



Mah...letto l'articolo, condivisibile la prima parte, molto ma molto meno la seconda.
Prima di tutto trovo poco fruttuoso questo sparare a zero contro tutti e tutto... non è certo da De Magistris che si possa sperare nell'inizio di un percorso indipendentista. Però, da uno come lui, si può sperare, seppur partendo da proponimenti diversi, in un risveglio dell'orgoglio napoletano e meridionale. Poi toccherà far qualcosa anche a noi... non possiamo sperare che scenda l'angelo riparatore a porci su morbidi cuscini di seta la nostra identità annientata.
A questo proposito mi chiedo cosa abbia fatto Insorgenza... oltre che proporre un candidato impresentabile, vanificando il pur buon lavoro sul campo.
Cominci Insorgenza ad analizzare il perchè di questa debacle... piuttosto che prendersela con gli elettori. E magari spiegargli qual'è il progetto oltre un viscerale odio per le banche, incomprensibile ai più. Son io ed ancora non l'ho capito dove "voglia andare"... figuriamoci il resto dei napoletani.
Ultima modifica di flender; 01-06-11 alle 17:42






Propongo un ragionamento:
facciamo che i due veri ed unici partiti meridionalisti candidati a Napoli siano PdSUD e Insorgenza.
Se si fossero uniti, creando una Lista Meridionalista, avrebbero preso più di 2mila voti (circa lo 0,55%).
Poco? Dico la verità: no. Non sarebbe stato affatto poco, contando che praticamente nessuno conoscesse il PdSUD prima che il suo simbolo comparisse alle spalle di De Magistris su tutte le tv nazionali.
Insorgenza ha commesso un errore tattico: appoggiare Di Monda. Un ex CCD, che di meridionalismo non sa un caxxo, che il giorno dopo il primo turno ha già annunciato di appoggiare Lettieri. Quasi nessuno, a Napoli, ha visto i manifesti di Insorgenza.
Quindi il mio ragionamento è: fatto salvo che la strategia è la difesa e l'autonomia (federalismo o separatismo, poi si vedrà) del sud, bisogna cambiare la tattica.
Prima cosa: i partiti ed i movimenti REALMENTE meridionalisti debbono presentarsi INSIEME alle elezioni, in un'unica lista;
Seconda cosa: se si decide di andare in coalizione con altri partiti, la coalizione deve escludere partiti alleati con la Lega Nord (per capirci, no ad alleanze col centrodestra).








Il risultato lusinghiero di Forza del Sud parla chiaro, se vogliamo i voti e dunque se intendiamo seguire una via istituzionale allora bisogna coinvolgere il ceto medio, anche quello degli affaristi della politica. Altra strada queste elezioni non la lasciano intravedere visto che l' "antisistemismo" di Insorgenza floppa per l'ennesima volta. Neppure si pensi che unire più sigle corrisponda ad unire più voti, non è assolutamente certo e la storia partitica è piena di casi di partiti che si uniscono per prendere meno voti di quanti ne otteneva ciascuno separato dall'altro. Del resto la forbice amplissima che c'è tra i voti ottenuti dal PdSud e il numero dei suoi tesserati, rivela che i voti presi, pur pochi, non sono il frutto di una adesione al progetto, nè di un radicamento territoriale, ma sono voti di opinione (probabilmente il PdSud correndo da solo senza coalizione ne avrebbe presi ancora di meno). Per quanto mi riguarda De Magistris rappresenta una alternativa che si è posto lo stesso sistema-italia, come Vendola in Puglia; il guaio è che se fino a ieri nel mondo meridionalista si guardava alle alternative di sistema proposte dalla destra radicale adesso in parecchi guardano a quelle proposte dalla sinistra radicale e il discorso identitario e separatista va a farsi friggere (il PdSud ha mostrato un spaventoso appiattimento sulle posizioni di De Magistris di fatti dando sfogo solo ad uno sfrenato - e a mio avviso giustificato - antiberlusconismo).