche nella sua accezione più profondamente laica, è permeata dai valori, non solo religiosi, ma soprattutto umani e sociali del cristianesimo. [...] anche il più accanito laico, ateo europeo, nei suoi comportamenti quotidiani è spontaneamente cristiano, al di là di quello che lui per primo possa credere». La lettera di Galli contiene anche alcuni riferimenti critici alla situazione della libertà religiosa nei paesi islamici e sottolinea come «la Lega ha sempre sostenuto con convinzione» le tesi favorevoli alla "tradizione cristiana" come presidio nei luoghi pubblici, «anche davanti allo scherno di alcuni schieramenti politici e intellettuali del nostro Paese».
    Ultima modifica di Leghista; 30-12-10 alle 09:32

  6. #76
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    Boh, quindi?


    Non ti ho parlato di Pippo, Pluto e Paperino o del cuggino del mio cuggino, ma di protagonisti di quel periodo storico che tu hai - volutamente o meno, non m'interessa - omesso. Dimentichi l'eroica resistenza di Anzio, Nettuno e di Roma: come mai? La guerra civile coinvolse solo una parte minoritaria della popolazione italiana, che era per lo più indifferente e solamente desiderosa di vedere la fine della guerra. Questo non lo dice il sottoscritto, ma Renzo De Felice, di certo non un cretino qualsiasi in materia.



    Anch'io. Sono però altrettanto convinto che l'immigrazione - oggi - sia una priorità perchè mette in discussione la sopravvivenza fisica dei popoli europei - tutti, nessun escluso - in quanto tali. Perciò, nessuno (o quanto meno non il sottoscritto) nega che lo status quo sia tutt'altro che giusto. Ci sono però delle priorità di fronte alle quali ogni divisione deve venir meno.

    Mi chiedo cosa ce ne possa fregare del mondialista Cameron o di Moody's, sinceramente.

    Benissimo, peccato però che - forse - ai fini della difesa di quel che rimane della civiltà cristiana europea la lotta contro l'ultimo che hai citato sia leggermente più urgente ed incalzante.


    La realtà di oggi però vede tutti uniti sotto la Repubblica Italiana.
    La Lega Nord, molto pragmaticamente, sta al governo cercando di portare avanti federalismo, lotta all'immigrazione selvaggia e difesa della sicurezza dei cittadini. Altri invece preferiscono fare i voli pindarici sul Regno delle Due Sicilie.
    Quando i padani avranno l'AUTOGOVERNO, potranno allontanare benissimo gli islamici, e pure altri mascalzoni........:giagia:
    Ultima modifica di Leghista; 30-12-10 alle 09:35

  7. #77
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    L’islam non è solo una religione, ma politica di dominio

    L’islam non è solo una religione, ma politica di dominio | L'altra Campana

    Il principio della comunità islamica, chiamata umma, è che non ha geografia. Deve imporre la sua legge dappertutto dove vive e dove ha la possibilità di farlo. Inizia a logorare tranquillamente le nostre sensibilità e le nostre leggi alla base, al quotidiano : cediamo sullo sgozzamento rituale degli animali, non ci indigniamo neanche più quando una ragazzina di banlieue è bruciata viva dai suoi fratelli o cugini perché andata a letto con un infedele, allineiamo il menu delle nostre mense scolastiche sulle prescrizioni rituali di una dottrina importata. Di fronte ai costumi dell’islam ci allineiamo, prima ancora che abbiano iniziato a porre veramente problemi.

    Mentre noi pensiamo solo alle nostre pensioni, alle nostre ferie e assicurazioni, il mondo musulmano produce eserciti di combattenti, uomo e donna, pronti a sacrificare le loro vita come bombe umane e nella guerra.
    Perché nell’islam, bisogna rendere a Dio cio che è di Cesare. È il proprio della teocrazia.


    Con queste parole di Oskar Freysinger, deputato svizzero all’origine del referendum sulla costruzione dei minareti e il rimpatrio degli stranieri criminali, ha raggiunto l’apice sabato 18 dicembre 2010 il convegno internazionale tenutosi a Parigi, con lo scopo di denunciare la realtà e i pericoli dell’islamizzazione del continente europeo.

    Nonostante le numerose richieste di interdizione – sicuramente in nome della democrazia – è stato un vero successo con la presenza di ventidue pertinenti esponenti, più di mille partecipanti , centinaia di migliaia di auditori online, e grandi media internazionali (noteremo la presenza di Al Jazzera e Al Arabia).

    La riuscita dell’operazione – organizzata dal Bloc Identitaire e Risposte Laique – è stata nella forza di raduno : dalla Russia all’America passando da numerosi Stati Europei, sono di tutti gli orizzonti politici gli oratori ad avere preso la parola.

    Attraverso la lettura degli argomenti trattati ci si rende conto della ricchezza e della diversità degli interventi : “L’incompatibilità tra la democrazia e le leggi islamiche” ; “Considerare l’islam solo come una religione : una trappola mortale” ; “Perché le forze di sinistra danno il cambio all’offensiva islamica?” ; “L’-islam è diverso da islamismo?” ; “L’offensiva dell’islam nelle imprese” o ancora “il velo contro il diritto delle donne”…

    L’unione al quanto eteroclita dei trentadue partiti, organizzazioni, e siti d’informazione sostenitori dell’iniziativa, ha prodotto un manifesto, che si vuole atto fondatore.
    Esso insorge contro il proselitismo islamico in Europa, e invita tutti i popoli del vecchio continente ad iniziare un movimento di opposizione a questo totalitarismo oscurantista in particolare attraverso la difesa della libera espressione ; la creazioni di associazioni, reti, e di un’unione di resistenza che metta da parte le divergenze per questo comune scopo.

    “Di fronte all’islamizzazione dell’Europa riaffermiamo il nostro indefettibile attaccamento alla nostra civiltà plurimillenaria, ai suoi valori, e alle sue tradizioni.”

    Audrey D’Aguanno
    Ultima modifica di Leghista; 30-12-10 alle 11:32

  8. #78
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    Boh, quindi?
    Quindi tu non sei padano.
    Non ti ho parlato di Pippo, Pluto e Paperino o del cuggino del mio cuggino, ma di protagonisti di quel periodo storico che tu hai - volutamente o meno, non m'interessa - omesso.
    Li ho omessi perchè totalmente irrilevanti in relazione al mio discorso.
    Dimentichi l'eroica resistenza di Anzio, Nettuno e di Roma: come mai?
    Perché la resistenza agli angloamericani sbarcati ad Anzio la hanno fatta sostanzialmente i tedeschi: sono loro che hanno tenuto il fronte di Anzio per cinque mesi. L’eroico, ma poco militarmente rilevante contributo apportato dagli italiani, è consistito nell’impiego di truppe speciali quali paracadutisti e marò, per niente rappresentative del territorio nel quale si combatteva. Cosa ben diversa sarebbe stata se avessero contribuito significativamente ai combattimenti, ad esempio, decine di migliaia di soldati o di camicie nere laziali, o se vi fosse stata, dall’altra parte, una partecipazione significativa da parte delle resistenza laziale. In realtà i “resistenti”…se ne stavano chiusi nei conventi e nelle cantine, e l’unico contributo significativo da essi apportato è consistito nel criminale attentato di via Rasella, che ha colpito un battaglione formato da italiani sudtirolesi(italiani, beninteso, perché l’Itaglia, in nome del principio della nazionalità…..alla fine della prima guerra mondiale aveva preteso di annettersi territori popolati da non italiani…) ha ucciso un bambino che si trovava per strada (nessuno ne parla mai, perché potrebbe macchiare il niveo volto della resistenza…) e ha provocato l’eccidio delle Fosse Ardeatine.
    Tirando in ballo la difesa di Roma ti tiri pure la zappa sui piedi, perché non puoi non conoscere un celebre scritto di Mario Tedeschi, del Barbarigo, assai significativo per giudicare rettamente Roma e i romani:
    “Roma era stata per mesi alle nostre spalle, muta ed ostile. Ma, al fronte, questo era permesso anche ignorarlo. La gente, quando alla sera si chiudeva nelle case e spegneva le luci, tendeva l'orecchio ai tonfi lontani, dove eravamo noi, e cercava di capire. Capire quanto avremmo resistito ancora, perché soltanto questo importava. Per quanto tempo la città avrebbe dovuto continuare a sopportare una difesa che non voleva. Più i tonfi erano vicini, forti e continui, più la gente era lieta. Lieta della sua viltà, fra le pareti calde e le finestre ben chiuse, unita nel desiderio di cibo, che la spingeva a contare con gioia i nostri morti; non tanto per odio, quanto perché essi erano l'indice più sicuro della progressiva paralisi nostra. Roma non ci odiava né ci amava: voleva soltanto che ce ne andassimo, per poter finalmente ritrovare le "abboffate". Del resto, era pur sempre la città che pochi mesi prima, il 25 luglio del 1943, aveva salutato la caduta del fascismo inalberando cartelli con la scritta "Viva Badoglio che ci dà l'olio". Ideologie, onore militare, amor patrio, come dicono a Roma "nun sò cose che se magneno". Così era andata, ripeto, e nessuno di noi, lontano, se n'era reso conto veramente.”
    “La città accolse distratta e indifferente la nostra banda cenciosa e sporca, come sempre quando i soldati vengono dalla battaglia. Se tutti quei partigiani antifascisti di cui negli anni successivi si è tanto favoleggiato fossero esistiti veramente, avrebbero potuto attaccarci e, forse, anche sopraffarci. Ma non si vide nessuno. La città era calma, i tram circolavano; Roma pensava ad altro. Pensava a quelli che ormai stavano arrivando, ragionava obbedendo alle spinte dei ventri vuoti e della paura continua.”
    “Arrivammo a Maridist e trovammo la caserma già invasa da civili che stavano rubando tutto il possibile. Nella furia del saccheggio uno di loro era stato addirittura spinto giù dalle scale ed era morto; chissà se saranno riusciti a farlo passare per caduto in guerra e far avere ai suoi una pensione. Sparammo qualche colpo in aria e i saccheggiatori scapparono, ma senza allontanarsi troppo; rimasero nei pressi, come corvi, in attesa di poter ricominciare. Sapevano che dovevamo andarcene, e presto.”
    “Dall'alto delle macchine urlammo loro le ingiurie più oscene che mai soldati abbiano gridato, sbattendole su quei visi pallidi, che non volevano guardarci. Tutti urlammo e imprecammo, contro loro e le loro madri, e odiammo Roma con tutte le nostre forze...”
    Ecco, questo erano Roma e i romani, nel giugno del 1944.
    Nel giugno del 1944, al Nord, i resistenti cominciavano a inaugurare le varie repubbliche partigiane (frutto dell’organizzazione logistica e delle battaglie svoltesi già nei mesi precedenti) che poi furono riconquistate con aspri combattimenti e rastrellamenti dai soldati della Repubblica Sociale (in un celebre discorso Mussolini disse: “Difenderemo con le unghie e con i denti la Valle del Po!”).
    La guerra civile coinvolse solo una parte minoritaria della popolazione italiana
    Per giudicare una popolazione non bisogna guardare alle masse, spesso passive, ma alle minoranze attive. Se no si ragiona come quelli che dicono che non esistono gli eroi o i geni, perché anche gli eroi e i geni devono mangiare, bere, pisciare e defecare. Si dice che nessun uomo è grande per il suo servitore(che lo conosce nella sua quotidianità e nei suoi momenti di debolezza), ma resta il fatto che il grande uomo rimane un grande uomo, e il servitore un servitore. Per rilevare le differenze, sia tra gli uomini, sia tra i popoli, non bisogna guardare in basso, ma in alto. Bisogna verificare se, in determinate situazioni, le minoranze attive e rappresentative svolgono il compito loro proprio, oppure se precipiatano al livello comune alla massa.
    La guerra civile combattuta a lungo al Nord (segno della tipica serietà padana nel costruire da sé il proprio destino, e nel perseguire le proprie idee e i propri ideali lottando e rischiando la vita, da una parte e dall’altra) fa da contrappunto a ciò che è accaduto al centro-sud, dove prevaleva l’”attendismo”, il “tiriamo a campare” in attesa della fine della guerra, il rimettersi unicamente ai “liberatori”, lo sbracamento civile(le pagine di Malaparte su Napoli, ne “La pelle”, valgono più di cento saggi…).
    Solo nel Nord si sono verificati fenomeni cospicui di volontariato bellico, da una parte e dall’altra della barricata, solo nel Nord si sono verificati veri episodi di carattere bellico tra gli uni e gli altri, solo nel Nord vi sono stati episodi di occupazioni di territori da parte dei partigiani, le cosiddette repubbliche partigiane, durati a volte settimane, a volte mesi, seguiti da una riconquista cruenta da parte dell’autorità della Repubblica Sociale, solo nel Nord, insomma, è stata combattuta seriamente e prolungatamente una vera guerra civile, che ha coinvolto centinaia di migliaia di persone.
    Sembra quasi tu non abbia mai sentito parlare del celebre “vento del Nord”, cioè della richiesta, da parte delle sinistre, di imporre riforme politiche e sociali “progressiste” non in base a elezioni democratiche, ma sulla base della guerra partigiana, da loro egemonizzata, e che era stata veramente e continuamente combattuta solo al Nord, e non nel Centro e nel Sud.
    E sembra persino che tu non conosca le vicende riguardanti i massacri compiuti nel dopoguerra dai partigiani nel Nord, e che avvennero praticamente solo nel Nord, perché solo nel Nord si era combattuta una vera e dura guerra civile.
    http://forum.politicainrete.net/1729845-post13.html
    La Guerra Civile è solo una delle innumerevoli vicende storiche che manifestano in maniera chiara e evidente la diversità assoluta tra il Nord e il Sud.
    Mi chiedo cosa ce ne possa fregare del mondialista Cameron o di Moody's, sinceramente.
    Sinceramente, di fronte ad affermazioni come queste, mi cascano le braccia (e non solo quelle…).
    Se si argomenta sul fatto che, quanto a ricchezza e produttività, uno Stato padano indipendente si collocherebbe tra le maggiori potenze internazionali, è logico fare riferimento a una società che esegue professionalmente ricerche finanziarie ed analisi su attività commerciali e economiche statali, anche attraverso la diffusione di appositi rating. Che poi il rating della Lombardia sia migliore di quello dell’Italia per me è del tutto normale, mentre sembra sia per te fonte di profonda meraviglia…
    Riguardo a Cameron, può essere più o meno simpatico, ma, piaccia o non piaccia, è il primo ministro britannico, e io trovo significativo che un suo rappresentante dichiari che la Regione Lombardia, per il suo modello economico-sociale, è vista dal governo inglese come un esempio e uno stimolo per tutta l’Europa.
    Anche perché gli inglesi sono tradizionalmente avari di complimenti nei confronti degli altri in generale, e degli italiani in particolare…
    La realtà di oggi però vede tutti uniti sotto la Repubblica Italiana.
    Le realtà bieche e incubose di oggi possono dissolversi domani…
    La Lega Nord, molto pragmaticamente, sta al governo cercando di portare avanti federalismo, lotta all'immigrazione selvaggia e difesa della sicurezza dei cittadini.
    ….e il conseguimento dell'indipendenza della Padania, come da Statuto.

  9. #79
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    Citazione Originariamente Scritto da Giò91 Visualizza Messaggio
    Anche la società dei consumi, il mondialismo, la globalizzazione, il laicismo, l'illuminismo, il liberalismo, il costituzionalismo, il pensiero unico liberaldemocratico, il protestantesimo luterano, il calvinismo, il sensismo, ecc. ecc. sono prodotti della civiltà euro-occidentale.
    Esatto, come le mafie sono un prodotto della (in)civiltà meridionale….
    Non per questo schifo la civiltà europea occidentale o ritengo che questi ne siano la piena espressione o la migliore espressione o un'espressione rappresentativa della sua essenza, quanto se mai diversi aspetti della sua (inevitabile?) decadenza spirituale, morale e culturale.
    Ma la decadenza della civiltà occidentale è figlia della civiltà occidentale, come le mafie sono figlie della (in)civiltà meridionale, e gli effetti negativi della civiltà occidentale vanno addebitati alla civiltà occidentale, come gli effetti negativi delle mafie vanno addebitati alla (in)civiltà meridionale.
    Invece i meridionali(o i meridionalisti come te…)non vogliono riconoscere la figliolanza e la responsabilità del meridione nella nascita, nello sviluppo, nell’incancrenirsi, nel diffondersi della peste mafiosa.
    Non solo, certi meridionali addirittura mordono la mano padana che cerca di aiutarli, associandosi alle demenzialità di Saviano, che descrive la Lega come connivente con la mafia, mentre nessun esponente leghista è mai stato condannato per reati mafiosi, e Maroni sta assestando colpi tremendi alla mafia (come i padani Mussolini e Mori prima di lui…).
    E’ tutta una questione di mentalità profondamente diversa tra Nord e Sud. Una mentalità che si può facilmente riscontrare persino in questa piccola realtà virtuale, dove c’è chi dice di desiderare l’indipendenza del Sud….ma solo se la fatica di realizzarla la fa il Nord…
    E’ una mentalità feudale deteriore liberamente voluta e accettata, quella mentalità che porta a baciare la mano(e non solo…) del capobastone di turno, o che porta, nell’incapacità di reggere un leale confronto dialettico, a chiagnere e invocare i potenti locali, o a nascondersi sotto le capaci gonne della maestra di turno…
    Dubito che in Russia, ad esempio, la mafia si sia diffusa tramite l'immigrazione siciliana.
    Dubito che in Russia si sia verificata una immigrazione siciliana significativa…
    Ma anche in questo caso ti tiri la zappa sui piedi. Infatti è vero che si definiscono come “mafia” tutti i fenomeni criminali organizzati che somigliano alle mafie meridionali, pur essendone apparentemente autonomi(ad esempio in Giappone la jazuka locale è conosciuta come la mafia giapponese). Il fatto è che questo dimostra, da un lato, che in alcuni casi ci sono gruppi criminali che hanno tratto malefica ispirazione dall’esempio mafioso meridionale, dall’altro che il nome mafia è diventato un marchio conosciuto in tutto il mondo, come la Coca-cola. Con il piccolo particolare che è il marchio che designa un male assoluto, un male assoluto originato dal Sud….
    Quello che è significativo, invece, è che Gennariello e Turiddu sono mafiosi, Ivan è mafioso, Jack è mafioso, Hidetoshi è mafioso….ma Ambrogio e Bepi non sono mafiosi, sono refrattari alla mafia, e combattono la mafia, anche se poi ricevono gli insulti…di Gennariello e Turiddu!

  10. #80
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    Predefinito Rif: Eurabia

    Citazione Originariamente Scritto da Erlembaldo Visualizza Messaggio
    Quindi tu non sei padano.
    Poco me ne frega delle patenti altrui: il sangue non è acqua.

    Li ho omessi perchè totalmente irrilevanti in relazione al mio discorso.
    Li hai omessi perchè non confermano la tua tesi sull'Herrenvolk padano vs. Uentermenschen centro-meridionali.


    Perché la resistenza agli angloamericani sbarcati ad Anzio la hanno fatta sostanzialmente i tedeschi: sono loro che hanno tenuto il fronte di Anzio per cinque mesi. L’eroico, ma poco militarmente rilevante contributo apportato dagli italiani, è consistito nell’impiego di truppe speciali quali paracadutisti e marò, per niente rappresentative del territorio nel quale si combatteva. Cosa ben diversa sarebbe stata se avessero contribuito significativamente ai combattimenti, ad esempio, decine di migliaia di soldati o di camicie nere laziali, o se vi fosse stata, dall’altra parte, una partecipazione significativa da parte delle resistenza laziale. In realtà i “resistenti”…se ne stavano chiusi nei conventi e nelle cantine, e l’unico contributo significativo da essi apportato è consistito nel criminale attentato di via Rasella, che ha colpito un battaglione formato da italiani sudtirolesi(italiani, beninteso, perché l’Itaglia, in nome del principio della nazionalità…..alla fine della prima guerra mondiale aveva preteso di annettersi territori popolati da non italiani…) ha ucciso un bambino che si trovava per strada (nessuno ne parla mai, perché potrebbe macchiare il niveo volto della resistenza…) e ha provocato l’eccidio delle Fosse Ardeatine.
    Tirando in ballo la difesa di Roma ti tiri pure la zappa sui piedi, perché non puoi non conoscere un celebre scritto di Mario Tedeschi, del Barbarigo, assai significativo per giudicare rettamente Roma e i romani:
    “Roma era stata per mesi alle nostre spalle, muta ed ostile. Ma, al fronte, questo era permesso anche ignorarlo. La gente, quando alla sera si chiudeva nelle case e spegneva le luci, tendeva l'orecchio ai tonfi lontani, dove eravamo noi, e cercava di capire. Capire quanto avremmo resistito ancora, perché soltanto questo importava. Per quanto tempo la città avrebbe dovuto continuare a sopportare una difesa che non voleva. Più i tonfi erano vicini, forti e continui, più la gente era lieta. Lieta della sua viltà, fra le pareti calde e le finestre ben chiuse, unita nel desiderio di cibo, che la spingeva a contare con gioia i nostri morti; non tanto per odio, quanto perché essi erano l'indice più sicuro della progressiva paralisi nostra. Roma non ci odiava né ci amava: voleva soltanto che ce ne andassimo, per poter finalmente ritrovare le "abboffate". Del resto, era pur sempre la città che pochi mesi prima, il 25 luglio del 1943, aveva salutato la caduta del fascismo inalberando cartelli con la scritta "Viva Badoglio che ci dà l'olio". Ideologie, onore militare, amor patrio, come dicono a Roma "nun sò cose che se magneno". Così era andata, ripeto, e nessuno di noi, lontano, se n'era reso conto veramente.”
    “La città accolse distratta e indifferente la nostra banda cenciosa e sporca, come sempre quando i soldati vengono dalla battaglia. Se tutti quei partigiani antifascisti di cui negli anni successivi si è tanto favoleggiato fossero esistiti veramente, avrebbero potuto attaccarci e, forse, anche sopraffarci. Ma non si vide nessuno. La città era calma, i tram circolavano; Roma pensava ad altro. Pensava a quelli che ormai stavano arrivando, ragionava obbedendo alle spinte dei ventri vuoti e della paura continua.”
    “Arrivammo a Maridist e trovammo la caserma già invasa da civili che stavano rubando tutto il possibile. Nella furia del saccheggio uno di loro era stato addirittura spinto giù dalle scale ed era morto; chissà se saranno riusciti a farlo passare per caduto in guerra e far avere ai suoi una pensione. Sparammo qualche colpo in aria e i saccheggiatori scapparono, ma senza allontanarsi troppo; rimasero nei pressi, come corvi, in attesa di poter ricominciare. Sapevano che dovevamo andarcene, e presto.”
    “Dall'alto delle macchine urlammo loro le ingiurie più oscene che mai soldati abbiano gridato, sbattendole su quei visi pallidi, che non volevano guardarci. Tutti urlammo e imprecammo, contro loro e le loro madri, e odiammo Roma con tutte le nostre forze...”
    Ecco, questo erano Roma e i romani, nel giugno del 1944.
    Nel giugno del 1944, al Nord, i resistenti cominciavano a inaugurare le varie repubbliche partigiane (frutto dell’organizzazione logistica e delle battaglie svoltesi già nei mesi precedenti) che poi furono riconquistate con aspri combattimenti e rastrellamenti dai soldati della Repubblica Sociale (in un celebre discorso Mussolini disse: “Difenderemo con le unghie e con i denti la Valle del Po!”).
    Mi pare normale che gran parte resistenza sul fronte di Anzio e Nettuno sia stata tedesca, dato che numericamente parlando l'esercito tedesco non era paragonabile a quel poco che rimaneva di un esercito italiano completamente e totalmente allo sbando!
    La Decima Flottiglia Mas e la legione italiana delle Waffen SS furono impiegate in gran numero per i loro effettivi ed è sui fronti di Anzio e Nettuno che le loro gesta trovarono ammirazione e lodi. Fu lì che nacque la fama del coraggio delle legioni di Salò! Riguardo a quel che riporti di Mario Tedeschi non ti dò torto, ma quelle sono le reazioni del popolino che, come già ti ho detto, era in gran parte indifferente di fronte alla guerra civile e desideroso unicamente di vedere la fine della guerra: atteggiamento che si riscontrò anche in altre città italiane "liberate". Del resto, la vergogna di Piazzale Loreto avvenne a Milano, non al Sud. Comunque a Roma, in molti quartieri, al momento dell'ingresso degli anglo-americani in città, vi furono non pochi atti di resistenza.

    Per giudicare una popolazione non bisogna guardare alle masse, spesso passive, ma alle minoranze attive. Se no si ragiona come quelli che dicono che non esistono gli eroi o i geni, perché anche gli eroi e i geni devono mangiare, bere, pisciare e defecare. Si dice che nessun uomo è grande per il suo servitore(che lo conosce nella sua quotidianità e nei suoi momenti di debolezza), ma resta il fatto che il grande uomo rimane un grande uomo, e il servitore un servitore. Per rilevare le differenze, sia tra gli uomini, sia tra i popoli, non bisogna guardare in basso, ma in alto. Bisogna verificare se, in determinate situazioni, le minoranze attive e rappresentative svolgono il compito loro proprio, oppure se precipiatano al livello comune alla massa.
    La guerra civile combattuta a lungo al Nord (segno della tipica serietà padana nel costruire da sé il proprio destino, e nel perseguire le proprie idee e i propri ideali lottando e rischiando la vita, da una parte e dall’altra) fa da contrappunto a ciò che è accaduto al centro-sud, dove prevaleva l’”attendismo”, il “tiriamo a campare” in attesa della fine della guerra, il rimettersi unicamente ai “liberatori”, lo sbracamento civile(le pagine di Malaparte su Napoli, ne “La pelle”, valgono più di cento saggi…).
    Solo nel Nord si sono verificati fenomeni cospicui di volontariato bellico, da una parte e dall’altra della barricata, solo nel Nord si sono verificati veri episodi di carattere bellico tra gli uni e gli altri, solo nel Nord vi sono stati episodi di occupazioni di territori da parte dei partigiani, le cosiddette repubbliche partigiane, durati a volte settimane, a volte mesi, seguiti da una riconquista cruenta da parte dell’autorità della Repubblica Sociale, solo nel Nord, insomma, è stata combattuta seriamente e prolungatamente una vera guerra civile, che ha coinvolto centinaia di migliaia di persone.
    Sembra quasi tu non abbia mai sentito parlare del celebre “vento del Nord”, cioè della richiesta, da parte delle sinistre, di imporre riforme politiche e sociali “progressiste” non in base a elezioni democratiche, ma sulla base della guerra partigiana, da loro egemonizzata, e che era stata veramente e continuamente combattuta solo al Nord, e non nel Centro e nel Sud.
    E sembra persino che tu non conosca le vicende riguardanti i massacri compiuti nel dopoguerra dai partigiani nel Nord, e che avvennero praticamente solo nel Nord, perché solo nel Nord si era combattuta una vera e dura guerra civile.
    http://forum.politicainrete.net/1729845-post13.html
    La Guerra Civile è solo una delle innumerevoli vicende storiche che manifestano in maniera chiara e evidente la diversità assoluta tra il Nord e il Sud.
    Se la guerra civile si è concentrata al Nord e non al Sud, non fu per chissà quali motivi d'ordine etnico-culturale, ma per un motivo molto più semplice: gli americani sbarcarono in Sicilia e risalirono la penisola da Sud e al Nord era più semplice, per la Germania, controllare il territorio, dato che il Reich aveva raggiunto un'estensione tale da comprendere, come ben sai, a partire dal 1938, anche l'Austria, che è ad un passo dall'Italia settentrionale.
    Per gli anglo-americani era obiettivamente molto più facile sbarcare a Salerno o prima ancora in Sicilia anziché a Venezia o a Genova, non ti pare?
    Sono d'accordo con te quando dici che sono le 'minoranze attive' a fare la storia e non la massa. A maggior ragione però devi ammettere che tale "indifferenza" di massa, di cui parlava De Felice, valeva sia per il Nord che per il Sud, così come per il Centro. In più aggiungiamoci il fatto che - come dimostra questo libro librad.com :: italia | SS Italiane. Il Nostro Onore Si Chiama Fedeltà - il nucleo 'tosto' delle SS italiane era composto da molti meridionali (la cosa risulta visibile ad occhio leggendo i cognomi).
    Nel periodo compreso fra il 1940 e il 1945 quella napoletana fu la quarta provincia italiana per numero di caduti. Le prime tre furono, nell'ordine, Milano, Cuneo e Udine, ma tutte e tre - va ricordato - all'epoca avevano un'estenesione territoriale maggiore di quella attuale (la provincia di Udine comprendeva gran parte dell'attuale provincia di Gorizia e di Pordenone ed inoltre era un tipico luogo di reclutamento alpino). Questi dati li puoi verificare nel libro Ufficiali e Soldati di Rochat (Gaspari Editore). A ciò vi si aggiunga il fenomeno della resistenza fascista meridionale su cui non mancano numerosi scritti: "Fascisti senza Mussolini" di Parlato parla del ruolo dei residui nuclei di resistenza nell'immediato dopoguerra, così come della genesi di questi stessi gruppi di sabotatori. A ciò si aggiungano:
    - http://www.teleradiostella.it/it/ric...-il-golfo.html (sui napoletani nella R.S.I.)
    - '+' (sulla resistenza fascista al Sud)
    - NEL SUD ITALIA INVASO DAL NEMICO (sempre sulla resistenza fascista nel Sud Italia)
    - RESISTENZA NEL SUD ITALIA (anche questo sulla resistenza fascista nel Mezzogiorno)
    - RESISTENZA? RESISTENZA! LA RESISTENZA NEL SUD ITALIA (su Mezzogiorno e fascismo clandestino)
    Inoltre, vorrei correggerti nel post scritto e linkato da te: la bandiera della Repubblica Sociale Italiana non è quella da te postata, ma il tricolore semplice (quello attuale). Quella da te postata fu la bandiera delle FF. AA. della RSI a partire dal 6 Maggio 1944.


    Sinceramente, di fronte ad affermazioni come queste, mi cascano le braccia (e non solo quelle…).
    Se si argomenta sul fatto che, quanto a ricchezza e produttività, uno Stato padano indipendente si collocherebbe tra le maggiori potenze internazionali, è logico fare riferimento a una società che esegue professionalmente ricerche finanziarie ed analisi su attività commerciali e economiche statali, anche attraverso la diffusione di appositi rating. Che poi il rating della Lombardia sia migliore di quello dell’Italia per me è del tutto normale, mentre sembra sia per te fonte di profonda meraviglia…
    Riguardo a Cameron, può essere più o meno simpatico, ma, piaccia o non piaccia, è il primo ministro britannico, e io trovo significativo che un suo rappresentante dichiari che la Regione Lombardia, per il suo modello economico-sociale, è vista dal governo inglese come un esempio e uno stimolo per tutta l’Europa.
    Anche perché gli inglesi sono tradizionalmente avari di complimenti nei confronti degli altri in generale, e degli italiani in particolare…
    La mia era una battuta per dire semplicemente che non sempre la ricchezza e l'opulenza dimostrano l'efficacia della tenuta spirituale di un popolo. Sei cattolico, da quanto ho capito: comportati di conseguenza e non ragionare solo ed esclusivamente in termini materiali(stici).

    Le realtà bieche e incubose di oggi possono dissolversi domani…
    Certamente, ma si deve affrontare anche il presente.

    ….e il conseguimento dell'indipendenza della Padania, come da Statuto.
    Io vedo in esame i decreti sul federalismo fiscale, non sull'indipendenza della Padania.

 

 
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