



E giusto ad colorandum vale ricortdare quanto profeticamente indicava Pio XI, nell'enciclica Mortalium animos, del 6 gennaio 1928, con la quale condannava i tentativi ecumenici posti in essere, in ambito protestante, sin dal 1910 con la Conferenza universale delle società protestanti di missione. Da quella conferenza, che si tenne ad Edimburgo, prese vita la Conferenza internazionale missionaria che, nella riunione mondiale di Utrecht del 1938, concepì la crea-zione di un Consiglio ecumenico, che, però, fu istituito, dopo la guerra, nel 1948, ad Amsterdam, prendendo il nome di Consiglio ecumenico delle Chiese (CEC). Con tale consiglio, benché non faccia parte la Chiesa cattolica, tuttavia esistono buoni rapporti e frequenti incontri con essa.
Ecco quanto scriveva Pio XI:
… il frequente indire che fanno, con notevole intervento di persone, di congressi, riunioni, conferenze cui sono indifferentemente invitati a discutere infedeli di ogni gradazione e cristiani e perfino infelici apostati da Cristo che ne ripudiano con pertinace ostinazione la natura e missione divina. Simili tentativi non possono in nessun modo riscuotere l’approvazione dei cattolici, fondati come sono sul falso presupposto che tutte le religioni siano buone e lodevoli in quanto tutte, pur nella diversità dei modi, manifestano e significano ugualmente quel sentimento, a chiunque congenito, che ci rivolge a Dio e ci rende ossequienti nel riconoscimento del suo dominio. Teoria questa non solo erronea e ingannatrice, ma che attraverso una deformazione del vero concetto religioso con-duce insensibilmente chi la professa al naturalismo ed all’ateismo. È chiara quindi la conseguenza: aderendo ai fautori di tali teorie e tentativi ci si allontana del tutto dalla religione rivelata da Dio


Ultima modifica di Popolare; 09-01-11 alle 11:50
Antifascista, cattolico-democratico, contrario al principio "destro" di "limite e conservazione" e sostenitore del principio di "non appagamento", dunque, di centrosinistra!


Guarda, per tua informazione, la regola per vedere se vi è un cattolico o meno fu formulata secoli addietro da un celebre santo, S. Vincenzo di Lerino, in base al quale "Quod ubique, quod semper, quod ab omnibus creditum est": atteniamoci, cioè, a ciò che è stato creduto ovunque, sempre e da tutti.
Ora, è da vedere se quanto asserito dal VAT 2 sia stato creduto ovunque e sempre dalla Chiesa. E' questa la regola di fede da tenere a mente.
Se quel che dice il VAT 2 è stato creduto sempre ed ovunque nella Chiesa, allora, caro mio, avrai ragione; diversamente, avrà ragione l'amico Giò. Perché non fai questo semplice controllo e verifica? Hai forse paura?![]()


il controllo-verifica lo faccio col mio parroco tutte le volte che mi confesso, te e Gio avete qualche problema a riguardo? Io no, penso ne abbiano gli erogatori di patenti di cattolico presenti qua dentro.
Oggi gli atti degli apostoli dicevano questo: ""In verità sto rendendomi conto che Dio non fa preferenze di persone,
ma chi lo teme e pratica la giustizia, a qualunque popolo appartenga, è a lui accetto".
Antifascista, cattolico-democratico, contrario al principio "destro" di "limite e conservazione" e sostenitore del principio di "non appagamento", dunque, di centrosinistra!


Per quanto mi riguarda, nessun problema. Semmai il problema è tuo non mio, visto che riguarda la tua anima, non quella mia.hefico:
Comunque un appunto: il controllo-verifica che dicevo innanzi non lo si fa con la confessione, ma con lo studio. E' diverso l'ambito.hefico:
Caro, nessun erogatore. Semplicemente non si può credere A e B sotto il medesimo rispetto ed al medesimo tempo. Lo impedisce il principio di non contraddizione.Io no, penso ne abbiano gli erogatori di patenti di cattolico presenti qua dentro.
Oggi gli atti degli apostoli dicevano questo: ""In verità sto rendendomi conto che Dio non fa preferenze di persone, ma chi lo teme e pratica la giustizia, a qualunque popolo appartenga, è a lui accetto".
Quanto al testo degli Atti degli apostoli, beh .... hai estrapolato la frase dal suo contesto. Lì S. Pietro non dice che per Dio non c'è bisogno di credere qualsiasi cosa, ma che la salvezza p universale, ma presuppone sempre che si creda in Lui e ci si faccia battezzare. Insomma, la salvezza non è limitata - dice S. Pietro - ad una nazione o ad un'appartenenza etnica specifica (com'era ed è, ad es., nel giudaismo), ma è universale: la fede cristiana, cioè, è aperta a tutti gli uomini, senza distinzione di razza, popolo e lingua. Questo vuole dire e non già - come sembri intenderlo tu - che ogni uomo, a prescindere dalla sua fede, è accetto a Dio. Senza la fede, insegna la Lettera agli Ebrei, è impossibile piacere a Dio.hefico:




Antifascista, cattolico-democratico, contrario al principio "destro" di "limite e conservazione" e sostenitore del principio di "non appagamento", dunque, di centrosinistra!


Antifascista, cattolico-democratico, contrario al principio "destro" di "limite e conservazione" e sostenitore del principio di "non appagamento", dunque, di centrosinistra!

