
Originariamente Scritto da
H.I.M.
Left? Ma, veramente è l'archetipo, il tipo umano di sinistra che, dato il suo proverbiale conformismo e la sua concezione olistica della società, tendenzialmente ricorre a quegli strumenti che, nella sua testa bacata, dovrebbero garantirgli il maggior grado di integrazione possibile. L'archetipo di sinistra, infatti, solitamente è uno strenuo difensore (e fruitore) di amniocentesi e aborto, perché non conosce il significato della parola "accettazione". E' afflitto da paure e psicosi che lo portano a pensare che un "diversamente uguale" (scusate, ma devo vomitare) vivrà sicuramente infelice in questa società e quindi ammantando i suoi deliri con il solito umanitarismo da due lire, preferisce sopprimerlo anticipatamente.
Lo stesso vale con psichiatria e/o psicanalisi: li ritiene strumenti fondamentali per attuare il suo progetto di livellamento e di eliminazione delle differenze che, giusto per dare aria alla bocca, dichiara essere "il sale della vita". Ovviamente tutto ciò non ha nulla a che vedere con la compassione, l'altruismo e l'accettazione, appunto. Si tratta di puro e semplice egoismo, di irresponsabilità e, sostanzialmente, di menefreghismo. Della serie, occhio non vede, cuore non duole - e il tuo esempio della signora che si denuda, caro Duca, ne è un inconsapevole esempio.
Chiaramente, questa filosofia antiumana, per essere accettata e condivisa ha bisogno di "basi solide" su cui poggiare, ed ecco infatti che all'uopo si presta il cinico "primato della scienza".
Il problema è che gli "scienziati della mente" vengono qualificati tali solo grazie ai placet dello stato, esattamente come avviene con i giornalisti a cui basta essere iscritti ad un ordine professionale per poter operare nel mare magnum della così detta "informazione".
La nota dolente è che questa concezione del mondo, meglio, dell'Uomo, non è più esclusiva dei progressisti e dei radical-sciocc, ma, poiché funge ottimamente come candeggiante per la propria coscienza, ha cominciato a diffondersi anche in altri ambienti, dalla destra (vedi Fini) ai so called "liberali". Il perché credo risieda in una banale considerazione che ho fatto in un altro thread, ovvero che i concetti destra/sinistra in realtà non esistono. Esistono solo l'individualismo e il socialismo, con diverse gradazioni intermedie.
Tutto ciò è particolarmente deprimente quando tocca sentirlo da un libertario, non tanto per il cinismo di questo tipo di approccio, bensì perché applicando tale visione agli hot topic della filosofia libertaria come quello della carità privata e volontaria, si finisce irrimediabilmente per invalidarli.
As usual, è una questione puramente culturale.