
Originariamente Scritto da
Palmuzz
Possibile che gli insorti stiano ricevendo assistenza dagli egiziani
Libia, la mini-guerra navale
tra i ribelli e i lealisti di Gheddafi
La Marina libica ha ampliato il suo intervento. Denunciati dagli oppositori attacchi contro i centri abitati
WASHINGTON – Il confronto tra ribelli e lealisti non avviene solo nel deserto ma anche sul mare. Una mini-guerra navale con mezzi ridotti e molta inventiva. Un’attività che a volte ha solo un valore simbolico – uno show di forza – ma che in altre è legata al conseguimento di obiettivi reali. All’inizio della crisi Gheddafi ha cercato di usare le navi per colpire Bengasi. Ma l’equipaggio di una fregata inviata a bombardare si è ammutinato e l’unità ha trovato rifugio a Malta. Successivamente le forze governative hanno condotto operazioni su piccola scala. Battelli veloci hanno sbarcato nuclei di soldati nel tentativo di sorprendere i ribelli a Ras Lanuf. In un’occasione i lealisti hanno impiegato un mercantile che, armato con razzi di fabbricazione russa, ha condotto una sortita. Con il progredire dell’avanzata verso Est, la Marina libica ha ampliato il suo intervento e sono stati denunciati dagli oppositori attacchi contro i centri abitati. Gli insorti hanno risposto con alcuni raid a bordo di motoscafi veloci armati di mitragliatrici e lanciagranate.
LA PETROLIERA - Nella giornata di mercoledì un gruppo di ribelli ha catturato una petroliera che doveva rifornire Tripoli e l’ha dirottata a Bengasi.
Nelle prossime ore potrebbero entrare in azione anche due o tre fregate che erano all’ancora nella città ribelle. Il comando degli insorti è riuscito probabilmente a mettere insieme gli equipaggi. Un altro risvolto navale riguarda il flusso di armamenti. È’ vero che c’è l’embargo ma come sempre si trova il modo per violarlo. Le notizie, a questo proposito, sono impossibili da verificare. Nei giorni scorsi si è parlato dell’arrivo di una nave turca a Tripoli con un carico di armi destinato al regime. Un secondo mercantile sarebbe partito da Latakia (Siria) con a bordo blindati, munizioni e forse militari pronti ad aiutare Gheddafi. Sia Ankara che Damasco hanno subito smentito. Fonti di intelligence ritengono che i lealisti continuino a ricevere aiuti militari per via aerea:
Bielorussia e Moldavia avrebbero garantito diverse spedizioni a bordo di grandi Ilyushin 76. Nel campo ribelle, invece,
è stato segnalata la presenza di una nave a Bengasi: a bordo armi pagate dalla Francia e donate alla rivoluzione. Ma l’indiscrezione non ha ricevuto alcuna conferma. È invece possibile che
gli insorti stiano ricevendo assistenza dagli egiziani. Un aiuto che avrebbe permesso di rimettere in servizio alcuni vecchi caccia ed elicotteri che erano stati catturati in una base aerea vicino a Bengasi.
Guido Olimpio
Libia, la mini-guerra navale tra i ribelli e i lealisti di Gheddafi - Corriere della Sera