Ti spiego volentieri quello che non stai capendo, Juv: applichi alla realtà italiana un modello di riferimento non italiano.
I Comuni in Italia sono cresciuti su strade, vie d'acqua e piazze dove la convivenza fra artigiani, mercanti, religiosi, laici, militari & proprietari terrieri era tale che all'interno di una stessa famiglia erano rappresentate le diverse categorie.
La zonizzazione riguardava la gestione delle risorse territoriali.
Ad esempio nel bolognese in collina potevamo trovare brughiere adibite alla caccia, uliveti, vigneti in piantata (aceri campestri potati ad alberello a sostegno dei vitigni, castagneti, gelsi da baco per la seta, allevamenti di cavalli dove possibile, altrimenti asini romagnoli e muli, bovini da carne); in pianura coltivazioni estensive (canapa, frutta, verdura, grano, farro, allevamenti di bovini da latte e di maiali).
Non è mai esistito il dualismo città capoluogo-contado.
La città murata & il suo territorio erano un binomio come il castello alpino formava un binomio col suo borgo & la valle protetta fino ai valichi di crinale, passando per i boschi da tagli e gli allevamenti dei bovini da latte.
Qui dove vivo, il Senato Bolognese rappresentava gli interessi del territorio nella sua interezza, perché gli uomini che vi discutevano vivevano nel centro storico nei mesi invernali, fuori dalle mura nei mesi dalla primavera all'autunno.
E all'interno della Piazza coperta - la Basilica dedicata a Petronio, il vescovo che dialogò con suo cugino detto il Barbarossa evitando il sacco della città - anche le spose madri di famiglia potevano discutere coi mariti e le rappresentanze delle Arti questioni di interesse comune -. Non a caso, quando il Comune ha regalato alla Curia di Roma la basilica bolognese, questa è diventata una tomba.
Non desidero che torni a vivere una realtà obsoleta, che possiamo solo studiare su documenti & reperti.
Inoltre, noi donne non siamo più sotto tutela; ognuna di noi può partecipare e votare in piena indipendenza!
Ora, pensando al futuro credo sia necessario comprendere la realtà comunale italiana per scegliere un modello di governo in cui possa crescere una dialettica fra parti diverse, orientate a collaborare per svolgere funzioni fra loro complementari.
Nello specifico, spero che ogni Comune o Municipalità capisca il valore della sussidiarietà verticale & orizzontale e della trasparenza dialettica e amministrativa. All'interno dei confini comunali o municipali è insensato distinguere realtà urbana e rurale quando la dialettica politica e amministrativa ne risulta indipendente.
Superare questo errore è essenziale per migliorare le scelte educative delle nuove generazioni, fino a rendere possibile una dialettica fra tradizione nomade e abitudini stanziali .





Rispondi Citando
