







Ultima modifica di albertob; 08-01-11 alle 19:25






I danni non e' necessario che siano "terribili" (di fatto si sopravvive lo stesso), tuttavia ci sono, e li ho gia spiegati.
Se vuoi posso rispiegare in termini piu' teorici dicendoti che il motivo per il quale l'economia di mercato crea ricchezza sta proprio nella liberta' di impresa e nella liberta' di concludere scambi volontari, le cui condizioni sono cioe' definite e accettate autonomamente dalle parti in causa, e proprio per questro motivo risultano vantaggiosi per entrambi.
Nella pratica la liberta' di impresa si esplica attraverso le decisioni economiche (quantita', prezzi, orari, date, organizzazione, etc) dell'imprenditore, IN CONCORRENZA con le altre imprese ... decisioni che, proprio perche' libere e in concorrenza si concretizzano in scelte diverse dagli altri... per differenziarsi, per carpire nuovi clienti, o per offrire prezzi piu' bassi, o offrirli prima. (cioe' alla fine, per concludere piu' scambi)
Per dirla con Adam Smith, attraverso il perseguimento del proprio profitto, l'imprenditore beneficia i suoi clienti e la collettivita' intera.
Peraltro i concetti qui espressi sono gia' stata recepiti dalla legislazione proprio attraverso la creazione di un'authority che la concorrenza dovrebbe salvaguardarla...
Ora, una regola che impedisce l'esercizio della liberta' di impresa impedendo all'imprenditore di fare le scelte economiche che vorrebbe quando vorrebbe (come quella sui saldi) di fatto ostacola la conclusione di scambi volontari che in sua assenza si concluderebbero. E cio' basta a dire che la collettivita' ne ha un danno... e che la concorrenza viene distorta a favore di alcuni e a danno di altri. Punto.
Se poi vuoi continuare a renderti ridicolo dicendo che il danno non c'e' perche e' piccolo, fai pure.


Si chiama "scala di priorità".
Nonché "commensurabilità del danno".
E', al solito, un rapporto di costi-benefici.
Se il costo è ragionevole rispetto al beneficio, la cosa va bene.
C'è chi è talmente innamorato del mercato che vorrebbe sottomettervici qualunque cosa, e chi invece vuole avere il mercato al proprio servizio.
Ma d'altra parte, il mercato per il mercato è un dogma che molti non riescono a schiodarsi dalla testa.
Visto che lo citi: Smith, per la cronaca, quel dogma non ce l'aveva proprio.
In hoc Silvio vinces. ♥


"Quante persone ci sono in questa strada, un centinaio? Quante sono le persone intelligenti, sette, otto? Bene, io lavoro per le altre novantadue" Phineas Taylor Barnum
UE, mondo, futuro Michio Kaku:
https://www.youtube.com/watch?v=7NPC47qMJVg

