





Ultima modifica di stefaboy; 19-03-11 alle 22:23
Ferrara era comunista poi il comunismo è morto, allora è diventato Craxiano e Craxi è morto, poi è diventato Berlusconiano. PORTA SFIGA
(brunik - 25/09/2011)


Quanto al motivo, non sono d'accordo, visto che secondo me il Governo ha agito in questo senso solo per pavidità: Berlusconi ai suoi processi non pensa neanche il giorno delle udienze, sapendo bene che son solo casi montati sul nulla.
Preoccupa però che ora si forniscano le basi (ed a sentire La Russa pure velivoli) ai sogni imperiali d'oltralpe. A 'sto punto valeva davvero accodarci ai Russi, e lasciare che i franchi facciano quel che gli pare...
“Pray as thougheverything depended on God. Work as though everything depended on you.”


4 caccia f18 spagnoli si stanno unendo alla missione
209 Reuters reports that four Spanish F-18 fighters have taken off from Madrid as part of the UN coalition.
Ferrara era comunista poi il comunismo è morto, allora è diventato Craxiano e Craxi è morto, poi è diventato Berlusconiano. PORTA SFIGA
(brunik - 25/09/2011)


prego tutti gli interventisti filofrancesi di leggere
Libia, l'attacco di Sarkozy: ecco le vere ragioni del suo interventismo
di Marcello Foa
Il Giornale del 20 marzo 2011
Alla base della decisione del presidente francese ci sono motivi elettorali, economici e strategici
Ci sono le ragioni ufficiali: vibranti, altruiste, persino romantiche. E poi ci sono quelle reali, meno seducenti, ma, sovente, rivelatrici. Sia chiaro: Sarkozy crede davvero che sia giusto, anzi doveroso, aiutare il popolo libico. E l’impeto con cui ha trascinato un Occidente, riluttante all’intervento, rispecchia il suo temperamento volitivo e i suoi valori, liberali, che il retaggio di una famiglia fuggita dall’Ungheria accentua e sublima. Questa è, davvero, la guerra di Sarkozy. Ma motivata oltre che dalla nobiltà degli intenti, da calcoli politici, economici e strategici.
Quelli politici, già esaminati ieri sul Giornale da Angelo Allegri, sono chiari. L’anno prossimo la Francia sarà chiamata alle urne per eleggere il presidente e Sarkozy si trova in una situazione disastrosa. Se si votasse oggi verrebbe superato sia dal socialista Strauss-Kahn che da Marine Le Pen. Il problema è che la sua impopolarità non è effimera, bensì radicata nella coscienza degli elettori. In questi frangenti, come sanno gli spin doctor, per recuperare consensi occorre creare un nuovo frame ovvero una nuova percezione del presidente da parte del pubblico. Il fatto che Sarkozy, da solo (o quasi), sia riuscito a convincere la comunità internazionale a prendere le armi contro Gheddafi, lo fa apparire in una luce diversa, dunque un candidato di nuovo plausibile. Operazione brillante, che - sondaggi alla mano - per ora sta riuscendo.
Brillante, ma non esaustiva. La seconda ragione è strategica. La Francia, ex potenza coloniale, esercita ancora una certa influenza in molte zone dell'Africa del Nord e di quella nera e che è stata colta di sorpresa dalle rivolte in Tunisia e in Egitto, durante le quali si è mostrata molto prudente con Mubarak e, soprattutto, con Ben Ali, nella presunzione che il vecchio paradigma fosse ancora valido; ovvero amicizia con regimi autoritari in cambio della loro fedeltà strategica. E, invece Obama, che ha appoggiato le rivolte di Tunisi e del Cairo, ha segnato una svolta: per difendere gli interessi dell’Occidente non bisogna più, necessariamente, appoggiare vecchi regimi corrotti, bensì - con le dovute precauzioni - sostenere gli oppositori laici emergenti, prevenendo così rivolte dei fondamentalisti islamici.
Appoggiando i ribelli, Sarkozy vuole rimediare alla passività dimostrata in Egitto e in Tunisia e si propone - al pari degli Usa - come riferimeno per eventuali nuovi movimenti democratici nell’Africa francofona.
La terza motivazione è economica. La Libia ha rapporti privilegiati con l’Italia, ma in caso di caduta di Gheddafi, la gratitudine dei rivoltosi non potrà che essere molto generosa, ribaltando o riequilibrando la situazione a vantaggio di Parigi. Nuova Libia significa nuovi contratti per lo sfruttamento dei giacimenti di petrolio e di gas, nuovi contratti per la ricostruzione del Paese. E significa, per l’Eliseo, estendere la zona d’influenza. Date un’occhiata alla cartina: Marocco, Algeria e Tunisia sono già francofone. Con la Libia gran parte del Nord Africa finirebbe sotto l’ombrello francese. Tra gli applausi del mondo.
Ultima modifica di FrancoAntonio; 20-03-11 alle 12:03


Vedete, non per rilanciare un vecchio discorso, ma il mio progressivo distacco da Berlusconi è stato motivato da quello che mi è parso nient'altro che uno spregiudicato opportunismo volto a sovrapporre gli interessi nazionali a quelli privati.... cosicché non si sa mai, con Berlusconi, dove inizino gli uni e dove finiscano gli altri.
Il Cav. ha iniziato citando la rivoluzione economica di Reagan e Thatcher, però si è sempre affidato al "colbertista" Tremonti. Liberista o statalista? Non è dato ancora sapere.
Anche sul Federalismo c'è stato un vai e vieni, senza che si capissero mai gli intenti di un premier che è sembrato seguire Bossi più per interesse che per convinzione. Negli anni Novanta sulle reti Mediaset Vittorio Sgarbi sbraitava contro la Padania, mentre adesso salvo poche eccezioni tutta la destra è federalista. Eppure Berlusconi non ha mai detto una parola in merito alla questione, riferendosi a Bossi solo come il suo "più fedele alleato".
E Fini? I suoi programmi erano ottimi così come i suoi discorsi, ma appena si è messo politicamente di traverso ecco saltare fuori la storia del "Fini di sinistra".
E la resistenza, il fascismo? Una volta col fazzoletto partigiano al collo, un'altra a catturarsi l'aiuto mediatico di Ciarrapico e a ostentare benevolenza verso il regime. Tutto tatticismo, tutto fa brodo.
E la politica estera? Una volta Berlusconi disse di "stare con l'America prima ancora di sapere l'America da che parte sta". E per B. l'America è buona tutta, quella repubblicana come quella democratica. Se non fosse che, dopo aver seguito Bush coi volenterosi, ha fatto una spregiudicata inversione ad "U" stringendo accordi con i nemici degli americani, da Putin a Gheddafi. E catturandosi le simpatie di quanti lo avevano messo all'indice per la guerra in Iraq. Adesso, per "ragioni umanitarie" Berlusconi è tornato con gli occidentali mettendosi contro a colui al quale aveva persino baciato le mani. Occidentalista o sovranista? Anche qui è impossibile rispondere.
Sembrerebbe a prima vista che quella del Cavaliere sia la tipica politica "dei due forni" di democristiana memoria. Se non fosse che Andreotti era filoarabo e che la DC ha sempre avuto una politica coerente nella sua equidistanza, contestabile ma appunto coerente.
Invece quello che, a me ma forse non solo a me, indispettisce è la capacità di Berlusconi, come disse lui, di farsi "concavo e convesso". L'opinione che mi sono fatto negli anni è che l'ondivagare tra una posizione e l'altra sia soggetto al suo bisogno di catturare sempre il consenso, un consenso spendibile politicamente al fine di evitare quei processi che da 15 anni e passa lo vedono coinvolto.
Tuttavia, se finora il suo elettorato lo ha sempre seguito nelle varie giravolte, adesso - in presenza di questo conflitto con la Libia, che la maggior parte dei pidiellini, per non dire dei leghisti, non reputa necessario - qualche segno di insofferenza c'è. Ed è destinato ad aumentare se, com'è probabile, questo conflitto non dovesse risolversi in breve tempo e al netto di spiacevoli ritorsioni.
Ultima modifica di Florian; 20-03-11 alle 13:43


quoto. Ad ogni modo interventista anch'io!
Si doveva intervenire prima però e dovevamo farlo noi italiani da soli, riconoscendo il governo di Bengasi e magari appoggiando l'erede al trono di Libia....
Se ci limitiamo solo a prestare le basi, tanto vale abbassare i pantaloni e smilitarizzare le forze armate. Sono tutti soldi risparmiati.
NOI SIAMO LA VERA ITALIA !
RICOSTRUIAMO LA NOSTRA PATRIA !


Per quanto riguarda altri discorsi su Berlusconi, sebbene sia più che evidente il livello di idiozia raggiunto, rimane anni luce più lucido di bossi, fini, casini, bersani, di pietro e lecca lecca.
NOI SIAMO LA VERA ITALIA !
RICOSTRUIAMO LA NOSTRA PATRIA !


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