
Originariamente Scritto da
Kobra
Ci sono cose che mandano in bestia, episodi della vita sociale e politica del Nostro Paese che sono stati dimenticati e che a ricordarli ci sembra incredibile che possano essere accaduti.
Eppure...
Inqualificabili personaggi che, con il cappellino rosso girato all'indietro e con quell'aria sussiegosa di chi parla sapendo di avere ragione ("noi sappiamo...") aizzano masse di poveri beoti a scioperi generali che hanno l'unico scopo di impoverire ulteriormente le già scarse risorse di questa nazione. Comportamenti irresponsabili.
E passi se, poi, alla fine qualcuno dei beoti ne traesse vantaggio ma non è così, mai stato così; alla fine gli unici a guadagnarci sono solo loro, quelli col cappellino rosso girato all'indietro che, dopo una vista di stenti passata ad aizzare le folle sostituendosi a quelle nel trattare i loro interessi, finiranno la loro carriera posando il culo su qualche scranno parlamentare.
Vogliamo raccontare la storia della cosiddetta "Legge Mosca".
Quella porcheria che ha interessato e tuttora interessa circa 40.000 persone più o meno intrallazzate con la politica e il sindacalismo che, in dispregio di qualunque regola morale o etica, si sono bellamente fatti gli affari propri alla faccia dei beoti che manifestano contro il destino.
Lo facciamo citando in varie riprese un articolo pubblicato da Giorgio Bianco il 28 Aprile 2005 e ripreso oggi da un altro giornalista famoso di cui non ricordiamo il nome. Una storia passata velocemente nel dimenticato e che oggi nessun sindacalista parolaio e fancazzista avrebbe il coraggio di argomentare.
Segue...
PS: Questo sarà un thread "a puntate"; lo vogliamo così nella speranza di attirare un po' di interesse anche se nutriamo scarse speranze.