







«Giuro di essere fedele alla Repubblica italiana e al suo capo, di osservare lealmente le leggi dello Stato, e di adempire con coscienza i doveri inerenti al mio ufficio».
È la formula di rito che tutti i magistrati ordinari pronunciano al termine del tirocinio. Poi, però, se ne dimenticano quasi subito. Almeno a giudicare dalla banca dati della sezione disciplinare; saper dove mettere le mani, è una vera miniera d’oro. Dentro c’è di tutto.
Fare carriera!!!! ma siiiii, basta d'occhi-are il personaggio giusto
E di magistrati usciti da seno !!!! ci saranno sempre
Ultima modifica di flo; 16-02-11 alle 19:00
"Non seguire l'ombra, ma fa' che l'ombra segua te."
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Con tutti accenti strani che avette per me e o è sono uguali
La mia lingua e romeno




E via che si vogliono LEVARE le competenze agli organi preposti e poi si ha l'arroganza di parlare di procedure.
E cmq non vuoi proprio capire. La procura AVREBBE AVUTO L'OBBLIGO di fare quello SOLO se il reato evidenziato fosse un reato MINISTERIALE fatto nelle FUNZIONI di PdC. In altri casi NON ha questo obbligo, e nel caso specifico LA PROCURA sostiene, a torto o ragione....lo dirà la corte costituzionale, che NON sia un reato MINISTERIALE e che pertanto la competenza rimanga al tribunale ordinario.
Infine...e qui vorrei che ALMENO TE, visto che i vari politici del PDL se ne sono ben veduti dal rispondere, miri al tribunale dei ministri per farlo giudicare da questo o SOLO per giocare alla roulette del voto PARLAMENTARE per dare l'autorizzazione a procedere....non perchè qui continuiamo a menare il can per l'aia con sentenze di cassazione, teorie giurisprudenziali ardite, e similari E POI non si risponde alle più semplici e facili domande.
"La disperazione più grave che possa impadronirsi di una società è il dubbio che vivere onestamente sia inutile" (Corrado Alvaro)
È così che muore la libertà: sotto scroscianti applausi






Si discuteva su chi fosse la parte lesa e si avevano dei dubbi su Ruby che naturalmente ha tutti gli interessi a negare ora rapporti sessuali col premier visto che in cambio del suo silenzio ha avuto una valanga di denaro a milionate d'euro i giudici hanno risolto il problema dichiarando parte lesa anche il ministero degli interni

