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Discussione: Terza Repubblica

  1. #111
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    Predefinito Riferimento: Terza Repubblica

    Il Governo Mussolini è stato in carica dal 31 ottobre 1922 al 25 luglio 1943 per un totale di 7.572 giorni, ovvero 20 anni, 8 mesi e 25 giorni: il più lungo della storia d'Italia.
    http://it.wikipedia.org/wiki/Governo_Mussolini
    Siamo noi, siamo noi, i Campioni dell'Europa siamo noi

  2. #112
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    Predefinito Riferimento: Terza Repubblica

    Non vi fu una coalizione di governo, ma furono chiamate singole personalità. Di liberali vi erano vari ragruppamenti , di uno chiamato PLI leggo per la prima volta su Wikipedia ( mentre mi risulta vi fosse un più generico partito liberale) . Giolitti. ad esempio, quando passarono per l'ultima volta chiedere un contributo per il suo ragruppamento parlamentare "liberali e democratici" , cancellò liberali e lasciò democratici, fu la dichiarazione della inanità del liberalesimo della vecchia Italia ad affrontare i problemi della politica di massa. Ma non dirlo a Franceschini , altrimenti iscrive anche Giolitti, subito dopo Grillo, al partito democratico.
    "E' decretato che ogni uomo il quale s'accosta alla setta dei moderati debba smarrire a un tratto senso morale e dignità di coscienza?" G. Mazzini

    http://www.novefebbraio.it/

  3. #113
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    Predefinito Riferimento: Terza Repubblica

    Citazione Originariamente Scritto da edera rossa Visualizza Messaggio
    Non vi fu una coalizione di governo, ma furono chiamate singole personalità. Di liberali vi erano vari ragruppamenti , di uno chiamato PLI leggo per la prima volta su Wikipedia ( mentre mi risulta vi fosse un più generico partito liberale) . Giolitti. ad esempio, quando passarono per l'ultima volta chiedere un contributo per il suo ragruppamento parlamentare "liberali e democratici" , cancellò liberali e lasciò democratici, fu la dichiarazione della inanità del liberalesimo della vecchia Italia ad affrontare i problemi della politica di massa. Ma non dirlo a Franceschini , altrimenti iscrive anche Giolitti, subito dopo Grillo, al partito democratico.
    Michia, dovevano essere parecchie anche le singole personalità che gli hanno dato la fiducia in parlamento, viisto che il cabv Benito Mussolini è riuscito ad ottenere la maggioranza col 19% dei voti e 105 deputati su 535 (notare la perfetta proporzione tra la percentuale dei voti e il numero dei deputati, ma allora è vero che il sistema proporzionale è davvero di gran lunga il sistema piu' democratico di tutti)

    Partitivotivoti (%)seggi
    Partito Socialista Italiano 1.569.559 25 123
    Partito Popolare Italiano 1.347.000 20,8 108
    Blocchi Nazionali 1.210.000 19,1 105
    Partito Liberale Democratico660.000 10,4 68
    Partito Liberale 450.000 7,1 43
    Partito Democratico Sociale 300.000 4,7 29
    Partito Comunista d'Italia 291.952 4,6 15
    Partito Repubblicano Italiano 120.000 1,9 6
    Partito Democratico Riformista 114.000 1,8 11
    Partito dei Combattenti 107.000 1,7 10
    Liste di slavi e di tedeschi 82.000 1,3 9
    Partito Economico 50.000 0,8 5
    Partito dei Socialisti Indipe ndenti 37.000 0,6 1
    Fasci di combattimento 31.000 0,5 2
    Totale 100,00 535

    Da notare la curiosa coincidenza in base alla quale il Partito Socialista italiano aveva il 25% piu' o meno come il PD nel 2009, il PPI aveva il 20% piu' o meno come Margherita + UDC nel 2006, il Partito Comunista aveva il 4,6% piu' o meno come RC, e il Blocco sociale aveva il 19% piu' o meno (anzi meno) della Lega + AN alle elezioni del 2006, mentre i repubblicani veleggiavano al solito 1,9% come nel dopoguerra
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  4. #114
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    Predefinito Riferimento: Terza Repubblica

    Citazione Originariamente Scritto da brunik Visualizza Messaggio
    Michia, dovevano essere parecchie anche le singole personalità che gli hanno dato la fiducia in parlamento, viisto che il cabv Benito Mussolini è riuscito ad ottenere la maggioranza col 19% dei voti e 105 deputati su 535 (notare la perfetta proporzione tra la percentuale dei voti e il numero dei deputati, ma allora è vero che il sistema proporzionale è davvero di gran lunga il sistema piu' democratico di tutti)

    Partitivotivoti (%)seggi
    Partito Socialista Italiano 1.569.559 25 123
    Partito Popolare Italiano 1.347.000 20,8 108
    Blocchi Nazionali 1.210.000 19,1 105
    Partito Liberale Democratico660.000 10,4 68
    Partito Liberale 450.000 7,1 43
    Partito Democratico Sociale 300.000 4,7 29
    Partito Comunista d'Italia 291.952 4,6 15
    Partito Repubblicano Italiano 120.000 1,9 6
    Partito Democratico Riformista 114.000 1,8 11
    Partito dei Combattenti 107.000 1,7 10
    Liste di slavi e di tedeschi 82.000 1,3 9
    Partito Economico 50.000 0,8 5
    Partito dei Socialisti Indipe ndenti 37.000 0,6 1
    Fasci di combattimento 31.000 0,5 2
    Totale 100,00 535

    Da notare la curiosa coincidenza in base alla quale il Partito Socialista italiano aveva il 25% piu' o meno come il PD nel 2009, il PPI aveva il 20% piu' o meno come Margherita + UDC nel 2006, il Partito Comunista aveva il 4,6% piu' o meno come RC, e il Blocco sociale aveva il 19% piu' o meno (anzi meno) della Lega + AN alle elezioni del 2006, mentre i repubblicani veleggiavano al solito 1,9% come nel dopoguerra
    ed adesso che hai elencato i voti prova a ipetere che l'azione di sciaboletta non è stata determinante.
    Beh, certi confronti fra numeri , ma con date diverse mi ricordano quei miei amici che trovano le più strane coincidenze astrali nelle dimensioni di una piramide o di una cattedrale. Brunik, non è che lavorare troppo con questo caldo ti fa male?
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  5. #115
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    Predefinito Riferimento: Terza Repubblica

    Tu personalizzi troppo la politica, amico, non è che Sciaboletta vivesse in un acquario, viveva in una democrazia proporzionale, con tutti i suoi bei partiti politici che rappresentavano il suo bel baluardo della democrazia come ora vado a dimostrarti:.


    Il Partito Democratico Sociale Italiano venne formato in previsione delle elezioni politiche italiane del 1919 come coalizione elettorale comprendente diversi partiti, in precedenza corrispondenti alla corrente di sinistra dell' area liberale:
    Nel 1921 vi si unirono:
    La coalizione ottenne il 10,9% dei voti, e venne ripresentata anche alle elezioni del 1921 (4,7%) e 1924 (1,4%), in alleanza con il Partito Nazionale Fascista di Mussolini.
    Il PDSI diede la fiducia al governo Mussolini e fece parte della squadra governativa fino all'1 luglio 1924; tre furono i suoi esponenti che parteciparono la compagine governativa: Teofilo Rossi ministro dell'Industria, Gabriello Carnazza titolare del dicastero dei Lavori Pubblici e Giovanni Antonio Colonna di Cesarò (fondatore e segretario del partito) a capo delle Poste e Telegrafi.


    Il Partito Liberale Italiano (PLI) era un partito politico italiano fondato nel 1922 da vari esponenti della classe politica che aveva governato il Regno d'Italia nel suo primo sessantennio di vita, e poi ricreato nel 1944 ad opera di Benedetto Croce dopo la chiusura della parentesi del Ventennio fascista.
    L'introduzione del sistema proporzionale nel 1919 e il conseguente trionfo dei partiti di massa socialista e popolare, costrinse anche i liberali a cominciare a porsi il problema di più stabili forme organizzative. Il Partito Liberale Italiano fu fondato nel 1922 dagli eredi della classe dirigente liberale che, da Camillo Benso di Cavour a Giovanni Giolitti, aveva fino a quel momento guidato il governo statale.
    Il nuovo soggetto fu tuttavia più un punto di riferimento aperto, che un partito che intendesse esaurire la rappresentanza politica liberale. Di fronte all'ascesa del fascismo, i liberali avanzarono sì critiche a difesa delle garanzie statutarie, ma in molti casi collaborarono all'instaurazione del nuovo regime autoritario, sia a livello centrale dove molti esponenti entrarono nel Governo Mussolini all'indomani della Marcia su Roma, sia a livello locale dove in molti casi fornirono al PNF il materiale umano per abbattere le esperienze amministrative socialiste e popolari. In vista delle elezioni del 1924 la maggioranza dei liberali accettò di entrare nel Listone Mussolini, seppur con rilevanti ed autorevoli eccezioni, prima fra tutte quella di Giovanni Giolitti.

    Il Partito Popolare Italiano (PPI) fu un partito politico nato il 18 gennaio 1919 e ispirato alla dottrina sociale della Chiesa, fondato da Luigi Sturzo insieme a Giovanni Bertini, Giovanni Longinotti, Angelo Mauri, Remo Vigorelli e Giulio Rodinò.
    Il PPI rappresentò per i cattolici italiani il ritorno organizzato alla vita politica attiva dopo lunghi decenni di assenza a causa del non expedit conseguente alle vicende dell'unificazione nazionale.
    Appena fondato, il PPI poté contare in Parlamento su 19 deputati, eletti in precedenza con il cosiddetto Patto Gentiloni. Alle elezioni del 16 novembre 1919 (le prime dopo la riforma elettorale in senso proporzionale), raccolse il 20,5% dei voti e 100 deputati, dimostrando di essere una forza indispensabile per la formazione di qualsiasi governo.

    Alle elezioni del 19 maggio 1921, il PPI confermò la sua forza elettorale con il 20,4% dei voti e 108 deputati. Nel frattempo le squadracce fasciste cominciarono ad attaccare non solo le sedi socialiste, ma anche quelle popolari e quelle delle associazioni cattoliche. Al 3° Congresso, a Venezia, il partito influenzato dalla paura verso i socialisti e condizionato dal clima generale di "moralizzazione" della vita del Paese, preferì assumere una posizione attendista nei confronti del fascismo.
    Dopo la marcia su Roma (1922), per frenare l'irrompere dello squadrismo fascista e l'azione di asservimento dello Stato da parte del partito fascista e nell'illusione di una normalizzazione, il PPI accettò, contro il parere di don Sturzo (il quale si era espresso invece a favore di una collaborazione con i socialisti proprio in chiave antifascista), che alcuni suoi uomini entrassero, nell'ottobre del 1922, nel primo governo Mussolini: (Vincenzo Tangorra ministro del Tesoro e Stefano Cavazzoni ministro del Lavoro e Previdenza Sociale) .

    I blocchi nazionali sono stati una aggregazione politica italiana realizzata in occasione delle elezioni politiche italiane del 1921 e delle elezioni politiche italiane del 1924.
    Benito Mussolini fu eletto deputato della Camera dei deputati nel maggio 1921. A testimonianza dell'avvicinamento tra Mussolini e Giolitti, il futuro duce si presenta come alleato dello statista di Mondovì alle elezioni del 15 maggio 1921, nelle liste dei "blocchi nazionali" antisocialisti: ottiene 35 seggi ed è eletto deputato.
    In seguito alla approvazione della "Legge Acerbo", che prevedeva l'assegnazione, al partito o alla aggregazione che avesse ottenuto il 25% dei voti, di 2/3 dei seggi, Benito Mussolini, che già da qualche tempo era a capo di un governo di coalizione insieme a popolari e liberali, crea il listone unico dei "Blocchi Nazionali". In esso confluirono il praticamente tutti i partiti aderenti al precedente governo Mussolini (Partito Nazionale Fascista, Partito Liberale ed altri): con oltre il 60% dei voti, il listone governativo vince e riesce ad eleggere ben 375 deputati, in grande maggioranza fascisti.
    Siamo noi, siamo noi, i Campioni dell'Europa siamo noi

  6. #116
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    Predefinito Riferimento: Terza Repubblica

    Il 28 ottobre 1918 la costituzione del 1848 venne emendata per rendere il Reich una democrazia parlamentare: diversamente dalla costituzione del 1871 il Cancelliere avrebbe risposto al Parlamento, il Reichstag, e non più all'Imperatore.

    Le elezioni dell'Assemblea Nazionale avvennero il 19 gennaio 1919.

    l'Assemblea Nazionale si riunì nella città di Weimar, motivo per cui il nascente stato veniva in seguito soprannominato Repubblica di Weimar.
    La Costituzione di Weimar creò una repubblica con un sistema semi-presidenziale con il Reichstag eletto da una rappresentanza proporzionale.

    Il Primo Presidente della Germania, Friedrich Ebert dell'MSPD, firmò la nuova costituzione tedesca l'11 agosto 1919.

    Il 6 giugno 1920 si tenne la seconda tornata di elezioni della Repubblica, le prima dall'emanazione della Costituzione: esse confermarono Ebert al governo e videro, nonostante un calo di consensi, la supremazia delle sinistre.

    Il 1923 vide anche un attacco dalla destra che prese forma nel Putsch della Birreria, messo in piedi da Adolf Hitler a Monaco di Baviera.
    Dopo il fallimento del Putsch della Birreria, il suo imprigionamento e il successivo rilascio, Hitler si concentrò sui metodi legali per ottenere il potere.

    Gustav Stresemann fu Cancelliere per un breve periodo nel 1923 e ricoprì il ruolo di Ministro degli Esteri (1923-1929). Questo periodo fu di relativa stabilità per la Repubblica di Weimar, con un minor numero di sollevazioni e l'inizio di un'apparente ripresa economica.

    Nel 1929 la morte di Stresemann segnò la fine dell'"Epoca d'Oro" della Repubblica di Weimar.

    Le successive elezioni generali del Reichstag, il 14 settembre 1930, risultarono in un terremoto politico: il 18,3% dei voti andarono all'NSDAP, cinque volte in più della percentuale del 1928. Questo ebbe conseguenze devastanti per la Repubblica: non c'era una maggioranza nel Reichstag

    Nell'aprile del 1932 Hindenburg venne rieletto Reichspräsident, battendo al secondo turno Hitler per poche migliaia di voti. Nonostante Brüning avesse appoggiato fortemente la rielezione di Hindenburg, ne perse la fiducia e dovette dimettersi il 30 maggio.

    Hindenburg incaricò quindi come nuovo Reichskanzler Franz von Papen, che aveva il supporto di Hitler

    Le elezioni generali per il Reichstag del 31 luglio 1932 portarono il 37,2% dei voti all'NSDAP. Hitler ora richiedeva di essere nominato Cancelliere, ma la richiesta venne rifiutata da Hindenburg il 13 agosto.

    Non c'era ancora una maggioranza al Reichstag per nessun governo; come risultato, il Reichstag venne sciolto di nuovo e si rifecero le elezioni nella speranza che ne risultasse una maggioranza stabile.

    Non fu così. Il 6 novembre 1932 le elezioni diedero il 33,0% dei voti all'NSDAP che perse più del 4%.

    Il 4 gennaio 1933, Hitler si incontrò in segreto con von Papen in casa del banchiere di Colonia Kurt von Schroeder. Si accordarono sulla formazione di un governo di coalizione. oltre a Hitler, solo altri due membri dell'NSDAP avrebbero fatto parte del governo del Reich (Wilhelm Frick come Ministro degli Interni e Hermann Göring come Commissario per la Prussia),


    Quando il piano venne finalmente presentato a Hindenburg, questi nominò Hitler come il nuovo Reichskanzler il 30 gennaio 1933.

    Questa data viene comunemente considerata come l'inizio della Germania Nazista .

    Il nuovo governo instaurò la dittatura con una serie di misure in rapida successione


    http://it.wikipedia.org/wiki/Repubblica_di_Weimar
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  7. #117
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    Citazione Originariamente Scritto da brunik Visualizza Messaggio
    Tu personalizzi troppo la politica, amico, non è che Sciaboletta vivesse in un acquario, viveva in una democrazia proporzionale, con tutti i suoi bei partiti politici che rappresentavano il suo bel baluardo della democrazia come ora vado a dimostrarti:.


    Il Partito Democratico Sociale Italiano venne formato in previsione delle elezioni politiche italiane del 1919 come coalizione elettorale comprendente diversi partiti, in precedenza corrispondenti alla corrente di sinistra dell' area liberale:
    Nel 1921 vi si unirono:
    La coalizione ottenne il 10,9% dei voti, e venne ripresentata anche alle elezioni del 1921 (4,7%) e 1924 (1,4%), in alleanza con il Partito Nazionale Fascista di Mussolini.
    Il PDSI diede la fiducia al governo Mussolini e fece parte della squadra governativa fino all'1 luglio 1924; tre furono i suoi esponenti che parteciparono la compagine governativa: Teofilo Rossi ministro dell'Industria, Gabriello Carnazza titolare del dicastero dei Lavori Pubblici e Giovanni Antonio Colonna di Cesarò (fondatore e segretario del partito) a capo delle Poste e Telegrafi.


    Il Partito Liberale Italiano (PLI) era un partito politico italiano fondato nel 1922 da vari esponenti della classe politica che aveva governato il Regno d'Italia nel suo primo sessantennio di vita, e poi ricreato nel 1944 ad opera di Benedetto Croce dopo la chiusura della parentesi del Ventennio fascista.
    L'introduzione del sistema proporzionale nel 1919 e il conseguente trionfo dei partiti di massa socialista e popolare, costrinse anche i liberali a cominciare a porsi il problema di più stabili forme organizzative. Il Partito Liberale Italiano fu fondato nel 1922 dagli eredi della classe dirigente liberale che, da Camillo Benso di Cavour a Giovanni Giolitti, aveva fino a quel momento guidato il governo statale.
    Il nuovo soggetto fu tuttavia più un punto di riferimento aperto, che un partito che intendesse esaurire la rappresentanza politica liberale. Di fronte all'ascesa del fascismo, i liberali avanzarono sì critiche a difesa delle garanzie statutarie, ma in molti casi collaborarono all'instaurazione del nuovo regime autoritario, sia a livello centrale dove molti esponenti entrarono nel Governo Mussolini all'indomani della Marcia su Roma, sia a livello locale dove in molti casi fornirono al PNF il materiale umano per abbattere le esperienze amministrative socialiste e popolari. In vista delle elezioni del 1924 la maggioranza dei liberali accettò di entrare nel Listone Mussolini, seppur con rilevanti ed autorevoli eccezioni, prima fra tutte quella di Giovanni Giolitti.

    Il Partito Popolare Italiano (PPI) fu un partito politico nato il 18 gennaio 1919 e ispirato alla dottrina sociale della Chiesa, fondato da Luigi Sturzo insieme a Giovanni Bertini, Giovanni Longinotti, Angelo Mauri, Remo Vigorelli e Giulio Rodinò.
    Il PPI rappresentò per i cattolici italiani il ritorno organizzato alla vita politica attiva dopo lunghi decenni di assenza a causa del non expedit conseguente alle vicende dell'unificazione nazionale.
    Appena fondato, il PPI poté contare in Parlamento su 19 deputati, eletti in precedenza con il cosiddetto Patto Gentiloni. Alle elezioni del 16 novembre 1919 (le prime dopo la riforma elettorale in senso proporzionale), raccolse il 20,5% dei voti e 100 deputati, dimostrando di essere una forza indispensabile per la formazione di qualsiasi governo.

    Alle elezioni del 19 maggio 1921, il PPI confermò la sua forza elettorale con il 20,4% dei voti e 108 deputati. Nel frattempo le squadracce fasciste cominciarono ad attaccare non solo le sedi socialiste, ma anche quelle popolari e quelle delle associazioni cattoliche. Al 3° Congresso, a Venezia, il partito influenzato dalla paura verso i socialisti e condizionato dal clima generale di "moralizzazione" della vita del Paese, preferì assumere una posizione attendista nei confronti del fascismo.
    Dopo la marcia su Roma (1922), per frenare l'irrompere dello squadrismo fascista e l'azione di asservimento dello Stato da parte del partito fascista e nell'illusione di una normalizzazione, il PPI accettò, contro il parere di don Sturzo (il quale si era espresso invece a favore di una collaborazione con i socialisti proprio in chiave antifascista), che alcuni suoi uomini entrassero, nell'ottobre del 1922, nel primo governo Mussolini: (Vincenzo Tangorra ministro del Tesoro e Stefano Cavazzoni ministro del Lavoro e Previdenza Sociale) .

    I blocchi nazionali sono stati una aggregazione politica italiana realizzata in occasione delle elezioni politiche italiane del 1921 e delle elezioni politiche italiane del 1924.
    Benito Mussolini fu eletto deputato della Camera dei deputati nel maggio 1921. A testimonianza dell'avvicinamento tra Mussolini e Giolitti, il futuro duce si presenta come alleato dello statista di Mondovì alle elezioni del 15 maggio 1921, nelle liste dei "blocchi nazionali" antisocialisti: ottiene 35 seggi ed è eletto deputato.
    In seguito alla approvazione della "Legge Acerbo", che prevedeva l'assegnazione, al partito o alla aggregazione che avesse ottenuto il 25% dei voti, di 2/3 dei seggi, Benito Mussolini, che già da qualche tempo era a capo di un governo di coalizione insieme a popolari e liberali, crea il listone unico dei "Blocchi Nazionali". In esso confluirono il praticamente tutti i partiti aderenti al precedente governo Mussolini (Partito Nazionale Fascista, Partito Liberale ed altri): con oltre il 60% dei voti, il listone governativo vince e riesce ad eleggere ben 375 deputati, in grande maggioranza fascisti.
    grazie per avermi ricordato quelli che erano i ragruppamenti preesistenti al proporzionale che non erano certtamente pochi, anzi come vedi col proporzionale semmai si ragrupparono.
    Come vedi quando parlavo di PL e non PLI per le elezion idel '21 non sbagliavo. Il PLI cone vedi fu fondato nel '22,
    "E' decretato che ogni uomo il quale s'accosta alla setta dei moderati debba smarrire a un tratto senso morale e dignità di coscienza?" G. Mazzini

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  8. #118
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    grazie per avermi ricordato quelli che erano i ragruppamenti preesistenti al proporzionale che non erano certtamente pochi, anzi come vedi col proporzionale semmai si ragrupparono.
    Come vedi quando parlavo di PL e non PLI per le elezion idel '21 non sbagliavo. Il PLI cone vedi fu fondato nel '22,
    esatto, e dice anche che di fronte all'ascesa del fascismo, i liberali in molti casi collaborarono all'instaurazione del nuovo regime autoritario, sia a livello centrale dove molti esponenti entrarono nel Governo Mussolini all'indomani della Marcia su Roma, sia a livello locale dove in molti casi fornirono al PNF il materiale umano per abbattere le esperienze amministrative socialiste e popolari. In vista delle elezioni del 1924 la maggioranza dei liberali accettò di entrare nel Listone Mussolini,

    Quindi il fascismo non è mica stata colpa solo di Sciaboletta, anzi mi sa che è quello che c'entra di meno, anche perchè Mussolini è asceso al potere in modo democraticissimo col suo bel 19%.
    Siamo noi, siamo noi, i Campioni dell'Europa siamo noi

  9. #119
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    esatto, e dice anche che di fronte all'ascesa del fascismo, i liberali in molti casi collaborarono all'instaurazione del nuovo regime autoritario, sia a livello centrale dove molti esponenti entrarono nel Governo Mussolini all'indomani della Marcia su Roma, sia a livello locale dove in molti casi fornirono al PNF il materiale umano per abbattere le esperienze amministrative socialiste e popolari. In vista delle elezioni del 1924 la maggioranza dei liberali accettò di entrare nel Listone Mussolini,

    Quindi il fascismo non è mica stata colpa solo di Sciaboletta, anzi mi sa che è quello che c'entra di meno, anche perchè Mussolini è asceso al potere in modo democraticissimo col suo bel 19%.
    No caro Brunik; le elezioni dl '24 erano già fatte prima ancora che la prima scheda entrasse nell'urna. Il destino del fascismo si giocò principalmente con la resa dinnanzi alla marcia su Roma. E comunque se la cosa principale sono state le elezioni del '24,;che c'azzecca il proporzionale senza premio di maggioranza , che magari avrebbe ancor salvato con comportamenti elettorali conseguentemente diversi, sia pure in estremis, la democrazia italiana?
    "E' decretato che ogni uomo il quale s'accosta alla setta dei moderati debba smarrire a un tratto senso morale e dignità di coscienza?" G. Mazzini

    http://www.novefebbraio.it/

  10. #120
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    Predefinito Riferimento: Terza Repubblica

    Citazione Originariamente Scritto da edera rossa Visualizza Messaggio
    maggior corrispondenza fra società politica e società civile

    minori costi di sistema al momento di passaggio di governo

    maggior continuità nella conduzione politica con particolare riguardo alla politica estera

    maggiore partecipazione alla politica e maggior possibilità di processi di identità

    maggiori possibilità per le nuove formazioni politiche e per le nuove istanze civili di emergere

    maggior democrazia all'interno dei partiti politici

    minor personalizzazione della politica

    minor influenza delle minoranze intense e quindi minor controllo del cattolicesimo politico su entrambi gli shieramenti ( non a caso la CEI intervenne in una materia così distante dal messaggio pastorale

    miglior qualità della classe politica

    minor potere delle segreterie di partito sulla società civile

    non avremmo avuto Berlusconi

    e qui , almeno per il momento, mi fermo, ringraziandoti per la tua nota signorilità.
    a maggior gioia di Brunbik ne aggiungo un altro:

    con il proporzionale i cittadini hanno la possibilità di scegliere partiti con un minor ventaglio di posizioni ,rispetto ai due partiti omnibus tipici dei sistemi uninominali, e quindi possono scegliere in maniera più conforme al loro pensiero.
    "E' decretato che ogni uomo il quale s'accosta alla setta dei moderati debba smarrire a un tratto senso morale e dignità di coscienza?" G. Mazzini

    http://www.novefebbraio.it/

 

 
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