Non ho ancora capito se ci sei o ci fai. Ma penso di conoscere la risposta...![]()
Non ho ancora capito se ci sei o ci fai. Ma penso di conoscere la risposta...![]()


ma vai a farti fottere ,tu ,la risposta ,e l'occhiolino untuoso e senza senso,folle psico-schiavo
" Democracy is currently defined in Europe as: " A country run by Jews " . E.P.
ostridicolo:
ostridicolo:
ostridicolo:


Non mi nascondo dietro ad un dito infatti... Dico solo che nei casi da te descritti prevalgono le libertà della persona sofferente piuttosto che le misure di aiuto preventivo e coatto (a meno che lo "stato patologico" delle stesse rappresenti una minaccia per terzi). In altre parole non posso farci niente se un anoressico decide di vomitare tutto quello che mangia o un alcolista di bere fino al coma etilico... Proprio perchè sono decisioni prese consapevolmente. Figurati che in alcolisti anonimi l'unico requisito fondamentale per accedere all'associazione è la volontà di smettere di bere, senza la quale nessuno dei partecipanti puo' aiutarti....


Cioè quindi da quel che leggo ora, io, volendo manifestare il mio desiderio di uccidermi devo premurarmi di apparire stabile e risoluto agli occhi della folla marmagliesca affinché possa uccidermi in pace?
Perché sennò rischierei evidentemente di "venir trattato" per problemi...
Questa si chiama ipocrisia.
Se uno non si vuol fare aiutare e non fa del male, non va toccato, dacché finché rispetta l' ETICA ogni aiuto/intervento è coercitivo.
La cosa più difficile è appunto rimuovere le cause del disagio, cause che sono difficili da indagare e da risolvere...ed allora tié, ecco il compromesso, ecco L'umanitarismo comunista.
Con ciò, gli insulti di Steppen colgono nel segno il cancro, a mio dire, che non è di responsabilità di qualcuno e andrebbero non individualizzati, ma del sistema stesso.
Ci si è lasciati abbindolare.
Rimuovendo tali cause si converrà che si è aiutato senza aiutare, intervenuti senza coercizione alcuna, questo sarebbe sano ma eveidentemente è troppo sublime.
Se un alcolizzato si alcolizza per dati motivi frutto del sistema, ossia dalla non Libertà, rimossi tal motivi è ovvio che non avrà esisgenza di alcolizzarsi, ed il bere tornerà ad essere un sano piacere della vita di cui pochi useranno a loro danno per stupidità o un egoismo scomposto.
Ad ogni modo si è spietati?
Bah.
E' facile capire se un "malato" chiede aiuto, ma se non lo chiede non si rompa.
Ai bambini finché non pensano da soli li gestiamo.Così con i "pazzi" si può ben fare...
Evidentemente leggi male, d'altra parte non sarebbe la prima volta.
E chi ha sostenuto il contrario, scusa? Io no di certo e Orone si riferiva ad una sua specifica esperienza che, piaccia o meno, genera argomenti di riflessione. Poi sia io che H.I.M. abbiamo sostenuto, usando toni diversi, di non essere d'accordo con lui riguardo all'uso della coercizione in qualunque caso.
Perdonami, ma a me sembrano questi i discorsi da comunista.
Idem come sopra, non mi sembra che qualcuno abbia sostenuto il contrario.
E in questo caso chi te ne da il diritto? La tradizione?


Visto che citi gli alcolisti forse ti riferisci a me... Se rileggi meglio ho scritto l'esatto opossto di quello che hai scritto tu... Ho addirittura scritto che un alcolista è libero di arrivare fino al coma etilico se prende la decisione volontariamente e consapevolmente.... Più di così....




NOn mi sembrava di aver scritto ad personam.
Ad ogni modo tu credi silence che uno che si alcolizzi , cioè, uno che beve sempre e solo, cioè uno che è sempre ubriaco a livelli, nel mio intendere l'alcolizzato a cui mi riferisco , è consapevole della scelta che fa?
Ed in secundis, siamo in grado di poter dire è libero di quell che fa o è stato spinto a far ciò da altro?
( sono la stessa domanda da due punti di vista diversi)
La risposta è no.
Dacchè esistono Principi universali si riconosce che i vizi e la virtù sno due complementarismi ndicanti sempre ed un solo argomento ( la virtù), come il male ed il bene sono descrizioni del minor o maggior grado di un unico elemento ( il bene).
IN realà quindi né il male ed il vizio esistono, ma sono beni e virtù scomposte.
Calcolando che andare verso la virtù porta verso la libertà ed andando verso il vizio verso la schiavitù, dobbiamo ipso facto considerare che chi cede al vizio è prima un incosciente e poi un potenziale schiavizzatore di se stesso.Se particolarmente scemo è poi un pericolo per gli altri.
Difatti è tra i viziosi che il crimine fa da padrone e onn tra i virtusosi.
PEr rendere evidente ciò che intendo, un cavaliere senza macchia che in virtù dell'onore suo e della sua posizione e del suo coraggio, di ciò che si è sudato sul campo aiutando e sacrificandosi, si permetta di sbeffeggiare chi non è come lui è un uomo vizioso dacché la sua superbia indica il suo cedere ad un amor di sé scomposto.
Questo attegiamento lo proterà forse a compiere azioni aggressive che non si avvederà di ritenere tali visto che è pieno di sé.
Ecco che vizio e virtù sono categorie trasversali e non di classe.
Hoppe ad ogni modo lo dimostra bene nel libro "democrazia il dio che ha fallito".
Che qua du scopate, du bire du, scommesse, du vacanze, du fumate nun se le vole negà nessuno.
E' uiguale col capitalismo ragazzi. Chi è troppo ricco, deve per forza di cose aver rubato.Così dicevano gli antichi.