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Discussione: Le origini della crisi

  1. #141
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    Predefinito Rif: Le origini della crisi

    Citazione Originariamente Scritto da Feliks Visualizza Messaggio
    Codificazione che infatti non si è mai cagato nessuno.
    E infatti facevo notare che la toria della probabilità è finita per essere applicata a cio' che non puo' essere
    Ultima modifica di Phileas; 12-01-11 alle 17:30

  2. #142
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    Predefinito Rif: Le origini della crisi

    Citazione Originariamente Scritto da Phileas Visualizza Messaggio
    E infatti facevo notare che la toria della probabilità è finita per essere applicata a cio' che non puo' essere
    Ah sì dimenticavo che può essere applicata solo alle "scienze esatte" (che non sono mai esistite)

  3. #143
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    Predefinito Rif: Le origini della crisi

    Citazione Originariamente Scritto da Feliks Visualizza Messaggio
    Ah sì dimenticavo che può essere applicata solo alle "scienze esatte" (che non sono mai esistite)
    Ovviamente non è questa l'obiezione che peraltro denota ancora una volta che non sai proprio dicosa parli

  4. #144
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    Predefinito Rif: Le origini della crisi

    Citazione Originariamente Scritto da Phileas Visualizza Messaggio
    Ovviamente non è questa l'obiezione che peraltro denota ancora una volta che non sai proprio dicosa parli
    Non lo sapete neanche voi.
    Anzi sì. Qualunque cosa che possa mettere in pericolo la tenuta delle fantasie su cui si fonda la vostra setta è verboten.

  5. #145
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    Predefinito Rif: Le origini della crisi

    Citazione Originariamente Scritto da Feliks Visualizza Messaggio
    Non lo sapete neanche voi.
    Anzi sì. Qualunque cosa che possa mettere in pericolo la tenuta delle fantasie su cui si fonda la vostra setta è verboten.
    Infatti basta leggersi il buon vecchio Richard il quale mise ordine in secoli di sviamenti

    Ma c'è un limite al patetico? Uno perfezione o codifica una teoria specificando a quali casi concreti puo' applicarsi in ragione dei suoi postulati. Un altro la prende la applica a quello che vuole lui, senza preoccuparsi delle assunzioni e poi vorrebbe pure aver ragione e non preoccuparsi nemmeno dei sistematici errori in cui incappa.
    Magari mischiando flogisto e relatività
    Ultima modifica di Phileas; 12-01-11 alle 17:59

  6. #146
    gufo
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    Predefinito Rif: Le origini della crisi

    Feliks invece c'è un vecchio libro di Frank Knight sulla differenza tra rischio e incertezza, appunto "Rischio, incertezza e profitto" che mi sembra interessante, mai sentito parlare?

  7. #147
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    Predefinito Rif: Le origini della crisi

    Citazione Originariamente Scritto da olivo Visualizza Messaggio
    Feliks invece c'è un vecchio libro di Frank Knight sulla differenza tra rischio e incertezza, appunto "Rischio, incertezza e profitto" che mi sembra interessante, mai sentito parlare?
    Magari si...ma per lui (e non solo) invece il futuro si puo' prevedere
    Ultima modifica di Phileas; 12-01-11 alle 18:09

  8. #148
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    Predefinito Rif: Le origini della crisi

    Citazione Originariamente Scritto da olivo Visualizza Messaggio
    Feliks invece c'è un vecchio libro di Frank Knight sulla differenza tra rischio e incertezza, appunto "Rischio, incertezza e profitto" che mi sembra interessante, mai sentito parlare?
    Sì che lo conosco.
    Solo che leggere i libri è un passatempo a cui potrò dedicarmi fra 20 anni.

  9. #149
    reietto estetico
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    Predefinito Rif: Le origini della crisi

    Citazione Originariamente Scritto da markk Visualizza Messaggio
    dove e come è iniziata l'attuale crisi economica? Cercando di ridurre il rischio, negli stati uniti. E come si è ridotto il rischio? Facendolo correre a tante altre persone, troppe si direbbe.

    [...]
    L'economista di Yale Robert Shiller sostiene che prendersela con i due Nobel non ha senso: loro hanno dato un posiitivo ontributo tecnico alla soluzione dei problemi. Non è colpa loro se le formule che hanno creato sono state male interpretate o male utilizzate. È come prendersela con Enrico Fermi perché le sue scoperte nel campo dell' atomo sono servite a costruire bombe devastanti, oltre che a produrre eletttricità nelle centrali nucleari.

    Sono le formule elaborate a partire dalla metà degli anni '70 - soprattutto al Mit di Boston - dagli economisti Robert Merton, Myron Scholes e Escher Black. Meccanismi che promettono, se non di cancellare il rischio, di valutarlo molto meglio e quindi di ridurlo. I banchieri diventano loro seguaci perché quei modelli matematici aprono agli istituti di credito nuove praterie, consentendo loro di sviluppare a dismisura il ricco business dei derivati; ma anche perché a daare credibilità a questi modelli arriva, nel 1997, il Nobel per Merton e Scholes (Black, nel frattempo è scomparso). Un premio assegnato
    ai due economisti. per «aver creato una nuova metodologia di valutazione dei rischi finanziari, utilizzata dalle banche per valutare i nuovi strumenti, ritagliarrli sui rischi dei clienti» e per «ridurre l'esposizione al rischio sui mercati». In realtà quegli schemi non sono affatto perfetti. O, almeeno, non vengono applicati alla perfezione. Se ne accorgono gli stessi Merton e Scholes quando, nell'estate del 1998, il Long Term Capital Management (LTCM), l'hedgefund creaato dai due premi Nobel insieme a John Meriwether, va alla deriva gravato da 4,5 miliardi di dollari di perdite. Fino a quando - a fine settembre - Alan Greenspan ne organizza il salvataggio dalla Fed spingendo un pool di banche a spendeere 3,6 miliardi di dollari per rilevarne il portafoglio.

    [...]
    Ma Paul Samuelson, 94enne decano del Mit, è molto meno tenero con i suoi discepoli: «La colpa di questa crisi è noostra, dell' America. Il disastro nasce a Wal Street e sono stati i nostri professori - alcuni miei allievi per dirla tutta - ad aver sviluppato le teorie sulla distribuzione del rischio che ci hannno portato a questa situazione. Tecnicamente erano corrette, ma non avevano tenuto conto dell'ingordigia del genere umaana». Samuelson si sente corresponsabile di quello che è accaaduto e prevede che «quando ci presenteremo alle porte del paradiso, San Pietro avrà molto da dire a quelli che hanno creato i mostri diabolici dell'ingegneria finanziaria. Anch'io, insieme ai miei colleghi del Mit, subirò un trattamento piutttosto rude».
    A coloro che sostengono che l'attuale reazione contro i derivati è eccessiva e che, se usati correttamente, questi contrattti sono molto utili (ad esempio i futures sul greggio servono alle compagnie aeree per garantirsi contro i rischi di oscillaazioni dei prezzi dei carburanti), Samuelson dà una risposta secca: «Swaps e derivati possono garantire una ragionevole suddivisione del rischio, è vero. Ma possono anche cancellare ogni principio di trasparenza. Ho collaborato per decenni con società non-profit sparse da New York alla California e con i loro capi. Beh, posso affermare con certezza che nessuuno di loro ha mai capito nulla delle formule di Black, Merton e Scholes. Credevano solo di sapere che i loro uffici erano stati improvvisamente invasi da nuovi, formidabili 'profit center'. Fonti di ricchezza immuni da ogni tipo di rischio: meglio dell' alchimia che, nelle fiabe, trasforma il letame in oro».

    [M. Gaggi - La Valanga - Dalla crisi americana alla recessione globale]

    P.s.: azz. ho dimenticato i tag.
    populismo da 4 soldi
    DEFORME AUTENTICO

  10. #150
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    Predefinito Rif: Le origini della crisi

    Citazione Originariamente Scritto da Feliks Visualizza Messaggio
    Sì che lo conosco.
    Solo che leggere i libri è un passatempo a cui potrò dedicarmi fra 20 anni.
    Behhh...almeno ora si spiegano molte cose
    Leggi solo i fondi di caffè

 

 
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