Pagina 7 di 92 PrimaPrima ... 6781757 ... UltimaUltima
Risultati da 61 a 70 di 913
  1. #61
    bronsa querta
    Data Registrazione
    31 Mar 2009
    Messaggi
    57,385
     Likes dati
    2,995
     Like avuti
    6,505
    Mentioned
    341 Post(s)
    Tagged
    25 Thread(s)

    Predefinito Rif: Thread di confronto LR-UPP/ST

    Citazione Originariamente Scritto da olivo Visualizza Messaggio
    Manfr quella però attiene al welfare vero e proprio più che al lavoro adesso in discussione! Tanto al senato si discuterà anche quello prima della fine della legislatura.

    Garat leggi bene io propongo di applicare quella disciplina a tutti i contratti compresi quelli che oggi sono precari appunto un contratto unico. Quindi le proposte sono alternative nel senso che va abolita (io preferirei subito ma si può applicare questa disciplina solo ai nuovi contratti) la dualità.

    Aumentare la produttività è prioritario per l'economia italiana e per farlo servono due incentivi: da una parte la consapevolezza di non essere inamovibili (ed è il senso di questa disciplina meno rigida del licenziamento che però presenta forti tutele economiche per il lavoratore) e dall'altra nuove regole di contrattazione che favoriscano l'instaurarsi di legami diretti tra produttività e retribuzione. Sto elaborando questa seconda parte spero di inserirla presto.
    Onestamente non vedo tutta questa necessità di offrire al datore di lavoro una spada di damocle da agitare continuamente sulla testa del lavoratore.
    Inoltre esiste un'altro problema. La tua proposta suppone che anche un cinquantenne possa essere licenziato 8con maggiore difficoltà ma può succedere).

    infine: siamo d'accordo che debba aumentare la produttività. Ma questa da sola è inutile. Serve che ci siano soldi per le persone, sennò puoi essere produttivo quanto vuoi: la merce rimane sugli scaffali. E quale maniera migliore per ottenere più consumi se non offrire maggiore sicurezza ai giovani?

    Fatto questo cappello suggerisco di porla in questa maniera:
    Anche la mia proposta fa si che ci sia un rapporto diretto (di fatto salvi i parametri minimi il contratto lo scrivono insieme datore di lavoro e lavoratore, quindi nulla impedisce che si inseriscano criteri che legano produttività e salari).
    Anche la mia proposta fa comprendere che il posto di lavoro va tenuto appunto facendo il proprio dovere: un ragazzo incapace non vedrà il proprio contratto rinnovato allo scadere del periodo previsto.
    Partendo da questi presupposti che spero che condividerai io direi di porla così.
    Il contratto di inserimento servirebbe come trampolino per l'ingresso. Durante il periodo ci sarebbe possibiltià di licenziare entro le "finestre previste" (le scadenze dei contratti). al passaggio al posto fisso si potrebbe elaborare un meccanismo che consenta il licenziamento/la riduzione del salario (non serve la pena di morte per disincentivare il furto, olivo, se mi spiego) entro meccanismi che garantiscano meglio.

    Se sei d'accordo lavoro su un progetto simile.

    PS: Le altre proposte le hai lette?
    C. De Gaulle: "l'Italia non è un paese povero. E' un povero paese".

  2. #62
    Anti-liberista
    Data Registrazione
    12 Apr 2010
    Località
    Abruzzo
    Messaggi
    22,800
     Likes dati
    3,394
     Like avuti
    1,747
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: Thread di confronto LR-UPP/ST

    Secondo me è meglio dividere il contratto di inserimento dal contratto a tempo indeterminato, semplificare si ma concentrare tutto (come nelle proposte di contratto unico) secondo me è irrealizzabile e porrebbe anche molti problemi a chi ha già un contratto.

    Se per il precariato è auspicabile riunire tutte le forme nel contratto di inserimento proposto da Garat, nelle fasce di lavoro già a tempo indeterminato punterei a rafforzare il contratto nazionale.
    Ultima modifica di SteCompagno; 08-06-11 alle 21:02
    VOTA NO AL REFERENDUM DEL 4 DICEMBRE
    UN NO COSTITUENTE PER LA DEMOCRAZIA CONTRO L'AUSTERITA'
    http://www.sinistraitaliana.si/ - http://www.noidiciamono.it/

  3. #63
    Anti-liberista
    Data Registrazione
    12 Apr 2010
    Località
    Abruzzo
    Messaggi
    22,800
     Likes dati
    3,394
     Like avuti
    1,747
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: Thread di confronto LR-UPP/ST

    Vorrei rilanciare questi due temi, su Sicurezza e Rappresentanza, quello della Rappresentanza è sviluppabile in DDL facilmente ma prima vorrei sapere una opinione generale dagli Alleati di LR.

    LEGGE SULLA RAPPRESENTANZA SINDACALE
    Presentando questo Documento chi scrive ritiene opportuno evidenziare fin dalle prime righe che integrando questa proposta nel Programma di Governo del Centro-Sinistra le forze che si riuniscono in Uniti per POL si dovranno assumere il dovere e la responsabilità di presentare in Senato disegni di legge che vanno nella direzione di questo testo cosi da tenere fede agli impegni elettorali e programmatici.
    L’esigenza di una Legga sulla Rappresentanza Sindacale è forte e viene avvertita in tutti i luoghi di lavoro, veniva avvertita prima del caso Mirafiori e viene avvertita ancora di più in seguito a quella vicenda sindacale ma anche profondamente politica.
    Oltre a pesanti e per chi scrive inaccettabili condizioni lavorative uno dei punti più critici di quell’accordo è sicuramente quello legato alla Rappresentanza Sindacale, noi riteniamo che estromettere la Fiom in quanto sindacato non firmatario dell’accordo dalle Rsu e dalla stessa possibilità di fare sindacato in Fabbrica sia inaccettabile e segno di una deriva neo-autoritaria delle relazioni sindacali.
    E’ per questo che occorre, oggi come mai prima, una legge nazionale che disciplini le elezioni delle Rsu, lo strumento del referendum, la rappresentanza effettiva dei Sindacati.
    Questa legge che doveva prendere come fondamenta l’accordo unitario confederale del 1993 che tutt’oggi regola questi aspetti (per le aziende che sono dentro il contratto nazionale, aggirato per questo da Marchionne con la formazione delle Newco) non si èmai fatta, si è persa nelle agende politiche, sia dei governi di centro-destra che di quelli del centro-sinistra.
    La Cgil ha raccolto le firme per una legge di iniziativa popolare ed è a quella legge che questo Documento si rifà, il futuro disegno di legge da far discutere in Senato da parte dei parlamentari di Uniti per POL dovrà basarsi su alcuni punti cardine che riprendono l’accordo del 1993 rafforzandolo e migliorandolo nelle sue parti meno efficaci.
    1) L’accordo del 1993 fissa la soglia dei 15 dipendenti per la possibilità di organizzare una Rsu, è opportuno per allargare le tutele e le funzioni che la Rsu garantisce allargare la possibilità di formare Rappresentanze Sindacali unitarie in tutti i luoghi di lavoro, di qualsiasi sede e di qualsiasi entità numerica.
    2) Le regole delle Elezioni della Rsu vanno fissate nel futuro d.d.l. partendo dal principio di rappresentatività dei sindacati in maniera proporzionale con liste concorrenti
    3) Il d.d.l. dovrà affermare con forza la centralità del Giudice del Lavoro su tutte le questioni di controversia all’interno della Rsu e tra l’Rsu e il datore di lavoro legittimando i ricorsi contro i comportamenti di quest’ultimo ai sensi dello Statuto dei Lavoratori (legge 300 del 1970)
    4) Riteniamo che sia scorretto e sbagliato utilizzare lo strumento del Referendum senza un criterio uguale in tutte le situazioni, la legge dovrà stabilire che per ogni accordo da stipulare in maniera valida sarà necessario il referendum da tenere tra i lavoratori, a voto segreto con maggioranza assoluta dei votanti.
    5) In quanto legge nazionale tutte le aziende sono tenute a rispettarla e sono considerate contrarie alla legge discriminazioni per quanto riguarda l’elezione della Rsu tra sindacati firmatari di un accordo e sindacati non firmatari.
    Partendo da questi 4 paletti si dovranno elaborare con precisione gli articoli della Legge che questo Documento intende integrare come uno degli obiettivi del Programma del centro-sinistra.
    PROPOSTA DI LEGGE STEDIESSINO - Sicurezza sul Lavoro

    Il tema dei morti sul lavoro è uno dei più tristi e più squallidi nella nostra società, e purtroppo è anche uno di quei temi più all'ordine del giorno anche se oscurati dai Media e dall'Informazione se non nei casi clamorosi.
    Siamo in un Paese in cui il Ministro dell'Economia ha sentenziato "la legge 626 è un lusso che non ci possiamo più permettere" senza nessuna replica di condanna vera, forte e bipartisan (figuriamoci), la legge 626 del 1994 è di fatto entrata nel Testo Unico Sicurezza sul Lavoro del 2008, noi riteniamo vada difesa e semmai riformata ed ampliata garantendo maggiore sicurezza, maggiori pene, maggiore responsabilità ed incentivi fiscali per le aziende virtuose, quest'ultimo punto (quello relativo agli incentivi) sarà oggetto di un altro DDL.

    Articolo 1 La pena massima prevista dal sistema sanzionatorio a seguito di infrazioni delle norme sulla sicurezza del luogo di lavoro viene elevata dall'attuale periodo di 1 anno e 6 mesi di reclusione ad periodo di 10 anni di reclusione.

    Articolo 2 Le pene erogate a seguito di infrazioni delle norme sulla sicurezza del luogo di lavoro non sono in alcun caso commutabili in pene pecuniarie.

    Articolo 3 Viene istituito per le aziende con più di 15 dipendenti l'obbligo di istituire un Tavolo Per la Sicurezza Interna alla quale dovranno partecipare con sedute semestrali i Rappresentanti della sicurezza (eletti dai lavoratori),i Rappresentanti Sindacali,il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione dell'azienda (RSPP), un ispettore indicato dal Ministero del lavoro (in ambito provinciale) e le Forze dell'Ordine locali. Compito del Tavolo è assicurare un vigile e continuativo controllo della sicurezza strutturale e sanitaria dell'ambito lavorativo.

    Articolo 4 Viene fatto divieto alle imprese che stiano subendo un processo per violazione delle norme sulla sicurezza sul luogo di lavoro di partecipare a gare per appalti pubblici statali. A tal proposito sarà quindi necessario presentare un apposito certificato, rilasciato dal ministero del lavoro (necessariamente entro quindici giorni dalla data della richiesta, allo scadere del quale sarà possibile presentare una autocertificazione), per poter partecipare alle gare d'appalto.

    Articolo 5 I sindacati hanno facoltà di chiedere in qualsiasi momento che il datore di lavoro consenta loro di visionare e controllare la sicurezza e la salubrità del luogo di lavoro, per un massimo di 4 volte annuali. nel caso in cui la richiesta dei sindacati non venga rispettata questi hanno facoltà di rivolgersi al ministero del lavoro che potrà procedere a sospendere l'attività dell'impresa per il tempo necessario al sindacato per svolgere le operazioni di controllo richieste.

    Articolo 6 Un'azienda il cui proprietario abbia precedenti penali a seguito di violazione delle norme sulla sicurezza del luogo di lavoro che venga rilevata da un nuovo proprietario, anche se incensurato, non potrà riprendere le attività prima che il Tavolo per la Sicurezza Interna o il ministero del lavoro in caso di assenza o impossibilità per il primo, non abbia verificato che la sicurezza e la salubrità dell'ambito lavorativo.

    Articolo 7 Un lavoratore o una lavoratrice che abbiano riscontrato lesioni gravi in seguito ad incidenti dovuti a carenze della sicurezza sul luogo di lavoro e le famiglie di un lavoratore o una lavoratrice che abbiano perso la vita in seguito ad incidenti dovuti a carenze della sicurezza hanno facoltà di chiedere un risarcimento pecuniario all'impresa in questione (che deciderà il Giudice del Lavoro tenendo presente alcuni parametri) come risarcimento del danno prima e durante il processo contro i/il colpevole della violazione delle norme sulla sicurezza del luogo di lavoro.

    Articolo 8 In caso di responsabilità evidenti del Subappaltatore per carenze in materia di sicurezza, la responsabilità giuridica di tali violazioni verrà ripartita in parti uguali tra l'azienda appaltatrice ed il subappaltatore.

    Articolo 9 Il lavoratore ha diritto a percepire l'intera retribuzione mensile nei casi in cui l'assenza dal luogo di lavoro sia causata da un infortunio conseguente a negligenze del datore di lavoro in materia di sicurezza interna per tutto il periodo di convalescenza.

    Articolo 10 Il datore di lavoro che, per aumentare la produttività, impedisca l'utilizzo degli strumenti di sicurezza dei macchinari e delle strutture lavorative, potrà subire il sequestro temporaneo dei macchinari e/o l'erogazione di una multa a seguito di un rapporto dell'ispettore del ministro del lavoro, su segnalazione di uno o più dipendenti dell'impresa.
    VOTA NO AL REFERENDUM DEL 4 DICEMBRE
    UN NO COSTITUENTE PER LA DEMOCRAZIA CONTRO L'AUSTERITA'
    http://www.sinistraitaliana.si/ - http://www.noidiciamono.it/

  4. #64
    Anti-liberista
    Data Registrazione
    12 Apr 2010
    Località
    Abruzzo
    Messaggi
    22,800
     Likes dati
    3,394
     Like avuti
    1,747
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: Thread di confronto LR-UPP/ST

    Dato che al Senato si parlerà anche di Fisco, qui c'è una bozza della Riforma Fiscale proposta dal compagno Capogruppo di UPP alla Camera Francpolitik

    Bozza di riforma del Fisco (proposta francpolitik)

    Il fisco italiano è fallace e la spesa pubblica è in continuo aumento. I servizi sono scarsi e mal funzionanti e la qualità non trova corrispondenza nell’ingente spesa. Per tale ragione, in vista di un taglio strutturale degli sprechi e di una ristrutturazione della spesa, viene rimodulato il sistema contributivo italiano.
    1. L’Imposta sul reddito delle Persone Fisiche
    La cosiddetta IRPEF è attualmente scaglionata in base a criteri progressivi a seconda della capacità contributiva. Gli attuali scaglioni sono però ingiusti ed è doverosa l’azione riformatrice in uno stato di diritto.

    Scaglione (in €) aliquota

    fino a €5.000 esenzione totale
    da €5.001 a €30.000 23%
    da €30.001 a €75.000 33%
    da €75.001 a €125.000 38%
    da 125.001 in su 43%

    2. L’Imposta sul Valore Aggiunto
    La cosiddetta IVA è troppo spesso evasa e il suo recupero è alla base di una seria politica finanziaria di un governo. Per tale ragione, lo Stato detrarrà l’IVA dalle dichiarazioni dei redditi di un qualsiasi cittadino, sottoforma di sgravi fiscali di pari valore dell’IVA che dovrà essere certificata mediante presentazione di ricevute fiscali, e che varrà per tutte le prestazioni provenienti da liberi professionisti o attività private definite dalla legge, in campo legale, medico, commerciale, ecc.
    Si calcola che grazie a questa norma, lo Stato dovrebbe recuperare buona parte del reddito evaso al fisco da liberi professionisti, lavoratori autonomi o commercianti.
    3. Prestazioni professionali
    Qualsiasi prestazione professionale potrà essere esercitata, purché nell’ambito della legge. Le prestazioni professionali dovranno essere certificate e sarà permesso di rilasciare una regolare ricevuta fiscale anche ai lavoratori dipendenti dello stato. Ad esempio, gli insegnanti potranno tenere ripetizioni dopo l’orario di lavoro ma saranno obbligati a rilasciare regolare fattura, che il cittadino usufruente potrà allegare alla propria dichiarazione dei redditi, vedendosi sgravata l’IVA spesa.
    4. La dichiarazione dei redditi
    La dichiarazione dei redditi potrà essere compilata dal contribuente senza dover consultare uno specialista. Il contribuente potrà scaricare il modulo dal sito del Ministero dell’Economia e delle Finanze e inviarlo allegato a un proprio documento e alla propria firma sia via posta, sia via internet sia materialmente, portandolo presso un ufficio territoriale dell’Agenzia delle Entrate.
    La legge disciplina i modelli di dichiarazione, che consisteranno in un’autocertificazione, alla quale andranno allegati tutti i documenti richiesti: fatture per eventuali sgravi fiscali, certificati di famiglia per eventuali sgravi fiscali, ecc. Il modello dovrà essere semplificato e comprensibile e dovrà pervenire agli uffici dell’erario a seconda delle normative vigenti.
    La presente legge dichiara abrogati gli articoli in materia di privacy per quanto riguarda la politica fiscale e rende legale la pubblicazione delle dichiarazioni dei redditi di tutti i cittadini italiani. Si potrà inoltre richiedere la loro consultazione via sms, secondo un prezzo stabilito dal Ministero dell’Economia e delle Finanze.
    5. Rendite finanziare
    L’aliquota di tassazione delle rendite finanziarie e da capitale è elevata dal 12,5% al 23,5%, con procedura immediata.
    6. Lotta all’evasione fiscale
    In materia di lotta all’evasione fiscale, punto cardine di una seria politica economica, la riforma prevede l’introduzione della tracciabilità finanziaria per tutte le transazioni superiori ad importo di €100. È permesso il rientro dei capitali dall’estero, previo pagamento di una sanzione del 40% sull’ammontare totale del capitale.
    È abrogata l’opzione di creare società immobiliari possedenti un solo immobile inferiore a 1000 mq. Questo per contrastare l’uso dilagante di società immobiliari in verità inesistenti che mettono al riparo dalla tassazione i propri immobili e il proprio capitale.
    Contrasto all’utilizzo delle cosiddette “scatole cinesi” che rendono di fatto irrintracciabili i proprietari di una determinata società. Inasprimento fiscale per le società che utilizzano questo schema.
    VOTA NO AL REFERENDUM DEL 4 DICEMBRE
    UN NO COSTITUENTE PER LA DEMOCRAZIA CONTRO L'AUSTERITA'
    http://www.sinistraitaliana.si/ - http://www.noidiciamono.it/

  5. #65
    gufo
    Data Registrazione
    21 Dec 2010
    Messaggi
    10,476
     Likes dati
    0
     Like avuti
    5,055
    Mentioned
    250 Post(s)
    Tagged
    19 Thread(s)

    Predefinito Rif: Thread di confronto LR-UPP/ST

    Spero di rispondere a tutti in modo esauriente almeno sul lavoro che mi sembra prioritario.

    Garat ho letto le proposte ma quella di Manfr la rinvierei ad una specifica discussione sul welfare che in questo momento non possiamo permetterci di affrontare per una questione di tempo. Detto questo ti rispondo sul resto.
    La tua proposta ricalca quella della Madia e altri (pdl 2630/09) con la previsione di un salario minimo. E' un assetto possibile anche se perpetua il sistema attuale che oltre ad aver dimostrato di contenere incentivi perversi sulla produttività impone anche una rigidità nell'impiego del fattore lavoro che non è più sostenibile e che è tra le cause della scarsa attrazione di investimenti. Inoltre le tutele pur essendo maggiori di quelle attualmente previste sono pur sempre (a mio avviso iniquamente) inferiori a quelle previste per i lavoratori anziani.
    Su questo ultimo punto si può soprassedere per opportunità politica magari prevedendo che il nuovo contratto si applichi solo ai nuovi entranti. Però l'approccio di mantenere un contratto debole per i giovani e un contratto troppo rigido per i più anziani semplifica ma non aggredisce i problemi che una legislazione giuslavoristica antinquata sta causando all'intero sistema economico. Per questo ribadisco: il contratto sia unico, iniziamo ad applicarlo ai nuovi entranti in modo graduale ma che sia il futuro. Le nette discontinuità e le finestre sono proprio i dettagli dove si annida il diavolo e che determinano l'iniqua dualità del mercato del lavoro.
    Come dimostra la vicenda Fiat nel mercato globale non esistono certezze e quelle che vengono spacciate come tali vengono pagate ad un salatissimo prezzo. La soluzione non è rifiutare il cambiamento dei tempi ma adeguarsi garantendo tanto la flessibilità tanto una potente protezione dalla disoccupazione. Una maggiore produttività significa più occupazione e con opportune regole di contrattazione anche salari più alti.

    Per rispondere ad Haxel sempre sul lavoro.
    La presunzione di discriminazione dopo il ventesimo anno di anzianità è una misura volta a scoraggiare al massimo livello l'eventualità che Garat giustamente additava come grave di un cinquantenne che perde il lavoro. Questo deve essere un caso realmente estremo ma se come proponevo prima applichiamo il contratto solo ai nuovi assunti abbiamo almeno vent'anni per ragionarci sopra e per abituare il mercato del lavoro alla flessibilità.
    Per quanto riguarda il preavviso è proporzionato all'anzianità ma è previsto tutt'oggi e si può e deve conservare.
    Sul trattamento complementare e l'obbligo aiutare il reinserimento del lavoratore posso riformulare meglio l'articolo. Da come ho scritto non è chiaro che il datore di lavoro dovrebbe 1) appoggiarsi ad agenzie non necessariamente pubbliche per far reinserire altrove i licenziati, 2) farlo è nel suo interesse perché il trattamento complementare cessa anticipatamente in caso il dipendente inizi un nuovo rapporto di lavoro.
    Lo posso riformulare meglio.

    Per rispondere a SteDiessino (sempre sul lavoro).
    Come dicevo a Garat con l'attuale contratto a tempo indeterminato non si va da nessuna parte. Lo possiamo far sopravvivere per chi lo ha già ma come dicevo per i nuovi entranti deve esserci qualcosa di diverso flessibile ma sicuro e la sicurezza non deve venire dalla rigidità ma dalla forza, in caso di disoccupazione, delle misure di sostegno al reddito e di reinserimento. Diversamente la produttività stagna di conseguenza i salari, e gli investimenti mancano.
    Per quanto riguarda il sussidio ecco i numeri: tra INPS e datore di lavoro al primo anno il lavoratore ottiene 80% della retribuzione (e già oggi oltre 8 lavoratori su 10 ri-trovano il lavoro entro l'anno), il 60% al secondo anno e il 40% al terzo. A me francamente non sembra basso però se ne può discutere magari rendendo più piatta la distribuzione del trattamento complementare dell'impresa per esempio portandolo a 30-20-20 in modo da incentivare l'attività di reinserimento. In questo modo il lavoratore otterrebbe 80-60-50.
    Sulla rappresentanza sindacale ho letto e spero di articolare a breve una proposta con cui confrontarmi con te.
    Per quanto riguarda la proposta sulla sicurezza nei luoghi di lavoro trovo la tua proposta condivisibile. Ci sono alcuni articoli che non mi convincono più per le possibili degenerazioni connesse alla loro applicazione che per il sacrosanto principio che sta dietro di essi, per essere preciso il 3 e il 5. Comunque complimenti sia per la proposta che per il voto eheh.
    Ultima modifica di olivo; 09-06-11 alle 02:07

  6. #66
    gufo
    Data Registrazione
    21 Dec 2010
    Messaggi
    10,476
     Likes dati
    0
     Like avuti
    5,055
    Mentioned
    250 Post(s)
    Tagged
    19 Thread(s)

    Predefinito Rif: Thread di confronto LR-UPP/ST

    Per quanto riguarda il fisco se vogliamo parlarne seriamente per prima cosa serve una stima delle risorse liberate con la prima proposta di Garat che è condivisibile e ricalca su larga scala quello che è anche il nostro programma. Poi dovreste razionalizzare le vostre due proposte, la seconda di Garat e quella di Francpolitik e arrivare ad una stima delle risorse necessarie. Dal momento che avete studiato quelle questioni avrete un'idea degli ordini di grandezza quindi tirateli fuori e ragioniamo.

    La mia modesta proposta fiscale si riduce a due articoli: uno dove si riducono le tasse sul lavoro e un altro che copre questo minore gettito con l'imu. Quindi è facilmente inseribile nel contesto di altre proposte essendo "autofinanziata". La razionalizzazione della spesa può passare da una ridefinizione delle pensioni più alte ma sono aperto anche ad altre vostre proposte oltre al doveroso, ma tutto sommato ridotto rispetto agli ordini di grandezza necessari, taglio dei costi della politica. Le risorse liberate sarei tendenzialmente più favorevole ad impiegarle per ridurre il debito pubblico ma questo dipende anche dalla vostra posizione in materia. Ditemi intanto se a livello di principio queste proposte possono andare nella giusta direzione e se sì le articolerò con tanto di numeri.
    Ultima modifica di olivo; 09-06-11 alle 02:27

  7. #67
    gufo
    Data Registrazione
    21 Dec 2010
    Messaggi
    10,476
     Likes dati
    0
     Like avuti
    5,055
    Mentioned
    250 Post(s)
    Tagged
    19 Thread(s)

    Predefinito Rif: Thread di confronto LR-UPP/ST

    Permettetemi di dire che qualunque cosa abbia ritardato di tre o quattro giorni questa discussione (inutile discutere su chi e perché) adesso stiamo lavorando bene e anche io assicuro il mio massimo impegno per quel che mi compete scrivendo anche ad orari improbabili pur di rispondere il prima possibile eheh. Ci tengo a precisare che non sono ancora andato in senato a fare gazzara, per una questione di lealtà: questo perché senza prima avere discusso con voi di quelle cose su cui decidiamo di coordinarci non voglio in alcun modo rendermi protagonista di sterili fughe in avanti.. Abbiamo questo tavolo, abbiamo i numeri, abbiamo il modo per sfruttarli, sono sicuro che ce la faremo nonostante il rodaggio sia dei più impegnativi con tre temi oserei dire immensi.

  8. #68
    gufo
    Data Registrazione
    21 Dec 2010
    Messaggi
    10,476
     Likes dati
    0
     Like avuti
    5,055
    Mentioned
    250 Post(s)
    Tagged
    19 Thread(s)

    Predefinito Rif: Thread di confronto LR-UPP/ST

    Altre considerazioni sparse sul modello di contratto unico rispetto a quello con i due contratti successivi.

    Il contratto così come disciplinato in quei termini vuole evitare che, come oggi, i lavoratori entrino nel mercato del lavoro con un contratto temporaneo per poi dover vivere nella spasmodica attesa di una sua conversione in un contratto a tempo indeterminato. E' da subito un contratto a tempo indeterminato. Nessuna conversione è richiesta. E la protezione contro il rischio di licenziamento viene fornita fin dal primo giorno.

    Da anni si cerca di contrastare il dualismo del nostro mercato del lavoro con incentivi fiscali alle assunzioni con contratti a tempo indeterminato. Come hanno mostrato valutazioni dell’esperienza italiana e di altri incentivi di questo tipo istituiti in Spagna, i risultati sono molto deludenti perché spesso si incentiva ad assumere con contratti atipici chi altrimenti verrebbe fin da subito assunto con contratti a tempo indeterminato, pur di beneficiare degli incentivi alla conversione. E per rendere conveniente la trasformazione, l’incentivo deve essere sostanzioso date le attuali asimmetrie fra contratti a tempo indeterminato e lavori temporanei. Questo significa costi molto elevati per le casse dello stato, quindi nuove tasse. Il contratto unico non costa nulla alle casse dello stato ed è molto più efficace perché cerca di trasformare tutte le assunzioni in contratti a tempo indeterminato fin dall’inizio.

    Il problema del precariato risiede nella combinazione di bassi salari e instabilità. I lavoratori non hanno modo di assicurarsi contro il rischio di perdere il loro impiego. Il principio seguito nella proposta è proprio quello di imporre ai datori di lavoro che volessero assumere con contratti a progetto o a tempo determinato di pagare i lavoratori al di sopra di una soglia stimata in una cifra congrua: 40.000 € all'anno.

    Coerente con l’idea che bisogna fornire ai lavoratori la possibilità di assicurarsi contro i rischi è anche il progressivo allineamento dei contributi previdenziali fra i diversi tipi di contratto. E sempre coerente con questa filosofia è la scelta di prevedere un minimo retributivo, un salario minimo per i lavoratori non contrattualizzati, ormai una quota maggioritaria dell’occupazione. Queste due considerazioni penso di recepirle nella successiva proposta dove includerò anche le proposte sulla rappresentanza.
    Ultima modifica di olivo; 09-06-11 alle 02:59

  9. #69
    gufo
    Data Registrazione
    21 Dec 2010
    Messaggi
    10,476
     Likes dati
    0
     Like avuti
    5,055
    Mentioned
    250 Post(s)
    Tagged
    19 Thread(s)

    Predefinito Rif: Thread di confronto LR-UPP/ST

    Ecco una versione che tiene conto delle considerazioni ora sviluppate:

    Art. 1 La presente disciplina si applica a tutte le imprese e a tutti i lavoratori che dal rapporto di lavoro traggano almeno i due terzi del loro reddito e questo in ogni caso sia inferiore a 40.000 €. Per gli altri rapporti di lavoro è prevista la libera recedibilità salvo diversa disposizione dei contratti individuali.

    Art. 2 Il licenziamento determinato da motivo discriminatorio o irrogato per motivo disciplinare in difetto di giustificazione può essere impugnato dal lavoratore. E' nullo ed è prevista la reintegrazione o un risarcimento. Il licenziamento dopo il ventesimo anno di anzianità è presunto come discriminatorio per età e il datore di lavoro deve dimostrarne in giudizio la necessità.

    Art. 3 Il licenziamento determinato da motivo economico richiede un preavviso di un mese per ogni anno di anzianità fino ad un massimo di dodici mesi. Il lavoratore ha diritto ad una indennità corrisposta dal datore di lavoro pari a un mese di retribuzione per ogni anno di anzianità.

    Art. 4 Vengono aboliti la cassa integrazione straordinaria, le liste di mobilità e i sussidi ordinari e a requisiti ridotti, e sostituiti da un sussidio di disoccupazione mensile che viene corrisposto a tutti gli iscritti all'INPS da almeno due anni con almeno 52 settimane di lavoro nell'arco del biennio che siano senza un lavoro. Viene corrisposto per un massimo di tre anni o comunque della durata del precedente rapporto di lavoro diminuita di un anno. Il sussidio di disoccupazione è corrisposto dall'INPS: nella misura del 50% della retribuzione lorda mensile il primo anno, nella misura del 40% il secondo e nella misura del 30% il terzo.

    Art. 5 Il datore di lavoro corrisponde al lavoratore licenziato un trattamento complementare mensile subordinato alla partecipazione del lavoratore licenziato a iniziative di riqualificazione e di ricerca del lavoro promosse dal datore di lavoro o da un'agenzia incaricata. Viene corrisposto per un massimo di tre anni o comunque della durata del precedente rapporto di lavoro diminuita di un anno. Il trattamento complementare mensile è corrisposto dal datore di lavoro nella misura: del 30% della retribuzione lorda mensile il primo anno, del 20% il secondo e del 20% il terzo.

    Art. 6 Si istituisce il salario minimo nazionale da applicare a ogni prestazione di lavoro, determinato annualmente dal CNEL.

    Art. 7 Qualunque prestazione di lavoro è assoggettata ad un'aliquota previdenziale pari al 33 per cento.

    Art. 8 Il contratto collettivo nazionale stipulato dal sindacato o coalizione maggioritaria è la disciplina applicabile in tutta la categoria salvo che ad un livello inferiore un sindacato o coalizione maggioritaria abbia stipulato un altro contratto di contenuto diverso purché il sindacato stipulante in deroga sia radicato in almeno quattro regioni.

    Art. 9 Sono determinati a livello nazionale gli incrementi salariali applicati a tutta la struttura retributiva volti a mantenere inalterata la capacità di acquisto, prendendo come riferimento gli obiettivi di inflazione della Bce. Sono determinate a livello nazionale per ogni settore le regole che legano il salario all’andamento della produttività aziendale, da applicare ex-post alle imprese in cui durante il periodo coperto dal contratto nazionale non sia stato possibile sottoscrivere un contratto aziendale.

    Art. 10 I contratti stipulati in deroga al contratto nazionale devono contemplare premi di produttività positivi o negativi definiti ex-ante e immediatamente monetizzati in base ai risultati aziendali.

    Art. 11 Sono detassati totalmente i guadagni di produttività futuri misurati in termini di crescita del valore aggiunto al netto dell’inflazione per un periodo di tempo prestabilito di cinque anni.

  10. #70
    gufo
    Data Registrazione
    21 Dec 2010
    Messaggi
    10,476
     Likes dati
    0
     Like avuti
    5,055
    Mentioned
    250 Post(s)
    Tagged
    19 Thread(s)

    Predefinito Rif: Thread di confronto LR-UPP/ST

    Sull'art. 11 una breve considerazione esplicativa.

    E' un modo per affrontare la questione salariale senza rinunciare al programma di stabilizzazione fiscale e senza aggravare il trend negativo della produttività. Detassare i guadagni futuri dovuti all'incremento della produttività darebbe tono alla domanda corrente di beni: i lavoratori anticiperebbero maggiori redditi per il futuro e sarebbero incoraggiati a spendere di più oggi. Le imprese anticiperebbero maggiore domanda e sarebbero incoraggiate ad investire da subito. Si favorirebbe così la ripresa ciclica. Più rilevante ancora è il fatto che la detassazione degli incrementi di reddito incoraggerebbe la produttività. Poichè la detassazione è condizionata agli incrementi di produttività, se ben articolata nei dettagli, potrebbe incentivare le imprese e i lavoratori, ad accrescere l’offerta di lavoro e la produttività. Questo favorirebbe l’inversione del trend negativo della produttività.

    Sul fronte dei conti pubblici la detassazione degli incrementi di reddito reale non richiederebbe di reperire risorse addizionali per mantenere inalterato il disavanzo. La detassazione avviene solo se vi sono redditi aggiuntivi su cui applicarla. Quello che però comporta è che quei redditi aggiuntivi siano lasciati a disposizione dei privati. Una detassazione completa dei redditi aggiuntivi mantiene il gettito totale e la spesa pubblica costanti, in termini di potere d’acquisto. Pertanto, in rapporto al PIL, spesa pubblica, gettito fiscale e disavanzo si ridurrebbero progressivamente, tanto più rapidamente quanto più elevata la crescita del reddito. Questo risanerebbe in modo naturale e relativamente indolore i nostri conti pubblici.
    Ultima modifica di olivo; 09-06-11 alle 03:25

 

 
Pagina 7 di 92 PrimaPrima ... 6781757 ... UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. THREAD DI CONFRONTO E/O UNIONE TRA MIP, ST E DLEL
    Di Haxel nel forum Prima Repubblica di POL
    Risposte: 42
    Ultimo Messaggio: 18-06-11, 16:55
  2. Commenti al thread di confronto LR-UPP/ST
    Di Haxel nel forum Prima Repubblica di POL
    Risposte: 84
    Ultimo Messaggio: 02-06-11, 19:16
  3. Risposte: 5
    Ultimo Messaggio: 09-11-08, 21:40
  4. Thread commenti a Confronto Soldato del Re, PopolareDl, Ronnie, Venom
    Di Gianfranco nel forum Prima Repubblica di POL
    Risposte: 3
    Ultimo Messaggio: 11-01-08, 16:33
  5. Confronto
    Di Giovanni Diamanti nel forum Prima Repubblica di POL
    Risposte: 253
    Ultimo Messaggio: 07-01-08, 16:28

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito