



beh a Trieste Menia non ha proprio fama di moderato, anzi ... diciamo che ha una reputazione piuttosto truce ...
Del resto pure La Russa i suoi peccatucci di gioventù li ha fatti![]()


Figurati, me lo ricordo bene in ANAll'epoca era in Destra Protagonista. Comunque, possiamo definire di estrema destra Area Nazionale di FLI che pubblica articoli del genere? Direi di no!
THE CLASH OF CIVILIZATIONS
Multiculturalismo. Da Huntington a Lasch fino a Sarkozy e Cameron: una nuova apertura è possibile
di Clio Pedone
“The Clash of Civilizations”. Quasi un ossimoro. Due sole parole che rendono plasticamente il quadro di un concetto complesso, che riescono ad illustrare visibilmente e sensorialmente un problema che spaventa e allo stesso tempo affascina. Insieme evocano il celeberimmo libro di Samuel P. Huntington, volume che fa da corollario a studi politici, giuridici, sociologici, filosofici e storici. Il fulcro del pensiero del politologo statunitense sposta il baricentro sulla paura che le civiltà postmoderne tenderanno ineluttabilmente a sostituirsi gli Stati-Nazione, usurpandone i poteri che, fino ad oggi, ne hanno garantito la strutturazione e la sopravvivenza. Huntington suppone che, per analizzare i conflitti presenti e futuri, debbano essere comprese innanzitutto le divergenze culturali e che la cultura di per sé, piuttosto che lo Stato, debba essere accettata come luogo di scontro (Clash, per l'appunto). Basandosi su queste premesse, sottolinea che le Nazioni occidentali potrebbero perdere il loro predominio sul mondo, se non saranno in grado di riconoscere la natura inconciliabile di quest'alta tensione.
E in un'epoca aperta e densa di turbamenti socio-culturali come quella attuale questi concetti tornano a catalizzare l'attenzione di intellettuali, luminari o semplici studiosi. “La tolleranza passiva incoraggia la separazione” ha affermato il premier britannico David Cameron, qualche giorno fa, scatenando le critiche di buona parte dell'opposizione e segnando un cambio di rotta della politica del Regno Unito nei confronti delle minoranze etniche e religiose. L'identità, l'immigrazione e la sicurezza sono temi che ancora riguardano le prerogative esclusive degli Stati nazionali. Nonostante la globalizzazione, che ha espropriato, di fatto, le Nazioni della propria sovranità economica, e nonostante le sovrastrutture internazionali, l'UE, la NATO, l'ONU che hanno avocato a sé numerose materie politiche, l'Italia è ancora in grado di scagliare molte frecce, deve soltanto porsi, una volta per tutte, degli obiettivi concreti da raggiungere. Il multiculturalismo è un concetto ambivalente, che spaventa e affascina allo stesso tempo; in una visione campanilistica sta ad indicare un Melting Pot pittoresco e anche un po' pericoloso, un'invasione violenta dei confini di un Paese; seguendo un approccio forse più euristico ma senz'altro più ragionevole, il multiculturalismo indica un'opportunità.
Le Civilizations, così come intese da Huntington, rappresentano gli Stati nazionali che, seppur spogliate della veste di assolutezza ed esclusività, seppur con un notevole ridimensionamento del loro potere d'imperio, conservano, a tutt'oggi, delle larghe maglie decisionali. Certamente è sempre più difficile infilarsi tra di esse e comprendere in profondità i problemi connessi e strutturati con le “Open Societies” del III millennio. Ma una parte cospicua del potere economico, il controllo della criminalità, della giustizia, della sanità, dell'immigrazione, della scuola e dell'ambiente rientrano a pieno titolo nella “nuova declinazione della sovranità nazionale”. Ordine pubblico e immigrazione rappresentano le questioni più spinose, l'emergenza sociale che coinvolge direttamente ed emotivamente uno Stato che accoglie e che ormai non può più gestirsi in un'ottica “autodichiaca”. Ad esempio, i problemi delle banlieue parigine sono perlopiù connessi e connaturarti ad un'immigrazione selvaggia e incontrollata e, dunque, priva di quello spirito di integrazione oggi assolutamente necessario. Sul banco degli imputati il pensiero unico progressista e l'Islam, con la sua incapacità di adattarsi alla cultura italiana laica e civile. Christopher Lasch con il suo libro più famoso “The true and only Heaven” ha celebrato un autodafé all'idea di progresso, senza neppure postulare una prospettiva per qualche verso flessibile. Dunque, il progresso e di conseguenza il multiculturalismo danno vita ad un'aporia. “Questa indagine ha preso l'avvio da un interrogativo solo apparentemente semplice. Come può accadere che delle persone serie continuino a credere nel progresso, malgrado le importanti confutazioni che parevano aver liquidato una volta per tutte le validità di questa idea?”. Mefistofelico Lasch, un “conservatore” di sinistra indaga solo sulle conseguenze negative che certi elementi della modernità hanno avuto sulle civiltà moderne, il suo pensiero sfocia nel wishful thinking, in quel senso comunitario spesso scolorito che si avvicina più a una predica che a un'analisi critica.
Nulla di più sbagliato in una società complessa e accelerata come quella odierna, in una società che necessita di risposte concrete e soluzioni, che deve necessariamente rifuggire dalle utopie e del pessimismo per riconoscere il valore e i benefici dell'apertura, senza mai lasciarsi sopraffare da sentimenti xenofobi. L'Islam non può pretendere uguaglianza dei diritti senza uguaglianza dei doveri, ma è vero anche che i musulmani non devono essere considerati come cittadini diversi o inferiori. L'immigrazione deve essere considerato un progetto, nel quale l'Italia deve riconoscere i benefici; ma coloro che decidono di venire a vivere nel nostro paese devono imparare a rispettare e soprattutto ad amare l'Italia e gli italiani. Questo è l'esatto l'opposto del modello cosmopolita di sinistra: basta la semplice legalità e tutti possono varcare i confini e vivere tranquillamente in Italia; ma molto distante anche dal concetto xenofobo ed estremista: l'Italia agli italiani e basta. Il multiculturalismo è invece qualcosa di molto più profondo, quasi un elemento intrinseco alle stesse civiltà. Cameron ha tentato di rendersi esegeta di una “nuova” idea di apertura all'esterno. Il premier britannico ha strutturato il suo pensiero su un doppio binario: integrazione di qualità e collegamento indissolubile tra legalità e valori nazionali, un ardito esperimento che antepone l'identità storica e culturale di una Nazione al crogiolo indistinto e senza radici. E questo era stato già postulato da Sarkozy qualche anno fa. In Italia è evidente che la strada è ancora molto lunga, che la politica si è troppo spesso arroccata su posizioni talmente contrastanti tra loro da annullarsi vicendevolmente. Charles De Gaulle, un uomo di indiscussa fede patriottica, con un'ordinanza del 29 ottobre del 1958 faceva obbligo al Goveno di riservare il 10 % dei posti di lavoro del servizio pubblico a francesi musulmani. Una discriminazione positiva, quasi inconcepibile all'epoca e assolutamente necessaria oggi. Ciò che conta è dare non solo la sensazione, ma la certezza che il cammino della promozione sociale e della realizzazione individuale è aperto, e che i redditi da lavoro siano sempre superiori a quelli erogati dall'assistenza. Insomma, parità di partenza e naturale disuguaglianza di arrivo. E questo si lega a doppio filo al concetto di multiculturalismo a favore dei popoli, ossia una globalizzazione umana, un nuovo progetto di politica estera, una politica economica innovativa e connessa alle nuove frontiere dell'ambientalismo.
Questo multiculturalismo, dunque, non fa più paura, ma promette l'emancipazione e il progresso dell'uomo e rifiuta categoricamente tutto ciò che schiavizza. La globalizzazione è un'occasione unica per generare il rispetto dei diritti dell'uomo, della democrazia, rendere la conoscenza accessibile a tutti e permettere a milioni di uomini e donne di accedere allo sviluppo. L'Italia per proporre e sostenere un modello di globalizzazione umana e multiculturalismo positivo deve, però, fare il suo ingresso nel mercato della competitività, accettandone il meglio per combatterne il peggio. In un percorso eudemonico verso una società che non si lascia sopraffare dalle difficoltà connesse all'apertura, che rifugge ad una weltpolitik pericolosa. Come affermato dal Presidente Gianfranco Fini, è utile ricordare e fondere assieme due giganti del pensiero che hanno segnato e segneranno il cammino dell'uomo: Niccolò Machiavelli e Charles-Louis de Montesquieu: “Felice si può chiamare quella Repubblica la quale sortisce uno uomo sì prudente che gli dia leggi ordinate in modo che, senza avere bisogno di ricorreggerle, possa vivere sicuramente sotto quelle” e “Non v'è nulla di così potente come la Repubblica, dove si osservano le leggi non per paura, non in nome della ragione, ma per passione, come furono Roma e Sparta: perché là si aggiunge alla saggezza di un buon governo tutta la forza che potrebbe avere la fazione”.
THE CLASH OF CIVILIZATIONS - di Clio Pedone
Guarda, sono più presunti che reali stando a sentire chi all'epoca veramente c'eraDel resto pure La Russa i suoi peccatucci di gioventù li ha fatti![]()
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Originariamente Scritto da Manfr;[B
Non a caso è stato relegato ad un ruolo meno "prestigioso"......e un pò mi dispiace.
NON VOTO NEL REALE,NON VOTO NEL VIRTUALE....GRAZIE!


Sono d'accordo.
Fini era già alla guida di un partito di destra. Aveva certo i suoi problemi e le sue criticità innegabili, ma era un partito di destra che aveva vinto le elezioni in coalizione con altri partiti della medesima area, e che poteva imprimere una svolta al Paese.
Così non è stato a causa anzitutto della sfrenata ambizione del nostro caro Gianfranchino, voglioso non tanto di portare avanti un progetto politico, ma di sedersi quanto prima sulla poltrona più ambita.
Berlusconi è un puttaniere? Spero che si ravveda quanto prima. Però Fini è una puttana della politica, pronto a prostituire sé stesso e le idee della sua stessa schiera pur di arraffare quanto più potere possibile.
Non è Berlusconi a inseguire la sinistra su tutto, dalla bioetica all'immigrazione, dai matrimoni gay alla politica estera.
“Pray as thougheverything depended on God. Work as though everything depended on you.”


Questo articolo: THE CLASH OF CIVILIZATIONS - di Clio Pedone conferma quanto sia di 'estrema destra' Area Nazionale :see:


Quoto.
è la solita tattica della sinistra: mandano delle persone a provocare insistentemente e disturbare nelle riunioni altrui; poi quando sono giustamente cacciati si mettono a fare la sceneggiata napoletana delle povere vittime del fascismo.
Qui un altro esempio, avvenuto in questi giorni:
http://forum.politicainrete.net/foru...-sede-pdl.html
alcune donne di sinistra si infiltrano ad una riunione nella sede del PDL di Torino e iniziano a urlare col megafono e disturbare; vengono cacciate; appena fuori dalla sede si mettono a inscenare la solita farsa delle vittime del fascismo e della violenza del PDL, quando invece sono loro i violenti che entrano negli eventi altrui per sabotarli.
queste persone, -va detto in modo forte e chiaro-, sono dei farabutti e si meritano di essere prese a calci e insultati per questi atteggiamenti bugiardi e falsi.
mi spiace che Florian, di cui varie volte ho letto molti post giusti, caschi nelle tattiche di criminalizzazione del nemico politico escogitate dalla sinistra.
Fini è al momento alleato con Casini e Rutelli (Rutelli ex capo del PD).
Fini dice pressoché le stesse cose di Bersani.
posso capire quelli di sinistra che cercano di far credere che Fini è di destra, per cercare di presentare un disagio nella destra tra PDL e FLI ma nessuno può considerare Fini e i finiani come di destra.
Ultima modifica di TEBELARUS; 14-02-11 alle 14:23
► PROPOSTE POLITICHE
► STATI UNITI D'EUROPA, SUBITO! Tutti gli Stati a Ovest della Russia!
► ♫ Top 25 Vocal Trance Spring 2015 l Amazing Vocal Trance Mix ♫


In linea di massima il pensiero di Rossi è condivisibile.
A difesa del Ministro On. Avv. Ignazio La Russa va detto che ultimamente si stanno esasperando i toni e che non se ne può più di questo bunga bunga (come non se ne può più di sentir dire Tulliani dai bananas) e che siamo allo stremo.
Detto questo un Ministro della Repubblica dovrebbe, perlomeno, sapersi comportare.
Filippo Rossi e i "futuristi" che Marinetti non si rivolti nella tombaragionano anche loro della superiorità morale e del totalitarismo culturale che ora sostengono. Chi la pensa diversamente da me è un venduto,chi la pensa come me è un'onesto e un eroico intellettuale. Ferrara è un venduto,Saviano è il nuovo eroe. Peccato che anche per i totalitari del terzo millennio i finiani resteranno sempre ai margini.
Ferrara è un grande "movimentatore" e la lotta anti-abortista non è affatto in contraddizione con il richiamo alla libertà. Non sapevo che essere anti-abortisti voleva dire essere favorevoli allo Stato Etico,in cui vogliono costringerci a vivere.
Me ne fregio !
E.Petrolini
Non mi dite che sono incoerente,perchè lo so già.