La cosa interessante di queste rivolte è che colpiscono tutti senza distinzioni da Geddafi a Mubarak.
Vuol dire che è un fenomeno interno al mondo arabo e non colpi di mano pilotati da potenze straniere.
Speriamo per il bene.


La cosa interessante di queste rivolte è che colpiscono tutti senza distinzioni da Geddafi a Mubarak.
Vuol dire che è un fenomeno interno al mondo arabo e non colpi di mano pilotati da potenze straniere.
Speriamo per il bene.


Ultima modifica di Cesare; 22-02-11 alle 14:48
.


"Non abbiamo l'unione sociale ma solo quella economica e finanziaria. Finchè non capiamo questo, non capiremo perché i populisti hanno tanto successo!". Gabriele Zimmer
Gratteri: "L'Ue è una prateria per le mafie"




Intanto che c'erano gli americani (e i loro alleati) dietro si vedeva già dall'Egitto. Dalla Tunisia non si vedeva lo ammetto ma dall'Egitto si.
Continuamente interveniva Obama a dire che non sono loro che scelgono i leader dell'Egitto. Ma continuamente, eh!
Ma chi glielo ha chiesto?
Excusatio non petita accusatio manifesta! Dicevano già i romani... ma poi riflettendoci un poko il quadro, almeno per l'Egitto, era chiaro:
Un leader 82enne, malato di cancro, confinante di Israele, con estremisti islamici che continuamente davano forti segnali della loro presenza (ricordate l'attentato di Sharm qualche anno fa?). Cosa sarebbe successso se Mubarak fosse morto all'improvviso? Il figlio secondo voi sarebbe stato accettato da tutti a braccia aperte? E poi che facevamo un presidente erditario? Come la Corea del Nord? Come potevano gli americani giustificare una loro alleanza con un simile stato? probabilmente una simile transazione di potere avrebbe rinforzato gli estremisti islamici e dato ragione alla loro lotta ed eventualmente fomentato una rivoluzione di tipo khomeinista (iraniano) con il possibile instaurarsi di uno stato estremista islamico al confine di Israele. Invece notate che leggiadria questa rivoluzione... non uno che inneggiasse alla religione... non ce lo saremmo mai aspettato da uno stato che pochi giorni prima aveva visto le stragi dei copti... tutti in piazza pacificamente a chiedere un cambio di governo. Non la sharia ma solo un cambio di governo... addirittura inneggiando alla liberalità dell'esercito...
Gli unici che incitavano alla rivolta islamica (nei pochissimi comunicati trasmessi dalle televisioni arabe) erano proprio gli Iraniani che hanno visto rompersi nel loro paniere le uova che con tanta fatica avevano preparato da anni e che dovevano schiudersi alla morte di Mubarak.
Ma per farli stare zitti, oltre ad asservire le televisioni più autorevoli del mondo arabo (Al Jazira e Al Arabiha) e dell'occidente si è anche fomentato una piccola rivoluzioncina in Iran, tanto come monito per tenerli a bada (se ci fate caso ci sono anche loro tra gli stati colpiti dalle sommosse per ora "minori").
Venendo al lato pratico:
Fare una guerra contro l'Egitto sarebbe stato improponibile (forse Israele per via di Gaza avrebbe potuto ma difficile come via da percorrere e destabilizzante). Un colpo di stato sarebbe stata la soluzione più tradizionale (Bush avrebbe fatto probabimente così). Ma con un colpo da maestro il buon vecchio Zio Sam, sotto la guida di un asso come Obama (che fece un importantissimo discorso proprio in Egitto), ha trovato un modo molto più diplomatico di fare un colpo di stato. Basta cose alla Pinochet. Ci pensa la piazza al lavoro sporco ma di fatto ora è l'esercito che ha il controllo del paese. Cioè tecnicamente è comunque un colpo di stato solo che lo definirei un colpo di stato "democratico" o quantomeno popolare.
Pensavo fosse finita lì ma poi ho visto che anche lo Yemen era in rivolta... e improvvisamente tutto mi è stato chiaro... gli stati canaglia... gli Americani hanno acceso la miccia per provare a "conquistarli"... un po' come fecero, fortunosamente, nel 1989, ma questa volta in modo controllato... uno alla volta si ribellano... come mai?
Lo Yemen per altro... l'unico stato della penisola Arabica che è nemico degli Stati Uniti e dei suoi alleati Sauditi è stato il primo a insorgere al di fuori del Nord Africa.
Per il Bahrein ammetto che mi sfugge qualcosa... ma se si cerca bene secondo me si trova qualche rimando a qualche astio dinastico con i Sauditi.
E della Libia che dire?
Bhe era uno dei target principali... il primo in cui non giocano in casa. In Egitto e Tunisia, tuttosommato erano prove generali... era massa critica da incendiare per incendiare il mondo ma erano partite che si svolgevano già all'interno del loro blocco di controllo... non era guerra vera era un semplice cambio della guardia all'interno della stessa fazione già filo-americana.
Con lo Yemen e soprattutto la Libia si comincia a giocare fuori dal blocco di influenza americano... è guerra vera e vedere come andrà a finire è veramente un'incognita. La Libia ha pochi alleati e quindi è un tutti contro uno vedremo se faranno lo spezzatino per dividere zone di influenza diversa (io credo di no).
Io sono convinto che il big bang, l'obiettivo finale della strategia, è arrivare a fare la rivoluzione in Iran, perchè una guerra è impossibile (giudicando anche i disastrosi esiti e i costi di quelle in Afghanistan e Iraq) e quindi l'unico modo di stanarli e incendiare il mondo attorno a loro affinchè anche da loro si sparga l'incendio.
Comunque il LA alle rivolte lo danno sempre organizzazioni poco chiare, spesso piene di stranieri infiltrati e di veri e propri "partigiani" della rivoluzione che seppur non necessariamente stipendiati dall'occidente sono sicuramente da esso ben visti e spesso si candidano a prendere il potere subito dopo la sommossa.
Da tenere d'occhio anche la Siria... sta storia delle navi Iraniane puzza parecchio...
comunque anche Marocco e soprattutto Algeria secondo me sono in pole...


L'Iran non c'entra nulla con il popolo arabo, gli iraniani sono di etnia e religione diversa.
.


Piccolo off-topic: è vero che in Spagna il governo Zapatero ha fatto respingere i barconi libici sparando?
L'ha detto ieri sera una tipa del PDL a porta a porta. E' legittimo dubitarne per due buone ragioni, dunque...


Dubito che dopo la caduta di Gheddafi ci sia un' emigrazione verso i confini italici. Loro hanno petrolio e gas, mica sono come l'Egitto e la Tunisia che non hanno praticamente nulla.


Ferrara era comunista poi il comunismo è morto, allora è diventato Craxiano e Craxi è morto, poi è diventato Berlusconiano. PORTA SFIGA
(brunik - 25/09/2011)


la Libia senza una guida che rimpiazzi immediatamente Gheddafi è il disastro totale per l'Italia.
E' nostro preciso dovere intervenire. L'attendismo del governo è fuori dalla grazia di Dio in questo frangente.
Ci sono situazioni di emergenza umanitaria come questa in qui il paese confinante ed ex potenza coloniale, si fa carico di intervenire come capo-missione e chiede l'aiuto di altri paesi.
Tutti ci riconoscerebbero questo ruolo. Non possiamo continuare con questa inerzia a vuoto spinto solo perchè Berlusconi se ne frega di tutto e di tutti.
Qui si rischia grosso. La nostra immagine è già sputtanata. I Libici cominciano a montare l'odio verso di noi e loro sono i nostri vicini.
Ultima modifica di stefaboy; 22-02-11 alle 17:43
Ferrara era comunista poi il comunismo è morto, allora è diventato Craxiano e Craxi è morto, poi è diventato Berlusconiano. PORTA SFIGA
(brunik - 25/09/2011)