In determinati , particolarissimi , casi questa è fattibile anche nell'ambito del matrimonio Cristiano:
Amici Domenicani - Se la moglie tradita abbia il diritto di separarsi dal marito


In determinati , particolarissimi , casi questa è fattibile anche nell'ambito del matrimonio Cristiano:
Amici Domenicani - Se la moglie tradita abbia il diritto di separarsi dal marito
Preferisco di no.


Una volta lo si chiamava ripudio :giagia:


Mah più che enunciare generici riconoscimenti , credo sia il caso di andare punto per punto su dove, come , cosa e quando riconoscere i pronunciamenti della suddetta autorità . Generallizare cioè , porterebbe più problemi che altro.
D'altronde i Concordati servono anche a questo.
Beh è vero che uno può sempre mentire in fase di procedimento per l'annullamento del matrimonio presso la Sacra Rota, per gabbare i preti.Non è però facile dimostrare la deliberata volontà di peccare. Vista la grande volubilità della gente al giorno d'oggi, magari il giorno del matrimonio si è convinti di essere fedeli (anche perché nei corsi prematrimoniali obbligatori si suppone che il prete l'abbia richiesto come condizione per sposarsi) ma poi dopo un po' di tempo la gente cambia già idea. Che fare? E' giusto annullare in questi casi? Non ne sono sicuro, visto che in qualsiasi momento, qualsiasi persona può sostenere di aver taciuto al coniuge qualcosa e trovare qualche amico compiacente che lo testimoni davanti all'autorità.
Per questo sarei favorevole alla possibilità, in casi particolari e da vagliare uno ad uno, di concedere il divorzio e, ma solo al coniuge non colpevole e previa seria penitenza, la possibilità di risposarsi.
Si può anche gabbare se stessi. Ma Dio, no.
La materia comunque è molto complessa ed il Diritto Canonico è una cosa estremamente vasta. Diciamo in linea generale che nella stragrande maggioranza dei casi in cui si rende necessario un taglio così netto alla propria vita, esistono sempre cause precedenti al matrimonio stesso che ne declarino la nullità.
Per esempio nel caso da te citato , se uno va al corso matrimoniale però fa orecchie da mercante agli insegnamenti del prete , già mette ipso facto un'ipoteca al sacramento stesso.
Così come , in linea astratta, la volubilità potrebbe essere un'ipoteca od un incapacità a mettere in atto l'asserità volontà di contrarre un matrimonio durevole.
Poi siamo sempre nell'ambito delle eccezioni e credo tu ti riferissi a queste.
In questo caso però , non credo sia possibile fare generiche considerazioni, ma andare a vedere realmente caso per caso.
Preferisco di no.


Io sono favorevole al ripudio ex justa causa senza possibilità di risposarsi e contrario al divorzio. Come del resto, è sempre stato.




“Pray as thougheverything depended on God. Work as though everything depended on you.”




Quindi cosa proporresti?
Ovvio che Dio non si può gabbare, ma sarebbe bene non gabbare nemmeno i preti facendosi annullare un matrimonio sulla base di dati falsi. Così si commette peccato. La possibilità dell'annullamento in casi non sempre eccezionali porta naturalmente a questo tipo di menzogne. Conosco un signore molto religioso che per risposarsi in chiesa con una ragazza molto più giovane, si è fatto fare l'annullamento dopo 30 anni di matrimonio. E' davvero possibile determinare dopo 30 anni se il matrimonio fosse nullo? Qui non parlo ovviamente di vizi formali o di informazioni essenziali che la moglie non sapeva ma che erano nel frattempo di pubblico dominio o comunque palesi. Si parla di fare a distanza di anni o decenni un processo alle intenzioni e di dare per buone testimonianze che possono tranquillamente non esserlo. Così il cavillo si trova sempre e ne conseguirebbe che la maggior parte dei matrimoni sono probabilmente nulli. Mi sembra una posizione sbagliata. Per gli annullamenti bisogna essere rigorosi. O c'è un motivo palese, o non andrebbero concessi.
Bisognerebbe invece dare la possibilità di risposarsi a quelle persone che:
- hanno subito delle grandi ingiustizie senza riuscire a mettere le cose a posto, ad esempio abbandonati dal coniuge che non vuole tornare in nessun modo, o gravi maltrattamenti. In questo caso ovviamente la possibilità di risposarsi va data solo al coniuge non colpevole, mentre l'altro dovrebbe fare una lunga penitenza (se davvero intenzionato a stare in grazia di Dio) e sarebbe meglio che non si risposasse.
- fine dell'amore. In questo caso andrebbe proposto un percorso religioso di riconciliazione e, solo qualora esso fallisse, si potrebbe concedere il divorzio e le nuove nozze, ma solo dopo un nuovo percorso di penitenza e perdono reciproco.
Ovviamente sarebbero casi da valutare singolarmente e non bisognerebbe essere di manica larga, proprio per ribadire l'eccezionalità della cosa, in quanto il matrimonio è indissolubile.
Secondo me la cosa migliore è la prevenzione: cercare di valutare, nei corsi prematrimoniali, se le coppie che richiedono il matrimonio in chiesa siano serie o meno.
Così mi disse che quel giorno era uscita coi fiori gialli tra le mani perché finalmente la trovassi e che se non fosse successo si sarebbe avvelenata perché la sua vita era vuota. - M. A. Bulgakov