ma voi siete contro o a favore del divorzio? personalmente non capisco al giorno d'oggi come si possa essere contro


ma voi siete contro o a favore del divorzio? personalmente non capisco al giorno d'oggi come si possa essere contro




« Il Magisterium è ciò che occore alla gente. I suoi membri regolano le cose dicendo alla gente cosa fare. [...] Loro non dicono cosa fare in modo gretto e meschino. Loro dicono cosa fare in modo gentile, per tenere lontano i pericoli! »


Il divorzio
art.2382 Il Signore Gesù ha insistito sull'intenzione originaria del Creatore, che voleva un matrimonio indissolubile. Ha abolito le tolleranze che erano state a poco a poco introdotte nella Legge antica.
Tra i battezzati « il Matrimonio rato e consumato non può essere sciolto da nessuna potestà umana e per nessuna causa, eccetto la morte ».
2383 La separazione degli sposi, con la permanenza del vincolo matrimoniale, può essere legittima in certi casi contemplati dal diritto canonico.
Se il divorzio civile rimane l'unico modo possibile di assicurare certi diritti legittimi, quali la cura dei figli o la tutela del patrimonio, può essere tollerato, senza che costituisca una colpa morale.
2384 Il divorzio è una grave offesa alla legge naturale. Esso pretende di sciogliere il patto, liberamente stipulato dagli sposi, di vivere l'uno con l'altro fino alla morte. Il divorzio offende l'Alleanza della salvezza, di cui il Matrimonio sacramentale è segno. Il fatto di contrarre un nuovo vincolo nuziale, anche se riconosciuto dalla legge civile, accresce la gravità della rottura: il coniuge risposato si trova in tal caso in una condizione di adulterio pubblico e permanente:
« Se il marito, dopo essersi separato dalla propria moglie, si unisce ad un'altra donna, è lui stesso adultero, perché fa commettere un adulterio a tale donna; e la donna che abita con lui è adultera, perché ha attirato a sé il marito di un'altra ».
2385 Il carattere immorale del divorzio deriva anche dal disordine che esso introduce nella cellula familiare e nella società. Tale disordine genera gravi danni: per il coniuge, che si trova abbandonato; per i figli, traumatizzati dalla separazione dei genitori, e sovente contesi tra questi; per il suo effetto contagioso, che lo rende una vera piaga sociale.
2386 Può avvenire che uno dei coniugi sia vittima innocente del divorzio pronunciato dalla legge civile; questi allora non contravviene alla norma morale. C'è infatti una differenza notevole tra il coniuge che si è sinceramente sforzato di rimanere fedele al sacramento del Matrimonio e si vede ingiustamente abbandonato, e colui che, per sua grave colpa, distrugge un Matrimonio canonicamente valido.
FONTE: Catechismo della Chiesa Cattolica - Il sesto comandamento
Consiglio di leggere tutti gli articoli che parlano del matrimonio, sempre in quel link.
e ovviamente di leggere l'intero catechismo per capire cosa sostiene la dottrina cattolica su ogni argomento. :giagia:
per i cattolici il matrimonio è la fondazione di una stabile cellula sociale per l'allevamento dei figli. Per l'educazione e la crescita dei figli è fondamentale la stabilità della famiglia. Quindi questa cellula non può finire ogni qual volta che i due genitori litigano o non provano più desidero sessuale per l'altro. E' una cosa seria.
a me farebbe schifo che mio padre o mia madre si fossero divorziati e ognuno fosse andato in giro a ri-accoppiarsi con altri, facendo un po' di figli ognuno con persone diverse. E' anche un discorso di ordine familiare e sociale. personalmente invece io mi chiedo come si può essere a favore di questo atteggiamento degno di un porcile, che ogni certo numero di anni i genitori si dividono e si ri-accoppiano con altri.
Ultima modifica di QUINTO; 01-02-11 alle 15:45
Diciamo basta alla sinistra dei colpi di Stato e delle menzogne!




A livello laico il divorzio è una possibilità che lo stato dà ai cittadini. Bisogna però ricordare che nella costituzione si stabilisce che la repubblica:
- riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio
- agevola con misure economiche e altre provvidenze la formazione della famiglia e l'adempimento dei compiti relativi
Cioè favoreggia la formazione della famiglia e non la sua disgregazione. Di conseguenza bisognerebbe educare il cittadino al fatto che il matrimonio e il divorzio non sono come i cambi di residenza, ma atti importanti e carichi di conseguenze da non compiere alla leggera. lo dico perché la tendenza è quella di divorziare sempre di più e non credo che sia un bene per la società. Tra l'altro è incredibile che in un mondo dove non ci sono più matrimoni forzati, dove ognuno può scegliere liberamente con chi stare, i divorzi aumentino; dovrebbe essere il contrario. Secondo me manca alla base una seria educazione civica alla famiglia.
A livello religioso chi aderisce ad una determinata chiesa deve poi cercare di seguirne le regole. Di conseguenza se ci si sposa in una chiesa cattolica poi è assurdo richiedere che venga riconosciuto il divorzio.
Vedrei bene una legge che indichi chiaramente che se i coniugi si sposano anche con rito religioso (di religione riconosciuta dallo stato ovviamente), debbano poi seguire le regole della loro religione se più restrittive di quelle dello stato. Ad es., se un cattolico è sposato sia per lo stato che per la chiesa, il divorzio non dovrebbe essere possibile, ma solo l'annullamento se ci sono le condizioni.
La mia opinione personale (ma non è allineata alla chiesa cattolica) è che, ferma restante l'indissolubilità del matrimonio, si possa, analizzando caso per caso, concedere in certi casi straordinari di risposarsi previa lunga e seria penitenza. E' la posizione che avrebbe sulla carta la chiesa ortodossa. Dico sulla carta perché sembra che succeda che si abusi di questa posizione e si concedano con troppa leggerezza divorzi.
Ultima modifica di napici; 01-02-11 alle 15:52
Così mi disse che quel giorno era uscita coi fiori gialli tra le mani perché finalmente la trovassi e che se non fosse successo si sarebbe avvelenata perché la sua vita era vuota. - M. A. Bulgakov


ah beh, non ho capito se la domanda iniziale era questa: "volete che il divorzio sia legale o illegale?"
in questo caso, fermo restando quanto ho detto sopra contro il divorzio, penso che sia contro-producente vietare per legge il divorzio e il nuovo accoppiamento matrimoniale.
Alcune questioni morali, come questa, si possono affrontare solo spiegando ma non con la legge. Tanto due persone che non capiscono come deve essere il matrimonio, se vengono costrette a rimanere sposate, molto probabilmente farebbero più danno alla famiglia di quanto ne farebbero da divorziati-risposati.
Ultima modifica di QUINTO; 01-02-11 alle 16:04
Diciamo basta alla sinistra dei colpi di Stato e delle menzogne!


Ottima puntualizzazione ed uno spunto veramente valido alla discussione.
Due mie piccole chiose.
Non sarei favorevole ad una legislazione parallela in cui lo stato obbliga il singolo a seguire i precetti della propria religione .
Anche in uno stato confessionale lo stato non dev'essere (ed infatti non era nemmeno in passato) il mero esecutore della volontà ecclesiastica, ma al massimo deve riconoscere (o riconosce) come validi e giuridicamente efficaci i pronunciamenti da parte dell'autorità religiosa in determinati settori , come avviene ad esempio nelle declaratorie di nullità matrimoniale (anche se la giurisprudenza in merito è abbastanza contraddittoria).
Sembrano due concetti simili, ma non lo sono ed in ambito giuridico è meglio evitare incertezze di sorta.
Per quanto concerne il divorzio, spesse volte un matrimonio che non ha funzionato e un matrimonio che già dall'inizio non poteva funzionare.
I motivi sono vari, ad esempio per via di una riserva mentale inespressa.
Cioè ad esempio se mi sposo ma pensando "chissenefrega della fedeltà, le farò più corna possibili" è chiaro che un matrimonio del genere non può funzionare.
L'annullamento dello stesso quindi, più che una scappatoia come malignerebbe l'ignorantume laicista , non è altro che la constatazione di un difetto ab origine tale da viziare il matrimonio stesso , come cioè se non fosse mai avvenuto.
Ultima modifica di Miles; 01-02-11 alle 16:04
Preferisco di no.




Giusta osservazione. La giurisprudenza non è il mio campo, vada per il riconoscimento dei pronunciamenti dell'autorità religiosa. Ovviamente quando questi sono più restrittivi di quelli dello stato, sennò avremmo, ad esempio, la poligamia in quanto riconosciuta da alcune religioni.
Non è però facile dimostrare la deliberata volontà di peccare. Vista la grande volubilità della gente al giorno d'oggi, magari il giorno del matrimonio si è convinti di essere fedeli (anche perché nei corsi prematrimoniali obbligatori si suppone che il prete l'abbia richiesto come condizione per sposarsi) ma poi dopo un po' di tempo la gente cambia già idea. Che fare? E' giusto annullare in questi casi? Non ne sono sicuro, visto che in qualsiasi momento, qualsiasi persona può sostenere di aver taciuto al coniuge qualcosa e trovare qualche amico compiacente che lo testimoni davanti all'autorità.
Per questo sarei favorevole alla possibilità, in casi particolari e da vagliare uno ad uno, di concedere il divorzio e, ma solo al coniuge non colpevole e previa seria penitenza, la possibilità di risposarsi.
Ultima modifica di napici; 01-02-11 alle 16:22
Così mi disse che quel giorno era uscita coi fiori gialli tra le mani perché finalmente la trovassi e che se non fosse successo si sarebbe avvelenata perché la sua vita era vuota. - M. A. Bulgakov