



Credo che l'uso di un linguaggio più preciso , forse toglierebbe una certa suspence a chi ti legge, ma renderebbe estremamente più chiari i concetti che vuoi esprimere , togliendo inutili sofismi e considerazioni pseudomarzulliane.
Dato che siamo uomini che vivono sulla terra , pur provenendo dal Cielo e guardando ad esso come riferimento, il circolo vizioso di domande retoriche non toglie ed aggiunge nulla, ma bensì aumenta la confusione.
Non è tanto quindi cercare di pensare come se fossimo Dio il punto di partenza, visto che siamo essere creati e come tali limitati, giacchè la parte non può contenere il tutto.
Ma bensì visto che dal punto di vista Cristiano crediamo che Cristo come figlio di Dio ci abbia dato determinati riferimenti e determinate norme, di scrutare dentro di noi, e tentare di applicarle.
Qualsiasi riferimento al tempo di Dio riferito al tempo dell'uomo è quindi inutile ripetizione di concetti palesi, giacchè anche prendendo a misura l'uomo stesso mi rendo conto che anche un millennio non è tempo su cui si possa misurare il pensiero di un singolo uomo.
Il riferimento è alle Leggi. Se le Leggi provengono da Dio e se queste sono le Leggi che stabiliscano il patto tra noi e la Divinità , non v'è obbligo nell'accettarle , ma esse rimangono strumento imprescindibile e scevro di eccezioni ognuna per la salvezza, almeno per quel che concerne eventuali clausole modificabili dall'uomo.
Come dicevo veniamo dal Cielo e ad esso guardiamo.
Ma viviamo sulla Terra. E come residenti temporanei di questo mondo , dobbiamo anche pensare a cose più calate nella realtà del tangibile.
Ed il cortocircuito filosofico stile "la vita è un sogno o i sogni aiutano a vivere" sono solo inutile cortina fumogena, dato che stiamo parlando di mere relazioni causa-effetto che riguardano però la vita dei nostri figli.
Preferisco di no.


Per l'anima non nata si può solo sperare che Dio l'accolga da sé. Quanto alla reincarnazione, viene da chiedere perché in passato Dio abbia creato delle anime mentre adesso "ricicla" quelle vecchie.
Come sono state create le anime e perché vengono riciclate invece che create ex novo?
Se non è Dio a crearle, allora come nascono?
Se nascono dal nulla, non c'è motivo perché questa nascita dal nulla venga interrotta e costringa al riciclo di altre anime.
Quindi, invece che darle l'eternità divina le dà infinite vite sulla terra? Magra consolazione, anzi. Per le anime morte senza battesimo si può solo ben sperare che vadano in paradiso. E pregare per esse.
Ma tu non credi nell'anima, immagino, quindi non puoi farmi nessuno sgambetto.![]()
"Per tutto il pensiero occidentale, ignorare il suo Medioevo significa ignorare se stesso" - Étienne Gilson
"Se commettiamo ingiustizia, Dio ci lascerà senza musica" - Cassiodoro.




Bene. Anzi, direi molto bene.
Quali sono, dunque, le cose che non riesci ad interpretare leggendo la mia esposizione?
La mia affermazione in base alla quale una benchè minima ed infinitesimale cellula d'uomo già contiene in sè la possibilità di scegliere e di confrontare la propria dinamica di scelta con la realtà nella quale è contenuta?
Credere in ciò rende problematica la tenuta di qualche tuo limbo di pensiero?


Al di là dei simbolismi e dei parallelismi del caso, non credo si tratti, in fondo, di doversi far largo con armamenti a fuoco o con pompe ad acqua, con crocifissi e sacramenti, con scelte dissolute o con quanto, dunque, si può trarre come esempio dalla realtà più tangibile, come la chiami tu.
Ultima modifica di nomeutente; 07-02-11 alle 19:17


La contestazione non riguarda la mia impossibilità a capire, bensì un suggerimento ad usare un linguaggio meno fumoso ed ampolloso. Questione di opportunità.
Parere personale si intende.
Più che altro non si capisce (ma non credo sia mia incapacità di decifrazione) quale serie di dinamiche di scelte (proprie) può compiere l'embrione.
Preferisco di no.


Nell'affermare con convinzione che Dio non possa lasciar diffondere e riciclare il suo alito di vita anche negli altri esseri viventi c'andrei cauto.
Di pari modo c'andrei cauto nell'affermare che Dio, nel suo eterno e felice paradiso non abbia posto o modo per raccogliere in sè quelle "polveri luminose di vita", tratte da un breve passaggio di redenzione terrena.


Prima ancora di parlare di embrione, si sta cennando alla vita di cellule embrionali, invisibili all'occhio nudo.
Non c'è bisogno di attingere acqua dal profondo pozzo della conoscenza per capire che ad impartire dei canoni religiosi ad una cellula v'è molta difficoltà.
Al pari di come v'è difficoltà, per parlare del mondo tangibile e visibile, a battezzare un qualche embrione con una qualche sacra sonda.

