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Risultati da 1 a 10 di 68
  1. #1
    valerio500
    Ospite

    Predefinito comsa sarebbe lo stato ebraico senza il nazismo?

    Cosa sarebbe Israele senza il nazismo???
    Adesso che la settimana del dolore, o del ricordo, è passata , sarebbe bene guardare al presente, la principale domanda che ci si pone è questa, cosa sarebbe stato ebraico senza il nazismo?
    Sarebbe stato permesso di violare sistematicamente per quaranta anni tutte le risoluzioni ONU? La comunità internazionale avrebbe tollerato tutte le nefandezze e porcherie dello stato ebraico contro i poveri Palestinesi?migliaia i morti tra donne e bambini, demolizione sistematica delle loro povere abitazioni,erosione del territorio, Purtroppo lo spazio consentito non permette di elencarle tutte, mi limito a quelle attuali , quelle che più non sopporto, la continua provocazione dei coloni ebrei hai danni dei poveri e inermi contadini palestinesi, il taglio di 2400 ulivi dell’anno passato, qualcuno si chiederà perché menzionare sempre questi ulivi?per un motivo molto semplice, per questi internati, gli ulivi sono la sopravvivenza, non sono un capo di bestiame che in pochi anni si può ricostituire, per una piantagione di ulivi, occorrono più di venti anni, e questi porci dei coloni ebrei per la maggior parte giunti dagli USA questo lo sanno benissimo, da noi è normale cronaca, ma non credo che sarà cosi a lungo

  2. #2
    Ashmael
    Ospite

    Predefinito

    Come sarebbe questo Forum senza voi neobnazisti, filonazislamici, antisionisti di tutte le (stomachevoli) salse?
    Sarebbe un forum pulito!

  3. #3
    valerio500
    Ospite

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Ashmael
    Come sarebbe questo Forum senza voi neobnazisti, filonazislamici, antisionisti di tutte le (stomachevoli) salse?
    Sarebbe un forum pulito!
    quando si parla mdello stato ebraico, si denunciano le sue porcherie, la parola rifugio è nazista,sinceramente questo accostamento mi lascia indifferente, lei è in grado di contestare quando da me scritto, non corrisponde alla verità?

  4. #4
    Ashmael
    Ospite

    Predefinito

    Credo inutile ricordarti che lo Stato Ebraico, legittimamente costituito, è sotto quarantennale assedio da parte di un nemico che si propone la sua cancellazione, nemico che massacra innocenti in stragi suicide e che spreca le migliori menti del suo popolo indottrinandole all'odio e inducendole ad assassinare suicidandosi. Ci sono stati eccessi e crimini da entrambe le parti, e ora si vuole continuare a spargere e diffondere odio, giustificando inammissibili delitti. Io sto per chi, israeliano o palestinese, lavora per la pace, e la pacifica convivenza di due popoli e due stati.

    Come queste persone:
    http://www.repubblica.it/2005/l/sezi...estisrael.html

    "La nostra radio per la pace"
    Insieme arabi e israeliani


    ROMA - Un programma radiofonico per avvicinare israeliani e palestinesi. Realizzato e condotto, insieme, da ragazzi israeliani e palestinesi. È il progetto che sta nascendo in un kibbutz della Galilea, Sasa D.N. Merom Hagalil, dove da diversi anni opera la fondazione Beresheet LaShalom, gestita da Yehuda e Edna Angelica Calò Livné, sposati e con quattro figli.

    Una storia straordinaria, iniziata cinque mesi fa, quando ad Angelica, che già ha avuto diverse esperienze di "lotta per l'integrazione" (da quattro anni tramite la propria fondazione gestisce una compagnia teatrale multiculturale) è stata fatta la proposta di creare un programma realizzato da giovani per giovani sulla stazione radio "All for peace", che trasmette in tutto Israele da Ramallah e Gerusalemme. Il progetto prevede, per adesso, un'ora a settimana di conduzione sui temi dell'integrazione e dell'educazione alla differenza.

    "All'inizio ci è stato chiesto di produrre una puntata pilota - racconta Angelica, ancora molto emozionata - ma portare i ragazzi fino a Gerusalemme sarebbe stato difficile per noi che viviamo in alta Galilea, al confine col Libano. E così abbiamo chiesto a un'altra emittente della zona, 'Radio Galil Eliyon', di poter fare una trasmissione di prova. Anche in questo caso c'è stato grande entusiasmo attorno all'iniziativa, tanto che hanno pensato di mettersi in contatto con 'All For Peace' per poter trasmettere, anche loro, il programma. In questo modo si è creato, facilmente e quasi senza volerlo, un ponte tra nord e sud Israele, tra Israele e Palestina".

    Per la puntata pilota, racconta ancora Angelica, sono stati scelti tre ragazzi arabi e tre israeliani. Nella scaletta sono state inserite interviste ai coetanei delle diverse etnie e religioni che vivono nel Paese. Come ad esempio quella a due ragazzi arabi cristiani del villaggio Fassuta, che scrivono e interpretano musica rap per la pace, insieme a due ragazze ebree di Maalot. Poi sono stati intervistati alcuni ragazzi israeliani e palestinesi di ritorno da una "delegazione per la pace" che ha fatto il giro dell'Italia, e, ancora, c'è stato un colloquio con l'ex segretario di Joseph Ratzinger.

    "Per spiegare che l'integrazione tra israeliani e palestinesi è possibile - spiega Angelica - i ragazzi hanno anche sviluppato un dialogo con i loro coetanei, dopo aver letto una poesia di Jonathan Gefen. Nella poesia si legge di un omino verde che vive in un mondo verde, con la famiglia verde, la casa verde, l'automobile verde. A un certo punto l'omino esce e vede, per strada, un omino blu. Meital, 16 anni, il moderatore, ha sollevato le domande: si può vivere in un mondo solo verde? Ti è mai capitato di essere l'omino blu della storia? Il tutto condito con musiche e canzoni in arabo, ebraico, inglese e italiano scelte dai ragazzi".

    Coloro che si avvicenderanno in redazione saranno chiamati a impegnarsi in un percorso completo, dalla ricerca alla produzione, dalla regia al montaggio dell'audio. Non dimenticando che si cimenteranno anche in un'esperienza organizzativa, politica, sociale, di leadership, di rispetto e di affetto. Gli argomenti trattati durante le trasmissioni saranno i più vari, e saranno sempre i ragazzi a sceglierli, in modo che siano attuali, originali e soprattutto adatti ai propri coetanei all'ascolto.

    "All'inizio è stato difficile trovare i giovani - ammette Angelica - perché quando io attaccavo le locandine c'erano tante persone scettiche. Poi, piano piano, qualcuno è arrivato, spinto dalla curiosità. E così tanti ragazzi hanno iniziato a conoscersi e attraverso l'esperienza comune sono diventati unitissimi. Hanno portato amici, parenti: ora siamo tanti, tutti insieme, ebrei, cristiani, musulmani. Per adesso speriamo in un aiuto economico, so che siamo sulla strada giusta, una strada educativa. E so che attraverso questa strada possiamo aprire un cancello e fare in modo che dalle due parti si possa entrare, si possa parlare delle diversità e della multiculturalità".

    "Oggi nel nostro Paese - continua ancora Angelica - tutto dipende dall'educazione, tramite l'insegnamento possiamo davvero cambiare le cose. Se si riuscisse a fare altri progetti in cui israeliani e palestinesi stanno assieme sarebbe meraviglioso. La cosa stupenda è che quando i ragazzi delle diverse etnie s'incontrano, vedono subito che tra loro non c'è alcuna differenza. In tanti, da una parte e dall'altra, fomentano all'odio, ma quando ci si conosce, in situazioni positive e in un'atmosfera positiva, tutto cambia. Spesso ai ragazzi viene chiesto: 'Ma qual è il vostro segreto per l'integrazione? Come fate a stare così bene?' e la risposta è la più immediata, ma anche la più semplice: 'Guardateci bene: sapete dirci chi di noi è ebreo e chi è arabo? Siamo tutti uguali!'"

    Angelica, che è stata anche candidata, lo scorso anno, al premio Nobel per la pace, è regista e insegnante di teatro. "Due anni fa abbiamo creato una compagnia teatrale chiamata 'Teatron Keshet', 'Teatro dell'Arcobaleno', e con i tanti ragazzi che si sono avvicendati abbiamo portato in giro per il mondo uno spettacolo che mette in scena la pace e il dialogo tra i popoli".

    Ancora una volta i giovani si sono rivelati portatori di idee semplici ma rivoluzionarie. Come questa, un'iniziativa nata in un piccolo villaggio israeliano che, attraverso tante fortunate coincidenze, sta prendendo forma. E chissà che da un programma di un'ora non si possa passare, entro qualche mese, a un palinsesto più articolato ed educare sempre più giovani alla pace affinché, come si dice dalle loro parti, "Dio non scagli il cielo sulla terra".

  5. #5
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    Predefinito

    Mi chiedo come sarebbe israele senza il $ioni$mo.

  6. #6
    valerio500
    Ospite

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    Citazione Originariamente Scritto da Ashmael
    Credo inutile ricordarti che lo Stato Ebraico, legittimamente costituito, è sotto quarantennale assedio da parte di un nemico che si propone la sua cancellazione, nemico che massacra innocenti in stragi suicide e che spreca le migliori menti del suo popolo indottrinandole all'odio e inducendole ad assassinare suicidandosi. Ci sono stati eccessi e crimini da entrambe le parti, e ora si vuole continuare a spargere e diffondere odio, giustificando inammissibili delitti. Io sto per chi, israeliano o palestinese, lavora per la pace, e la pacifica convivenza di due popoli e due stati.

    Come queste persone:
    http://www.repubblica.it/2005/l/sezi...estisrael.html

    "La nostra radio per la pace"
    Insieme arabi e israeliani


    ROMA - Un programma radiofonico per avvicinare israeliani e palestinesi. Realizzato e condotto, insieme, da ragazzi israeliani e palestinesi. È il progetto che sta nascendo in un kibbutz della Galilea, Sasa D.N. Merom Hagalil, dove da diversi anni opera la fondazione Beresheet LaShalom, gestita da Yehuda e Edna Angelica Calò Livné, sposati e con quattro figli.

    Una storia straordinaria, iniziata cinque mesi fa, quando ad Angelica, che già ha avuto diverse esperienze di "lotta per l'integrazione" (da quattro anni tramite la propria fondazione gestisce una compagnia teatrale multiculturale) è stata fatta la proposta di creare un programma realizzato da giovani per giovani sulla stazione radio "All for peace", che trasmette in tutto Israele da Ramallah e Gerusalemme. Il progetto prevede, per adesso, un'ora a settimana di conduzione sui temi dell'integrazione e dell'educazione alla differenza.

    "All'inizio ci è stato chiesto di produrre una puntata pilota - racconta Angelica, ancora molto emozionata - ma portare i ragazzi fino a Gerusalemme sarebbe stato difficile per noi che viviamo in alta Galilea, al confine col Libano. E così abbiamo chiesto a un'altra emittente della zona, 'Radio Galil Eliyon', di poter fare una trasmissione di prova. Anche in questo caso c'è stato grande entusiasmo attorno all'iniziativa, tanto che hanno pensato di mettersi in contatto con 'All For Peace' per poter trasmettere, anche loro, il programma. In questo modo si è creato, facilmente e quasi senza volerlo, un ponte tra nord e sud Israele, tra Israele e Palestina".

    Per la puntata pilota, racconta ancora Angelica, sono stati scelti tre ragazzi arabi e tre israeliani. Nella scaletta sono state inserite interviste ai coetanei delle diverse etnie e religioni che vivono nel Paese. Come ad esempio quella a due ragazzi arabi cristiani del villaggio Fassuta, che scrivono e interpretano musica rap per la pace, insieme a due ragazze ebree di Maalot. Poi sono stati intervistati alcuni ragazzi israeliani e palestinesi di ritorno da una "delegazione per la pace" che ha fatto il giro dell'Italia, e, ancora, c'è stato un colloquio con l'ex segretario di Joseph Ratzinger.

    "Per spiegare che l'integrazione tra israeliani e palestinesi è possibile - spiega Angelica - i ragazzi hanno anche sviluppato un dialogo con i loro coetanei, dopo aver letto una poesia di Jonathan Gefen. Nella poesia si legge di un omino verde che vive in un mondo verde, con la famiglia verde, la casa verde, l'automobile verde. A un certo punto l'omino esce e vede, per strada, un omino blu. Meital, 16 anni, il moderatore, ha sollevato le domande: si può vivere in un mondo solo verde? Ti è mai capitato di essere l'omino blu della storia? Il tutto condito con musiche e canzoni in arabo, ebraico, inglese e italiano scelte dai ragazzi".

    Coloro che si avvicenderanno in redazione saranno chiamati a impegnarsi in un percorso completo, dalla ricerca alla produzione, dalla regia al montaggio dell'audio. Non dimenticando che si cimenteranno anche in un'esperienza organizzativa, politica, sociale, di leadership, di rispetto e di affetto. Gli argomenti trattati durante le trasmissioni saranno i più vari, e saranno sempre i ragazzi a sceglierli, in modo che siano attuali, originali e soprattutto adatti ai propri coetanei all'ascolto.

    "All'inizio è stato difficile trovare i giovani - ammette Angelica - perché quando io attaccavo le locandine c'erano tante persone scettiche. Poi, piano piano, qualcuno è arrivato, spinto dalla curiosità. E così tanti ragazzi hanno iniziato a conoscersi e attraverso l'esperienza comune sono diventati unitissimi. Hanno portato amici, parenti: ora siamo tanti, tutti insieme, ebrei, cristiani, musulmani. Per adesso speriamo in un aiuto economico, so che siamo sulla strada giusta, una strada educativa. E so che attraverso questa strada possiamo aprire un cancello e fare in modo che dalle due parti si possa entrare, si possa parlare delle diversità e della multiculturalità".

    "Oggi nel nostro Paese - continua ancora Angelica - tutto dipende dall'educazione, tramite l'insegnamento possiamo davvero cambiare le cose. Se si riuscisse a fare altri progetti in cui israeliani e palestinesi stanno assieme sarebbe meraviglioso. La cosa stupenda è che quando i ragazzi delle diverse etnie s'incontrano, vedono subito che tra loro non c'è alcuna differenza. In tanti, da una parte e dall'altra, fomentano all'odio, ma quando ci si conosce, in situazioni positive e in un'atmosfera positiva, tutto cambia. Spesso ai ragazzi viene chiesto: 'Ma qual è il vostro segreto per l'integrazione? Come fate a stare così bene?' e la risposta è la più immediata, ma anche la più semplice: 'Guardateci bene: sapete dirci chi di noi è ebreo e chi è arabo? Siamo tutti uguali!'"

    Angelica, che è stata anche candidata, lo scorso anno, al premio Nobel per la pace, è regista e insegnante di teatro. "Due anni fa abbiamo creato una compagnia teatrale chiamata 'Teatron Keshet', 'Teatro dell'Arcobaleno', e con i tanti ragazzi che si sono avvicendati abbiamo portato in giro per il mondo uno spettacolo che mette in scena la pace e il dialogo tra i popoli".

    Ancora una volta i giovani si sono rivelati portatori di idee semplici ma rivoluzionarie. Come questa, un'iniziativa nata in un piccolo villaggio israeliano che, attraverso tante fortunate coincidenze, sta prendendo forma. E chissà che da un programma di un'ora non si possa passare, entro qualche mese, a un palinsesto più articolato ed educare sempre più giovani alla pace affinché, come si dice dalle loro parti, "Dio non scagli il cielo sulla terra".
    so solo una cosa dopo la II guerra mondiale, lo stato ebraico è stato l'unico paese che ha messo in atto una colonizzazione ai danni di altro popolo, secondo lei è stato permesso? le anticipo la risposta, lo stato ebraico tanto per non smentire il suo DNA la cambiale dell'olocausto, l'ha mantenuta in vita per tutti questi anni

  7. #7
    I amar prestar aen
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    Citazione Originariamente Scritto da valerio500
    so solo una cosa dopo la II guerra mondiale, lo stato ebraico è stato l'unico paese che ha messo in atto una colonizzazione ai danni di altro popolo, secondo lei è stato permesso? le anticipo la risposta, lo stato ebraico tanto per non smentire il suo DNA la cambiale dell'olocausto, l'ha mantenuta in vita per tutti questi anni
    Hai detto una inesattezza storicamente notevole, basta pensare al progetti di rumenizzazione della parte di transilvania storicamente abitate da ungheresi, fatta da parte del regime comunista di ceausescu, basta pensare alle opere di colonizzazione fatte dal regime di Menghistu in etiopia.

    Cordiali Saluti
    E voi tutti, o Celesti, ah! concedete,
    Che di me degno un dì questo mio figlio
    Sia spendor della patria, e de Troiani
    Forte e possente regnator. Deh! fate
    Che il veggendo tornar dalla battaglia
    Dell'armi onusto de' nemici uccisi,
    Dica talun: NON FU SI' FORTE IL PADRE:
    E il cor materno nell'udirlo esulti.

  8. #8
    Hanno assassinato Calipari
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    Citazione Originariamente Scritto da Ashmael
    Credo inutile ricordarti che lo Stato Ebraico, legittimamente costituito, è sotto quarantennale assedio da parte di un nemico che si propone la sua cancellazione,


    Cioè i palestinesi sarebbero il nemico?

  9. #9
    valerio500
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    Citazione Originariamente Scritto da locke
    Hai detto una inesattezza storicamente notevole, basta pensare al progetti di rumenizzazione della parte di transilvania storicamente abitate da ungheresi, fatta da parte del regime comunista di ceausescu, basta pensare alle opere di colonizzazione fatte dal regime di Menghistu in etiopia.

    Cordiali Saluti
    pensare al progetti di rumenizzazione della parte di transilvania storicamente abitate da ungheresi,

    ha scritto la parola giusta, progetti, secondo lei quelli dello stato ebraico sono progetti? le colonie su terra altrui sono una realtà

  10. #10
    email non funzionante
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    Cosa sarebbe Israele senza il nazismo???
    e la Germania senza nazismo? che cavolo di domanda fai?
    Sarebbe stato permesso di violare sistematicamente per quaranta anni tutte le risoluzioni ONU?
    le risoluzioni che sono semplici ''raccomandazioni'' non si ''violano''...non c'è niente da ''violare'' in una risoluzione che non ha valore legale.
    la continua provocazione dei coloni ebrei hai danni dei poveri e inermi contadini palestinesi,
    i poveri ed inermi contadini palestinesi non hanno mai avuto niente da temere da nessun ebreo, semmai da terroristi che sparano dalla loro terra in direzione comunitá israeliane/ebraiche o Israele.

    e finiscila poi con la storia degli ulivi. Gli ulivi abbattuti dall' esercito per motivi di sicurezza vengono sempre rimborsati e gli altri ulivi non sono stati abbattuti ma potati,
    infatti bisogna potarli,
    è necessario potarli,
    bisogna potarli di tanto in tanto,
    hai capito o no?
    E gli abitanti delle comunitá hanno ad altro da pensare che potare ulivi di arabi...sempre che gli arabi ne siano i proprietari poi.
    Essí, anche fra gli arabi palestinesi ci sono porci ladri ...... il 99 per cento delle auto israeliane rubate è a Gaza o a Ramallah, Hamasstan, inzomma.

 

 
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