
Originariamente Scritto da
Giò91
Suvvia, non facciamo gli ipocriti. Quando mai è successo che si catturasse in guerra un combattente perché combattente (cioé in quanto tale)?
Mai.
Lo si cattura perché è un combattente nemico.
Il nemico politico in quella guerra erano i sassoni pagani.
Su chi doveva essere attuata la rappresaglia? Sui combattenti cristiani? No di certo.
Quelle persone catturate si erano rese responsabili, collettivamente, dello sterminio di un'intera armata franca? A quanto pare, sì.
Erano colpevoli, inoltre, di rivolta contro il Regno dei Franchi a cui si erano sottomessi in precedenza?
Sì.
Questi sono i fatti.
Addirittura, Carlo Magno concesse la possibilità ai catturati di salvarsi tramite l'abiura del paganesimo, la conversione al Cattolicesimo e il conseguente riconoscimento dell'autorità di Re Carlo: tre cose collegate perché la legittimazione del potere regale era divina e negando Cristo si negava la fonte della legittimità dell'autorità del re.
Pertanto, la conversione religiosa dei sassoni aveva un evidente significato politico, nel senso schmittiano del termine.
Io non so quale fosse il numero esatto di Franchi massacrati dai Sassoni né se fosse noto. So però che le cronache dell'epoca parlarono di centinaia e centinaia di Franchi sterminati in un agguato. Fu uno smacco talmente grande che Carlo Magno rimase spiazzato.
Ciò vuol dire che quei circa 4500 sassoni pagani catturati e uccisi non fossero esattamente degli uomini inermi ed innocenti.
Mi vuoi forse dire che in guerra non si può attuare una justa vindicatio contro chi ti ha aggredito?