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Discussione: Pisapia e la droga

  1. #131
    Indipendente di Destra
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    Predefinito Rif: Pisapia e la droga

    Citazione Originariamente Scritto da Amalie Visualizza Messaggio
    GUARDA CHE HAI SBAGLIATO CANDIDATO! SI CHIAMA MORATTI!! repapelle:
    Veramente mi risulta che il tipo che si è tenuto un mafioso in casa sia il primo della lista di candidati della Moratti....
    Certo poi non può lamentarsi se perde le elezioni, fin che candida certe persone!
    «La verità è che, se Berlusconi non fosse entrato in politica, se non avesse fondato Forza Italia, noi oggi saremo sotto un ponte o in galera con l'accusa di mafia. Col cavolo che portavamo a casa il proscioglimento nel Lodo Mondadori»

  2. #132
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    Predefinito Rif: Pisapia e la droga

    Citazione Originariamente Scritto da dedelind Visualizza Messaggio
    CRONACA IMMAGINARIA DA UNA CITTA' DOVE LA VENDITA DI DROGA E' STATA LEGALIZZATA
    di Taradash Marco


    6 aprile 1993

    L’eroina non è più proibita e…
    Cronaca immaginaria da una città dove la vendita di droga è stata legalizzata

    MILANO 1997

    SOMMARIO: Basta spacciatori. Reati diminuiti del 30 per cento. Aids in calo. Vivremmo davvero così se gli stupefacenti non fossero più fuorilegge? Il leader degli antiproibizionisti racconta a “Epoca” un’ipotetica giornata senza guerra per la dose. Che comincia davanti al coffee-schop Luna Grigia.

    (EPOCA, 6 aprile 1993)

    Marco taradash, 43 anni, parlamentare della lista antiproibizionista, è tra i promotori del referendum contro la legge sulla droga per cui saremo chiamati a votare il 18 aprile. Epoca gli ha chiesto di descrivere che cosa succederebbe concretamente in Italia se la vendita di sostanze stupefacenti fosse legalizzata.

    Il “Luna Grigia” apre fra poco, alle 10 del mattino, e i primi clienti hanno formato un piccolo capannello già da alcuni minuti. Sono studenti di giurisprudenza della Statale, che approfittando della pausa fra le lezioni sono venuti a fare rifornimento in questo coffe-shop, il primo degli ottanta finora aperti in città (oltre che il primo in Italia), che dista poche centinaia di metri dalla loro facoltà. Davanti alla rivendita nessuna insegna particolare: è proibito esporre il simbolo della marijuana, per cui tutti i locali del genere hanno scelto come richiamo una piccola luna, seguendo proprio l’esempio di questo. Quando entriamo le macchine del caffè sono già calde. Ordino un cappuccino, e chiedo la lista dei prodotti.

    Milano è stata la prima città a tradurre in pratica integralmente, anche se con una certa gradualità, la nuova legge sulla droga. Oggi, dopo le furibonde polemiche della prima ora, la città comincia a fare qualche valutazione più distaccata su quanto è avvenuto.

    Come è noto, la situazione del narcotraffico a Milano e nel suo Hinterland era sfuggita a ogni controllo ormai da alcuni anni. La città e la regione detenevano tutti i peggiori record riguardo alla mortalità per overdose e per Aids fra i tossicodipendenti. Il carcere di San Vittore, divenuto un focolaio di epidemie per la città, era meta delle troupe televisive di tutto il mondo. Allarmante sotto ogni profilo era la situazione dell’ordine pubblico.

    Già nel febbraio 1993, durante un’audizione davanti alla Commissione parlamentare antimafia, il capo della locale Procura distrettuale antimafia aveva dichiarato che il controllo del territorio milanese era conteso da ben 40 bande mafiose o criminali. Queste nell’anno precedente si erano rese responsabili di 322 omicidi volontari, una cifra che trovava riscontro soltanto nel palermitano. Se la droga uccideva i tossici e le armi decimavano gli spacciatori, il denaro della droga avvelenava l’economia lombarda. Le organizzazioni degli imprenditori e la Camera di Commercio non si stancavano di denunciare gli altissimi tassi di inquinamento dell’economia legale dovuti al riciclaggio delle narcolire (non a caso la prima associazione antiproibizionista fra imprenditori, RED - Regolamentazione della Droga, era nata proprio a Milano nel 1992).

    La goccia che aveva fatto infine traboccare il vaso erano state le durissime polemiche fra i cittadini e la polizia. Non passava settimana, negli ultimi mesi prima del varo della nuova legge, senza che avvenissero scontri fra gruppi di spacciatori e cittadini decisi a farsi giustizia da sé. Nonostante le retate delle forze di polizia, che ogni tanto riuscivano a ripulire questo o quel quartiere, si accendevano a ritmo incessante sempre nuovi focolai di tensione. Alla fine c’era scappato il morto e la sperimentazione da anni richiesta dal partito trasversale della legalizzazione aveva avuto inizio.

    Il proprietario della “Luna Grigia” è un giovane imprenditore, con precedenti esperienze nell’editoria universitaria: da anni era - racconta - un forte fumatore di “erba” (per combattere la nevrosi e dormire la notte, dice) ed ha pensato di mettere a frutto la sua esperienza di gourmet della cannabis. Mi spiega le più sottili differenze di aroma e di effetti fra libanese rosso, afgano nero, le foglie del Marocco, quelle della California e quelle dell’Aspromonte. Le estere sono certamente migliori, ma anche le erbe nazionali, ora che è possibile sperimentare incroci e ibridazioni, non sono più l’acqua fresca di un tempo. La Manifattura Calabra, di proprietà al 50% della Regione e al 50% di una cooperativa di produttori, ha assunto, alla sua costituzione, alcuni fra i migliori agronomi degli ex Monopoli di Stato del tabacco e comincia a produrre anche per l’esportazione (in Olanda, naturalmente).

    Una ragazza, Luisa R., sceglie la sua erba e paga: 30 mila lire per una busta da 2,5 grammi, che gli basterà per un mese. Carta marroncina, senza fregi, con su la scritta: “Questa è una droga, danneggia gravemente la salute”, l’indicazione del contenuto di THC (il principio attivo), e quella del paese di provenienza. Prima che la legge entrasse in vigore Luisa spendeva, per la stessa quantità e qualità, quattro volte tanto. Un paio di spinelli costano oggi più o meno quanto un pacchetto di sigarette. La nuova legge punisce (con sanzioni amministrative, a meno che non vi sia sospetto di spaccio, perché allora si rischiano anni di galera) la detenzione di oltre trenta grammi di erba, oltre 6 grammi di cocaina, e oltre 3 grammi di eroina. Inoltre è vietato il consumo pubblico di tutte le sostanze stupefacenti (le ammende sono salate: da 200mila lire fino a 2 milioni, salvo che non si incappi nel reato penale di “incitamento indiretto al consumo”, che può comportare l’arresto). Pene severissime per chi si mette al volante dopo l’uso di qualsiasi sostanza.

    Gli ottanta coffee-shop di Milano funzionano a pieno ritmo, e altri ne apriranno presto, ma, dicono le autorità, non c’è stata l’esplosione del fenomeno che molti temevano. Sebbene sia difficile fare paragoni con gli anni del Proibizionismo, quando evidentemente nessuno poteva fare statistiche, non sembra che i consumi di canapa siano aumentati molto fra i giovani, grazie anche alla campagna di informazione e prevenzione che ha preceduto il varo della nuova legge.

    I controlli nei coffee-shops sono rigorosi e finora nessuno ha violato le regole del gioco: questi non possono essere ubicati in prossimità di scuole, ospedali e centri sportivi, vi è vietato l’ingresso ai minori di 16 anni, e vi si possono vendere soltanto derivati della canapa, oltre a caffè e the. Sono vietati vendita e consumo di alcolici di ogni tipo, ultravietate le altre sostanze stupefacenti, la cui semplice presenza nel locale può far saltare la licenza (è successo a Roma). Inoltre vi si possono tenere in visione giornali e riviste ma non ne è permessa la vendita. Il senso generale di questa regolamentazione è di non rendere attraenti i coffee-shop per chi non abbia un preciso interesse nella merce che vi si vende, oltre che, ovviamente, di tenere separate le cosiddette droghe leggere da quelle pesanti. La legge proibisce anche di cedere a terzi la propria “erba”, ma finora la polizia è intervenuta soltanto in caso di acquirenti minorenni e non si ha notizia di un vero e proprio mercato grigio.

    La regolamentazione della marijuana è stata la più semplice e la più rapida: praticamente è stata ripresa - con qualche restrizione in più, che vedremo fra breve - l’esperienza olandese iniziata già negli anni settanta. La cosa ha subito funzionato e le polemiche sono cessate pochi mesi dopo l’entrata in vigore della nuova legge sulla droga. Più controversa invece è la situazione per l’eroina e la cocaina. Legalizzare significa assumere il controllo sulla produzione e la distribuzione delle sostanze stupefacenti, sottraendolo alla criminalità organizzata. L’obiettivo è di scoraggiare il consumo delle sostanze legalizzate, senza però renderlo così difficile da far rinascere il mercato nero: un difficile gioco di equilibrio.

    Per l’eroina il nostro paese ha scelto il modello sanitario di riduzione del danno: l’obiettivo resta la disintossicazione, ma altrettanto valore viene dato alla qualità della vita del consumatore, per evitargli rischi di morte per overdose, di infezione da Aids, o di finire in carcere. La produzione dell’eroina legale è stata affidata ad industrie farmaceutiche private, ma il controllo sulla quantità e qualità del prodotto, oltre che sulla distribuzione è di stretta competenza del Governo. Accordi commerciali internazionali - coi governi di Turchia, Polonia e Russia - consentono l’approvvigionamento della materia prima, l’oppio. I costi di produzione sono bassissimi: ciò che prima sulla strada veniva venduto a 60 mila lire, oggi lo si potrebbe acquistare a 600 lire. La produzione dell’eroina del resto non si differenzia da quella della morfina, da sempre presente a bassissimo costo nel mercato legale.

    A Milano sono già aperti 35 grandi centri pubblici mentre un’altra ventina opera presso cliniche private convenzionate; inoltre sono numerosi i medici convenzionati che hanno avuto l’affidamento domiciliare del servizio. Chiunque abbia la prescrizione medica può ricevere l’eroina, ma essa non è in vendita: viene infatti distribuita gratuitamente presso gli speciali Centri di Intervento Sanitario (CIS) che lavorano in stretto contatto con i servizi per i tossicodipendenti e le comunità di recupero, il cui numero in Lombardia è triplicato negli ultimi sei mesi.

    Ai centri pubblici si rivolgono i consumatori che hanno accettato di registrarsi (in modo anonimo) presso l’albo comunale. Ad essi vengono proposte soluzioni alternative all’uso della droga o farmaci sostitutivi, ma anche modalità diverse, meno nocive: come l’ingestione dell’eroina per via orale al posto dell’iniezione. Dopo le prime incertezze il meccanismo ha preso a funzionare a pieno ritmo: sono già più di 7 mila nella sola Milano le persone che hanno ricevuto la speciale carta di credito che dà diritto, oltre all’eroina, anche al cosiddetto “trattamento integrato di recupero”, che può comprendere anche buoni pasto e buoni letto. I consumatori occasionali - che devono procurarsi la ricetta volta per volta, firmando una sorta di “liberatoria” che sgrava il medico da ogni responsabilità - si rivolgono generalmente ai centri privati o ai medici convenzionati: già oggi oltre il 50% preferisce lo sciroppo di eroina alla fiala da iniettare, e questo ha ridotto enormemente i rischi di AIDS.

    Tutta la rete (centri pubblici, privati e medici convenzionati) risponde al Programma Comunale per la Lotta alla Tossicodipendenza (PCLT) che definisce l’indirizzo degli interventi. L’eroina è distribuita, a Milano come nelle altre città, soltanto ai residenti o a chi possegga quella che in gergo si chiama “passaporto diplomatico” (l’autorizzazione medica per i fuori sede), e la legge punisce con pene molto severe il possesso di oltre tre grammi (trenta confezioni) di sostanza.

    Per la cocaina si è scelta una terza via ancora: vendita in farmacia senza prescrizione medica ai maggiori di 18 anni. Produzione affidata all’istituto farmaceutico militare, prezzo di vendita 50 mila lire al grammo (contro le 250 mila del vecchio mercato illegale), divieto di possesso di oltre sei grammi, multe salatissime per l’uso in pubblico e - ovviamente - pene severe per chi si mette al volante dopo una “presa”. Svariate analisi di mercato avevano dimostrato che restrizioni eccessive avrebbero favorito la sopravvivenza del mercato nero: la maggiore facilità di acquisto della cocaina rispetto alle altre sostanze trova la sua giustificazione sia nella fascia sociale dei consumatori, medio-alta, sia nelle caratteristiche del mercato da stroncare. La cocaina infatti non era quasi mai venduta per strada, ma attraverso una discreta rete di venditori al dettaglio che smerciavano partite del valore medio di un milione, un milione e mezzo. Ogni confezione porta un avviso molto dettagliato sui rischi dell’uso della cocaina per la salute e il governo si augura che, soppresso il mercato criminale, la cocaina passi presto di moda.

    La nuova legge ha prodotto, sotto il profilo dell’ordine pubblico, buoni risultati in tutta Italia. Anche per le misure straordinarie che l’hanno accompagnata: eccezionali sconti di pena per gli spacciatori rei confessi, e per i grandi trafficanti disposti a denunciare tutta la rete di traffico da loro controllata. A protestare più vivacemente contro queste norme erano stati - insieme all’estrema destra - proprio i settori del movimento per la legalizzazione contrari alla cosiddetta cultura “premiale”, ma alla fine l’esito dell’operazione aveva dato ragione al Governo. Ne dava la misura il ritmo di lavoro al Palazzo di Giustizia: neppure nelle ore più calde della storica inchiesta su Mani Pulite si era visto un tale andirivieni di poliziotti, magistrati e inquisiti.

    Oggi in città eroina, cocaina e hashish sono ormai scomparse dalla strada e gli atti di delinquenza, nei primi sei mesi dal varo della legge, sono diminuiti del 30%. L’esempio milanese incoraggia gli amministratori di altre città, specie del Sud, dove, a causa dei ritardi nell’entrata in funzione dei servizi, lo spaccio in una certa misura continua, anche dopo lo smantellamento della rete mafiosa. Anche la rigidissima commissione degli osservatori CEE appare intenzionata a esprimere un parere favorevole perché a fine anno venga rinnovata la convenzione che consente all’Italia di continuare la sperimentazione.
    Perché Taradash, invece di dover fare uno sforzo di immaginazione, non si basa sui dati dell'Olanda? Forse perché dimostrano che con la liberalizzazione NON cala il consumo?
    «La verità è che, se Berlusconi non fosse entrato in politica, se non avesse fondato Forza Italia, noi oggi saremo sotto un ponte o in galera con l'accusa di mafia. Col cavolo che portavamo a casa il proscioglimento nel Lodo Mondadori»

  3. #133
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    Predefinito Rif: Pisapia e la droga

    Citazione Originariamente Scritto da Curufinwe Visualizza Messaggio
    Io continuo ad essere per la legalizzazione di qualunque sostanza e per la repressione totale di fronte all'uso in circostanze 'inappropriate' (guida, posto di lavoro et similia).
    Del tutto inutile.
    Da due articoli che ho letto da "Selezione dal Reader's Digest" (uno di una ragazza ed uno di un psicoterapeuta), si evince che una droga ritenuta (non si sa a che titolo) "leggera" come l'ashish, provoca attacchi di panico anche ANNI dopo averne terminata l'assunzione. Cosa che non fa una droga ritenuta "pesante" come l'eroina.

    Quindi, inutile proibirla "prima", ma per quelle persone andrebbe proibita "sempre".
    Quali sarebbero quindi quelle che potrebbero usarla? Quelle che non guidano, che non devono fare lavori in cui occorre attenzione, che non possono mettersi in pericolo....
    In buona sostanza, meglio non usarla. Anche per un solo, semplice, banale motivo: ben che vada, è completamente inutile, salvo che come antidolorifico per malati terminali.
    «La verità è che, se Berlusconi non fosse entrato in politica, se non avesse fondato Forza Italia, noi oggi saremo sotto un ponte o in galera con l'accusa di mafia. Col cavolo che portavamo a casa il proscioglimento nel Lodo Mondadori»

  4. #134
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    Predefinito Rif: Pisapia e la droga

    Citazione Originariamente Scritto da maxbar Visualizza Messaggio
    Del tutto inutile.
    Da due articoli che ho letto da "Selezione dal Reader's Digest" (uno di una ragazza ed uno di un psicoterapeuta), si evince che una droga ritenuta (non si sa a che titolo) "leggera" come l'ashish, provoca attacchi di panico anche ANNI dopo averne terminata l'assunzione. Cosa che non fa una droga ritenuta "pesante" come l'eroina.

    Quindi, inutile proibirla "prima", ma per quelle persone andrebbe proibita "sempre".
    Quali sarebbero quindi quelle che potrebbero usarla? Quelle che non guidano, che non devono fare lavori in cui occorre attenzione, che non possono mettersi in pericolo....
    In buona sostanza, meglio non usarla. Anche per un solo, semplice, banale motivo: ben che vada, è completamente inutile, salvo che come antidolorifico per malati terminali.
    Ovvio che, come qualunque sostanza che induce alterazione dello stato psicofisico, sia meglio non usarla e basta. L'unico problema è che il proibizionismo non serve a un bel niente (anzi promuove i consumi). A questo punto, fatevi di quel cavolo che vi pare, ma se combinate qualcosa sotto influenza... beh, giù randellate (figurativamente e non).

  5. #135
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    Predefinito Rif: Pisapia e la droga

    Citazione Originariamente Scritto da maxbar Visualizza Messaggio
    Perché Taradash, invece di dover fare uno sforzo di immaginazione, non si basa sui dati dell'Olanda? Forse perché dimostrano che con la liberalizzazione NON cala il consumo?
    questi sono i dati sulla prevalenza annuale percentuale di utilizzo fra la popolazione (15-64 anni) di sostanze psicoattive nei quattro paesi scelti: Italia, Rep. Ceca, Portogallo e Paesi Bassi
    Dagli anni '70 nei Paesi Bassi, dal 1992 in Rep. Ceca e dal 2001 in Portogallo il consumo di sostanze non è più reato penale
    In Italia invece la legge Fini-Giovanardi del 2006 ha cancellato la distinzione fra droghe leggere e droghe pesanti ed ha aumentato e reso più rigide le sanzioni anche per il semplice uso personale
    La legislazione vigente fissa limiti di quantitativi di principio attivo, superati i quali si prefigura il reato di spaccio. La coltivazione di canapa è punita con 6-20 anni di reclusione, sequestro di passaporto e patente di guida e un percorso di recupero in una struttura per tossicodipendenti.

    Oppiacei
    Italia 0.79
    Portogallo 0.43- 0.50
    Paesi Bassi 0.31
    Rep. Ceca 0.13

    Cocaina
    Italia 2.2
    Portogallo 0.6
    Paesi Bassi 0.6
    Rep. Ceca 0.2

    Cannabis
    Italia 14.6
    Rep. Ceca 9.3
    Paesi Bassi 5.4
    Portogallo 3.6

    Amfetamine
    Rep. Ceca 0.7
    Italia 0.6 - 0.7
    Paesi Bassi 0.3
    Portogallo 0.2

    Ecstasy
    Rep. Ceca 3.5
    Paesi Bassi 1.2
    Italia 0.7
    Portogallo 0.4

    dati ONU 2009 http://www.unodc.org/documents/wdr/W...onsumption.pdf

    prevalenza annuale percentuale di utilizzo fra la popolazione (15-64 anni) di cannabis nei sei paesi dell'Europa occidentale scelti in base al diverso tipo di approccio legislativo adottato nei confronti dell'utilizzo personale di cannabis:

    Possesso non punito
    Paesi Bassi (il possesso di 5 g di cannabis e la coltivazione di 5 piante non sono perseguiti) 5.4%
    Portogallo (il possesso fino a 25 g di marijuana, 5 g di hashish, 2,5 g di olio e 500 mg di THC non è considerato reato) 3.6%

    Possesso punito con una multa
    Danimarca (il possesso fino a 10 g di cannabis è punito con una multa di 2000DKK (268 euro) la prima volta, 3000 la seconda, 4000 la terza ecc.) 5.5%
    Norvegia (il possesso fino a 15 g di cannabis è punito con una multa di 3000NOK (384 euro)) 4.6%

    Possesso punito con l'arresto
    Italia (la legislazione fissa limiti di quantitativi di principio attivo (500 mg), superati i quali si prefigura il reato di spaccio, punibile con 6-20 anni di reclusione) 14.6%
    Francia (il possesso di cannabis è punibile con una multa di 56-1680 euro o con l'arresto fino ad 1 anno) 8.6%

    dati ONU 2010 http://www.iss.it/binary/drog/cont/WDR_2010_eng_web.pdf

    Secondo i dati pubblicati nella relazione annuale 2009 dell'Osservatorio europeo sulle droghe e le tossicodipendenze, gli olandesi sono tra i minori consumatori di cannabis in Europa.
    Solo il 5,4% degli adulti (15-64 anni di età) olandesi avrebbe fatto uso di cannabis nell'ultimo anno, contro una media europea del 6,8%.
    In Italia il più alto numero di consumatori: 14,6%.

    EMCDDA | 2009 Annual report on the state of the drugs problem in Europe

    vuoi altri dati sul consumo?

  6. #136
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    Predefinito Rif: Pisapia e la droga

    La "stanza del buco " del Pisapiorepapelle:






    la giustizia dei Robespierre ancora una volta ha collocato il nostro Paese tra il Ruanda ed il Burundi

  7. #137
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    Predefinito Rif: Pisapia e la droga

    Citazione Originariamente Scritto da Curufinwe Visualizza Messaggio
    Io continuo ad essere per la legalizzazione di qualunque sostanza e per la repressione totale di fronte all'uso in circostanze 'inappropriate' (guida, posto di lavoro et similia).
    E' la mia medesima posizione: nessuna proibizione, nessuna assistenza, punibilità per l'uso in circostanze inappropriate.
    Figliolo, lei è un asino...
    (D.Pastorelli, cit.)


  8. #138
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    Predefinito Rif: Pisapia e la droga

    Citazione Originariamente Scritto da orpheus Visualizza Messaggio
    La "stanza del buco " del Pisapiorepapelle:






    veramente le narcosale sono così:












  9. #139
    Bye bye & kisses
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    Predefinito Rif: Pisapia e la droga

    Citazione Originariamente Scritto da Crack! Visualizza Messaggio
    Cmq, capisco che pure tu sei in un parossismo da sconfitta immediata che attanaglia la mente ed obnubila il pensiero, ma insomma...P.S. Io son troppo buonista...sembra che quelli di AU hanno toppato alla grande proponendo anche il caso Alaska..leggi qua :
    While Alaska is a more conservative state, when it comes to marijuana laws in Alaska they are more lenient than other states in the union. Alaska has decriminalized marijuana for medicinal uses, and they have also lessened the penalties associated with being caught with this drug. It is always wise to double check Alaska marijuana laws to ensure this information is still accurate as this article was written in 2010.

    Alaska Marijuana Laws and Penalties - Associated Content from Yahoo! - associatedcontent.com



    Citazione Originariamente Scritto da dedelind Visualizza Messaggio
    sono dati falsi perchè nei paesi bassi il consumo di sostanze psicoattive è di gran lunga meno elevato di quello dei paesi proibizionisti come l'italia...per esempio nel 2009 l'ONU fornisce questi dati sulla prevalenza annuale percentuale di utilizzo fra la popolazione (15-64 anni) di sostanze psicoattive:

    Oppiacei
    Italia 0.79
    Paesi Bassi 0.31

    Cocaina
    Italia 2.2
    Paesi Bassi 0.6

    Cannabis
    Italia 14.6
    Paesi Bassi 5.4

    Amfetamine
    Italia 0.6 - 0.7
    Paesi Bassi 0.3

    Ecstasy
    Paesi Bassi 1.2
    Italia 0.7

    http://www.unodc.org/documents/wdr/W...onsumption.pdf
    E qui ti sbagli crackino, io non son bauscia e poi faccio un tifo smodato per Pisapia, sappilo! non vedo l'ora che si segga in comune e dia ai milanesi ciò che agognano sperimentandolo sulla propria pelle. :giagia: come diceva la mia adorata nonna, si fanno il letto che si trovano. saggezza antica...

    Tornando in topic: mmm, sarà ma io non vedo smentite. AU parlava di depenalizzazione abolita nel '90 e tu mi confermi dati alla mano che le pene ci sono, meno rigide che altrove ma ci sono. non è che sei tu nel parossismo della vittoria imminente tanto a lungo agognata (tipo scudetto dell'inter)...per caso? :-))

    @ dedelind: se hai altre fonti le leggerò molto volentieri, ma qui stai paragonando situazioni completamente diverse, come mettere insieme pere e mele. non funzia.

    Sul boom di consumo in Italia la mia idea è che sia dovuto più alla sottovalutazione cronica dei rischi che al proibizionismo, dato che l'uso è largamente tollerato...domina la leggenda delle droghe leggere, quelle più innocue di una sigaretta che invece a lungo termine provocano schizofrenia, alterazione della memoria, scadimento generale delle facoltà intellettive e maggiore propensione a delinquere, insomma la devastazione dell'individuo.
    E poi, inutile negarlo, farsi di qualcosa fa figo, specie con gli amici. è la filosofia del branco. ma questa, è un'altra storia.
    Con le ali, al buio e nel silenzio da te io volerei.

  10. #140
    Bacchettona del forum
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    Predefinito Rif: Pisapia e la droga

    Citazione Originariamente Scritto da Betelgeuse Visualizza Messaggio
    E qui ti sbagli crackino, io non son bauscia e poi faccio un tifo smodato per Pisapia, sappilo! non vedo l'ora che si segga in comune e dia ai milanesi ciò che agognano sperimentandolo sulla propria pelle. :giagia: come diceva la mia adorata nonna, si fanno il letto che si trovano. saggezza antica...

    Tornando in topic: mmm, sarà ma io non vedo smentite. AU parlava di depenalizzazione abolita nel '90 e tu mi confermi dati alla mano che le pene ci sono, meno rigide che altrove ma ci sono. non è che sei tu nel parossismo della vittoria imminente tanto a lungo agognata (tipo scudetto dell'inter)...per caso? :-))

    @ dedelind: se hai altre fonti le leggerò molto volentieri, ma qui stai paragonando situazioni completamente diverse, come mettere insieme pere e mele. non funzia.

    Sul boom di consumo in Italia la mia idea è che sia dovuto più alla sottovalutazione cronica dei rischi che al proibizionismo, dato che l'uso è largamente tollerato...domina la leggenda delle droghe leggere, quelle più innocue di una sigaretta che invece a lungo termine provocano schizofrenia, alterazione della memoria, scadimento generale delle facoltà intellettive e maggiore propensione a delinquere, insomma la devastazione dell'individuo.
    E poi, inutile negarlo, farsi di qualcosa fa figo, specie con gli amici. è la filosofia del branco. ma questa, è un'altra storia.
    In che senso situazioni diverse? Tu hai postato dei dati e lui degli altri, sempre inerenti il consumo di sostanze psicotrope.

    Senza spirito di polemica, ma non capisco la tua obiezione.

    Sui danni provocati dalle canne, mi sembra di leggere il solito terrorismo allarmistico e te lo dice una che ha fatto due tiri in tutta la sua vita.
    I danni che tu elenchi possono valere per chi si stromba dalla mattina alla sera, ma qui entriamo nella patologia.

    Teniamoci stretti, che c'è vento forte.

    Io sono per la chirurgia etica: bisogna rifarsi il senno.

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