





Non è un piedistallo, è che le piacciono i tacchi.
Dunque anche aggiungere sottotitoli che occupano mezzo schermo (tralasciando peraltro per motivi di spazio e tempo molto più di quanto si perda in un doppiaggio) lo è.
La soluzione quale sarebbe? Impariamo tutte le lingue del mondo per vedere l'ispettore Derrick o seguire Holly e Benji in giapponese senza sottotitoli o cosa? Perchè i sottotitoli vi vanno bene ed il doppiaggio no? E soprattutto perchè volete imporre questa scelta andando contro alla volontà del produttore? Grazie
1 - l'opera lirica è principalmente musica e la musica per ovvi motivi non viene doppiataCapisco che a voi italian pride dia fastidio non essere al centro del mondo, ma vedetela così: vi darebbe fastidio che qualcuno traducesse le bellissime e famosissime opere liriche dall'italiano all'inglese?
2- per quel che vale, quando si ascolta la lirica non si capisce un cacchio anche in italiano, quindi va bene fare ciò che uno vuole![]()
Hey, I don't feel so good. Something's not right, something's coming over me, what the hell is this?


Io non voglio imporre nulla, è giusto che i bifolchi abbiano i loro film tradotti. per quanto mi riguarda, se il film è in inglese non uso neanche i sottotitoli.
Però quando la "volontà del produttore" impone i sottotitoli (per paesi piccoli e per i quali non vale la pena doppiare il doppiabile), ci guadagnano tutti e la gente va al cinema lo stesso.
Voi spaghetti-pride continuate pure a farvi le seghe su ferruccio amendola che era tanto bravo, perché "i doppiatori italiani sono i migliori del mondo". (stallone, al pacino, dustin hoffman e robert de niro che hanno la stessa voce... utile e bellissimo, così come homer simpson che ha la voce di eddie murphy)


uffa, ti avevo appena reputato (negativamente, approvando quindi, come piace a te) in un altro thread e adesso mi vieni fuori con queste baggianate...
Melusine ha detto bene, gli italiani riguardo il cinema sono malati di provincialismo: mi sai spiegare come ha fatto il mondo intero fuori dall'Italia ad apprezzare in misura non inferiore di quel che possiamo aver fatto noi Rossellini, De Sica, De Santis, Pasolini, Fellini ecc. in italiano con sottotitoli nelle loro lingue?
i desiderata del produttore non c'entrano niente, lui sa bene che in originale il suo film non venderebbe un biglietto in Italia.
riguardo l'opera lirica, sei pregato di non pronunciarti se sei ignorante in materia: mai sentito nominare Lorenzo da Ponte, Cigna-Santi, Haym e Pietro Metastasio, uno dei maggiori poeti italiani? se non capisci un cacchio quando ascolti un'opera è un tuo problema, un problemino diffuso pure in altri ambiti magari. per la cronaca, l'opera italiana - come quella francese o tedesca - viene cantata in tutto il mondo nella lingua originale: ci sarà pured una ragione, o no? (naturalmente il pubblico non bifolco si provvede sempre di libretto con traduzione a fronte, e i maggiori teatri d'opera - a parte i sottotitoli - hanno piccoli faretti nelle poltrone che servono per leggere e seguire quello che tu non capisci). l'unico teatro al mondo che traduce le opere in inglese è lo sciovinistissimo ENO, e basta. ci sono pure esempi di opere bilingue, molto rari, come ad esempio Orfeo ed Euridice anche in francese, ma è stato lo stesso compositore, Gluck (quello della Via di quel coglione di celentano), a comporla ed adattarla, fino a farne quasi due opere differenti
Ultima modifica di tolomeo; 21-08-11 alle 01:01
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A fool and his money can throw one hell of a party.




qui però 'pene' doveva essere pronunciato con l'e larga: sbagliano tutte e tre (le doppiatrici)
Ultima modifica di Dev; 21-08-11 alle 01:23


Inutile girarci attorno, la domanda era: perchè il doppiaggio è una violenza artistica irrimediabile ed i sottotitoli no?
L'unico vantaggio dei sottotitoli è che dai 10 euro a Fenris e ti traduce tutto il copione, mentre i doppiatori vanno pagati.
Quanto agli "spaghetti-pride" i film vengono doppiati praticamente ovunque: Francia, Germania, Austria, Svizzera, Spagna e in altri paesi, come Polonia o in genere all'est, c'è la peggiore cosa si possa fare...il tizio nel film parla in inglese e la voce polacca o ungherese subito dopo dice cosa ha detto, sempre usando la stessa intonazione.
Pensa che anche negli Usa i film britannici che hanno un accento forte vengono doppiati, ad es. Trainspotting fu doppiato nel mercato americano.
Ed ora tu e medusina tornate nel vostro salotto radical-chic vellutato a fumare sigarette con bocchino da 20 cm:sofico:
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Il cinema senza il doppiaggio sarebbe stato più o meno uguale a quel che è oggi.
Probabilmente gli italiani parlerebbero in inglese in maniera un po' meno risibile dell'attuale.
Figliolo, lei è un asino...
(D.Pastorelli, cit.)


Non c'è da farne una contesa ideologica né andrebbe usato l'espediente dialettico di riferirsi solo al doppiaggio dei grandi film e dei grandi attori.
Due-tre anni fa, Italia 1 trasmetteva al venerdì la serie di CSI : sulle frequenze del digitale si poteva scegliere l'originale o il doppiato con un tasto del telecomando del decoder.
Io, appassionato della serie, sono partito entusiasta con l'originale ma nel giro di pochi venerdì ho ripiegato, pragmaticamente, sulla versione doppiata.
Semplicemente, era superiore all'originale.
Ultima modifica di Ivan; 21-08-11 alle 12:05